Jump to ratings and reviews
Rate this book

Tutto chiuso tranne il cielo

Rate this book
Julian è un diciannovenne esile e pallido, la sua anima è azzurra come la sua chioma. Mangia pochissimo, ha sempre in mano il cellulare, ma sente e osserva ogni cosa. Abbraccia tutti, poi scappa. Se permettesse a qualcuno di toccarlo davvero si troverebbe a dover affrontare sentimenti dai quali ha preso una distanza di quasi 10.000 chilometri: quelli che separano Milano da Tokyo. Dopo un anno trascorso in Giappone è proprio a Milano, il luogo della sua ferita originale, che Julian sta tornando. Siamo all'inizio dell'estate, ad accoglierlo trova la desolazione della città oppressa dalla canicola e la vita annodata da cui era scappato: credeva che la realtà avesse smesso di fargli del male, invece si trova a dover realizzare che il suo rapporto con la realtà si era semplicemente interrotto. Si sente ancora prigioniero di un segreto a cui non riesce a dare un nome, come se fosse vittima di un maleficio - e forse a lanciarglielo è stato Christian, il suo splendido e sfuggente fratello maggiore. Julian si separa sempre di più dal proprio corpo, ma una fantasmagorica serie di incontri lo trascina in avanti quasi suo malgrado. C'è An, la sua migliore amica cinese, che da lui vorrebbe qualcosa di più che amicizia; Leo, il cassiere trentaduenne di un supermercato, disincantato come un saggio orientale e cinico in modo tutto occidentale; Cloro, una celebre youtuber che domina gli altri con disinvoltura, ma è fragile come una bambina; e poi Dante, il quarantenne dissacrante e commovente che lo accompagna nella riscoperta di sé. Julian dovrà ritrovare la sua voce e affrontare la difficoltà di comunicare emozioni complesse in un mondo in cui tutto è sempre più rapido e superficiale.

155 pages, Hardcover

First published March 5, 2019

5 people are currently reading
358 people want to read

About the author

Eleonora C. Caruso

18 books283 followers
Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 e si è annoiata finché non è andato in onda Sailor Moon. Nel 2001 ha cominciato a scrivere in rete fanfiction sui suoi anime preferiti, conquistando in breve tempo migliaia di lettori. Ha fatto l’operaia, la commessa, l’impiegata, la centralinista di call centre. Vive a Milano con il suo compagno e la sua collezione di manga.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
74 (22%)
4 stars
113 (34%)
3 stars
92 (27%)
2 stars
34 (10%)
1 star
16 (4%)
Displaying 1 - 30 of 54 reviews
Profile Image for Lisachan.
340 reviews31 followers
March 23, 2019
Se non potevo pretendere da me stessa una recensione seria dopo aver letto Le ferite originali, posso pretenderla ancora meno dopo la lettura di Tutto chiuso tranne il cielo, che se è stato il parto della placenta per la sua autrice per me invece è stata la riapertura di ferite (narrative) vecchie che speravo potessero smettere di bruciare e invece continuano imperterrite a fare male.
Julian è un pezzo di cuore, lo amo come amerei un fratellino minore (nota bene: come IO amerei un fratellino minore, non come lo amerebbe Christian, che già lo fa e sarebbe stato meglio non l'avesse fatto LSDòJGHSJHGJKG), ho partecipato delle sue vicende, ho percepito il suo scollarsi, ho sopportato il suo dolore al suo fianco ed accanto a lui ho rincorso il sollievo di un finale-non-finale che, in linea perfetta con il resto della storia, invece di chiudere la vicenda con una pesante parola FINE si limita a tenerla sospesa in modo onesto e lieve, quasi leggero. Questo meritava d'altronde Julian, che la sua figura venisse esplorata con onestà, che la sua storia venisse raccontata con pienezza invece che nei rari momenti di luce che potevano bagnarlo nelle Ferite quando l'ombra di Christian per un istante smetteva di proiettarsi su di lui.
Ho adorato questo romanzo brevissimo e che mi si è inciso dentro, ne ho amato i personaggi, sia i nuovi (LEO! Leo su ogni cosa, ma anche Fiaba/Cloro e l'insostituibile Alass, e An per la quale ho sofferto ininterrottamente per tutte e 155 le pagine che hanno composto il racconto) che i ricorrenti (DANTE TI PREGO SPOSACI TUTTI! SPOSA SOPRATTUTTO JULIAN, CHE MERITA DI AVERE ALMENO TE!), ne ho amato l'atmosfera impalpabile e ho adorato il peso dell'assenza di Christian (sebbene mi abbia spezzato il cuore).
Sopra tutto il resto, però, mi ha deliziato l'esperimento linguistico di Eleonora, il modo in cui ha deciso di plasmare la lingua perché fosse non l'italiano ma la lingua di Julian, uno slang misto di italianoinglesegiapponeseinternettese che è una materia morbida come pongo, e che Eleonora ha saputo utilizzare alla PERFEZIONE per adattarlo esattamente al tipo di sensazione che voleva descrivere in quell'esatto istante, o al tipo di immagine che voleva descrivere con questa o quella frase. Una lingua ipnotica, insomma, che ha fatto da contraltare perfetto alla storia che raccontava. La ciliegina sulla torta a impreziosire un quadro già abbastanza prezioso (COM'E' PREZIOSO JULIAN).
Inutile che ve lo consigli, tanto lo starete tutti già leggendo (o l'avrete già abbondantemente finito). Quindi, quello che vi consiglio è di consigliarlo a vostra volta a tutte le persone che conoscete, specialmente a quelle a cui volete bene. Sarà un regalo bellissimo, per più di un motivo.
69 reviews
March 15, 2019
Questo libro dirà cose diverse a persone diverse. Il messaggio che ha avuto per me è di lasciare entrare il dolore, ma anche di lasciarlo uscire, a un certo punto.
Profile Image for Helena Waldorf.
1 review1 follower
March 10, 2019
Eleonora è una rivelazione della narrativa contemporanea Italiana, e questo ho sempre avuto modo di ribadirlo. Sono entrata nelle sue storie in punta di piedi, per poi lasciarmi trascinare via brutalmente. Con le "Ferite Originali" mi è stata strappata via un pezzo di stabilità mentale (In senso positivo, sia chiaro), ma quando l'ho finito, la mia testa cercava Christian. E così, via andare, mi chiedevo che fine avessero fatto tutti i personaggi. Arriviamo a "Tutto Chiuso Tranne il Cielo" devo essere pienamente onesta, il libro è scritto bene nonostante lo slang, e i troppi dettagli k-pop, che però, sono indispensabili. E' come entrare a casa di qualcuno ed ammirarne il mobilio. E' parte dell'autrice, è parte di Julian. L'ho letto in un'ora e mezza, durante una lezione poco interessante, per concentrarmi sui vari aspetti. La parte più straziante? La confessione del piccolo -ormai cresciuto- Juju nei confronti del fratello.
Ecco, mi sarebbe piaciuto leggere ulteriori dettagli sulla vita di Christian, che continuo a cercare e non so neanche io perché. Continuo a chiedermi di chi è la colpa, continuo a chiedermi perché ci sono persone a cui tocca convivere con queste patologie, e nessuno ne parla. Io compresa. Mi sarebbe piaciuto sapere se lui si è costruito un futuro, ma è giusto che una storia faccia il suo corso, e nessuno può interferirci.
Questo è un romanzo apparentemente più leggero, devo essere sincera; se non avessi letto le Ferite probabilmente l'avrei -ingiustamente- snobbato. E' un romanzo che oltre alla leggerezza, nasconde piccole crepe che vanno finalmente a chiudersi. Una ripresa. Un grido al passato che si riversa al futuro. A questo punto, come ho ribadito in privato all'autrice; continua a scrivere Eleonora, continua a farlo!
Profile Image for Rafael.
10 reviews1 follower
October 27, 2021
L'ho trovato seriamente insopportabile.
Lo stile di scrittura veloce e talvolta pieno di tecnicismi fini a se stessi non hanno reso la lettura scorrevole. I voli pindarici sugli stati d'animo di Julian, con filosofia e flashback e la mancanza di una vera discussione diretta mi han reso insopportabile anche sopportare la situazione in cui lui stesso sta. Una situazione al limite del disumano che perde di senso dalla sua situazione famigliare che non è lontana da problemi mentali. C'è uno stato di indifferenza che scade nell'esaltazione della condizione in cui versa. Lui dice che a Tokyo era invisibile, io gli avrei risposto di dormire sereno che anche a Milano non scherza.
Purtroppo il tutto mi sembra il riassunto di una giocata di ruolo dove sono stati cancellati i dialoghi diretti di personaggi altrui per dare spazio al nulla metaforico per spiegare il personaggio principale.
(In realtà mi sto concentrando di più su Julian perché mi interessava maggiormente, il resto è solo incazzatura in più che preferisco tenere per me non potendo metterlo oggettivo in una recensione).
Lettura decisamente sfibrante.
Profile Image for Shari.
166 reviews33 followers
March 10, 2019
Avrei voluto farmelo durare di più e invece l'ho iniziato e finito nel giro di un pomeriggio. Pazienza, è stato un pomeriggio bellissimo. Credo di averlo già detto, ma quello che amo di più dei libri di Eleonora è la vividezza sia dei personaggi che dei luoghi, e in particolare rivedere Milano con quelli che potrebbero essere i miei stessi occhi è sempre un'esperienza indescrivibile (tutto un continuo di ah, ci sono stata lì!, madonna sì, il caldo di Milano è ESATTAMENTE così, e effettivamente, dovendo scegliere in quale metro svenire, pure io sceglierei la lilla, vuoi mettere?) e i personaggi sono sempre così concreti che pare di poterli toccare. Ritrovare Julian è stato un piacere molto anticipato (nel senso che non vedevo l'ora di poter mettere le mani sul libro) ed è stato altrettanto bello rivedere chi più, chi meno, anche il resto dei personaggi delle Ferite Originali, soprattutto Christian, che in realtà risalta più in assenza fisica che in presenza, e che pure riempie il libro perché riempie la testa di Juli, ogni sua azione e ogni suo pensiero. È stato bello vedere, se non risolti, perlomeno affrontati tutti i discorsi lasciati aperti nelle Ferite, ma è stato bello soprattutto vederlo attraverso gli occhi di Julian. L'ultimo capitolo è brevissimo ma ha un'intensità spaventosa, e l'ho adorato anche se mi ha lasciato ad urlare MOAR!! MOAAAARRRR!! alla pagina bianca.
Profile Image for beesp.
386 reviews49 followers
March 20, 2019
Preso e letto in un baleno. Dopo "Le ferite originali" non avevo idea di come potesse essere leggere di nuovo di quei personaggi che mi sembravano essere stati creati e pensati in un universo finito, completo. E infatti "Le ferite originali" è un romanzo che non ha bisogno di un seguito, e infatti "Tutto chiuso tranne il cielo" non lo è, non esattamente comunque. E' un'operazione di addizione e sottrazione, come Christian e Julian; per dirlo in modo che sia comprensibile a chi non conosce né i personaggi né la trama dei due romanzi, questo è un libro che racconta un'altra storia, che è la storia che mancava ne "Le ferite originali".
Devo dire la verità: "Tutto chiuso tranne il cielo" è un romanzo che è molto più nelle mie corde rispetto a "Le ferite originali". Forse perché anch'io, come Julian (e come Darla, del resto, la prima protagonista di Eleonora Caruso e, ad oggi, uno dei miei personaggi preferiti in assoluto) sono una che guarda, più che una che viene guardata. Christian, per quanto io l'abbia apprezzato, era un universo distante anni luce dal mio. Julian no. Julian è un ragazzino a cui mi sento vicina anche per età e aspirazioni e progetti. E per il ritmo della sua vita, scandita da canzoni lasciate in sospeso nella narrazione, e luoghi abbandonati prima che potessero dare conforto; ritmo della vita che ricorda il mio, il nostro, rassegnato, amareggiato, un po' bohemien.
Profile Image for Misticanza.
16 reviews
August 13, 2019
Non ci siamo proprio, lo stile di scrittura sarà originale ma risulta indigesto e faticoso da seguire soprattutto da chi non è molto avvezzo al mondo giappo-coreano inoltre risulta pretenzioso. La Caruso tratteggia in maniera originale i personaggi di rilievo ma questi non riescono mai a coinvolgermi, a volte agiscono come dei cliché viventi, altre volte hanno una profondità che nemmeno nei romanzi della Woolf. Inoltre ho il forte sospetto che l'autrice preferisca approfondire i personaggi maschili rispetto a quelli femminili, nelle ferite originali era abbastanza lapalissiano e anche qui i personaggi femminili sono di contorno, un mero accompagnamento, solitamente sono personaggi fragili o superficiali. E altamente sconsigliabile se avete odiato Christian, visto che praticamente il romanzo gira attorno sempre a lui, ci sono delle buone ragioni visto il tipo di rapporto che hanno avuto i due fratelli ma speravo di non dover leggere uno manuale per superare il trauma causato dal fratello maggiore. Io getto la spugna con quest'autrice, ma sempre felice di ricredermi in futuro.
Profile Image for Dany.
23 reviews3 followers
March 10, 2019
Avevo immaginato che il personaggio di Julian sarebbe tornato, poiché la sua trama era rimasta sospesa, praticamente irrisolta, alla fine de Le ferite originali, dato che il viaggio a Tokyo aveva tutte le caratteristiche di una fuga da Christian, da se stesso, più che una cura.
Il volume è più asciutto, rispetto al primo, ma più diretto. Nella sua essenzialità riesce ancora di più a colpire nel segno. Lo stile è sempre magnetico.
Se per Le ferite originali ho dovuto prendere fiato nel corso della lettura, proprio staccarmi per poter respirare, per Tutto chiuso tranne il cielo non ho avuto bisogno di fare pause. Ho sentito il bisogno di ascoltare i silenzi di Julian che nascondono un milione di parole non dette in varie lingue (anche quelle non verbali) e di parole ascoltate quando avrebbe preferito non farlo (fino a passarsi i sassi sulle orecchie) e che l'hanno ferito ("È la lingua di sua madre. Quella in cui è stato ferito"). Ho visto il suo corpo annullarsi dietro a ripetitivi "sto bene" . Ho continuato a seguirlo per curare qualche mia ferita del passato riemersa nella lettura, mentre Julian cercava di riconoscere e riparare le proprie.
Per certi versi avrei voluto ancora cinquanta pagine, ammetto anche per sapere qualcosa di più su Christian, ma non sarebbe stato giusto. Avrebbe distolto l'attenzione da Julian, e in fondo è lui che deve trovare il modo di tornare a vivere davvero, prima di potersi relazionare con il fratello.
Ho paura di aver parlato a vanvera senza centrare davvero il punto, ma ho dato cinque stelle consapevole di aver amato il libro, anche se ho ancora bisogno di altre riflessioni.
Profile Image for Akemichan.
705 reviews27 followers
May 17, 2020
Nonostante il libro precedente a questo, "Le Ferite Originale", non mi fosse piaciuto per nulla per due motivi legati alla trama del libro, ho deciso di dare una possibilità a questo, forte del fatto che potesse essere un libro più indipendente rispetto a quanto legava il primo a determinati fattori.

Ed è stato così? Nì.
Nel senso, quella che è la trama di questo libro (fortemente connessa a quello che succede ne "Le Ferite Originali", per cui i consiglio prima la lettura di quello in ogni caso, anche se in questo libro le parti fondamentali sono spiegati) funziona e non mi ha procurato il fastidio dell'altra, e mi ha fatto piacere seguire Julian nei suoi mesi estivi, cercando di superare quello che era successo e come ciò ha impattato la sua vita.
Inoltre, l'autrice recupera un setting a me molto familiare, quello giapponese in parte legato ai manga (come dice giustamente il libro stesso, noi Millennial siamo stati i primi a credere "al sogno giapponese), il che crea un senso di familiarità coi personaggi difficile da nascondere.

Tuttavia, nonostanete questo, questa non è una tipologia di libri per me.

Il problema è che nel tentativo di mostrare e spiegare a parole la complessità della vita, e soprattutto dello stato mentale di Julian, il libro si perde spesso in dissertazioni filosofiche, con paragoni e metafore originali e frasi che dovrebbero essere d'impatto e d'effetto. A me questo genere di narrazione purtroppo sa sempre di finto, di esagerato, e quindi invece di coinvolgermi ed emozionarmi mi genera un senso di fastidio; queste dissertazioni non mi paiono profonde ma volutamente forzate.
Ad esempio sono stata ferma due minuti sulla metafora "silenzioso come un crepaccio" a chiedermi esattamente perché fosse stata scelta quella parola su tutti, perché proprio il crepaccio. Mi è rimasto impresso perché mi è risultato particolarmente ostico, come se si dovesse per forza trovare qualcosa di super-pregnante a costo dell'immediatezza.
Anche perché non è che il libro non sia in gradi di fare dei discorsi pregnanti senza usare questo stile. La parte sulla differenza tra il suidicio e il tentato suicidio che fa Julian è netta e senza fronzoli, mi è piaciuta molto e mi è rimasta impresso fin da subito.
Il libro tra l'altro dà il meglio di sé quando i personaggi parlano, perché è lì che emerge tutta la forza di una scrittura immediata e realistica, che fa sembrare i personaggi vivi e non delle macchiette che filosofeggiano sui massimi sistemi. Una delle ragioni per cui ho apprezzato molto il fatto che i dialoghi di Julian siano senza il virgolettato.

Quindi, per me è un no più piccolo rispetto al libro principale, ma pur sempre un no. Se però voi avete meno problemi con questo tipo di stile (o addirittura è lo stile ricercato che volete) probabilmente questo è il libro che fa per voi.
Profile Image for Irene.
1 review
March 12, 2019
Ho adorato in maniera viscerale “Le ferite originali” e ritrovarmi di nuovo con Julian è stato emozionante al punto di commuovermi. Questo libro mi ha spiazzato per lo stile (che ADORO), mi ha stregato per ciò che racconta (che mi ha fatto soffrire di una sofferenza bella-bella). Mi ha fatto innamorare di nuovo di Julian e di Dante, mi ha fatto ricordare con affetto tutto ciò e tutti coloro che ho amato nel libro che lo ha preceduto. Mi ha incantato con le nuove conoscenze (tutte preziose). E mi ha anche lui lasciato all’ultima pagina con una profonda sensazione di tristezza dolceamara nel dire addio alle vite che mi ha raccontato.
Profile Image for Stefano.
16 reviews
May 4, 2023
Un libro così brutto io non l’ho mai letto.
Spinto dal fatto che mi fosse piaciuto il romanzo “Le Ferite Originali” ho cominciato questo sequel, con la certezza che questo libro mi sarebbe piaciuto molto.

Il libro è scritto pessimamente, ricco di periodo previ e frasi insensate legate tra loro.

La trama di per sè è interessante, ma a parer mio, sviluppata tremendamente. L’autrice si è soffermata troppo poco sulla tematica fondamentale del libro, e di conseguenza ha approfondito questioni futili ed irrisorie.

Non nego che ho faticato a finire questo libro, nonostante sia abbastanza corto.

In conclusione, lo definirei la brutta copia de “Le ferite Originali”.
Profile Image for caramels.
203 reviews
October 1, 2019
"LE FERITE" MI HA PUGNALATO CON UN CACCIAVITE SU OGNI SUPERFICIE SCOPERTA, TCTiL MI HA SCIOLTO NELL'ACIDO. The best of both worlds!

Ora capisco chi per enfasi dice, "se dovete leggere un solo libro quest'anno, leggete questo", perché io vorrei dire, "se dovete leggere un solo libro di un autore/autrice italiana quest'anno, leggete questo." E senza enfasi.
Profile Image for Laura.
127 reviews4 followers
Read
July 12, 2025
Basta, io sono esausta. Si dà il beneficio del dubbio una sola volta, ma dopo quest'estate, (dato che il primo libro Ferite Originali, lo lessi nello stesso periodo l'anno scorso) ho chiuso davvero.

Io penso - in tutta umiltà dato che è un mio sentire - che con la scusa della "rappresentazione" (pensando di portarsi a casa vario consenso là fuori) non si voglia davvero dare il nome a tutta questa roba quale sia un certo fetish per situazioni e tematiche MOLTO DELICATE, che però non vengono mai affrontate concretamente, lasciate sempre superficialmente vaghe, e servono solo per dare un po' di vibing atmosferico; ma qua non stiamo leggendo Bukowski e tu non fai ridere.

Comprendo il sentirsi invisibile di J, ha senso in quanto sentimento di un personaggio - glisso sul fatto che è tutto così pindarico però, da sfociare nel ridicolo - ma questa invisibilità, non può sussistere sui rapporti che ha con gli altri. Verte in condizioni atroci e qua nessuno fa nulla. No, ci perdiamo in scene inutili (ma poi saranno attuali? Flashback? Bastano davvero un paio di spazi tra un paragrafo e l'altro per dirlo???) di amicizie superficiali (perche lo sono, raga, come tutti i personaggi che non sono velatamente J, ci troviamo davanti a macchiette su carta) e dialoghi surreali, perchè non mi avrete mai, ma la gente non parla così. NON. PARLA. COSÌ.

Quel che dovrebbe succedere, ossia concretizzare un confronto con chi lo ha traumatizzato, o quanto meno, passar per via terapia e districarne i nodi, non avviene mai e quando pare succeda è davvero la fine del libro - che forse allora, non si sa davvero come scrivere quel punto fondamentale e allora lo abbandoni nell'etere. Beh. Comodo.

In ultimo (ma ce ne sarebbero, eh): qui alcuni dicono che nonostante i difetti, sia scritto bene.
Tolto qualche strano barlume, per me non lo è nemmeno. Pare si siano dimenticati di editarlo o in che senso si inventa dei verbi con suoni onomatopeici e qualcuno ha davvero pensato "MASSÌ DAI, VA BENISSIMO COSÌ! AVANGUARDIA PURA!" ???

"Julian allora hmmimò e non rispose" perche scrivere che mugugnò, fa troppo classe C, lo capisco.

"Il ghiaccio clanga nel bicchiere vuoto" perche dire che sciogliendosi sbatte improvviso sul vetro del bicchiere non fa scena, i miei 6 risicati nei temi da una prof severissima, inutili proprio.

"Julian si mette gli occhiali, si fota e la tagga" non esisteva "si fotografa"? Sono rimasta indietro io, chiedo venia.

No, non riesco a giustificare che tanto siano i pensieri di un 19enne, puoi farlo ogni tanto per dare l'idea, ma 200 passa pagine così, diventano atroci e anche fosse, al massimo, usa le virgolette, te prego, il discorso diretto non ha mai fatto del male a nessuno (non tiratemi dietro Sally Rooney, in questo contesto non avrebbe senso, guai a voi).

Le situazioni IRREALI, amicy, irreali - poi basta giuro - perchè cosa significa che Beltrami (che sarebbe stato meglio se lasciato nel primo libro) accoglie cmq J e non ha cambiato indirizzo pur di non aver più a che fare con questa gente dopo le scenate di C??? In che senso scherza sul suicidio del fratello di uno che gli sta davanti e che è palesemente anoressico, mentre ti dice velatamente che forse forse è asessuale - non interessato a ragazze o ragazzi - perchè tanto amava solo il fratello??
Cosa vuol dire che quella classista di Cloro super arricchita online, insieme al fidanzato, si comporta come una barbona???

"Com'è stato il rientro?"
Sta ancora essendo.

¯\_(ツ)_/¯
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for paola.
239 reviews29 followers
April 4, 2019
"Julian è in balia di tutto, non sa controllare niente, tranne la sua fame, per questo la conserva. Finché ha fame nient'altro può fargli male. "

Leggendo 'Le ferite originali' era difficile, se non impossibile, non farsi travolgere (e devastare) da Christian ma, tra la curiosità di sapere cosa ne fosse stato di tutti i personaggi, quello su cui avrei voluto sapere di più era Julian, il fratello di Cri. E, fortunatamente, questo romanzo è per lui.

Juli, ora diciannovenne, di ritorno da un anno di studio a Tokyo; Juli che switcha dall'italiano, all'inglese al giapponese con scioltezza; Juli che ascolta K-Pop e guarda drama coreani; Juli che vede ancora il mondo con quell'assolutezza propria dell'adolescenza; Juli che vorrebbe sparire, non morire, solo sparire; Juli che - anche se sono passati 18 mesi - è fermo a quel 22 dicembre 2014 (la notte della vigilia dei suoi diciotto anni); Juli che fin dall'infanzia stipula contratti con l'universo per cercare di controllare l'incontrollabile, per proteggere ciò a cui tiene; Juli che impara a che il dolore non lo puoi cancellare, annullare, ma te lo devi portare dentro, lo devi riconoscere per riuscire - poi - ad andare avanti.
Juli che vorrei ritrovare [con Christian, con Davide, con Pietro, con Dafne, con Leo (ciao, Leo ❤) e tutti gli altri] per sapere, poi, se almeno lui è riuscito a diventare un adulto decente o - come dice Leo - si è fermato come tutti in una eterna adolescenza.

"Esiste qualcosa di eterno?
Qualcosa che possiamo seppellire in noi così profondamente da non poterlo più strisciare fuori da nessuno schermo; qualcosa che riesca a conservarsi indenne nonostante il tempo, l'incuria, gli attacchi?
Gli andrebbe bene anche una cosa piccola, anche triste.
Gli andrebbe bene anche se non fosse sua. Gli basterebbe sapere che esiste."



Profile Image for munilight.
20 reviews3 followers
September 19, 2019
"Tutto chiuso tranne il Cielo" andrebbe letto dopo "Le Ferite Originali", dal momento che il protagonista ed altri personaggi a lui legati erano nati nel libro precedente. Detto questo, sono rimasta piacevolmente colpita da una cosa in particolare, oltre alla storia in sè che mi ha tenuta legata alle pagine rendendomi difficile fare delle pause!
Questo secondo libro è completamente diverso dal suo predecessore: mentre le Ferite ti faceva mancare il respiro come se qualcosa di fumoso e aspro ti stesse soffocando, Tutto chiuso tranne il Cielo ti fa mancare il respiro come se fossi immerso dentro qualcosa di dolce, liquido e rosa. Conosco la scrittura di Eleonora ormai da tanti anni, ma riesce comunque a lasciarmi a bocca aperta per il sapiente utilizzo di termini moderni e "nerd" inseriti con naturalezza all'interno di una prosa languida e cerebrale. Entrare in questo libro mi ha dato la stessa sensazione di entrare in un film, riuscivo a vedere TUTTO: i capelli azzurri di Julian, le sue caramelle, le sue sigarette, le scritte sulla pelle... il caldo dell'estate Milanese e ancora i suoni e i silenzi, le canzoni in italico che leggi cantandole, perchè le conosci tutte.
Brava Eleonora, un altro libro bellissimo che mi ha lasciata sognante. In maniera differente dalle Ferite, ma sempre con gli occhi a cuore.
Profile Image for Alessandro Lorini.
362 reviews7 followers
March 11, 2019
Vi prego datemi un libro della Caruso alla settimana. Come scrive lei nessuno. Moderna e giovane conservando la rispettabilità che in genere si attribuisce solo ai "grandi" nomi. Ma lei grande lo è davvero. Aspetto con ansia il suo prossimo libro
Profile Image for Marco Oliveri.
69 reviews5 followers
September 26, 2023
Quasi mai ho abbandonato un libro prima di averlo finito. Ma, dopo aver letto più di metà di questo e senza che ci sia mai stata la svolta sperata, mi sono deciso a lanciarlo lontano da me; perché la vita è troppo breve per perdere tempo con libri mediocri.
Avevo adorato “Le ferite originali” e la colpa è mia, perché quando amo un libro, mi convinco che lo scrittore sarà capace di replicare la stessa magia anche nei successivi.
Questo non è un libro. Non c’è una vera trama. Non c’è uno sviluppo. C’è solo la scrittura fin troppo pretenziosa dell’autrice che, inevitabilmente, alla fine risulta noiosa ed anche decisamente antipatica.
Mi spiace solo che il punteggio minimo sia di una stella…avrei voluto dare anche meno, perché non perdonerò mai alla Caruso di avermi fatto infrangere la mia regola di arrivare sempre alla fine dei libri.
81 reviews2 followers
February 24, 2020
3.75

Talented, brilliant, incredible, amazing, show stopping, spectacular, never the same totally unique...
Profile Image for Tommy.
81 reviews1 follower
September 29, 2024
Ho letto questo libro due settimane dopo aver letto “Le Ferite Originali”, un libro che mi è rimasto addosso e che mi ha colpito e segnato.
Partivo quindi con enormi aspettative per questo volume anche perché, avendo come protagonista Julian, personaggio incredibile nel primo libro, mi incuriosiva tantissimo.
E se nonostante continui a chiedermi quanto sia corretto fare un confronto tra i due… è inevitabile e purtroppo, a mio parere, questo libro lo perde.

Non è affatto un brutto libro.
Anzi.
Semplicemente forse qualcosa non è entrato totalmente in sintonia con me, non permettendomi di apprezzarlo appieno.

In effetti è un libro in cui non succedono tantissime cose.
Se Christian, con i suoi deliri, sommava e moltiplicava la realtà creandone di nuove e navigando nei loro intrecci, Julian si sottrae alla realtà, la rende opaca, sfocata, fino a fondersi con essa e quindi a sparire.
Julian è sottrazione, è mancanza, è vuoto.
Addirittura non c’è mai (se non proprio alla fine) il discorso diretto da parte di Julian.
Ho trovato questo escamotage estremamente interessante perché rende vivido il suo distacco dalla realtà, rende tangibile l’effetto delle sue “Ferite Originali”. Julian si distacca dalla realtà, ha paura di esistere nella realtà e solo quando riesplora la sua “Ferita”, solo quando la rende reale, solo allora compare il suo discorso diretto. Come se solo allora lui abbia effettivamente ricominciato ad esistere, ad esserci nel mondo, nel reale.

Ho apprezzato molto questo aspetto e in generale il fatto che lo stile di scrittura, che ho trovato molto diverso da quello delle “Ferite Originali” si adatti perfettamente a Julian e alla sua vita. L’ho trovato a tratti superficiale. Ma attenzione, non in senso negativo. Penso fosse una superficialità voluta perché rispecchia il modo in cui Julian vive e percepisce la realtà e ciò che gli succede. Julian non va in profondità delle cose, e se ci va trova lo stesso vuoto che trova nel profondo del suo stomaco, riflesso del vuoto che percepisce nel profondo di sé stesso.

Questa capacità di Eleonora Caruso di rappresentare non solo con la storia e le parole ma anche con la scrittura stessa i propri personaggi rende ancora più vera la sua capacità di far vivere i suoi personaggi, che non sono nemmeno tali ma sono persone a tutti gli effetti.

Purtroppo però ho avuto la sensazione che fosse incompleto.
O forse semplicemente avrei voluto di più.
Comprendo perfettamente ogni scelta compiuta nella scrittura di questo libro, ma qualche approfondimento in più, qualche pagina in più, credo che me lo avrebbe fatto apprezzare maggiormente.

Note finali:
Leo già ti amo, non vedo l’ora di leggerti in “Doveva essere il nostro momento”.
Voglio, pretendo, necessito di un libro su Dante.
Profile Image for aripanna.
51 reviews1 follower
August 30, 2023
Qualche anno fa lessi “Le ferite originali”, fresco di Mondadori. Lo feci soprattutto perché l’autrice, quando era solo una C. come dice lei, frequentava un luogo a me caro dove gravitavano giovani scrittori e scrittrici e personaggi che per me, sono stati parte integrante di un’adolescenza provinciale e forse, in parte, qualcosa che mi ha salvata. La fantasia, soprattutto. Ho un debito verso questa generazione di scrittori e cerco di onorarlo in ogni modo possibile: quando ho scoperto che Caruso era prossima a pubblicare il suo ultimo libro - Doveva essere il nostro momento, appoggiato sulla mia scrivania come prossima lettura - ho voluto recuperare anche questo piccolo tassello mancante che è Tutto chiuso tranne il cielo.

Tranne che non è affatto un tassello piccolo. O almeno, non lo è per me. Se al tempo de “Le ferite originali” non mi ero lasciata coinvolgere del tutto, alle volte anche disturbata dalla personalità conturbante del protagonista, in Tutto chiuso tranne il cielo io mi sono sentita a casa. Perché Julian, il suo protagonista, è fragile come un uccellino nel suo ruolo di nato per guardare e non per essere guardato: ed è questo che fa, osserva e nel frattempo cerca di sparire, sempre più magro, sempre più appuntito, divorato da sentimenti che forse non hanno senso di esistere ma in una strana e assurda ellittica invece sono reali e lo imprigionano. Ho adorato la delicatezza di questo protagonista e il modo di raccontarlo della sua autrice: alla fine del libro, ho sentito di avere tra le mani l’exuvia molto spesso nominata. Di doverne fare tesoro.

Forse mi sono sentita a casa anche per un po’ di effetto nostalgia, che è quello che ho provato leggendo, sorridendo ai riferimenti culturali di Leo che ha la mia stessa età e ha vissuto la mia vita, ma anche tra tutte le varie piccole citazioni che al tempo erano i cardini di quella piccola società di scrittori di cui sopra. La mia paura di non essere obiettiva è l’unico motivo per cui non do cinque stelle.
Profile Image for Lorenzo D'Arcaria.
541 reviews21 followers
April 9, 2024
Tornare tra le pagine scritte da Eleonora C. Caruso è stato come rivedere un vecchio amico dopo tanto tempo.
Serve qualche minuto per rompere il giacchio, riprendere confidenza.
Ma poi tutte le interazioni tornano fluide, ti ricordi che hai di fronte qualcuno a cui vuoi bene e ti lasci andare, allenti le difese.

Tutto chiuso tranne il cielo è ambientato dopo "Le ferite originali". Seguiamo le vicende raccontante per lo più dal punto di vista di Julian.
Più che un sequel è il negativo de Le ferite originali.
Christian e Julian sono due facce della stessa medaglia e ripercorriamo insieme al secondo le vicende del primo libro, riviviamo i traumi insieme a lui, come vedere uno spettacolo per la seconda volta, ma da dietro le quinte. Ti accorgi di cose che dalla platea non avevi visto.
“Quanto indietro c’è da andare prima di trovare una versione intatta di noi stessi?”.

Tutto chiuso tranne il cielo introduce anche due personaggi che saranno centrali in Doveva essere il nostro momento: Leo e Cloro. Io li ho amati molto entrambi.
Questo è uno degli enormi talenti di questa autrice: ti fa amare i suoi personaggi nonostante abbiano qualcosa di rotto.
Mi sono sentito molto fortunato, leggendo Tutto chiuso tranne il cielo, di avere un autrice così in Italia. Penso di non aver mai letto qualcosa di simile scritto in questa nazione.
Così vero e al passo con i tempi ma allo stesso tempo immortale e universale.
Per usare le parole di Caruso, Cloro “è una bambina che ha temuto di non essere amata dai genitori, e che cerca in modo ossessivo negli altri le risposte alle domande che avrebbe voluto porre a loro: io ti piaccio? Sono brava? Va bene anche così?".

Sin dalle prime pagine emerge che uno dei temi trattati dal libro sarà l'anoressia. E' un tema pesante e quasi intoccabile, ma l'autrice riesce a trattarlo in modo rispettoso, in punta di piedi senza però avere paura di affondare nelle sue sabbie mobili.
Questo modo di trattare tematiche ingombranti come i disturbi alimentari o la malattia mentale, mi ha ricordato la serie Skam (io ho visto la versione italiana) e per me è assolutamente un complimento.

Mi avevano detto che questa fosse una lettura quasi di passaggio tra il primo e il terzo libro del Caruso-verse, ma io l'ho trovato un capitolo a sé stante, solido, coinvolgente e profondo quanto il primo. A questo punto riprendo fiato, ma già non vedo l'ora di andare avanti con i libri di questa autrice unica.

Voto 8/10
Profile Image for Chiara  Messina.
102 reviews7 followers
March 31, 2019
«Io ero un povero coglione, a diciannove anni. Hai una consapevolezza che mi fa paura. Ce l'avete quasi tutti, in verità. Noi eravamo tuberi, rispetto a voi. Inconsapevoli, innocenti, timorati tuberi. Tutto merito di internet, anche se devo dire che ringrazio di averla scampata. Forse è meglio esseri tuberi finché si può.»

Già, tuberi. Protetti dalla terra e da una pellaccia rugosa e spessa.
La mia generazione è emersa in superficie quando è stata pronta, o forse no, ma almeno le è stato concesso il tempo di attrezzarsi al mondo, alla vita.
I ragazzi di oggi - che a dirlo così mi sento già vecchia - sono talee, di quelle che metti in acqua e aspetti che buttino le radici. Ma il rischio è che non ce la facciano, che restino perennemente esposte al mondo, relegate dietro un vetro e immerse in un'acqua che non è capace di difenderle dalla realtà esterna e che può nutrirli solo fino a un certo punto.

Del mondo vedono tutto, tutto conoscono, perché sono curiosi e le informazioni sono lì, a portata di mano, oltre uno schermo. Ma NEL mondo loro ci stanno ben poco, non lo sperimentano, evitano di sentirlo sulla pelle.

Eleonora Caruso questi giovani li capisce, e la sua scrittura li mette sotto il microscopio, per mostrarceli meglio, per tentare di spiegarceli, senza però giudicarli. Il modo in cui ci riesce è tanto semplice quanto traumatico e complesso. Eleonora ci strappa ai nostri corpi da tubero e ci fa entrare dentro quello esile, tormentato, evanescente di Julian (e di An, e di Cloro e di Alass). Un corpo che non vuole esistere, che cerca di scomparire, annullarsi, riassorbirsi, come una piccola pianta senza radici, ma che sente la necessità di mostrarsi costantemente, di "mettersi in scena" in cerca di un illusorio senso di appartenenza.

Tutto chiuso tranne il cielo non è un libro "facile", né emotivamente né linguisticamente, perché ci parla di una generazione in continuo divenire, che muta, si ridefinisce, cerca forma più intensamente di come lo ha fatto la nostra. Una generazione in apparenza aliena, che ha tanto da insegnarci e, allo stesso tempo, forse cerca disperatamente che le insegnamo qualcosa.
Profile Image for Rebecca.
118 reviews5 followers
September 28, 2019
"Cosa significa, poi, fare il bravo? Per lui, significava non essere Christian. Anzi, significava essere la negazione di Christian, il bilanciamento della sua ferocia, della sua emotività agghiacciante, del suo fascino. Lo è stato, infatti. E comeil mare erode la città, Christian alla fine ha eroso lui."



Julian è riuscito dove Christian aveva fallito. Ho pianto e avrei voluto abbracciarlo, far scoppiare quel palloncino con cui non sa bene cosa fare, fino a farlo piangere e urlare e sfogare. Grazie, perché Dante c'è riuscito.
Ho amato questo libro e questi personaggi infinitamente.
L'ho termiato alle quattro di notte, a lavoro, perché non riuscivo a spegnere il reader. A lasciare Julian senza un finale. Aspettare domani, in un certo senso mi faceva stare male. Era un po' come metterlo da parte, come tutti nella sua vita lo hanno messo da parte per fare posto al fratello. Come si è sempre fatto piccolo anche lui.
Era tanto, complice lo spettro del blocco del lettore, che non trovavo un libro così perfetto in sé.
Rarefatto come Julian. Cosmopolita e quasi asettico come lui. Immobile quasi, pur essendo il protagonista, forse suo malgrado.
Eppure di una dolcezza infinito.
Pare paradossale, visti i toni a tratti crudi del precedente. Eppure perfetto per il protagonista che è Julian. Lontano dal mondo per evitare di andare in pezzi. Anche se, andare in pezzi, coincide col momento della rinascita.
Vorrei un nuovo libro, su di lui. Perché la pagina finale mi ha lasciato con le lacrime agli occhi e lo sguardo fisso nel vuoto, quasi a domandarmi come lasciarlo andare.
Spero che un giorno troverò di nuovo Julian, su una nuova storia da leggere.
E magari Daphne e Davide e Dante.
Intanto mi chiudo in un bozzolo di silenzio a trovare il modo migliore per salutare questo libro. Era tanto che la fine di una lettura non mi lasciava così spaesata.
Mi ero dimenticata che sensazione orribile e bellissima fosse.
17 reviews
May 19, 2024
Tremendo. Più che tremendo illeggibile. Scritto in una lingua che non è una lingua, che prova a imitare lo slang dei giovani senza riuscirci perché nessuno parla così ora e nessuno parlava così nel 2016, quando è ambientato il libro. Neologismi allucinanti che porterebbero qualunque linguista a piangere in un angolino, anche il più progressista. Pieno di metafore stupidissime che appesantiscono il testo e danno l'idea di voler essere profonde quando sono solo tremendamente imbarazzanti. Sembra che l'autrice abbia scelto a caso delle "frasi tumblr" mischiandole senza alcun senso tanto per allungare il libro.
Per non parlare poi della storia: non si capisce assolutamente nulla. Io non avevo letto il primo libro quindi forse mi mancano dei pezzi ma anche solo limitandoci alla storia di questo, senza considerare i riferimenti all'altro non ha proprio senso. Non vengono date abbastanza informazioni per avere una visione completa della storia. Tutte cose dette a metà, flashback messi lì e salti temporali che confondono la narrazione e basta. E questi aspetti, tutti questi non detti, questa retorica stucchevole senza scopo, non facevano altro che mettere il libro sullo stesso piano delle frasi tipo "macerie, resti. ma c'eri e resti" che appartenevano, appunto, a tumblr, e che proprio per questo hanno fatto il loro tempo da circa dieci anni.
Un'agonia questo libro, finito solo perché detesto lasciare a metà i libri e perché speravo (invano) che migliorasse almeno un po'.
Profile Image for FancyDea.
54 reviews1 follower
August 10, 2024
Di queste libro sentirò per sempre addosso la sensazione del caldo milanese, della città quasi deserta e della profonda sofferenza di Julian.
Julian è un personaggio complesso, delicato, maturo ma piccolo come tutte quelle persone che sono cresciute in fretta. Gli altri personaggi che gravitano attorno a lui, sono “macchioline” ma influiscono in ogni azione di Julian che ritorna nella calda Milano dopo un anno in Giappone, dove ha cercato di curare i suoi traumi ma finisce solo per tornante a casa più distrutto di prima. In queste pagine Julian prova a fare i conti con ciò che gli è successo ma, nonostante la consolazione del finale, la sua strada sarà ancora molto lunga e quando si chiude il libro non si riesce a fare a meno di sperare che guarisca, che lentamente si riprenda il mondo.
La scrittura di Caruso la trovo formidabile nei dialoghi e nella descrizione di luoghi, ma a parere mio si perde un po’ quando si tratta di parlare di sensazioni. Però tutto sommato non posso che consigliarlo con ottimi voti.
Profile Image for Valeria Pi.
60 reviews2 followers
August 6, 2025
Julian è una sorta di “glass child”, termine che di solito si utilizza per i fratelli o sorelle di individui che soffrono di malattie croniche o disabilità particolari. Di conseguenza, i suddetti individui hanno bisogno di una quantità estrema di cure e attenzioni.

Christian, il fratello di Julian, non soffre di malattie autoimmuni o via dicendo, quindi forse quel termine là non è quello corretto. È bipolare e ha tentato il suicidio e ora tutti si preoccupano per lui. Molto raramente ciò accade invece per Julian, per il suo latente disturbo ossessivo compulsivo (per tutta l’infanzia si è ripetuto “se faccio X, salverò Y”) e per la sua eccessiva magrezza.

Lo stile di questo titolo è davvero originale (tanto da essere divisivo), è una sorta di telecronaca in terza persona di parole, azioni, pensieri, col linguaggio del protagonista, ossia un diciannovenne milanese appena tornato da Tokyo.

I temi sono piuttosto forti (Christian io ti ODIO).

L’ho terminato in due giorni!
Profile Image for Giacomo Assennato.
Author 17 books28 followers
April 3, 2019
Anche questo, dopo Le Ferite Originali, è un libro che mi fa dire "mamma mia!" mentre leggo, ogni tanto, come un intercalare infantile, ma è la frase più efficace di tutti, anche se è semplice. Eleonora Caruso è devastante per come scarnifica le persone (non sono personaggi) che ci racconta; devastante in senso buono, perché fa soffrire e quindi palpitare chi legge. E tutto, anche qui, anche se sembra apparire solo come una guest star, ci parla della perenne presenza di Christian, in tutti, nel disorientato Julian, in Dante e in Pietro. E' il libro di Julian, certo, ma Julian, che è nato per guardare non come Chri che era nato per essere guardato, in fondo ha sempre avuto sguardi solo per il fratello. E' un libro, questo, necessario per chi ha letto Le Ferite Originali.
Displaying 1 - 30 of 54 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.