*Spoler alert*
Le verità svelate. Così io avrei sottotitolato il Sesto Volume di No.6.
Chi è davvero Nezumi? Perchè odia tanto No. 6? Dove sta portando Shion?
Ebbene, molte di queste domande in questo volume trovano finalmente risposta.
Nezumi e Shion hanno superato ormai la montagna umana, si sono addentrati negli anfratti del Penitenziario e sono finiti tra grotte e caverne, forse prigioni naturali, come suppone Shion.
Non passa molto tempo prima che Shion si renda conto della natura del posto e del fatto che sia abitato. L’incontro (anzi lo scontro) con il “simpatico” Sasori si risolve in una vittoria assoluta per Shion.
Intanto, perché di certo Nezumi non si aspettava che Shion e i ratti di Sasori si piacessero tanto, e poi perché quel sempliciotto sembra trasformarsi letteralmente in un diavolo se qualcuno minaccia Nezumi. Lo avevamo già visto perdere le staffe contro Rikiga solo perché il giornalista aveva offeso l’amico, adesso che Sasori tenta di uccidere Nezumi, il nostro Shion si trasforma in una furia scatenata, tanto da sembrare un diavolo agli occhi di Sasori.
Una furia che di certo impressiona Nezumi, anche se non si sognerebbe mai di farglielo sapere.
Nezumi è il solito tsundere. Di solito tratta Shion freddamente, come se non gli importasse di lui, come quando Shion si trova a dover spiegare a Rou, il capo della gente delle caverne, che se Nezumi era tornato era solo perché Shion aveva bisogno di lui per salvare Safu.
||"Certo che quelle tue buone maniere non ti abbandonano nemmeno in una situazione del genere, eh, signorino? Già che ci siamo, potremmo aggiungerci anche 'ignorante moccioso con un'opinione troppo alta di se'." "Io? Opinione troppo alta?" "Già. Non montarti troppo la testa, non sono qui per te, signorino." Prima che Shion potesse rispondere, Nezumi si voltò dall'altra parte, il suo profilo inespressivo rigettava qualunque sguardo o parola Shion potesse dirgli.||
Nezumi ha rari momenti di tenerezza, ma quando mostra il suo lato tenero uccide Shion letteralmente. Gli ferma il cuore. Lo seduce e Shion vorrebbe solo amarlo per tutta la vita.
Ma basta una parola, un gesto con la mano, una scintilla nei suoi occhi, che l’amore di Shion si trasforma in disperazione.
|| Percependo uno sguardo su di sé, Shion sollevò il capo incrociando gli occhi di Nezumi. Gentilmente avvolto in un ricco ed elegante tessuto grigio, ecco come lo facevano sentire quegli occhi. Sentiva il nucleo del proprio corpo pulsare. Ogni pensiero susseguitosi nella sua testa fino a quel momento giunse bruscamente a una frenata. Un momento di piacere. Era inspiegabile come bastasse leggere quale luce si trovasse in quegli occhi, per farlo sentire respinto o accettato.||
Nezumi e Shion non ricevono un’accoglienza felice nelle caverne. Si scopre che Rou altri non è che il padrino di Nezumi, colui che gli ha dato il nome e anche la libertà, colui che ha lasciato che Nezumi abbandonasse le caverne con l’unica condizione di non tornarci più, pena la morte.
Ma Nezumi torna, portando con sé Shion. Per Shion, è vero, ma anche per sé stesso.
Lasciare le caverne non gli ha dato la libertà. Quella solo in un modo potrà ottenerla.
||”Anche se avessi ingannato me stesso, fingendo di essere libero, avrei continuato ad essere ugualmente in catene. D'ora in avanti intendo conquistare la vera libertà con le mie stesse mani. Rendermi libero, ecco la ragione per cui sono tornato"||
La storia di Rou svela molti retroscena su No. 6. La nascita della Città Santa sembra essere legata a questo vecchio che domina le genti delle caverne, ma mai ci saremmo aspettati che a quest’uomo dai capelli bianchi e dalle gambe storpie fosse legata anche Karan, la madre di Shion, come mostra la foto che Nezumi gli sventola sotto al naso, foto che Nezumi ha sottratto a Rikiga.
Chi è Rou? Che rapporto aveva con Karan?
"Nezumi, vorrei che credessi almeno questo. Noi abbiamo davvero provato a creare una città ideale, in questo luogo. Un paradiso libero da guerre e povertà... dove abbiamo sbagliato, io non lo so..."
Nezumi scoppiò a ridere con sdegno. "La gente non più diventare Dio. Gli uomini non possono creare il Paradiso. Vi siete creduti al pari di un dio, onnipotenti Creatori.
Eravate convinti di essere in grado di fare qualunque cosa. Ecco il momento della vostra caduta; il momento in cui avete cominciato ad andare fuori dalla strada che vi eravate prefissati; in cui gli ingranaggi hanno cominciato a girare in senso inverso.
Avete cessato di prestare attenzione ai sentimenti della gente. Sofferenza e brutalità non rientravano più nel vostro campo visivo, esisteva solo la brama di soddisfare le vostre ideologie – no, i vostri desideri egoistici. Pur di poterli realizzare, avete pensato che vi sarebbe stata perdonata qualunque cosa. No, non ne avevate nemmeno bisogno – la vostra, era una posizione al di sopra del perdono. Quale Paradiso? Avete generato solo una bestia efferata e arrogante circondata da mura
d'acciaio, e tramutato tutto ciò che la circondava in un Inferno."
Uno dei fondatori di No. 6, ecco chi è davvero Rou, nonché il primo a essere sopravvissuto alla vespa assassina. Come Shion, il corpo di Rou mostra la cicatrice rossa che gli percorre il corpo. Nelle caverne, Rou è stato abbandonato da No. 6 quando alla città si era ribellato per Nezumi e il suo popolo.
Il racconto di Rou parla di una sovrana meravigliosa che lui aveva chiamato Elyurias, regina del Popolo della Foresta, genti pacifiche che abitavano i territori in cui sorge una parte di No.6, protettori della foresta, in grado di conversare col vento, con le acque, gli alberi, le piante; unire i propri cuori all'unisono con la natura. Questo popolo, diversamente da No. 6, non desiderava il progresso e lo sviluppo, limitandosi a vivere in pace e armonia con la natura e seguendo gli insegnamenti di Elyurias. Una grossa minaccia per No.6.
||”Dormivo. Era notte fonda, ed ero ancora piccolo. Troppo piccolo.... per ricordare molte cose. Non ricordo il volto di mia madre o la voce di mio padre. Ricordo solo un caldo infernale. E la violenza delle fiamme che divoravano tutto quanto... ecco cosa ricordo. Lo ricordo bene, Shion."||
Nezumi apparteneva al Popolo della Foresta, brutalmente spazzato via dal fuoco di No.6.
Le parole di Nezumi sono fuoco anche per Shion. Gli bruciano il cuore, riducendolo in polvere. E’ colpa sua. Lui era No.6 quando la città bruciava il popolo di Nezumi.
||Sono dalla parte degli assassini? Dodici anni fa mi trovavo nella mia stanza confortevole in Cronos, godendomi sontuosi pranzetti e un letto pulito. Anche mentre Nezumi si trovava in un inferno di fuoco e veniva quasi ucciso, io vivevo una lussuosa vita che non meritavo. Chi potrebbe dire che non fosse un peccato? Sarò anche stato ancora un bambino, ma condividevo ugualmente lo stesso mondo dei perpetratori del massacro. È una verità inamovibile: io ero dalla parte di No.6, non di Nezumi. Qualcuno avrebbe davvero il coraggio di affermare che non si trattava di un peccato? Io, potrei davvero farlo?...No, non ne avrei il diritto.||
I sentimenti di Shion sono talmente violenti che lo costringono quasi a svenire.
La vista di Shion in quello stato provoca in Nezumi la reazione più dolce che potessi immaginare.
Proprio quando sembra che di Shion non gli importi, Nezumi se ne esce con discorsi che fanno aggrovigliare le budella, facendo pulsare il cuore come un tamburo impazzito.
||Te l'ho già detto, io sono io e tu sei tu. Non possiamo essere uguali, né mai lo diventeremo. Eppure, siamo in grado di sostenerci l'un l'altro in questo modo. Sia tu che io. Poco fa, mi hai sostenuto e dato dell'acqua. Probabilmente eri terribilmente assetato anche tu, eppure hai salvato quell'acqua per me, fino all'ultima goccia. Shion... tu sei nato all'interno di quelle mura ed io vi ho vissuto all'esterno; questa è la realtà e non possiamo farci nulla a riguardo. È inevitabile. Eppure, quando l'altro sta per cadere, noi tendiamo la mano per sostenerlo, senza la più piccola esitazione. Anche questo è inevitabile. Gli diamo da bere, proviamo a proteggerlo. Anche questa è una verità su di noi." "Nezumi..." "Non volevo farti sentire in colpa. Non intendevo accusarti di alcun crimine. Io... non posso nemmeno immaginare di volerti fare del male. Perdonami, avrei dovuto pensare un po' più alla tua situazione." Shion avvertì qualcosa di caldo premergli contro il retro degli occhi. Ancor prima di poterlo focalizzare, lacrime stavano scivolandogli lungo il volto.||
Shion piange, si incolpa, soffre per Nezumi.
Nezumi lo consola e lo rassicura sul loro legame.
Baka di uno tsundere, se lo toccassi adesso Shion morirebbe per te.
In questa parte di racconto, si trova anche la spiegazione della Canzone di Nezumi.
Quando Nezumi era svenuto e aveva visto prati verdi e sentito il vento sulla pelle, accompagnato da un dolce canto, aveva sentito la voce di Elyurias che cantava.
||Il vento porta via le anime, gli uomini rubano i cuori.
O terra, vento e pioggia; O cieli, O luce.
Lascia che tutto resti qui. Lascia che tutto resti qui, e
Viva in questo luogo
O anima, mio cuore, O amore, miei veri sentimenti
Tornate qui, a casa
E qui restate
Il vento porta via le anime, gli uomini rubano i cuori
Ma io resterò qui
E continuerò a cantare
Ti prego
Accompagna la mia canzone
Ti prego
Accetta la mia canzone.||
La canzone di Nezumi esiste nell’anime di No. 6 e leggere questa parte della Light guardando Nezumi che canta davanti a Shion e a Rou è davvero disarmante.
Quanta sofferenza c’è in quel canto e quanta speranza in quelle parole!
L’Holy Celebration, però, incombe e se Inukashi è riuscito a convincere Getsuyaku (l’addetto alla spazzatura del Penitenziario, nonché si scopre qui padre della piccola Lili) a mettere in atto il suo piano, il tempo per Shion e Nezumi sta per finire.
Safu aspetta che Shion la salvi e No.6 che Nezumi la distrugga.