Plauso alle intenzioni: ho apprezzato l'opportunità di conoscere 9 fumettiste/illustratrici italiane e che ogni storia intendesse scandagliare un aspetto o una sfida della femminilità contemporanea; la varietà di stili e linguaggi, grafici e non, ha reso l'esperienza di lettura estremamente agile; Sedda, la curatrice dell'edizione, ha fatto un lavoro eccellente, soprattutto nelle brevi introduzioni ai singoli capitoli (a volte necessarie per dare una chiave di lettura efficace al seguente racconto); il fil rouge (le varie parti del corpo femminile usate come metafora di condizioni sociali, ad esempio gli occhi intesi come sguardo femminile e pregiudizio, oppure la bocca sineddoche di parola, testimonianza, voce) conferisce coerenza alla raccolta, senza essere troppo invasiva.
Purtroppo, la resa non è pienamente all'altezza del progetto.
Ogni racconto sono 10 pagine esatte: in così poco spazio, ho preferito le autrici che cercano di creare un’impressione, di suscitare una sensazione, rispetto a quelle che decidono di raccontare una storia, che, necessariamente, risulta didascalica. Tuttavia, la maggior parte delle narrazioni ha un impatto limitato, irrisorio dal mio punto di vista: mi sembra che la potenzialità dell'idea generale sia stata un po' sprecata; in più, scomodare l’etichetta “femminismo” forse è un po’ un'esagerazione, il tono è sempre molto blando, alla Freeda. Ci tengo a sottolineare, però, che diversi racconti sono, graficamente, splendidi e sperimentali, finalmente: giocano con l'astrazione in maniera intelligente, mettendo a loro servizio i canoni classici del fumetto.