Apenas cumplida la edad a la que una joven tiene que empezar a buscar marido, Nanna, la protagonista de «En el arrozal» (1877), se ve obligada a irse a trabajar a los arrozales que hay cerca de la pequeña localidad del norte de Italia en la que vive con sus padres y su hermano para conseguir el dinero con el que comprar los alfileres de plata que una joven casadera ha de llevar clavados en el pelo si quiere que algún hombre la pida en matrimonio. Debido a las duras condiciones de trabajo, Nanna enferma de fiebres al poco de regresar de los campos de arroz. A pesar de esto, no duda en volver a ellos pocas semanas después con el fin de encontrarse con Gaudenzio, un apuesto carretero del que está enamorada y al que lleva tiempo sin ver, y de paso conseguir más dinero para su dote. Este segundo período en los arrozales tendrá consecuencias más graves para su salud, que condicionarán de manera decisiva su vida a partir de entonces.
Además de una denuncia de las penosas condiciones laborales en las que se desarrollaba el trabajo de las "mondine" (nombre que recibían en italiano las mujeres que trabajaban en los arrozales del norte de Italia en los siglos XIX y XX), «En el arrozal» (1877) también es un fiel reflejo, al igual que «Un matrimonio de provincias» (1885), la obra más conocida de la autora, del papel que tenía reservado la mujer en la Italia rural del XIX.
La marchesa Colombi dipinge perfettamente la condizione delle campagne novaresi, e la vita delle loro mondine. Come scritto in altre recensioni e nell'introduzione stessa, si tratta di un primo tentativo di denuncia sociale tramite romanzo. La bella protagonista perde salute e giovinezza in risaia, insieme a molte coetanee, in un lavoro stagionale che assicurava però un ottimo stipendio. All'imbruttimento dato dai problemi lavorativi si accompagna quello caratteriale, con una depressione che diventa astio e cattiveria. Non manca una sorta di lieto fine, una chiusa per permettee alla vita di andare avanti.
"La Nanna, la figliola dei Lavatelli, aveva passata l’infanzia a custodire le oche. Ne aveva dodici, e davano della bella piuma, che la Maddalena, come tutte le buone mamme, metteva da parte ad ogni spennatura, ed accumulava per farne poi il letto nuziale della sua figliola. E la Nanna andava superba delle sue oche, e di quegli apparecchi fatti per lei. Quando la ragazza ebbe poco più di dieci anni, la mamma disse al marito: «Bisogna cercare un’altra piccina per condur fuori le oche. I fanciulli che custodiscono le vacche, e le fanciulle che guidano i paperi, si scontrano nei campi, e si baloccano insieme. E questo si può tollerare soltanto nell’età dell’innocenza; ma la Nanna ha dieci anni, l’età dell’innocenza è passata». Martino trovò tutta la profondità di giudizio dei sette Savi della Grecia in quelle sentenze della sua massaia. Le oche vennero affidate ad una bambina di otto anni, poi, cresciuta quella, ad un’altra. Erano custodite dall’aprile al novembre per 50 centesimi ogni oca. Facevano sei lire all’anno, che la famiglia spendeva per evitare alla Nanna la comunanza dei giuochi coi piccoli mandriani. E la Nanna andava superba anche di questo, che le dava una certa superiorità sui suoi compagni. Quando li scontrava, o li vedeva passare al di là della siepe, e le gridavano: «Oh! Nanna! Non vieni più fuori colle oche?» lei rispondeva: «La mamma non vuole più, perché non ho più l’età dell’innocenza»."
"In risaia", La Marchesa Colombi
Un piccolo gioiello, un "archivio" di tradizioni rurali di fine '800 e una denuncia sociale narrata con grande delicatezza. La protagonista Nanna con la sua piuma d'oca per fare il proprio letto nuziale, il suo "argento" per andare sposa e tutte le sue vicissitudini di giovane mondina resterà nel mio cuore a lungo. Una specie di Albero degli zoccoli ante litteram, lo consiglio vivamente.
PS. L'ebook è scaricabile gratuitamente da Liberliber. Thanks Gio Bhumi 🧡
romanzo di denuncia sociale- sulla condizione delle contadine nel novarese. la durezza del lavoro in risaia, le malattie, la pressione sociale per cui il matrimonio è l'unica scelta e l'unica forma di riscatto (e senza di cui si è solo un peso per la famiglia). "in risaia" è la storia della giovane nanna, che si ammala di febbri e tifo e perde, insieme alla bellezza, anche la possibilità di trovare un marito e creare una famiglia- diventando così rancorosa e vendicative. finale in qualche modo *edificante*, con la protagonista che si riscatta moralmente e si aggrappa all'ultima speranza rimasta. bella lettura, molto più profonda di quello che potrebbe sembrare.
4.5 C'è molta delicatezza in questo romanzo breve della Marchesa Colombi, e molto da riflettere: non solo sulle pressioni sociali che fanno e disfano i sogni delle giovani donne, e ne plasmano l'esistenza, non solo sulla durezza di condizioni di vita che venivano accettate come normali, ma anche su quanto l'amarezza possa distruggere uno spirito.
Un cuento de Navidad donde los enredos se aclaran y tiene final feliz. Me ha gustado especialmente porque no conocía las duras condiciones en las que trabajaba las mujeres en los arrozales en el S. XIX en Italia.