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Asce di guerra

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C'erano anche italiani a combattere i guerriglieri Meo, nel fango e nell'orrore della giungla laotiana, pochi anni prima della "Guerra del Vietnam". Narrativo corale, avventuroso e documentario in cui Wu Ming e Vitaliano Ravagli fanno rivivere, sulla base di dirette testimonianze – prima di tutte quella dello stesso Ravagli – una pagina sanguinosa di storia, cancellata dalla memoria pubblica. Sotto la patina pacificata della storia ufficiale, ci sono storie che ancora fanno male. Come quella di Ravagli, il partigiano mancato che va a combattere in Laos a fianco dei guerriglieri comunisti, insieme a un piccolo ma consistente drappello di europei. Tutti combattenti "invisibili", guardati con sospetto da quelle "formiche rosse" che non capiscono le loro motivazioni. Di fronte, gli indigeni Meo, "bande di ragazzi, quasi bambini, feroci come belve". Molti muoiono, Vitaliano torna. Il suo disagio, la sua storia, aprono una crepa nel presente, si saldano ad altri disagi, altre storie, altre fratture della Storia.

384 pages, Paperback

First published January 1, 2000

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About the author

Wu Ming

38 books1,292 followers
Wu Ming (extended name: Wu Ming Foundation) is the collective pen name of four Italian writers: Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Federico Guglielmi and Riccardo Pedrini, respectively known as "Wu Ming 1", "Wu Ming 2", "Wu Ming 4" and "Wu Ming 5". "Wu Ming" means "anonymous" in Chinese. Although their real names are not secret, the four authors never use them. The quartet was a quintet until 2008, when Luca Di Meo aka "Wu Ming 3" left the group. Wu Ming had previously been using another pen name: Luther Blissett.
http://www.goodreads.com/author/show/...
Under that nom de plume, Wu Ming wrote the novel Q.
Each member of the group also writes as an individual author:
Wu Ming 1
http://www.goodreads.com/author/show/...
Wu Ming 2
http://www.goodreads.com/author/show/...
Wu Ming 4
http://www.goodreads.com/author/show/...
Wu Ming 5
http://www.goodreads.com/author/show/...

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4 (1%)
Displaying 1 - 27 of 27 reviews
Profile Image for Chiara White.
64 reviews42 followers
May 17, 2018
A volte è dura ammetterlo, ma mi succede di essere superficiale nell’acquisto di un libro: quando ho comprato questo, ho visto che era di Wu Ming, ho letto il titolo Asce di guerra ed ho subito pensato che si trattasse di un altro volume vicino a Manituana e l’ho preso così, a scatola chiusa, senza pensare. Convinta, tra l’altro, che in copertina ci fosse un indiano. Invece lo prendo in mano, lo osservo e mi accorgo che è la foto di una donna quella che campeggia davanti. Anzi, no, non è una donna, è una partigiana. E qui, già mi rendo conto che si tratterà di qualcosa di molto doloroso da leggere… La prefazione del 2005 spiega la genesi del romanzo, nato nel 2000, e gli errori di stesura e avvisa, proprio per inquadrarlo temporalmente, in che contesto sia stato scritto. Bhè, vi assicuro che quella prefazione sembra stata scritta oggi: crisi di valori e di comprensione di cosa sia stata la resistenza, avvisaglie che fascisti e partigiani si sono comportati alla stessa maniera (!), paura dei “comunisti” e rigetto della sinistra verso i propri ideali, proprio in virtù di questi timori. Qui non è doloroso, è da brividi! E le cose non sono che peggiorate…
E’ un viaggio nel tempo e nella storia, come sempre,quello che propongono quelli del gruppo, ma stavolta alla loro “immaginazione” si è unita la voce vera di Vitaliano Ravagli, comunista, ma soprattutto combattente in Laos (sì, in Laos!), con le sue rocambolesche e devastanti avventure in Indocina. Il partigiano romagnolo.
Un libro imperfetto, ma che ti apre letteralmente mondi e che RICORDA, sì, perché si deve ricordare quello che è stato per andare avanti e non dimenticare e fingere che tutti sono uguali e quel che è fatto è fatto. NO, non quando sono state fatte delle atrocità, non quando ci si è comportati come bestie. La resistenza è un capitolo fondamentale della nostra storia e se non la conosciamo, non sappiamo chi siamo oggi.
Mi ha intristito pensare che i 18 anni che sono passati dalla stesura di questo oggetto letterario non sono tanto devastanti nell’invecchiamento del libro, quanto invece lo sono di quelle voci che via via si stanno spegnendo e non ci possono più ricordare quello che è stato.
“Scavare nel cuore oscuro di vicende dimenticate o mai raccontate è un oltraggio al presente. Un atto spregiudicato e volontario. Le storie non sono che asce di guerra da disseppelire.”
http://it.wikipedia.org/wiki/Vitalian...
http://www.youtube.com/watch?v=14JU1u...
Profile Image for Kua.
151 reviews200 followers
March 1, 2012
Un libro da leggere assolutamente, per togliere dal cervello la nebbia che ha circondato le imprese della Resistenza in questo paese. Un libro sconclusionato, a volte senza capo nè coda, ma con un grande pregio: riportare la storia, la nostra Storia, nella giusta prospettiva. Apre gli occhi sulla manipolazione che è stata fatta per "ripulire" l'immagine della Resistenza e chiarisce il perchè, a guerra finita, per tanti partigiani sia stato così difficile posare le armi davanti alle tante ingiustizie non condannate e davanti al fatto che, nonostante la "vittoria", nei posti di potere rimasero le stesse persone di sempre. Molto bella la parte autobiografica di Vitaliano Ravagli e della sua partecipazione alla guerra per la liberazione del Laos, credo siano le pagine più dirette al cuore di tutto il libro, e molto interessante anche lo scorcio sulle guerre d'Indocina. Fatti e riferimenti storici che non si sono mai sognati di insegnarci a scuola...
Profile Image for Ubik 2.0.
1,098 reviews312 followers
October 20, 2013
Dal Senio al Mekong

Asce di guerra è un libro estremamente interessante, sebbene non abbia e non possa avere la compattezza, l'equilibrio e la rifinitura delle opere maggiori dei Wu Ming; non può averle perchè nasce in maniera piuttosto anomala, a partire da una preesistente autobiografia (del "coautore" Vitaliano Ravagli), e procede lungo tre binari mantenuti distinti lungo la narrazione. Contiene dunque materiali e temi tipici dei Wu Ming (la maniacale documentazione storiografica, la passione politica, la struttura a incastro) ma rifiuta di amalgamarli per farne un'opera unitaria, e ne lascia separate le componenti come in un'opera di arte informale.

Abbiamo dunque la componente (o il binario narrativo) "storiografica" che ha come oggetto l'area indocinese e in particolare la nazione del Laos: è una sintetica ma densissima lezione di storia romanzata ma iperdocumentata su un'area e un periodo storico del quale ben poco sappiamo e che lega finalmente con un filo logico politico le tragedie della campagna indocinese dei francesi (io come tanti avevo a mente solo un nome: "Dien Ben Phu" che in Francia ha il significato che per noi ha la parola "Caporetto") e di quella vietnamita degli americani, di cui sappiamo di più, grazie anche ai supporti letterari e cinematografici.

A dire il vero, nel libro vi è un'altra dimensione storiografica che tuttavia è affidata alla componente "fiction" dell'intreccio ed è quella che va dall'attività partigiana dopo l'8 settembre 1943 fino al primo dopoguerra nell'area geografica bolognese/imolese, soprattutto appenninica. Questa ricostruzione avviene tramite gli incontri ed i racconti con i protagonisti partigiani dell'epoca da parte di un personaggio immaginario, l'avvocato Zani, nel quale si riflette in qualche modo la spasmodica e maniacale attività di ricerca documentale e di testimonianze orali da parte degli stessi Wu Ming.

I due elementi sono collegati, temporalmente e soprattutto idealmente, dalla sezione autobiografica: la vita di Ravagli Vitaliano, imolese troppo giovane per avere partecipato direttamente alla Resistenza, sebbene sia rimasto impregnato ancora bambino dall'aria del tempo e dalla conoscenza diretta di alcuni capi partigiani, colti nella difficile e delicata fase di reinserimento. Questo marchio porta tuttavia Ravagli a diventare non l'unico ma uno dei più rappresentativi "vietcong italiani" e scopriamo così che vi erano intere squadre di esuli o volontari europei (poi scaglionate nelle diverse pattuglie indocinesi per meglio amalgamarle) a combattere nei luoghi più remoti del mondo in nome dell'internazionalismo.

E' stupefacente come tutto questo possa essere racchiuso in un volumetto di poche centinaia di pagine, che al termine della lettura forse non lascia molto in termini letterari (paragonato ad esempio a certe affascinanti pagine di Altai, l'ultimo Wu Ming che ho letto...) ma tantissimo dal punto di vista della conoscenza. In un vecchio bolognese come me poi, nomi, luoghi e avvenimenti si saldano a spezzoni di memoria personale e all'aria allo stesso tempo nitida e confusa degli anni '50, respirata da bambino.

Resta infine su questo libro il problema (ma è un problema?) politico. Sarebbe ipocrita negare che Asce di Guerra fin dal titolo è un romanzo militante e nei confronti di questo suo aperto schierarsi viene da inchinarsi, in quest'epoca di equilibrismi e trasformismi. E' evidente che per chi vorrebbe riscrivere la Storia concedendo pari dignità ai repubblichini di Salò, questa è un'opera indigeribile, da mettere all'indice e che non dovrebbe esistere.

Peggio per lui! Anzi, parafrasando Vitaliano, "Piz par lò, dioboia!"
Profile Image for Ilmatte.
366 reviews19 followers
March 19, 2014
forse la domanda me l'ero fatta veramente, a diciannove anni. quando finimmo di studiare la seconda guerra mondiale, di corsa perché finiva l'anno e c'era la maturità da preparare, e chissenefrega della storia che tanto allo scientifico non la caga nessuno. e fine della guerra, fine del fascismo. ma come: il capo lo abbiamo appeso per i piedi, il re in esilio... e gli altri? forse non mi tornava che non ci fossero le galere piene di gerarchi fascisti. poi l'università, gli esami, chi ci va più a pensare. ci si accontenta della spiegazione più semplice: i partigiani hanno vinto, gli americani ci hanno liberati, la democrazia è al sicuro. la democrazia, sì. quella cristiana. e l'amnistia, perché nessuno mi ha mai detto dell'amnistia, perché non sono andato io a studiarmela come si deve? perché una cosa devi sapere che esiste, per studiarla. e ora leggo di come i fascisti sono stati reintegrati ai loro posti, dove erano stati messi dal regime, e i partigiani perseguitati come briganti. non venite a dirmi che la democrazia ha trionfato: il fascismo nel '45 non è stato sconfitto, ha solo cambiato forma.

libro gemellato con:
Senza_tregua
Mai_morti
Profile Image for Hex75.
987 reviews62 followers
August 22, 2017
una storia (anzi, più storie, magistralmente intrecciate tra di loro fino senza che si crei confusione, anzi chiarendo di più le vicende storiche) che ti entra dentro: a tratti comica, a tratti cruda al limite dell'insostenibile (certi passaggi sono autentici pugni nello stomaco) ma come nello stile dei wu ming sempre retta da un'impressionante impalcatura storica documentata sin nei minimi particolari, in cui i ricordi dei tanti protagonisti sono affiancati a ricerche storiche riraccontate con uno stile che sa essere "leggero" senza perdere autorevolezza (ovvero i sottocapitoli "tre fratelli, lo zio ho e lo zio sam", che spiega al lettore come si arrivò alla "guerra del vietnam" -termine riduttivo, così si imparerà su queste pagine, per definire questo conflitto...- e cosa poi avvenne durante quegli anni).
e vitaliano ravagli è un personaggio incredibile, "bigger than life" eppure verissimo.
Profile Image for Daniele.
86 reviews17 followers
June 6, 2019
"Le storie non sono che asce di guerra da disseppellire".

Asce di guerra è un "oggetto narrativo non identificato", il primo scritto da Wu Ming, in collaborazione con Vitaliano Ravagli.
Per un terzo è un romanzo storico. Il protagonista di questa parte è Daniele Zani, un avvocato che si occupa del caso di Said, un giovane immigrato tunisino, rimpatriato e separato dalla moglie e dalle figlie, vicenda inventata, ma ispirata a migliaia di storie simili ed estremamente reali. Nel frattempo, Zani si interessa delle vicende della Resistenza, dei partigiani costretti a espatriare dopo la fine della guerra, partendo dalla storia del nonno, soprannominato "Soviet". Si metterà così alla ricerca di un misterioso partigiano romagnolo che sarebbe andato a combattere in Indocina con i vietcong, contro le potenze coloniali occidentali. In questa parte del libro, pur se romanzata, vengono descritte molte vicende storiche, come diversi episodi della Resistenza e le conseguenze della cosiddetta "amnistia Togliatti".
Poi c'è la parte autobiografica, in cui il co-autore Vitaliano Ravagli racconta in prima persona la propria vita, dal periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando ancora era un bambino, alla sua esperienza della guerra in Laos. È lui il "vietcong romagnolo" che l'avvocato Zani insegue nella parte di romanzo.
Infine, un terzo del libro è un saggio, una "storia disinvolta" delle guerre d'Indocina, in particolare Laos e Vietnam, che consente di inserire il racconto autobiografico di Ravagli nel suo complesso e poco conosciuto contesto storico-politico.
Le tre parti del libro sono mischiate tra di loro, senza essere realmente amalgamate. Questo "difetto", tuttavia, non pregiudica il valore di questo lavoro, che porta alla luce vicende poco note, asce di guerra che aspettavano di essere disseppellite. È un libro militante, che a quasi vent'anni dalla sua pubblicazione è estremamente attuale. In un paese in cui i fascisti tornano ad alzare sempre di più la testa, in cui si parla sempre più di "memoria condivisa", annacquando l'importanza, il valore e il significato della Resistenza e della lotta contro il fascismo, di un libro come questo, chiaramente di parte (quella giusta), che non fa sconti a nessuno, c'è ancora un gran bisogno.
Profile Image for J.
93 reviews4 followers
January 9, 2011
Ci sono libri che fanno sognare, che spaventano, divertono, annoiano o danno dipendenza e ci sono libri, rari, che fanno incazzare. Comunque sia ogni libro, una volta finito, ha il sapore compiaciuto di una piccola vittoria. Non importa ci sia scorso addosso come acqua fresca o ci abbia fatto sudare a ogni pagina, una volta riposto sullo scaffale tra le altre “vittorie” ci dà soddisfazione. Quando si ripone Asce di Guerra però, il retrogusto amaro è talmente forte che non può bastarci un po’ di letteratura collutorio per sciacquarlo via. Quel sapore è il sapore dell’ impotenza, dell’ingiustizia ma è anche soprattutto il fiele di un confronto con noi stessi. Le pieghe della storia nascondono specchi; le immagini che rimandano sono quelle di noi stessi. Cosa avremmo fatto al posto dei nostri padri o dei nostri nonni? Avremmo potuto fare di meglio? Avremmo fatto di peggio? Oppure avremmo fatto le stesse identiche scelte?

Quando Vitaliano Ravagli torna a casa da uno delle miriadi di inferni che costellano il nostro pianeta, terzo sasso dal sole, non trova nulla di cambiato se non una pretestuosa aria di democrazia, ma i criminali fanno sempre da sbirri, i rivoltosi vengono perseguitati e gli ipocriti sorridono. Non resta che ripartire con una scorta di odio e rabbia sempre più grande. Meglio il Laos, con i suoi serpenti velenosi, le sue impenetrabili foreste e l’odore di morte che una vita senza dignità con lo sguardo basso per non vedere di cosa siano stati capaci, anzi di cosa non siano stati capaci gli italiani nel dopoguerra.

Quando si scava tra le macerie della storia, ci si può imbattere in una fuggevole illuminazione e incontrare vis a vis la condizione umana stessa che non è né più né meno che quella di Sisifo. Se solo si riuscisse a fermare il Tempo, a uscirne, a bloccare quell’algoritmo ontologico che ci costringe a perpetuare e perpetuarci nella Storia, allora forse non avremmo paura di rifletterci nei volti di chi ci ha preceduto con il terrore sacro di scoprirsi a fare le stesse identiche cose, a dire le stesse parole e con esse accorgersi della vigliaccheria e della piccolezza dei nostri gesti.

Ma oltre agli specchi, quando si scava, alle volte, ci si imbatte in qualche ascia di guerra, incrostata, sporca, eppure affilata. Riesumarla significa in qualche modo rischiare di tagliarsi e forse anche di infettarsi. Ne vale davvero la pena? Ognuno di noi sa quale risposta può dare a questa domanda.



http://kingdomofink.wordpress.com/
Profile Image for Kai.
Author 125 books26 followers
January 14, 2011
Ci sono libri che fanno sognare, che spaventano, divertono, annoiano o danno dipendenza e ci sono libri, rari, che fanno incazzare. Comunque sia ogni libro, una volta finito, ha il sapore compiaciuto di una piccola vittoria. Non importa ci sia scorso addosso come acqua fresca o ci abbia fatto sudare a ogni pagina, una volta riposto sullo scaffale tra le altre “vittorie” ci dà soddisfazione. Quando si ripone Asce di Guerra però, il retrogusto amaro è talmente forte che non può bastarci un po’ di letteratura collutorio per sciacquarlo via. Quel sapore è il sapore dell’ impotenza, dell’ingiustizia ma è anche soprattutto il fiele di un confronto con noi stessi. Le pieghe della storia nascondono specchi; le immagini che rimandano sono quelle di noi stessi. Cosa avremmo fatto al posto dei nostri padri o dei nostri nonni? Avremmo potuto fare di meglio? Avremmo fatto di peggio? Oppure avremmo fatto le stesse identiche scelte?

Quando Vitaliano Ravagli torna a casa da uno delle miriadi di inferni che costellano il nostro pianeta, terzo sasso dal sole, non trova nulla di cambiato se non una pretestuosa aria di democrazia, ma i criminali fanno sempre da sbirri, i rivoltosi vengono perseguitati e gli ipocriti sorridono. Non resta che ripartire con una scorta di odio e rabbia sempre più grande. Meglio il Laos, con i suoi serpenti velenosi, le sue impenetrabili foreste e l’odore di morte che una vita senza dignità con lo sguardo basso per non vedere di cosa siano stati capaci, anzi di cosa non siano stati capaci gli italiani nel dopoguerra.

Quando si scava tra le macerie della storia, ci si può imbattere in una fuggevole illuminazione e incontrare vis a vis la condizione umana stessa che non è né più né meno che quella di Sisifo. Se solo si riuscisse a fermare il Tempo, a uscirne, a bloccare quell’algoritmo ontologico che ci costringe a perpetuare e perpetuarci nella Storia, allora forse non avremmo paura di rifletterci nei volti di chi ci ha preceduto con il terrore sacro di scoprirsi a fare le stesse identiche cose, a dire le stesse parole e con esse accorgersi della vigliaccheria e della piccolezza dei nostri gesti.

Ma oltre agli specchi, quando si scava, alle volte, ci si imbatte in qualche ascia di guerra, incrostata, sporca, eppure affilata. Riesumarla significa in qualche modo rischiare di tagliarsi e forse anche di infettarsi. Ne vale davvero la pena? Ognuno di noi sa quale risposta può dare a questa domanda.



http://kingdomofink.wordpress.com/
Profile Image for Luca Ferrarini.
Author 13 books18 followers
July 23, 2016
Il libro è veramente molto interessante e racconta una pagina della storia moderna di cui conoscevo veramente poco. All'inizio ho trovato complicato seguirlo, per via dei continui salti tra un presente piuttosto recente (anni 2000), gli ultimi anni della seconda guerra mondiale, e gli avvenimenti della guerra in Indocina negli anni '50-'70.
Ma una volta inquadrate le diverse storie (tutte legate da un personaggio straordinario che è anche coautore del libro), la narrazione è molto piacevole e ricca di contenuti.
Ho particolarmente apprezzato la posizione forte e senza mezze misure che gli autori prendono nel descrivere i partigiani da un lato e il fascismo dall'altro. Inoltre, ho trovato molto ben illustrato il disagio sociale di chi ha subito la guerra come bambino e le difficoltà enormi incontrate poi nell'integrarsi in una società che, con eccessiva fretta, ha voluto dimenticare, rimarginare forzatamente ferite ancora scoperte. Da qui poi le bellissime pagine dei sentieri dell'odio, dove il ragazzo ormai uomo deve trovare un modo per liberare anni di paura e rabbia, trovando la strada per la guerra del Laos e del Vietnam, tra la giungla, nelle fine dei partigiani a difesa dei proprio diritti.
Davvero un ottimo libro. Grazie ai WU MING e grazie a Vitaliano Ravagli per aiutarci a non dimenticare.
Profile Image for Mario Incandenza.
93 reviews7 followers
March 27, 2014
L'ho amato moltissimo, �� un romanzo tratto dalle memorie (vere) di Ravagli: partigiano scappato dall' Italia per l'armistizio Togliatti e "emigrato" per poter perseguire i suoi ideali, in Vietnam per combattere al fianco di Oh Chi Minh.</p><p>Non �� un romanzo di guerra anche se in esso vi sono scene cruente,tratte dai veri campi di battaglia vietnamiti. E' realistico ma la componente romanzata introdotta dal quintetto di scrittori lo rende molto avvincente e "potabile".</p><p>Con "Q" e "54" costituisce il "must" del collettivo Wu-Ming. Lo stile narrativo �� lo stesso dei libri appena citati.</p><p>Una curiosit��: "54" dopo "Q" doveva essere il secondo libro dei Wu-Ming (o meglio il primo da quando non erano pi�� Luther Blissett), l'essere venuti a conoscenza della vera storia di Vitaliano Ravagli e l'avendolo incontrato di persona hanno costituito per il collettivo di scrittori un vero colpo di fulmine. Sospesero la stesura di 54 e iniziarono a romanzare la storia dell'ex partigiano.</p><p>Liberamente scaricabile e stampabile.
Profile Image for Nico-Votte.
29 reviews
July 25, 2022
Libro molto interessante.
Purtroppo non da 5 stelle perché, se messo a confronto con 54, è nettamente inferiore.
In ogni caso la storia è molto bella, i Wu Ming sanno come raccontarla in modo che ti tenga attaccato alle pagine ed è sempre importante riportare alla luce quei fatti dello scorso secolo che molti vorrebbero insabbiare.
L'unica parte che ho trovato un po' pesante, e nei primi 3/4 del libro staccata dagli altri due filoni, è quella più storica sulle guerre in Laos e Vietnam.
In ogni caso, lo stile di composizione dei romanzi di Wu Ming mi entusiasma sempre: non capisci cosa centri un personaggio con un altro fino a 100 pagine dalla fine. Da lì si scatenano e tutto fila liscio ed acquista un senso.
Profile Image for Nonethousand Oberrhein.
733 reviews32 followers
October 17, 2020
Partigiano e Vietcong
Un "oggetto letterario non identificato": metà storia divulgativa, metà biografia, metà romanzo di denuncia sociale, metà... siamo già al valore di un libro e mezzo ma si potrebbe andare avanti!
Nato da una costola del processo di documentazione per 54 , il racconto accompagna dalla Bologna post-bellica del '49 al Laos in guerra nel '56, in una narrazione che prende come un libro d'avventura e fa riflettere come una storia vera (di cui è una fedele trasposizione!)... se si supera la prima impressione di un'esposizione confusionaria, non si può che amare questo libro.
Profile Image for Marco Lovisolo.
Author 2 books4 followers
February 20, 2016
Tutti i libri del collettivo Wu Ming hanno il grande pregio di trattare temi poco conosciuti. Il secondo dopoguerra italiano è un periodo ancora carico di ombre e di dubbi mai fugati e Wu Ming ha la capacità di andare a scavare in queste pieghe nascoste della nostra storia. Un libro che merita di essere letto. La mia valutazione sarebbe di 3,5 stellette, ma visto che non è possibile, approssimo per difetto e ne metto tre.
Profile Image for Sabina Biasuzzo.
281 reviews2 followers
August 21, 2017
Interessante l'analisi del perchè un giovane adolescente nell'immediato dopoguerra diventi un guerrigliero spietato nella guerra di Indocina, più dettagliatamente nel Laos. L'Italia e i conti non saldati con il fascismo e la pacificazione forzata. Da leggere per capire il clima politico reale. Molto bello. Un pò forzato l'introduzione nel libro della vicenda dei migranti dei giorni nostri, ma non così slegata con il resto. Ottimo libro.
Profile Image for Ginola81.
12 reviews8 followers
May 10, 2011
Potente e appassionante. Un viaggio politicamente scorretto tra storie di Resistenza italiana e indocinese. Un calcio in culo al revisionismo fascista alla Pansa & co. Il sangue dei vinti che scorre in Asce di guerra non é abbastanza.
Profile Image for melo.
183 reviews14 followers
February 9, 2011
finito di corsa, devo ancora capire cos'è, com'è fatto, questo libro. questa specie di film di parole.
la storia invece, è chiara e limpida. essenziale. ed è essenzale che venga raccontata.
Profile Image for Paolo Beffa.
39 reviews2 followers
February 17, 2022
Sarebbe stato molto ma molto meglio senza la storia dell'avvocato "desinistra" nel 2000...
Profile Image for Catta.
101 reviews1 follower
July 14, 2024
Questo "oggetto narrativo", come lo definiscono i Wu Ming, mescola la storia (sorprendente e incredibile) di Vitaliano Ravagli con la Storia (con la S maiuscola) di un periodo fondamentale del nostro paese: la Resistenza e soprattutto il dopo-Resistenza.
Il risultato è assolutamente riuscito, figure di partigiani eroici (senza retorica), il disagio di chi non seppe reinserirsi in un dopoguerra che dimenticò troppo in fretta e la storia, ripeto incredibile, di Vitaliano.
Non ho capito assolutamente nulla delle vicende delle varie guerre d'Indocina, ma direi che non sia fondamentale per apprezzare questo "oggetto".
Profile Image for Marco Leonesio.
57 reviews
January 15, 2025
Libro importante per capire le volizioni e i meccanismi che hanno mosso i partigiani durante la Resistenza e nell'immediato dopoguerra. Le aspettative tradite, il tentativo di non arrendersi alla restaurazione, la sete di giustizia e di vendetta. Stilisticamente, tuttavia, il libro risulta raffazzonato e inutilmente poco lineare.
Profile Image for Sara Rocutto.
520 reviews9 followers
Read
August 29, 2019
Beh, è proprio un libro interessante. Avrei dovuto leggerlo prima però!! Certo mi fa pensare... chissà che ne penserebbero dei diciottenni di adesso di certe manifestazioni e atmosfere targate anni 2000?
Profile Image for Amedeo Cavalleri.
Author 1 book4 followers
August 5, 2025
Da grande fan di wu ming: non il loro romanzo migliore, ma il libro migliore e più necessario.
L'amistia dei fascisti, il comunismo internazionale, il colonialismo in asia. Cose che tutti dovrebbero conoscere, raccontante con un incastro avvincente.
Profile Image for F..
168 reviews5 followers
May 1, 2024
“Mi sento parte di una comunità universale che supera i confini e congiunge le epoche, la comunità di coloro che prendono d’assalto il cielo” (p. 372)
2 reviews1 follower
October 18, 2020
Una grande iniezione di dignità e voglia di resistere. Grazie
50 reviews
January 23, 2019
ho impiegato 15 giorni per leggerlo, perché ogni pagina mi invitava ad una ricerca. Mi ha coinvolto.
Displaying 1 - 27 of 27 reviews