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Sechzehn Wörter

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Es gibt Wörter, die wir nicht kennen. Deren Bedeutung wir aber erahnen. Als wären sie immer schon hier gewesen. Als hätten sie schon immer in uns gewohnt. Und manchmal wollen sie endlich ausgesprochen werden.

Als ihre Großmutter stirbt, diese eigenwillige Frau, die stets einen unpassenden Witz auf den Lippen hatte, beschließt Mona, ein letztes Mal in den Iran zu fliegen. Gemeinsam mit ihrer Mutter wagt sie die Reise in die trügerische Heimat. Der Rückflug in ihr Kölner Leben zwischen Coworking und Clubszene ist schon gebucht. Doch dann überredet sie ihr iranischer Langzeitliebhaber Ramin zu einem Abschiedstrip nach Bam, in jene Stadt, die fünf Jahre zuvor von einem Erdbeben komplett zerstört wurde. Und Monas Mutter schließt sich den beiden an. Die Fahrt wird für Mona zu einer Konfrontation mit ihrer eigenen Identität und ihrer Herkunft, über die so vieles im Ungewissen ist. Aber manchmal wird uns das Fremde zum heimlichen Vertrauten. Und über das, was uns vertraut schien, wissen wir so gut wie nichts.

320 pages, Paperback

First published March 27, 2017

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About the author

Nava Ebrahimi

4 books41 followers

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Community Reviews

5 stars
243 (23%)
4 stars
442 (42%)
3 stars
294 (28%)
2 stars
61 (5%)
1 star
10 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 72 reviews
Profile Image for miss.mesmerized mesmerized.
1,405 reviews42 followers
April 5, 2017
Bestimmt die Sprache das Denken, wie es die Sapir-Whorf-Hypothese besagt? Mona fällt auf, dass sie in ihrer persischen Muttersprache Wörter hat, die sie nie ins Deutsche übersetzt hat, denn sie waren an die inzwischen fremde Heimat gebunden, Erlebnisse und Konzepte, die sie nur mit dem Iran verband und für die es in Deutschland und in der deutschen Sprache keinen Platz oder adäquaten Ersatz gab. „Sechzehn Wörter“ sind es, die sie mit dem Land im Nahen Osten verbindet, aus dem ihre Eltern einst flüchteten und in das sie jetzt anlässlich der Beerdigung der Großmutter zurückkehrt. Von „Maman-Bozorg“, dem Kosewort für die Großmutter, über das Schimpfwort „Kos“, dem für Iraner typischen Übergepäck, „Ezafebar“, bis hin zur geliebten Frucht „Anar“ – mit allen Begriffen verbindet sie etwas und anhand dieser Begriffe lässt die Ich-Erzählerin nicht nur die aktuelle Reise Revue passieren, sondern auch ihre Familiengeschichte und die Zeit, die sie Jahre zuvor schon einmal im Iran verbracht hatte.

Nava Ebrahimis Roman „Sechzehn Wörter“ ist eine eigenwillige Annäherung an ihre eigene Heimat. Ähnlich wie ihre Protagonistin ist auch die Autorin im Iran geboren und seit vielen Jahren in Deutschland und als Journalistin tätig, man kann vermuten, dass viele ihre persönlichen Erfahrungen eingeflossen sind in dieses Kaleidoskop-artige Bild des Landes.

Zwei Dinge sind an dem Roman gleichermaßen faszinierend. Zum einen die junge Frau, die zwischen den beiden Kulturen steckt, sich einerseits typisch deutsch verhält und in jeder Hinsicht dem Bild einer unabhängigen, modernen, westlich geprägten Frau entspricht; andererseits aber auch ihre Wurzeln sucht, fasziniert ihre Cousinen beobachtet und messerscharf über die sprachlichen Unterschiede auch die Differenzen zwischen den beiden Ländern begreift. Daneben bekommt man den ganz privaten, persönlichen Iran zu Gesicht. Politische Aspekte spielen nur eine ganz marginale Rolle, sie sind für diese Geschichte nicht von Relevanz. Die Familienstrukturen, die Erwartungen an die Kinder, insbesondere die Töchter, aber auch die Art und Weise, wie man sich innerhalb den strikten Grenzen der Sittenwächter mit den Gegebenheiten arrangiert, um trotzdem ein in gewissem Maße freies Leben leben zu können, wir hier deutlich.

Der Erzählton ist lebendig und locker, er passt zur Erzählerin, schwankt er zwischen abgeklärt-analytisch und fasziniert-naiv, wie sie ihre Umwelt beobachtet und ihre eigene Familiengeschichte ergründet. Es gibt Dinge, die ihr auch jenseits der 30 noch nicht offenbar wurden, doch mit dem Tod der Großmutter ist der Zeitpunkt gekommen, Klarheit zu erhalten, weshalb die Ehe der Eltern scheiterte und wie diese überhaupt nur zustande kommen konnte.

Andere Romane der letzten Monate, die ebenfalls im Iran spielen und uns das Land etwas näher bringen, wie etwa Shida Bazyars „Nachts ist es leise in Teheran“ setzen einen anderen Fokus, so dass hier eine neue Komponente gefunden wird, die nochmals das Bild des Lesers gewinnend ergänzt.

Selten hat man einen so intimen Blick in das Land bekommen, der jedoch nicht skandalös-voyeuristisch ist, sondern schlichtweg persönlich und mich in jeder Hinsicht überzeugen konnte.
Profile Image for lise.charmel.
526 reviews195 followers
December 18, 2020
Direi più tre stelle e mezza che 4 piene.
Sedici parole narra la vicenda di una donna, Mona, nata in Iran e trasferitasi in Germania all'età di 4 anni. Al momento della vicenda la protagonista e io narrante torna in Iran per il funerale della nonna e racconta con frequenti flashback e con l'utilizzo di alcune parole persiane (le sedici del titolo) il suo rapporto ambivalente con le origini, con la famiglia, con il fatto di essere una iraniana trapiantata in Germania con il corollario di cliché che ne consegue.
La prosa è molto bella e sa alternare momenti introspettivi malinconici a momenti di esilarante scontro culturale.
La svolta narrativa finale che infila un segreto familiare assolutamente non necessario alla trama però mi ha convinta poco, anche se il modo in cui l'autrice lo inserisce nella narrazione è piuttosto poetico.
Nel complesso una lettura consigliata.
Profile Image for Finja Kemski.
123 reviews
April 21, 2019
Grandios! Wirklich tolles Buch von einer Iranerin, die in Köln wohnt und über ihre Erlebnisse im Iran erzählt. Humorvoll und brilliant geschrieben. Absolute Empfehlung!
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
July 8, 2021
Mona, ragazza iraniana residente in Germania, e la mamma si recano in patria per la morte improvvisa dell'anziana nonna, donna un po' anticonformista.
Il dolore per la perdita, il ritorno nel paese d'origine, le esequie, gli incontri con i parenti e l'immersione nelle atmosfere e nelle tradizioni iraniane costituiscono l'occasione giusta per rievocare il passato.
Ed ecco che il lettore impara a conoscere non una dolce e remissiva vecchietta, ma una donna disinibita, volitiva e anche strampalata, con un gran senso di colpa sulla coscienza.
E poi ci sono il papà e la mamma di Mona, due persone completamente diverse che hanno costituito una coppia decisamente male assortita: impegnato politicamente ed indifferente lui, sottomessa e rassegnata alla volontà altrui lei.
Infine c'è Mona, splendida ragazza dalla chioma nera, che ha sempre dovuto prendersi cura della debole madre, senza poter coltivare il rapporto con la figura paterna, quasi in fuga dal paese natìo e incapace di trovarsi a suo agio in una relazione stabile.
Il romanzo non mi è dispiaciuto ed anche la suddivisione in capitoli è originale, poiché ognuno di essi parte da un'espressione in lingua iraniana per addentrarsi nella narrazione della vita familiare della protagonista. Tuttavia lo stile di scrittura l'ho trovato poco coinvolgente, un racconto a volte apatico, a volte noioso.
Profile Image for Librielibri.
267 reviews116 followers
September 4, 2020
Dolce malinconico racconto intriso degli odori e dell'atmosfera di un paese difficile, ricco di storia e di contraddizioni, l'Iran.
Profile Image for Fra.
155 reviews142 followers
September 16, 2025
Un magnifico incrocio tra "L'idiota" di Batuman, "Lessico famigliare" di Ginzburg e "Persepolis" di Satrapi.
In sedici capitoli, divisi secondo sedici parole o espressioni in persiano, la protagonista Mona disegna un quadro della sua vita tra Germania e Iran, della sua infanzia in famiglia, delle sue prime relazioni, delle sue conversazioni con zie, cugine e donne sconosciute. È una voce fresca, spigliata, leggermente sarcastica e disincantata, che mi ha ricordato tantissimo quella della Selin dell'Idiota. Ci sono alcuni momenti piuttosto divertenti ma in generale prevale una malinconia di fondo e un senso diffuso di inadeguatezza, rimpianti e nostalgia che rende il romanzo più dolce e commovente.
L'ho comprato per caso all'usato e se non l'avessero scelto per il gruppo di lettura che frequento probabilmente sarebbe passato molto tempo prima che mi venisse voglia di prenderlo in mano, invece è un libro che mi ha piacevolmente stupita.
Profile Image for Anna Ricco.
188 reviews35 followers
April 13, 2023
Mi è piaciuta la suddivisione in capitoli:in ogni capitolo una parola persiana carica di significato che racconta uno spezzone della vita di Mona,una vita sempre divisa a metà tra Germania e Iran,sempre a guardarsi indietro per capire chi è e da dove viene veramente e dove sta andando e con chi. Questa spaccatura si sente molto bene,e la scrittura è evocativa. Consigliato
Profile Image for Patty.
141 reviews48 followers
October 16, 2020
Però c’è un detto: “Non cercare la persona con cui riesci a vivere. Cerca quella senza la quale non puoi vivere neanche un secondo”
“Ah, i nostri lirici e le loro belle parole. Non voglio neanche sapere quanti danni…”


Sedici parole, romanzo d'esordio della scrittrice tedesca di origine iraniane Nava Ebrahimi pubblicato dalla splendida casa editrice Keller. Un libro bellissimo già a partire dalla copertina con i suoi incantevoli colori e melograni, dalla carta piacevole al tatto, dalla stampa così curata.
Mona, la protagonista, è una ghostwriter trentenne che vive a Colonia con la famiglia da quando, all’età di quattro anni, i suoi si erano trasferiti dall’Iran. Si reca con la madre in Iran per il funerale della nonna e questo viaggio sarà l’occasione per Mona per scoprire le proprie radici, per ricostruire finalmente la propria identità di giovane donna in equilibrio tra due culture così lontane a apparentemente inconciliabili. E per fare questo si servirà delle parole, sedici parole persiane ciascuna delle quali verrà usata come un ariete con cui aprire un varco sulle ambiguità, i non detto, le menzogne della propria storia familiare.
E nell’atto della traduzione, quel creare un ponte fra due lingue, due culture, c’è tutta la potenza della lingua madre, la lingua del cuore. “Parlare a qualcuno in una lingua che comprende consente di raggiungere il suo cervello. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore". Nelson Mandela.

Ebrahimi ha una scrittura straordinariamente evocativa. Sedici parole è il classico libro che non si vuole mai smettere di leggere. Personaggi indimenticabili che prendono corpo lungo la narrazione con pennellate sapienti e leggere.
La nonna stravagante ed egoista:
Pag.33- Trattandosi di maman bozorg, a nessuno veniva in qualcosa che lei potesse ancora voler fare, vedere o mangiare. Si è sempre presa quello che le serviva. […] Era buona con sé stessa.
La madre remissiva:
pag. 253 “Quando eri in prima hai copiato questa frase mille volte, e non hai mai chiesto perché? Cosa vuol dire davvero?” ” No.” Guarda davanti a sé, nel vuoto. Mi sale la rabbia. “Ma insomma, hai mai chiesto qualcosa in vita tua?” Abbasso di scatto la maniglia, entro in bagno, mi spoglio e scaravento i vestiti sullo sgabello nell’angolo.

Il padre triste e non integrato:
pag.240 “Io lo conoscevo solo come uno straniero. Come qualcuno che non ha trovato posto per sé a questo mondo. […] Tradiva tutta l nostalgia che provava quando venivano a visitarlo amici o parenti dall’Iran. Nel momento in cui rideva – e rideva molto più del solito - , ogni volta credevo di sentire un singhiozzo represso.”
E su tutto ci sono i colori, gli odori, i sapori di un oriente lontano, misterioso e spesso contradditorio laddove la sfera privata è strettamente sorvegliata da quella pubblica. C’è infatti anche una dimensione politica che dona spessore a un romanzo già denso di suo.
Ora dopo aver letto Sedici parole quando penso all’Iran mi viene in mente il melograno o meglio l’anar, come si dice in persiano: un frutto dolce e asprigno, succoso e allappante, scorza dura ma cuore tenero e fragile, e una corona appassita retaggio di una splendida fioritura.
Profile Image for Andi.
275 reviews
May 10, 2019
Eigentlich 2 1/2 Sterne. Es ist nett und flüssig zu Lesen, gibt einen netten Einblick in das Leben einer Deutsch-Iranerin, aber ich bin absolut nicht überzeugt.
Profile Image for Esther.
Author 3 books50 followers
January 19, 2019
Die Erzählerin Mona ist eine aufgeschlossene ca. 35jährige moderne Frau, im Iran geboren, mit 4 Jahren mit ihren Eltern nach Deutschland gekommen, mit der deutschen Kultur aufgewachsen, wobei die persische Kultur in ihrer Erziehung nicht komplett vernachlässigt worden ist. Sie ist einige Male in den Iran zurück gegangen, um dort als Journalistin zu arbeiten und für die Beerdigung ihres Vaters.
Die „sechzehn Wörter“ des Titels sind iranische Ausdrücke, die Mona für lange Zeit nicht ins Deutsche übersetzen konnte oder wollte, weil sie elementarer Bestandteil ihrer Identifikation mit der persischen Kultur und ihrer persischen Familie sind, die nicht in ihr deutsches Leben passten.
Nun steht die Beerdigung ihrer Großmutter an, für die Mona und ihre Mutter in den Iran fliegen. Während des etwa 2wöchigen Aufenthalts dort ergibt sich für Mona die Gelegenheit, mit ihrer Fern- und Teilzeitbeziehung Ramin nach Bam zu fahren – und Monas Mutter, die von dieser Beziehung nichts ahnt, schließt sich dieser Reise ungefragt an.
Mona wird in diesen zwei Wochen und besonders in Bam durch ihre Erinnerungen und neu aufgedeckte Geheimnisse ein lang gehegtes Familiengeheimnis enthüllen, das sie (und den Leser) aus der Bahn werfen wird.

Nava Ebrahimi gibt in dieser sehr persönlich klingenden Geschichte einen ehrlichen und offenen Einblick in das Gefühlsleben einer jungen Frau, die sich in Deutschland als Außenstehende empfindet, aber ganz klar auch nicht im Iran zuhause ist.
Das Buch beleuchtet einige interessante Aspekte des heutigen Irans (z. B. Einblicke in typische Familienszenen, die Trauertradition der Großmutter oder Beispiele wie dort Männer ihre Ehefrauen betrügen).
Es besticht aber durch die Frauen dieses Romans und ihre Verflechtungen, allen voran Mona, die die Brücke zwischen Iran und Deutschland ist; ihrer Mutter, die sehr früh geheiratet hat und dann trotzdem gelernt hat, auf eigenen Beinen zu stehen; und ihrer Großmutter, die vorlaut, obszön und egoistisch scheint und doch wohl hauptsächlich nur eine Überlebende eines islamischen Staats ist.

Lange Zeit wurde ich in dem Glauben gelassen, einfach nur eine interessante und persönliche Geschichte einer iranischen Immigrantin und ihrer Familie zu lesen. Die mich durchaus auch fasziniert hat, ihren Reiz und ihre außergewöhnlichen Momente hat, in einer klaren und gradlinigen Sprache besticht. Doch es sind die letzten 15 Seiten, die aus diesem Roman eine unvergessliche Geschichte machen, deren Hinweise zwar durch das ganze Buch gestreut sind, aber doch erst am Ende zusammenlaufen.

Absolut lesenswert für Iran-Interessierte und für Fans von verzwickten Familiengeschichten, Familiengeheimnissen und deren Konsequenzen.
Profile Image for Omid Rezaee.
29 reviews23 followers
August 29, 2021
Mona, im Iran geboren und mit 4 nach Deutschland immigriert, reist, wahrscheinlich zum allerletzten Mal, in den Iran, um ihre Großmutter zu beerdigen. In der verlorenen Heimat findet sie auch ihre verlorene Liebe wieder. Und verabschiedet sich von ihr endgültig.

Neva Ebrahimis zum Teil autobiografisches Buch lässt sich gut lesen und setzt sich mit dem Leben einer Migrantin in Deutschland auseinander, aber auch mit den politischen und gesellschaftlichen Entwicklungen in dem Iran.

Was den Iran und die Iraner:innen angeht, bricht das Buch viele Klischees und trifft in vielen Stellen perfekt zu.

Absolut lesenswert.
Profile Image for Venus Mansourian Fard.
9 reviews1 follower
January 3, 2021
Dieses großartige Buch habe ich vor 2 Jahren gelesen und ich erinnere mich immernoch an jedes Wort (jedes Kapitel). Es ist wahnsinnig schön geschrieben und aufgebaut. Die Geschichte der Protagonistin hat mich sehr berührt, welche mir Anlass gab meine eigene Familienbiografie zu reflektieren. Ich empfehle dieses Buch wärmstens weiter, vorallem ist es interessant für Iranerinnen, die in Deutschland aufwachsen und manchmal das Gefühl entwickeln, dass sie zwischen zwei Welten leben.
Profile Image for Hanna.
646 reviews85 followers
December 29, 2021
Schon länger nicht mehr so ein großartiges Buch gelesen. Die Art mit der Ebrahimi mit Sprache umgeht um ihre Geschichte zu entfalten ist grandios.
Ihr Talent für Beschreibungen ließ nicht nur Bilder in meinem Kopf entstehen, sondern auch Texturen und Gerüche. Als wäre ich wirklich Teil der Erzählung.
Ebrahimi gelingt es, dass ich mich sofort Mona, der Ich-Erzählerin, verbunden fühlte, auch wenn unsere persönlichen Geschichten nicht unterschiedlicher sein könnten. Trotz aller Tragik, die der Roman beinhaltet, musste ich oft laut auflachen, weil die Autorin so gekonnt mit Witz umgeht.
An einem Tag ausgelesen, große Empfehlung!
Profile Image for Veronica.
149 reviews6 followers
July 7, 2024
Non ci siamo proprio, la storia mi è sembrata sconclusionata. Non era facile seguirne i fili temporali, nessun personaggio era debitamente approfondito, storia a tratti noiosa e vaga. Lo spunto della trama, di per sé molto interessante, è stato sprecato da uno stile di scrittura che non prende, direi quasi superficiale. Per quanto riguarda il gran finale, come prima cosa è stato scritto male, nel senso che non era piacevole alla lettura e non era nemmeno ben inserito nel racconto, e come seconda cosa non è stato una sorpresa, anzi da prima della metà del libro bene o male si capiva la verità. Mi dispiace dirlo ma non posso dare più di 2 stelle ( e sono larga di voti). Peccato.
Profile Image for Azzurra Sichera.
Author 4 books89 followers
September 3, 2020
“Sedici parole” è uno di quei libri che arrivi a “capire” soltanto quando lo termini. La visione di insieme si allarga a tal punto da inserirne la comprensione, che fino a quel momento era parsa solo nelle vesti di sospetto o di diffidenza.

È un libro senza una vera e propria trama, che oscilla tra più piani temporali e che accoglie così tante riflessioni che bisogna prendersi del tempo per assimilarle.

È la storia di Mona, la quale appare perennemente in bilico per poi farci ricredere; una giovane donna alla ricerca di identità, ma solo quando torna alle sue radici; una protagonista che potrebbe fare più domande, ma che probabilmente sa che le risposte non sempre sono facili da ascoltare.

Mona ci racconta di culture lontane dalla nostra con una curiosa attenzione per i dettagli e per le cose più strane. Ma questa distanza non è reale: Mona ci è vicina nelle sue fragilità, nel suo essere figlia, amante. Nei tratti marcati del suo viso che la identificano prima ancora che si presenti, nelle sue disillusioni, nelle sue provocazione, nei suoi silenzi.

Per la recensione completa: https://www.silenziostoleggendo.com/2...
Profile Image for Marzia.
32 reviews
August 6, 2021
La mia recensione:

Pollice in giù 👎 che fatica arrivare alla fine, ragazzi! Peccato, perché l'idea di base poteva pure esserci: raccontare cioè una determinata cultura (un po' da cittadino, un po' da straniero) attraverso sedici parole chiave. La verità però, è che questo libro mi ha trasmesso solo un grande caos! 😱 Salti temporali, personaggi piatti, segreti svelati eccessivamente tardi, non hanno fatto altro che incentivare la mia noia. 🧏‍♀️ Una stellina (regalata) su cinque. ⭐☆☆☆☆
Profile Image for Esperias.
168 reviews2 followers
February 14, 2022
Libro abbastanza inutile.
Le tre stelle sono dovute alle informazioni, nuove, che ho potuto conoscere sull’Iran e la sua cultura.
La trama è semplice, scorrevole ma allo stesso tempo pedante. Sembra che la scrittrice abbia voluto raccontare pezzi di se attraverso il filo conduttore della nonna, una sorta di diario. La scrittura è piacevole, semplice, interessante la scelta delle parole, rende il tutto un po’ più intrigante.
Profile Image for sfogliarsi.
434 reviews372 followers
February 17, 2022
Un romanzo bello ma che mi ha lasciato degli interrogativi.
Queste sedici parole sono dei veri pezzi mancanti per completare il puzzle. Leggendo il romanzo si nota una forte nostalgia della propria terra d’origine, un viaggio verso una meta tanto amata ma odiata allo stesso tempo.
Profile Image for Lorenza.
242 reviews
February 12, 2022
Fondamentalmente non è emozionante. Non mi ha lasciato nulla. È ben scritto, ripercorre una porzione delle vite dei personaggi ed è piacevole, ma non mi ha lasciato niente.
Profile Image for Karin.gry.
47 reviews2 followers
December 14, 2023
Jag fick den här boken rekommenderad av en bokhandlare när jag frågade efter tyska böcker med okomplicerat språk. Och den var så bra!

Efter hennes mormors död och i samband med resan tillbaka till Iran för begravningen, målas Monas familjehistoria sakta upp. Hennes mamma som blev bortgift när hon fortfarande var ett barn, hennes mormor med sitt burdusa språk och sätt, hennes pappa som varit läkare men hamnade i en butik i Köln och mest spenderade tiden med att äta granatäpplen. Älskaren Mona hade i Iran under sitt tidigare besök där som journalist. Älskaren hon har där hemma. Vart är hon påväg själv i livet? Det vet hon inte heller.

Jag älskade det långsamma tempot och Monas passiva, lite sorgsna röst med vilket allt målades upp. Hur pusselbitarna en efter en lades som tillsammans lät en förstå karaktärernas gemensamma historia.

Och att varje kapitel var ett ord på persiska, som fick bli som en röd tråd i just det kapitlet. Att läsaren inte med en gång fick veta vad ordet betydde, utan långsamt förstå det genom kapitlets gång. Genialt!

Läs den på tyska! Eller på något annat språk!

1 review
July 21, 2025
Sehr schön geschrieben, nostalgisch.
Als Iranerin sind die vielen Details aus der iranischen Kultur und Sprache mit einem Zugehörigkeitsgefühl verbunden. Viele Situationen, die für Personen wie Mona alltäglich sind, wie die Zugehörigkeitsfrage, werden sehr schön aufgegriffen.
Profile Image for Carina.
296 reviews5 followers
May 14, 2019
Irgendwo zwischen 3 und 4 Sterne. Ich mag das gefühl dass mir das Buch gibt und Wie Monas Gedanken geschildert werden. Mona mag ich eigentlich nicht.
Profile Image for Maria Calabrese.
124 reviews4 followers
October 16, 2020
I libri Keller non deludono. Attraverso 16 parole della lingua madre dense di senso, l'autrice racconta la propria storia. La parola più dolce per me è Juju, la più bella Azadi.
Profile Image for Amedeo Cavalleri.
Author 1 book4 followers
September 2, 2024
Bel libro, scorrevole, di una iraniana emigrata in Germania che fa ritorno in Iran. Non mi ha tirato fuori troppa emozione ma è una lettura interessante.
Profile Image for Eleonora.
Author 3 books170 followers
November 21, 2023
Molto carino, lettura scorrevole, scrittura elegante e mai sbrodolata. Attraverso sedici parole molto particolari Ebrahimi racconta la vita a metà di un'iraniana cresciuta in Germania che torna in Iran per lavoro e si immerge quasi in una vita parallela. Tema abbastanza classico e non troppo originale, ma la delicatezza con cui la vita di Mona viene raccontata attraverso piccole parole quotidiane è il vero valore di questo libro. Finale totalmente inaspettato.

«Forse la vita
è una lunga via attraversata ogni giorno da una donna con una cesta in mano
forse la vita
è una corda con cui un uomo si appende al ramo di un albero
forse la vita è un bambino che torna da scuola e...» (Forugh Farrokhzad)
Profile Image for Giulia Zanfi.
175 reviews16 followers
August 3, 2020
Libro che parla anche di Iran, con un sapore però tutto diverso rispetto ai libri di Kader Abdolah, autore iraniano che vive in Olanda e che amo profondamente per la sua scrittura e profondità. Entrambi parlano di radici, di come sia difficile staccarsene. Però mentre in Kader c è comunque sempre questa atmosfera sognante, un po' alla mille e una notte, qui c è più razionalità. La protagonista Mona (l autrice?) Torna in Iran per il funerale della nonna e percorre un viaggio interiore verso quelle radici che non ha mai affrontato. Ne esce uno spaccato di una terra che sa essere meravigliosa e allo stesso tempo soffocante, piena di contraddizioni e di regole già stabilite. Mons vive in Germania e coglie le differenze tra oriente e occidente. Non esiste un paese migliore o peggiore, esiste solo un senso di estraneità che ti porta a sentirti straniero a casa tua ma anche nel tuo paese d origine.
Profile Image for Lotti Karotti.
99 reviews1 follower
September 22, 2025
Für mich persönlich ist das kein Roman. Es hat überhaupt keine Handlung, vielmehr sind es wirre Erinnerungen unterschiedlicher Erlebnisse und Zeiträume. Das meiste davon war für mich schlicht nicht bereichernd und uninteressant, die Charaktere durchweg anstrengend, auch wenn der Schreibstil mir gut gefallen hat.
Profile Image for lostinalicante.
53 reviews
November 4, 2020
Mi dispiace davvero dare un rating così basso a questo libro. Poteva avere del potenziale ed essere davvero carino, per i temi trattati in particolare. Ma la verità è che molte cose non le ho comprese.
Era partito molto bene, con il ritorno in Iran della protagonista a causa della morte della nonna e il fatto che fosse consapevole di essere ancora molto legata alla sua patria nonostante la sua vita passata in Germania,come dettava anche la trama, mi incuriosiva e non poco.
L'autrice si è servita di continui salti temporali e spaziali per spiegare gli eventi, cosa che avrei potuto apprezzare se fossero stati fatti con un minimo di preavviso e non solo con punto/a capo/spazio. Non riuscivo davvero a seguire il corso degli avvenimenti e capire i vari passaggi è stato difficile.
Mi è sembrato anche volgare in un certo senso all'inizio per via di alcuni vocaboli e per come venivano utilizzati; per questo e molti altri motivi uno dei personaggi che ho meno apprezzato è stata la nonna della protagonista, oltre alla stessa. La protagonista mi è sembrata un personaggio molto piatto, il cui incarico da ghostwriter non è stato esaltato o menzionato al di fuori dello stretto necessario; avrei preferito leggere qualcosa in più sul lavoro della protagonista e sul suo rapporto con esso. Non riuscirei a trovare un altro motivo per giustificare il fatto che non abbia apprezzato la protagonista, perchè mi ha trasmesso davvero poco.
Non mi è piaciuto il suo rapporto con il genere maschile, a partire da suo padre fino ai vari amanti che sono stati menzionati nel corso della storia; quello che meno ho tollerato è stat0 sicuramente Ramin, infedele alla moglie; questo particolare non mi sarebbe dispiaciuto se l'uomo fosse stato anche lui meno piatto. Se dovessi pensare a un solo particolare che mi abbia colpito di questo libro non mi verrebbe in mente niente, perchè ho già scordato quasi tutto, come se l'avessi trattenuto davvero per poco nel pugno come si fa con la sabbia; mi è scivolato tutto via come se non l'avessi mai effettivamente letto.
Ho scelto di non dare il minimo solo per la mamma di Mona, la protagonista, che ho visto sensibile e succube di suo marito dall'età di 13 anni, e per via di alcuni aspetti della cultura iraniana che l'autrice ha reso crudele al punto giusto. Spero che qualcuno possa leggerlo e magari apprezzarlo più di quanto abbia fatto io.
Displaying 1 - 30 of 72 reviews

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