Adicto a los cigarrillos y al alcohol, con alergia a las responsabilidades y en búsqueda constante de una inspiración que no llega… Así es el antihéroe encantador y tierno de Vuelve, al que sólo le queda agarrarse desesperadamente al único proyecto viable que tiene en el horizonte: la adaptación de uno de sus libros a serie de televisión. El problema es que el libro ya no está disponible y el productor en cuestión todavía tiene que leerlo.
El autor se lanza a una búsqueda desenfrenada por encontrar un ejemplar, que localiza en manos de una fan ya muy mayor que vive en una residencia de ancianos. Sin embargo, no cuenta con encontrarse con Suzanne, una bella enfermera con un tartamudeo adorable de la que se enamora inmediatamente. ¿Podría ser éste el final feliz de su historia? Antes tendrá que lidiar con una increíble serie de malentendidos con personajes que hubiera querido tener bien lejos y, sobre todo, deberáasumir la ausencia de su hijo, quien ha emprendido un largo viaje por el mundo y le lanza a su padre un enigma que queda en el centro de la historia y que tendrá que resolver necesariamente: «¿Qué le dice un padre esquimal a su hijo antes de que se lance a conocer el mundo?».
Una pequeña joya sobre un escritor en plena crisis creativa y la enternecedora historia sobre la relación con su hijo
Samuel Benchétrit (born June 26, 1973 in Champigny-sur-Marne) is a French writer, actor, scenarist and director.He had a son with Marie Trintignant. He lives with Anna Mouglalis; they have a daughter, Saul (born March 7, 2007).
Dopo aver terminato di leggere “Ritorna” (ricacciando indietro una lacrima che voleva, prepotentemente, mettermi in imbarazzo all’interno di un bar) mi sono ritrovata a riflettere sul fatto che spesso attraversiamo le nostre giornate senza dare loro la giusta attenzione, che viviamo il quadro di insieme senza riflettere sui particolari, e senza nemmeno soffermarci su cosa ha davvero dato il via alla catena di eventi che ci ha condotti dove siamo. E che ci hanno resi ciò che siamo.
In “Ritorna” succede proprio questo: una email, inaspettata, apre uno spiraglio all’interno di una quotidianità che si ripete stanca e logorante. Solo che poi, un forte vento, spalancherà quella porta, trascinando il nostro protagonista in un turbine di situazioni paradossali dal quale verrà fuori trasformato.
Nella prima parte del romanzo conosciamo questo scrittore in piena crisi: ha avuto successo con il suo libro precedente ma adesso è senza idee, senza ispirazione e, diciamolo, senza nessuna particolare voglia. Separato dalla moglie, di certo non circondato da amici, si aggira per casa nel suo incedere da procrastinatore, mentre suo figlio è partito per un lungo viaggio, alla scoperta del mondo dall’altra parte dell’oceano.
In realtà, aspettavo che fosse la scrittura a cadermi addosso. Che una mattina fosse proprio lei a svegliarmi. Che mi prendesse per mano e mi parlasse, che mi portasse via e mi accarezzasse, mi colpisse, m’incendiasse. Aspettavo che la scrittura mi salvasse la vita, che mi strappasse via da quella vita.
Un giorno un produttore gli comunica, per email appunto, che vorrebbe realizzare una serie tv dal suo romanzo. Solo che non l’ha nemmeno letto e ne vorrebbe una copia. Il nostro scrittore, però, una copia non ce l’ha e inizia una incredibile caccia al romanzo che si declinerà in avventure che spaziano dal grottesco al commovente, dal divertente al paradossale.
Se la prima parte di “Ritorna” scorre meno fluida, si fa fatica a entrare in empatia con il protagonista, dalla seconda tutto cambia. Solo alla fine del romanzo mi sono resa conto che il rapporto con lo scrittore cambia perché è proprio lui a cambiare. Si scopre al lettore, si confida con lui perché inizia a mettersi in relazione con se stesso, con le sue emozioni, con i suoi fantasmi, emergendo in tutta la sua emotività che abbraccia chi legge.
Lottavo da sempre contro un gigantesco problema di malinconia immediata. Identificavo in tempo reale i momenti belli della mia vita e di colpo smettevo di viverli, di godermeli, per proiettarmi nel futuro e immaginare quanto avrebbero potuto mancarmi dopo che si fossero conclusi. Era una malattia grave che nel corso degli anni mi aveva rovinata una lista impressionante di eventi felici.
E quindi il nostro protagonista finalmente esce di casa, smette di ciondolare e inizia ad agire. Esce alla ricerca di una copia del suo romanzo e torna con uno scopo, forse due. Con il cuore che torna a battere per qualcosa (e per qualcuno) dopo giornate scandite dal nulla.
“E lei cosa fa quando non è infermiera?”. Sorrise. “Niente”. Il suo niente era tutto. Tutto quello che avrei voluto conoscere e sapere.
Durante la lettura di “Ritorna” mi sono ritrovata a sorridere quasi a ogni pagina. Il nostro protagonista conduce delle crociate personali davvero senza senso, finendo per mettersi regolarmente nei guai, ma allo stesso tempo si ritrova in situazioni surreali, durante le quali puntualmente la moglie lo chiama. Ne vengono fuori dialoghi deliranti, ma molto divertenti.
La parte più commovente riguarda il rapporto con il figlio, il modo in cui lui stesso si rende conto che la sua apatia ha finito per inaridire anche il loro dialogo. Quando capisce che sta comunicando con il figlio in modo sterile, tenta di recuperare scrivendogli delle email con passaggi brevi ma di grande intensità emotiva. Quello che si scopre verso la fine, questa volta con una lettera, mi ha colta impreparata e ha aggiunto un tassello per capire la storia in un respiro più ampio. Legando ogni cosa a una domanda, alla quale si troverà risposta solo alla fine, sebbene sia rimasta sempre sotto i nostri occhi.
La scrittura di Samuel Benchetrit mi ha sorpresa perché riesce a spaziare tra le emozioni con molta naturalezza, consegnandoci una storia che spesso ha bisogno di essere letta tra le righe, ma che lascia al lettore più di un momento di riflessione, oltre qualche sana risata.
Reviens est un beau roman. Certaines situations sont cocasses, les dialogues sont plaisants et amusants. C'est un livre léger qui se lit rapidement bien qu'il soit question de séparation, du manque ressenti face un fils qui est parti faire le tour du monde mais aussi de la mort. Samuel Benchetrit se livre pour encore une fois mieux se cacher. Ces passages sont "croustillants". Plaisant!
La voce narrante é quella di uno scrittore in crisi di ispirazione, separato, con un figlio adorato, ma lontano. Un uomo solo, abbruttito da una quotidianità fatta di assenze, rimorsi e nostalgie, che vive in una società contemporanea cinica, individualistica, basata su rapporti virtuali anonimi e ingannevoli. A un certo punto lo scrittore riceve la telefonata di un produttore che vuole fare del suo ultimo libro una serie tv, ma ha bisogno di una copia del libro, che però risulta introvabile. Comincia allora una serie di disavventure che porteranno il protagonista fino a una casa di riposo dove il corso della sua vita prenderà forse una nuova strada. L’ironia che accompagna e caratterizza tutta la scrittura stempera lo squallore dell’esistenza moderna e rende il nostro protagonista simpatico e “vincente” perché profondamente umano. La lettura scorre veloce e capita pure di sorridere di fronte a situazioni tragicomiche che si imprimono come nitidi fotogrammi di un film.
Es un libro hermoso. Sobre un "Escritor" cuyo hijo partió a un viaje a Groenlandia. El personaje principal tiene un tinte tonto y noble que poco a poco va encontrando el camino a su forma de felicidad. Me gustó, al final, deja un buen sabor de boca.
Je n'étais pas certaine d'avoir aimé jusqu'à temps que je lise la dernière page, qui m'a donné des frissons. Ce livre, c'est le récit d'un auteur en manque d'inspiration pour écrire et pour la vie, qui retrouve le goût de l'amour et reprend contact avec son fils, son essence. Une phrase m'a aussi marquée : "On pense souvent que certaines personnes sont heureuses alors qu'elles ne veulent pas inquiéter les autres."
Un escritor en plena crisis creativa, adicto al alcohol, al tabaco, irresponsable e inmaduro. Tras varios años sin ser capaz de escribir nada, se le presenta la oportunidad de adaptar a una serie de televisión uno de sus libros. El problema es que su libro ya no está disponible y el productor de la serie aún no ha leído el libro. El autor emprende un viaje lleno de malentendidos, con personajes de lo más variopintos, para conseguir una copia de su libro. Además, también tendrá que lidiar con los sentimientos que le provoca la ausencia de su hijo que se ha ido de viaje a conocer mundo y con el enigma que este le plantea: “¿Qué le dice un padre esquimal a su hijo antes de que se lance a conocer mundo?”. Una historia divertida y entrañable.
Letto in mezza giornata. Scrittura veloce, brillante, lucida, ironica e profonda allo stesso tempo. Il libro è leggero ma fa riflettere. Uno scrittore in crisi di idee alle prese con i problemi della vita di tutti i giorni: tasse da pagare, ex mogli da gestire, un figlio in viaggio per le Groenlandia. Un finale toccante e profondo. Un bel colpo per la Neri Pozza.
Belle écriture et belle fin pour un roman qui cherche son sujet (y en a-t-il ?) et qui constitue quelque peu une déception par rapport à ses précédents ouvrages... Il est, par contre, toujours baigné par la poésie et la douceur de son auteur. A acheter en poche, peut-être.
Un libro con una historia enternecedora, por momento hilarante, pero de mucho sentimiento y cierta profundidad. Encuentro a los personajes bien construidos, solventes. La historia te absorbe y no querrás dejar el libro hasta terminarlo. Muy gratificante y bien escrita.
Reviens, le premier mot que le père Inuit prononce à son fils au moment de son départ pour le voyage initiatique à l’âge adulte, voici l’énigme posée par le fils au narrateur
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4.5 “vuelve” de #samueldebenchetrit publicado por la editorial @eddestino
Vuelvo con este autor.
Ya lo leí hace un par de años con su novela “una noche con ella”, y quedé enamorada de su pluma, de la facilidad que tiene para entrar en casa del lector y quedarse para acompañarte con la lectura.
Padre separado, y con un hijo viajero. Y un contacto a través de email, y llamadas telefónicas con su ex pareja.
Es una narrativa fresca y cotidiana, una realidad ficticia sobre algún momento de la vida de un escritor. Cercano, caótico y siempre hiperbolizando todo lo que le pasa. ¿Un escritor que no tiene una copia de su libro, y en busca de esa necesidad por encontrarlo para un proyecto mayor, vive una serie de aventuras de lo más espontáneas y divertidas?
Podría ser perfectamente el guion de una comedia teatral.
Y además con ese aire melancólico de la soledad, de la distancia a su hijo, y de lo bonito y tierno que se resuelve.
“Reviens” est une tranche de vie loufoque, celle d’un écrivain en mal d’écriture dont le fils est parti pour un long voyage. On suit ses pérégrinations entre maison d’édition, conversations houleuses avec son ex-femme et lectures en maison de retraite. Le personnage est un looser qui n’a rien de flamboyant parfois attachant, souvent ridicule, parfois distrayant. Les personnages féminins sont au choix des mégères ou des saintes en mal de parole (jolie infirmière qui bégaie ou jeune morte ressuscitée par le biais d’une lettre), ce qui m’a posé question. Le paradigme : les hommes sont des faibles lâches et attachantes et les femmes sont hystériques ou gentilles mais silencieuses, sans une bonne dose d’ironie (que je n’ai peut-être pas vue), c’est un peu éculé.
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Un hombre absurdo. Escritor, divorciado, con una caraja en to lo alto, como dirían en Andalucía, que no se pué aguantar. Este hombre se enamora de una auxiliar de clínica geriátrica y no se le ocurre otra cosa que comprar un pato para enamorarla. Este hombre recibe un email de alguien desconocido que le pide ayuda desde Abiyán, donde se encuentra hospitalizado, y se lo cree. Ítem más, se lo sigue creyendo cuando recuerda de qué le conoce. Este hombre, al que su hijo le deja una adivinanza cuando se va de viaje (para separarse de este ser que es su padre, y de la caraja en to lo alto que tiene), que tiene que ver con un esquimal y su hijo, al que no le ha dirigido la palabra desde que nació. Este hombre que se compra un bonsái y lo poda tanto que al final se queda solo con el tronco. En fin, una chifladura tras otra, sin sentido todo. Menos mal que es corta.
Buen libro para salir de un bloqueo lector. Es una historia que en lo personal fue un disfrute porque fue algo diferente de leer.
La historia principal es medianamente opacado por momentos y creo que hubieron dos temas que pudieron desarrollarse más, pero siento que el autor se limitó y lo dejó a la imaginación del lector.
El final, lo sentí rápido y todo fue de golpe, pero no quita el buen libro que es y el mensaje que te puede dar, siendo si eres hijo o padre.
Hoy le pongo 5/5. Luego, si lo vuelvo a leer, no sé.
“Ritorna” è una storia con un buon potenziale, coadiuvato da una scrittura sicuramente scorrevole e piacevole che, purtroppo, si perde in inutili e superflui dettagli che portano a uno sviluppo insulso e impersonale. Uno di quei libri che, una volta terminati, lasciano addosso la sensazione di aver sprecato del tempo prezioso.
Bellissima scrittura, divertente, piacevole. Scrittore e padre sfigatissimo, segue strade interessanti per arrivare ai suoi fini: leggere alle vecchiette di un ospizio per riavere un suo libro ormai fuori commercio, rispondere a una vecchia domanda esquimese. Bello il momento del salvataggio del funzionario delle tasse che gli manda una mail.
Encontré en todos los vínculos que describe el autor mucha ternura. En las confusiones, frustraciones, retos y motivaciones, todos los personajes guardaban una nobleza. Nobleza que me gustó encontrar como pausa a un mundo real en el que el cinismo puede sobreponerse fácilmente.
Un livre tellement attendrissant ! Rien de bien intéressant sinon les turpitudes d'un écrivain en manque d'inspiration... Et pourtant ce roman m'a beaucoup touchée.