«Qui un tempo era tutto impero.» Per decenni il Portogallo è rimasto prigioniero di una visione di sé senza riscontro nella realtà. Il grande impero, il decimo nella storia per estensione, non ha lasciato che ferite aperte e retornados incattiviti ed emarginati. L’avamposto sull’Atlantico, con i suoi magnifici e malinconici tramonti, non era più la speranza di grandi scoperte ma la condanna alla saudade, la certezza di una vita alla periferia del mondo. Il salazarismo, una dittatura chiusa, ottusa e bigotta prima ancora che violenta, aveva lasciato un popolo a digiuno non tanto di cibo, ma di tutto il resto: società civile, rivoluzione sessuale e dei costumi, cultura, modernità, economia dei servizi e apertura alla globalizzazione. Sarà per questo che oggi l’espressione «miracolo portoghese» non suona come una forzatura. Da qualche anno il paese ha spiccato il volo: la crisi finanziaria del 2008 è ormai un ricordo, l’economia si diversifica, il turismo esplode, il mercato immobiliare prospera e risplende anche la cultura, con un’elettricità che pervade le arti, come le lettere e la musica. Un popolo che sta finalmente rielaborando i traumi di una guerra coloniale ignobile e trascinata troppo in là, e che oggi è più orgoglioso della sua lingua che dei suoi confini. Che nella contaminazione fra tradizione e immigrazione e nel triangolo Europa, Africa e Sud America ha trovato una voce nuova, unica. Certo, gli equilibri politico-economici sono delicati e non tutto luccica come le acque del Tago viste dalla swinging Lisbona. È tutt’altro che colmata la distanza dalle strade deserte dell’interno, con i boschi che le costeggiano decimati dagli incendi, e dai villaggi svuotati da flussi migratori mai interrotti, mentre nella società resistono sacche di razzismo e discriminazione. Ma se oggi le caravelle dovessero salpare, le armi a bordo non sarebbero i cannoni dell’uomo bianco, ma i potenti sound system di una gioventù meticcia che balla tutta la notte con la consapevolezza di voler essere qui, ora.
Emilia Lodigiani fonda Iperborea nel 1987 con il preciso obiettivo di far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in Italia. Una produzione di altissima qualità, che spazia da classici e premi Nobel, inediti o riproposti in nuove traduzioni; a voci di punta della narrativa contemporanea. Oltre ai paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), Iperborea pubblica la narrativa dell'area nederlandese, estone, islandese (incluse le antiche saghe medioevali) e dal 1998 una collana di saggi letterari per offrire al lettore spunti di approfondimento. Nel 2010 lancia una nuova collana di gialli, "Ombre", alla base della quale rimangono le scelte che caratterizzano da sempre l'editore: l'attenzione alla scrittura, ai temi etici, sociali e politici del nostro tempo.
Ho iniziato da Islanda, proseguito con Olanda, e Portogallo. In attesa di lettura, Norvegia e Grecia. Un libro-rivista che narra un Paese a partire da storie apparentemente minime o marginali, allargando il quadro a una visione di insieme, storica-politica-sociale-economica.
Più riuscita nei primi due numeri, un po' meno per Portogallo, imho. Mi è mancata la profondità della visione di insieme, e l'inquadramento storico. O forse, più semplicemente, in questo momento la mia curiosità è più rivolta ai paesi nordici :-)
Iperborea sta facendo un ottimo lavoro con il progetto The Passanger. Ogni numero è ricco di articoli interessanti, che non sono solo spiegazioni turistiche di luoghi e monumenti, ma ti fanno davvero sentire l’atmosfera del paese. Questo numero dedicato al Portogallo penso sia il più riuscito, insieme a quello sull’Islanda. Grazie a questi articoli ho conosciuto un Portogallo che prima per me non esisteva.
I love Portogallo Per me questa collana da viaggio tematica su luoghi o città della casa editrice Iperborea e' diventata una tappa obbligata di lettura in preparazione alle mie peregrinazioni, per ora sono a quota tre. Offre un taglio giornalistico / letterario / di costume su specifici aspetti della realtà geografica che va analizzando. Nello specifico in questo volume dedicato al Portogallo mi ha interessato moltissimo la parte dedicata a Nazare' il paradiso dei surfisti di tutto il mondo in cui si formano le onde più grandi del pianeta. (Anche se quando sono andata io c'era calma piatta)
Come sempre, la lettura dei Passenger è sorprendente. La scelta dei temi non è mai scontata o da guida turistica, anche quando parla propriamente di temi legati al turismo, e gli autori lasciano di stucco, tra le esperienze personali di autori locali e analisi socioeconomiche molto complesse.
Mi sono resa conto di conoscere davvero ben poco del Portogallo e della sua storia recente (vagamente che c’è stata una dittatura, diciamo) e la lettura è stata utile a fare mente locale sotto tanti aspetti, dalle trasformazioni degli anni '70 alla crisi del 2008, fino ai giorni nostri. Il difficile processo di decolonizzazione, con due guerre civili di cui abbiamo sentito parlare ben poco in Angola e Mozambico, la stranezza della sfera culturale lusitana, oggi per certi versi spostata verso il Brasile per numeri in termini di popolazione e forze economica, dove però il Portogallo mantiene un'egemonia almeno nominale, mentre crescono le influenze africane. I rapporti con le ex colonie, con un flusso inverso rispetto a tanti altri paesi europei... E poi anche stranezze, come l’articolo sulla nuova mafia delle vongole che si è sviluppata grazie all’arrivo di una specie alloctona che si è presa tutto lo spazio nel Tago, la vongola filippina.
Mi sono segnata un sacco di libri da leggere e salvata la playlist consigliata, che ho ascoltato in sottofondo durante la lettura.
Un lavoro attraente, particolareggiato e ricco di fotografie che si conclude con molteplici consigli musicali e di titoli per nuove letture... http://www.piegodilibri.it/recensioni...
All’inizio di quest’anno ho coronato uno dei miei sogni: camminare lungo la Rota Vicentina, nell’Alentejo. Era un desiderio che custodivo da prima della pandemia, nato leggendo Sostiene Pereira di Tabucchi, e che finalmente sono riuscita a realizzare. Come faccio spesso prima di un viaggio, ho scelto un libro da portare con me, un compagno di avventura. Questa volta è toccato a Portogallo di Iperborea, e non avrei potuto fare scelta migliore.
Questo bellissimo saggio mi ha fatto innamorare ancora di più di questo paese che già sentivo vicino. I portoghesi sono il popolo che più mi è familiare: ne ho conosciuti tanti, sono stati amici, colleghi, e approfondire la conoscenza del loro paese e della loro storia è stato per me un viaggio nel viaggio.
I capitoli sono autentici, ricchi di spunti, aneddoti e dettagli che dipingono un Portogallo complesso, contemporaneo e vivo. Ho scoperto le influenze musicali africane che attraversano Lisbona, le storie surreali dei cercatori di vongole nel Tago, e la drammatica ricorrenza degli incendi che devastano le foreste di eucalipto. Ogni saggio è una finestra aperta su un angolo diverso del paese, e tutti insieme compongono un ritratto corale che emoziona e fa riflettere.
Un libro perfetto per chi ama il Portogallo, lo sogna o semplicemente vuole conoscerlo al di là delle cartoline. Per me, è stato come camminare due volte: una con gli occhi, l’altra con le parole.
È il primo libro della collana "the passenger" che leggo e non sarà certo l'ultimo. L'ho trovato molto interessante e sicuramente differente dalle classiche guide turistiche. Qui il paese viene presentato sotto tutte le possibili sfaccettature: storiche, politiche, culturali, sociali, economiche e si ha l'impressione di entrare realmente a contatto con la realtà del posto. Ho scoperto un sacco di cose leggendo questo libro. Per esempio non avevo idea che il Portogallo avesse legalizzato le droghe e che avesse dei centri in cui i tossicodipendenti possano drogarsi in "sicurezza". Ho scoperto che l'eucalipto è una pianta facilmente infiammabile e che, per di più, ricresce molto rapidamente continuando a rappresentare un problema per lo sviluppo di potenziali incendi. D'altra parte l'industria cartaria ne ha bisogno per aumentare la sua produzione. Ho conosciuto un paese in cui l'emigrazione supera l'immigrazione e, talvolta, la meta di chi si sposta sono proprio le ex colonie dove è più facile arricchirsi, ma si subiscono anche molti episodi di razzismo.
Bellissima l'idea di mettere alla fine una playlist da ascoltare su Spotify.
Ho apprezzato molto la scelta di saggi, le illustrazioni e le fotografie. Ho divorato il tutto con curiosità, il libro è fatto molto bene e per colpa sua voglio assolutamente spendere tutti i miei soldi e andare a visitare il Portogallo da cima a fondo. Ma c'è un "ma", che, a mio parere, è l'impostazione grafica. Non ho apprezzato molto i riquadri esplicativi (alcuni anche molto lunghi) che sono stati messi a metà dei testi e che disturbavano la lettura, in alcuni casi. A parte questo, quattro stelle meritatissime!
È il terzo titolo di The Passenger che leggo - dopo Islanda e Giappone - e trovo il progetto editoriale decisamente interessante. Il racconto di un Paese avviene attraverso brevi articoli - di scrittori o giornalisti del luogo o esterni ma che il luogo lo conoscono bene - su aspetti molto diversi, anche marginali a una prima occhiata ma che sommati raccontano l’anima del paese. Di questo ‘Portogallo’ ho apprezzato soprattutto l’articolo dedicato alle vongole e quello sulla gestione del problema della droga. Piccola chicca, le playlist da ascoltare su Spotify.
Sempre molto interessanti queste raccolte di saggi e articoli della Iperborea. Ero un po' scettico su questo volume sul portogallo perché avevo paura che non sarebbe stato interessante come altri di paesi più esotici, invece restituisce un quadro molto interessante della storia recente Portoghese
Secondo me è grande lavoro quello di Iperborea nell'ideare la collana Passenger. Ho letto questo insieme di reportage proprio prima di partire per Lisbona e mi ha aiutato tantissimo a entrare nella mentalità dei portoghesi. Alcuni articoli, certo, sono più interessanti di altri, ma in generale da questo lavoro scaturisce una fotografia molto attuale di ciò che il Portogallo è oggi.
Tra l'altro, secondo me paese splendido, sia per stile di vita che per clima; un gran posto dove vivere.
Anche in questo caso l'Iperborea e la collana the Passenger hanno fatto un ottimo e utile lavoro, provando a raccontare all'italia che ne sa così poco, il Portogallo contemporaneo. Il risultato è come sempre eccellente, anche se ho trovato questa raccolta di storie e saggi brevi, meno omogenea di altre raccolte dedicate ad altri paesi. Da appassionata di storia, è stata la storia del novecento portoghese quella che mi ha appassionato di più. Non solo la storia di Salazar e dello Estado Novo, ma soprattutto quella del Portogallo come potenza coloniale al tramonto, interprete, in un' ottica di nazionalismo separato dal resto dell'Europa e del mondo occidentale dal secondo dopoguerra fino alla fine del regime, di un'improbabile guerra contro le rivendicazioni indipendentiste delle colonie, per trattenere a se i suoi ex possedimenti. Questo è ciò che è accaduto fino al 1974, anno della rivoluzione dei Garofani, che ha visto il Portogallo rinunciare definitivamente alle sue rivendicazioni di potere sulle ex colonie, e lo ha visto invece protagonista del processo di modernizzazione del paese nella medesima direzione di tutti gli altri paesi dell'Europa occidentale, processo che nell'86 è stato sancito dall'ingresso del Paese nell'Unione Europea. Cosa rimane oggi di tutta questa recente storia del Portogallo, e a maggior ragione, cosa ne rimane dopo anche la crisi finanziaria del 2008, che ha determinato tra mille sacrifici e sofferenze, un ulteriore accellerazione in avanti verso la modernizzazione del paese? Rimane una forte compromissione culturale con l'africa, con quell'Africa che parla portoghese (Angola, Nuova Guinea, etc) e che quindi, seppure con molte criticità e difficoltà (residui di razzismo e nazionalismo), è intenzionata a rivendicare il proprio diritto di cittadinanza nella ex madre patria.
Trovo difficile dare un giudizio ai The Passenger come fossero libri: magari uno mi appassiona meno di un altro, ma in ogni caso la sensazione a fine lettura è quella di aver imparato qualcosa. In più, adoro i consigli finali su musica e letture di approfondimento. Proprio una bella collana, di cui ho già pronti sullo scaffale altri 2 numeri da leggere.
Tutti i volumi di "The Passenger" sono un'autentica fonte di informazioni interessanti sul paese trattato. Tutti sono tra le migliori letture degli ultimi anni.
Uno spaccato molto molto interessante per capire il Portogallo, non solo come turisti, ma come avventurieri. Una preparazione ottima per chi, come me, non vuole vedere solo i classici luoghi turistici, ma anche capire una cultura e vivere un paese.
Questo sul Portogallo è il primo libro della serie della Iperborea, ma penso che me ne leggerò altri, soprattutto se sto pianificando dei viaggi in quelle zone descritte. Molto curato, e con immagini molto particolari.
Forse il The Passenger fra quelli letti fino ad ora (Napoli e Lo Spazio) che mi sia piaciuto di più. Alcuni degli articoli sono veramente interessanti, e rendono l’idea di quanto cambiamento e passione per la terra, la tradizione, il popolo e la musica, ci siano in questo paese più di qualsiasi altri io abbia letto negli altri numeri. Come sempre fornisce un’ottima idea di situazioni e luoghi che sarebbero impossibili da percepire solo visitando un paese per un breve lasso di tempo.
Con un bel po’ di ritardo ma recupero anche questo ultimo Passenger che avevo in lista.
Nel raccontare il Portogallo, la scelta dei contributi è perfettamente equilibrata tra pezzi più “saggistici” e altri dedicati più lirici e poetici.
Ne emerge un quadro di un paese che è riuscito a superare le crisi, anche quelle più profonde, valorizzando le proprie differenze, rinnovandosi jn maniera radicale ma senza mai perdere contatto con la sua storia.
The Passenger è una collana di Ioerborea davvero insuperabile nel suo genere che vale la pena leggere e collezionare. La pubblicazione sul Portogallo spazia su tematiche differenti, curiose, a me sconosciute è davvero interessanti. Unica piccola pecca: la mancanza di qualche approfondimento su Porto che per interesse personale mi sarebbe piaciuto approfondire.
Lettura divisa tra le fasi pre e post viaggio in questo meraviglioso paese. Consiglio caldamente di integrare questo libro nel caso si andasse a visitare qualsiasi parte del Portogallo perché vi dà degli input su larga scala per capire meglio la cultura, la cucina, l'economia, il contesto socio economico portoghesi.
Un libro meraviglioso come il paese Portogallo, dove ci sono le cose che non cambiano mai. Alla cultura e alle abbitudini che un piccolo paese tiene molto. forte. Musica, cibo, tradizioni, tutti è molto autentico. Un viaggio nella storia e nella vita contemporanea molto interessante.
Ho trovato alcuni articoli molto interessanti, altri niente affatto. Volevo dare 4 stelle prima di arrivare all’ultimo articolo dedicato al Barroso, che ho trovato fastidioso per lo stile e disgustoso per quanto è intriso di specismo e violenza sugli animali.
Interessante full immersion nella cultura portoghese tramite una serie di articoli che aiutano a capirla al meglio. Non do 5 stelle perché, dal mio punto di vista, alcuni articoli sono stati a tratti eccessivamente prolissi e quindi sono risultati noiosi.
I reportage più interessanti: - Portogallo, quinta stagione - La guerra è finita: come il Portogallo ha sconfitta la droga - Le terre del Barroso in dieci passi
Ho trovato la prima parte più interessante della seconda. Rimane comunque un ottimo modo per approfondire di una città o paese, attraverso diverse tipologie di articoli.