Minoru Furuya (古谷実; FURUYA Minoru, born March 28, 1972) is a Japanese manga artist from Saitama Prefecture.
His debut work was Ike! Inachū takkyū-bu, known in English as Ping-Pong Club, published in Young Magazine. It was adopted into a 26 episode anime in 1995. In 1996, he won the Kodansha Manga Award for Ping-Pong Club.
Two of his series have been adapted to the big screen, namely Himizu in 2011, and Himeanoru in 2016.
Il primo volume sembrava un po' buttato lì e l'ho trovato tiepido: non si capiva bene il punto della storia e il perché il protagonista e i suoi compagni fossero diventati degli esserini bianchi con delle teste strane. Mi ha dato però la sensazione di avere delle potenzialità.
Questo secondo volume è molto più interessante: si capisce qualcosa del mondo in cui il protagonista è catapultato, del perché si trovi in questa condizione e ci sono alcuni momenti significativi. Il legame tra il protagnista e i suoi due (o tre?) compagni di viaggio diventa una sincera e genuina amicizia e la storia si fa inaspettatamente un po' cupa, pur rimanendo assurda.
È un fumetto che lascia sicuramente delle domande aperte. L'autore accenna a delle risposte ma non va molto più in là di così. Il tema centrale sembra riguardare il modo in cui molti di noi affrontano la vita, ovvero passivamente, una vita che viverla o meno non fa differenza. L'autore sembra suggerire che la via d'uscita da questo tipo di vita sia quella di prendersi delle responsabilità, in quanto esse sono ciò che è in grado di dare un senso alla nostra esistenza. Questo anche se la responsabilità delle nostre scelte ci porta a far del male a qualcuno involontariamente e a rimpiangere di non aver compiuto scelte differenti.
Un manga che sembra volerti portare in profonde riflessioni sull'esistenza, attraverso immagini distonico e metafore un po' telefonate. Credo che in un fumetto come questo, dove il grottesco è perno centrale, l'autore abbia osato solamente dal punto di vista grafico, dove sinceramente, a parte lo sbigottimento iniziale -complice la "fredda" computer grafica- l'effetto sorpresa svanisca in breve tempo. Delusione.