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340 pages, Paperback
First published April 16, 2019
Ammetto che è il primo libro che leggo del collettivo Wu Ming, e mi sono imposto di superare soggezione prima e smarrimento poi, per finirlo. Sandro Pertini e Eolo, Altiero Spinelli e H. G. Wells, Mussolini (aka Pasta-e-fagioli) e Poseidone... insomma, la convivenza di narrativa, storia, fantascienza e mitologia qui tocca un livello a cui non ero preparato. Ma Ventotene è un'isola molto speciale, perfino il tempo viaggia a una velocità diversa. Qui le notizie arrivano in ritardo, ma è il futuro ad arrivare prima.
Confinato a Ventotene c'è anche il Dottor Erminio Squirzanti, "L'ho già detto, non sono laureato", che nella sua tesi di laurea... certo, se l'avesse potuta completare, sostiene come il Mar Mediterraneo fosse da sempre il luogo di incontro privilegiato tra popoli e culture diverse. Erminio ci racconta il confino, la "villeggiatura", come a volte ancora oggi viene vergognosamente chiamata, fatta di prigionia e di appelli quotidiani, di fame e di morte, di notti stellate dimenticate e di abbracci rubati; ma fatto anche di legami fraterni, di sogni segreti, di dialoghi notturni fra giovanissime persone comuni che nella condanna immaginano un futuro di riscatto, e che diventano eroi.
Perché Poseidone aveva aderito al fascismo?
Per gli stessi motivi di tutti: convenienza, rivalsa, meschinità. Nelle dispute con gli altri dèi per il possesso di terre, costui aveva sempre rimediato sconfitte: non aveva ottenuto l'isola di Egina, non aveva ottenuto Nasso, non aveva ottenuto Delfi, né Trezene, né l'Attica, né l'Argolide, né alcuna isola o penisola importante. Era rimasto un sovrano a mollo, che sapeva di salmastro, signore soltanto dei pesci e delle alghe.