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La macchina del vento

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Isola di Ventotene, colonia di confino degli antifascisti, 1939.
Erminio è un giovane socialista, ex studente di Lettere a Bologna. Voleva fare la tesi sui mari d’Italia nei miti greci e adesso, ironia della sorte, è segregato su uno scoglio nel Tirreno, di fronte alla dimora della maga Circe, dove rischia di impazzire. Per non cedere, Erminio guarda all’esempio di un compagno più anziano, un uomo carismatico e tenace, da dieci anni prigioniero del regime.
Si chiama Sandro Pertini.
Una mattina d’autunno, dal piroscafo Regina Elena sbarca in catene Giacomo, un nuovo confinato. È un fisico romano e ha un segreto. Anzi, più di uno.
Mentre l’Italia entra in guerra e la guerra travolge l’Italia, le stranezze di Giacomo e i misteri sul suo conto influenzano Erminio, innescando una reazione a catena e trasformando l’isola in un crocevia di epoche e mondi. Perché a Ventotene ci sono anarchici, utopisti, futuri partigiani, costituenti, pionieri dell’Europa unita... Ma c’è chi sogna ancor più in grande di loro.

340 pages, Paperback

First published April 16, 2019

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Wu Ming 1

46 books77 followers
Real name: Roberto Bui. Member of the Wu Ming collective.

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15 (2%)
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1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 60 reviews
Profile Image for Tanabrus.
1,981 reviews201 followers
July 25, 2019
Come si possono legare insieme il duro periodo del confino dei prigionieri politici durante il fascismo, la mitologia greca e La macchina del tempo di Wells?

Wu Ming 1 ce lo mostra, producendo del frattempo un libro che ci trascina in poche pagine dalla risata alla tristezza, dall'epos mitologico alla fantascienza, da personaggi fittizi a giganti della storia italiana. Tutti insieme a Ventotene, un fazzoletto di terra al largo della costa, tra Lazio e Campania, un'isoletta scelta come perfetta meta ove spedire al confino gli indesiderati.

Abbiamo il fascismo reale, la guerra mondiale che si dipana (e che viene seguita dai confinati grazie ai giornali e a ciò che riuscivano a leggervi tra le righe), Ventotene come punto d'incontro di molti tra i futuri capi partigiani e personalità politiche di spicco del dopoguerra.
E abbiamo anche Ventotene come anomalia temporale, sfasata rispetto al resto del mondo, dove il futuro può arrivare prima; abbiamo le divinità greche intente a prendere posizione in questa situazione come se fosse l'Iliade o l'Eneide, con il protagonista Erminio che "vede" nelle condizioni meteorologiche intorno all'isola la mano di Poseidone o il suo scontro con Eolo, "vede" Marte appoggiare il fascismo imperialista in Africa e Zeus contrastare l'invasione della Grecia.

E così realtà e fantasia si intersecano e si mescolano, si uniscono dando vita a un'opera che alla fine non dice né che Erminio sta fantasticando, né che ha ragione: così come per Giacomo e la sua Macchina del Tempo, tutto è possibile.
Di certo l'interpretazione del periodo fascista sotto una chiave di epica greca è affascinante e azzeccatissima, e alleggerisce il tono di un racconto che altrimenti sarebbe il resoconto di anni di prigionia su uno spazio limitatissimo di una quantità impressionante di prigionieri politici di spicco, tra socialisti, giellini, comunisti, anarchici, repubblicani, stranieri.

Sapevo mi sarebbe piaciuto, non immaginavo mi avrebbe preso così tanto.
Profile Image for Andrea.
184 reviews63 followers
January 27, 2021
Isola di Ventotene, 1939. Erminio Squarzanti, un giovane socialista che, prima di potersi laureare in Lettere a Bologna con una tesi sui mari d'Italia nella mitologia greca, viene portato al confino, si trova a condividere la sua terribile esperienza con i grandi uomini dell'antifascismo italiano: Sandro Pertini, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Umberto Terracini. Ognuno ha concezioni politiche diverse, come i tanti confinati presenti sull'isola: ci sono comunisti, socialisti, repubblicani, giellisti, anarchici, federalisti; ma tutti concordano nel restare uniti nell'organizzazione di un futuro piano per sconfiggere il regime. Oltre ai sogni di libertà e di ritorno ad una democrazia in Italia, oltre ai sogni di un'Europa pacifica ed unita, Erminio sogna gli dei dell'Olimpo, li vede partecipare alle vicende umane, assumere identità mutevoli e dividersi tra fascisti (Poseidone e Ares) ed antifascisti (Atena, Hermes). Un giorno di autunno, un nuovo confinato viene portato sull'isola: è Giacomo Pontecorboli, un giovane fisico che ha frequentato il gruppo di via Panisperna, a Roma, ha studiato sotto il professor Enrico Fermi ed è stato amico di quel genio della fisica che sembra essersi volatilizzato nel nulla, Ettore Majorana. Anche Giacomo sogna ad occhi aperti, anche se è restio ad aprirsi con gli altri confinati. Perché questo fisico misterioso sembra dare una così esagerata importanza a quel romanzo d'intrattenimento, “La macchina del tempo”, scritto dal britannico Herbert George Wells? Strano e solitario, Giacomo troverà in Erminio un confidente: i due, così diversi eppure così in sintonia, condivideranno i loro sogni, pensieri e progetti: saranno fantasticherie o riusciranno a realizzarli?

Questo splendido romanzo porta avanti quella linea che Wu Ming 1, sia nella sua attività di singolo autore sia all'interno del collettivo omonimo, definisce “oggetto narrativo non identificato”. In questi romanzi ibridi (come l'ultimo del collettivo Wu Ming, “Proletkult”), fatti storici ed elementi fantastici e/o fantascientifici vengono sapientemente miscelati, dando forma ad una narrazione originale, che trae la propria forza nell'anfibologia, nella voluta ambiguità: costantemente i personaggi (e il lettore con loro) non riescono a distinguere tra fatti reali e fatti immaginari, e l'intera vicenda assume, dunque, una dimensione fortemente allucinata che però, nella forma romanzo, sembra descrivere al massimo delle proprie possibilità il reale. Nel caso de “La macchina del vento”, ad intrecciarsi tra loro sono: i fatti storici che accadono a Ventotene, e di riflesso in Italia e in tutta Europa, tra il 1939 e il 1943; i racconti del mito greco e degli dei dell'Olimpo; le invenzioni fantascientifiche esposte da H. G. Wells ne “La macchina del tempo”. In questo romanzo ci sono sì Pertini, Spinelli, Colorni; ma ci sono anche Poseidone, Ares, Hermes ed Atena; e ci sono anche strane anomalie temporanee, che avvolgono l'isola di Ventotene in un mistero inspiegabile. Perché su Ventotene il tempo passa più velocemente? Perché questa isola sembra essere sempre più avanti del resto del mondo, ed anticipare nella mente di chi la abita i fatti che faranno la Storia? Sarà per via della sua peculiarità fisica, geografica? O sarà perché, nel tentativo di isolarle e renderle innocue, il fascismo ha concentrato in un punto solo le menti più argute, brillanti e visionarie d'Italia? “Qui vediamo il futuro, mentre nel resto d'Italia non ne hanno la minima idea! E allora chi sono i veri isolati, chi sono i veri prigionieri del loro tempo?” (pagina 234).

Tutto questo basterebbe a fare de “La macchina del vento” un romanzo imperdibile. Ma c'è ancora dell'altro: perché spesso, raccontare il passato serve a raccontare il presente, e l'autore qui dà il meglio di sé. Perché in Italia ancora c'è chi crede che il fascismo non fu crudele con gli oppositori politici, che essi venivano mandati in vacanza (così disse anche Silvio Berlusconi in un'intervista rilasciata in qualità di primo ministro), quando in realtà al confino venivano di prassi privati di cibo, medicinali e dignità. Perché, in Italia e in Europa, sono ancora troppi quelli che vorrebbero minore accoglienza e maggiore ostilità nei confronti di chi viene dal mare in cerca di un futuro migliore, quando l'accoglienza e l'incontro sono sempre stati gli elementi fondanti della nostra cultura e della nostra bellezza. Erminio dice, parlando della sua tesi di laurea mai esposta: “Volevo mostrare come, nel mito greco, i mari d'Italia siano sempre spazi aperti e illimitati, e il solcarli sia occasione di incontri inattesi e sorprendenti tra popoli diversi e diverse razze umane” (pagine 162-163).

E, dall'altra parte, perché quando si parla di Ventotene il discorso è spesso saturo di quella retorica che vuole nel celebre Manifesto di Spinelli, Rossi e Colorni il documento fondante dell'attuale Unione Europea: nella realtà dei fatti, tale documento non fu mai sottoscritto all'unanimità dagli antifascisti di Ventotene. La principale critica mossa ai sottoscrittori di questo documento fu la scarsa considerazione che in esso traspariva per i popoli europei, visti come soggetti politici passivi, sui quali calare dall'alto un'organizzazione sovranazionale. Pertini criticò fin da subito questo aspetto del documento di Spinelli, un aspetto che sembra in ogni caso essere sopravvissuto nell'attuale Unione Europea, quell'organismo poco pervaso dagli ideali politici e sempre più preda della tecnocrazia, della burocrazia e della finanza.

Mi concedo un'ultima, piccola digressione su questo bellissimo romanzo: appena terminato quest'ultimo, ho subito preso tra le mani la mia prossima lettura, un racconto di Friedrich Durrenmatt, “La morte della Pizia”. L'edizione Adelphi, che leggerò tra poco, si è avvalsa della traduzione di Renata Colorni, figlia di Eugenio, confinato a Ventotene per motivi politici e razziali, data la sua origine ebraica. Non solo Eugenio, ovviamente, è presente nelle vicende narrate da “La macchina del vento”, ma anche la piccola Renata appare in una scena, in cui fa visita, con la madre Ursula, al padre confinato: mi piace ricordare che oggi, Giorno della Memoria, ho finito questo romanzo che rende omaggio a chi, al di là dell'orientamento politico, non si è piegato alla violenza della dittatura e ha combattuto per la libertà di cui godiamo oggi; e che, subito dopo, mi sono meravigliato nel ritrovare quel filo invisibile che lega i libri tra loro, quel filo sottile che, una volta riconosciuto, non fa altro che aumentare e rinnovare l'amore per la lettura.
Profile Image for Elisa.
947 reviews12 followers
February 2, 2024
Ho scoperto questo collettivo per caso e sto adorando ogni singolo testo che hanno pubblicato.
Ventotene, anni 40.
Bello il mix di vita “vera” (i confinati Pertini, Rossi, Spinelli, i fatti realmente accaduti durante la seconda guerra mondiale, la creazione della carta che istituirà le fondamenta del Europa di oggi) e la mitologia greca con tutti i suoi miti.
Bello il mix tra letteratura antica, fantascienza (il romanzo di Wells) e la fisica.
Non l’avrei mai detto di appassionarmi tanto ad un genere cosi diverso dal mio solito.
Ci ho messo un po a capire il titolo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Daniele.
86 reviews17 followers
June 13, 2019
La macchina del vento è ambientato a Ventotene, isola su cui gli antifascisti venivano mandati al confino dal regime, tra il 1939 e il 1943. Il narratore è Erminio Squarzanti, giovane socialista, ex studente di Lettere, personaggio immaginario. Un giorno sull'isola arriva un nuovo confinato, Giacomo Pontecorboli, fisico romano, che sostiene di aver costruito una macchina del tempo, sulle orme del romanzo di H. G. Wells, e che ha una strana teoria su Ventotene: sull'isola, il tempo scorre più veloce che nel resto d'Italia. In questo contesto in parte storico e in parte fantascientifico, si inserisce la mitologia. Attraverso le rêveries di Squarzanti, prendono parte al racconto gli dèi greci, dal fascista Poseidone agli antifascisti Hermes e Atena, infiltrati tra i confinati.
Nel romanzo vengono raccontate le misere condizioni in cui sono costretti i confinati, la penuria di cibo e di cure mediche, ma allo stesso tempo viene messa in luce la vivacità intellettuale del luogo, in cui sono raggruppate alcune delle migliori menti dell'antifascismo, tra cui Sandro Pertini. Così l'elemento fantascientifico del tempo che scorre più veloce si trasforma in metafora, per cui in un certo senso a Ventotene vanno più veloci, (pre)vedono in anticipo la caduta del fascismo e pongono le basi per il futuro dopo la guerra.
Un tema importante del romanzo è il famoso Manifesto di Ventotene, considerato acriticamente uno dei testi fondanti dell'attuale Unione Europea. Wu Ming 1 riconduce questo documento dal giudizio strumentale e mitico che se ne fa comunemente al suo contesto storico, in cui ricevette critiche dagli stessi confinati.
Come tutti i romanzi di Wu Ming, sia quelli collettivi che quelli solisti, anche La macchina del vento mentre racconta del passato parla anche del presente.
Profile Image for Irene V. E.  Martini.
14 reviews2 followers
May 23, 2019
"Penso che noi siamo come Persefone. Anche se nelle nostre mense non comparve mai, in qualche modo mangiammo la melagrana. Qualcosa continua a legarci a Ventotene".

Un romanzo appassionante, storico ed epico da un lato, nel quale, però, il lettore si immerge con una spontaneità estrema, per via della vividità e del realismo (spesso oscillante tra l'ucronìa e il mito) dei personaggi; i dialoghi rappresentano plasticamente questa caratteristica, alternando vivaci momenti di ironia a tragica passionalità. Una combinazione di generi che mi ha tenuta incollata alle sue pagine fino a conclusione e mi ha sobbalzata da uno stile all'altro; sebbene si tratti di un romanzo molto peculiare sotto questo punto di vista, l'amalgama si chiude in un cerchio che sull'isola ha un perfetto senso.
Profile Image for The Academic Bookworm.
22 reviews1 follower
December 23, 2020
ouch! è che quando leggo il nome Wu Ming ho sempre aspettative altissime. Finisco le prime pagine del prologo (capolavoro! Il motivo per cui do 3 stelle e non 2) e ho l'idea di essere di fronte all'ennesimo colpaccio della premiata ditta dei regaz bolognesi però poi....Atena, Giove, i campi magnetici. Sia chiaro non è un libro illeggibile ma sicuramente non è quello che raccomanderei come prima lettura per entrare in contatto con il collettivo. Se volete qualcosa di simile fatto dai Wu Ming allora leggete Proletkult. Di gran lunga migliore
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
August 25, 2019
Uno degli importanti risvolti del fascismo, la vita dei confinati a Ventotene, da scoprire attraverso un racconto fedele - bellissimi i ritratti di Pertini, Spinelli, Colorni - arricchito da una intuizione di fantasia particolarmente brillante: far incontrare un umanista che mescola la mitologia greca con la politica del tempo e un fisico convinto di aver inventato una macchina del tempo (e aver permesso a Majorana di “scomparire”) e di aver visto in Ventotene stessa un paradosso temporale.
Profile Image for Edmond Dantes.
376 reviews31 followers
June 14, 2019
Lettura seduttiva e interessantissima , farcita di storia , mito, mistero, enigmi vari, cialtronnerie fasciste e ideologica arroganza comunista....
Anche se non è che gli europeisti di Spinelli ne escano meglio...
Crocevia d'Italia su un fazzoletto di terra al largo di Napoli, nella "villeggiatura" che Mussolini riservava agli oppositori, e che, per pochi giorni , toccò anche a lui....
Profile Image for Luca Colaneri.
42 reviews
June 27, 2019
"Stando da soli si fa un favore ai fascisti"


"Per lesbiche e, soprattutto, finocchi il regime non aveva, non poteva avere tolleranza. Il fascismo era italianissimo, apoteosi dell'Italianità, e dato che il maschio italiano vive nel perenne timore di prenderlo in quel posto - teme possa piacergli -, il fascismo ne era ossessionato. "
1 review
August 16, 2019
Il voto perfetto sarebbe 4.5. Il mio amico Leonardo, che ne conviene, gli ha dato 5 quindi io controbilancio.
Notevole la capacità dell’autore di fondere realtà, mito e finzione, creando un mondo di cui è difficile non rimanere piacevolmente prigionieri.
Profile Image for Fabio Carlo-Stella.
188 reviews14 followers
August 19, 2019

Ammetto che è il primo libro che leggo del collettivo Wu Ming, e mi sono imposto di superare soggezione prima e smarrimento poi, per finirlo. Sandro Pertini e Eolo, Altiero Spinelli e H. G. Wells, Mussolini (aka Pasta-e-fagioli) e Poseidone... insomma, la convivenza di narrativa, storia, fantascienza e mitologia qui tocca un livello a cui non ero preparato. Ma Ventotene è un'isola molto speciale, perfino il tempo viaggia a una velocità diversa. Qui le notizie arrivano in ritardo, ma è il futuro ad arrivare prima.

Confinato a Ventotene c'è anche il Dottor Erminio Squirzanti, "L'ho già detto, non sono laureato", che nella sua tesi di laurea... certo, se l'avesse potuta completare, sostiene come il Mar Mediterraneo fosse da sempre il luogo di incontro privilegiato tra popoli e culture diverse. Erminio ci racconta il confino, la "villeggiatura", come a volte ancora oggi viene vergognosamente chiamata, fatta di prigionia e di appelli quotidiani, di fame e di morte, di notti stellate dimenticate e di abbracci rubati; ma fatto anche di legami fraterni, di sogni segreti, di dialoghi notturni fra giovanissime persone comuni che nella condanna immaginano un futuro di riscatto, e che diventano eroi.

Profile Image for Carnac.
262 reviews
August 6, 2023
Gli dei dell'Olimpo aiutano gli antifascisti italiani al confino sull'isola di Ventotene, mentre la futura classe politica dell'Italia repubblicana si interroga sul futuro anche grazie all'invenzione di un fisico romano che sembra uscita da un romanzo di fantascienza...

Perché Poseidone aveva aderito al fascismo?

Per gli stessi motivi di tutti: convenienza, rivalsa, meschinità. Nelle dispute con gli altri dèi per il possesso di terre, costui aveva sempre rimediato sconfitte: non aveva ottenuto l'isola di Egina, non aveva ottenuto Nasso, non aveva ottenuto Delfi, né Trezene, né l'Attica, né l'Argolide, né alcuna isola o penisola importante. Era rimasto un sovrano a mollo, che sapeva di salmastro, signore soltanto dei pesci e delle alghe.
Profile Image for Arcadia lo  scaffale di Dev&Ross.
140 reviews12 followers
May 27, 2019
RECENSIONE COMPLETA QUI: https://arcadialoscaffalesullalaguna....
Vorrei iniziare così, invitando chiunque creda che non esiste letteratura italiana contemporanea di qualità a prendere in mano questo libro. Li invito ad immergersi in questa lettura perché tra le pagine de La macchina del vento si nasconde la Storia, non una storia.
Riga per riga, il lettore viene catapultato indietro nel tempo e si trova faccia a faccia con le miserevoli condizioni della cosiddetta “Villeggiatura”, ovvero il confino fascista. In particolare, le vicende si svolgono a Ventotene, dove furono rinchiuse alcune delle menti più brillanti dell’antifascismo italiano.
L’autore porta alla luce gli orrori che i prigionieri erano costretti a subire al confino: la penuria di cibo, la mancanza dell’igiene e di adeguate cure mediche nonché, naturalmente, la crudeltà degli aguzzini e l’indifferenza della direzione.
Se da una parte ne sottolinea la bruttezza, dall’altra ne individua tutte le potenzialità: mostra come l’uomo riesca a restare tale attraverso il pensiero e attraverso la sua personale resistenza.
Wu Ming 1 ha scelto un protagonista particolare, o meglio si è inventato un protagonista d’eccezione: Erminio Squarzanti, insieme a Giacomo Pontecorboli, è uno dei pochi nomi non realmente esistiti di questo romanzo.
Erminio è un giovane socialista che voleva laurearsi in Lettere classiche ma che non ne ha avuto la possibilità proprio a causa delle sue idee antifasciste. E’ un sognatore che vede nella prigionia del confino la sua personale lotta “Greco-romana” e che, attraverso i miti greci, si crea un mondo nuovo nel quale inserisce anche alcuni suoi compagni di prigionia. Vede gli Dèi greci nel suo quotidiano e identifica chi sia fascista e chi invece antifascista e si lascia conquistare dai suoi sogni per sopportare un quotidiano altrimenti troppo pesante.
Assieme a lui c’è Giacomo Pontecorboli, un fisico i cui vaneggiamenti seguono quelli de La macchina del tempo di H.G. Wells. Sebbene con le sue farneticazioni possa sembrare fuori strada, Erminio riuscirà a capire cosa esattamente il suo amico intende dire: il tempo, a Ventotene, viaggia più veloce che nel resto dell’Italia.
Lì, dove intellettuali e menti d’eccezione sono rinchiusi tutti insieme, infatti, si stanno già costruendo le basi per quella che sarà l’Europa del dopoguerra. La resistenza di Erminio e di Giacomo è l’allegoria di chi non s’è mai arreso al fascismo e di chi, con le sue idee, stava già costruendo un futuro migliore.
Profile Image for Mar Gherita.
87 reviews16 followers
January 6, 2020

Bravo, bravissimo l'autore.
Argomento storico datato ma di grande attualità, il confino degli antifascisti sull'isola di Ventotene e la nascita di un pensiero che guarda al futuro di Europa oltre le nazioni. Storia romanzata con equilibrio e sapienza, mai petulante o saccente, un equilibrato e sobrio coinvolgimento. Intrecci fitti di leggerezza con la mitologia greca a d'oltralpe, divertimento di spessore. L'infiltrazione di una macchina del tempo che accenna a letteratura e fisica senza appesantire. Una carrellata di personaggi che hanno costruito il nostro presente con profonde cicatrici della loro pelle. Molte le riflessioni che possono essere trasposte alla situazione socio-politica attuale, per i quali ogni lettore avrà una peculiare sensibilità. Stile narrativo perfettamente coerente al tema e alla struttura, denso e vivace, perfetto.
D'obbligo andare a leggere adesso il Manifesto di Ventotene e poi anche La macchina del tempo, libro che non avrei mai messo nella mia lista. l vento
Profile Image for Paola.
193 reviews3 followers
September 10, 2021
Il collettivo non mi delude mai.
In questo romanzo, il protagonista è uno, Erminio, socialista rinchiuso al confino sull'isola di Ventotene, nell'era del Fascismo. Il suo esempio da seguire in questa prigione senza mura, per riuscire a resistere, è Sandro Pertini. Grazie a lui i sogni ad occhi aperti sulla mitologia greca di Erminio restano tali e non gli fanno dare di matto, come invece sta succedendo al suo amico Giacomo, convinto che l'isola sia fuori del tempo. Ma è davvero una fantasia?
Tra eventi storici, mitologia e fantascienza, il romanzo ci fa arrivare in fretta alla fine, con la tristezza nel cuore, come succede a me ogni volta che leggo testimonianze della Seconda Guerra mondiale, al solo pensiero di ciò che hanno provato sulla loro pelle e nelle loro teste i nostri avi, e con la speranza che mai più possa succedere una cosa simile.
Profile Image for Feffo.
19 reviews
June 6, 2019
Ventotene è bella anche nei libri, e se ne scopre lo storico lato oscuro
Il confino è brutto anche nei libri e se ne scopre il lato umano
I grandi ideali sono belli.
Profile Image for Annalisa  Ponti.
367 reviews20 followers
September 1, 2019
Non c’è un rapporto favorevole (al lettore) tra pagine belle e pagine noiose. Ma quelle belle, di pagine, valgono la lettura dell’intero romanzo.
Profile Image for FerroN.
138 reviews24 followers
December 14, 2021
Tra gli ottocento confinati presenti nella colonia penale di Ventotene nel novembre 1939, l’evasione dall’isola non è certo il primo argomento di conversazione. Dopo lo smacco della fuga da Lipari di Lussu, Rosselli e Nitti avvenuta dieci anni prima, il governo fascista ha imposto regole di detenzione ancora più severe e restrittive.
Con la speranza che il regime cada al più presto, la maggior parte di essi si accontenta di sopravvivere; altri resistono preparandosi e organizzandosi per quel momento che, per ora, sembra solo un miraggio. Per sfuggire all’avvilente quotidianità c’è anche chi si tiene occupato in piccole attività, mentre qualcuno non trova di meglio che rifugiarsi in mondi alternativi o di fantasia.

Erminio Squarzanti, studente socialista da Ferrara (e voce narrante del romanzo), è ossessionato dal pensiero di non aver potuto conseguire la laurea a causa dell’arresto. Gli argomenti e le immagini della tesi che avrebbe dovuto presentare ("I mari Adriatico, Ionio e Tirreno e gli arcipelaghi d'Italia nei miti greci") costituiscono spesso lo spunto per scivolare in sogni ad occhi aperti e notti popolate dai personaggi dell’Olimpo; a volte crede di intravedere Hermes, Atena e altre divinità sotto le mentite spoglie dei compagni di prigionia, arrivando persino a sospettare loro influssi e interventi nella vita di Ventotene.
È lui ad accogliere sull’isola il giovane fisico romano Giacomo Pontecorboli, da poco sbarcato in condizioni precarie. Dopo aver fatto da guida per qualche giorno al nuovo arrivato, ben presto si trova a raccoglierne pensieri e confidenze; progetti, angosce, ma anche strani discorsi sullo spazio-tempo e incredibili invenzioni, con accenni a “La macchina del tempo” di Wells e a una misteriosa macchina del vento. Ma nel momento in cui Giacomo sostiene di aver assistito alla scomparsa di Ettore Majorana, Erminio comincia a nutrire dubbi circa la sanità mentale dell’amico…

Tra storia e mitologia (la fantascienza è circoscritta quasi esclusivamente ai riferimenti all’opera di Wells), con personaggi reali e immaginari (Sandro Pertini, Giuseppe di Vittorio, Eugenio Colorni tra gli altri), “La macchina del vento” è un romanzo che stimola curiosità e riflessioni.
Un gruppo di confinati (Spinelli, Rossi, Colorni) è infatti coinvolto nella redazione del documento “Per un Europa libera e unita”, che passerà alla storia col nome di “Manifesto di Ventotene”. Nonostante il comune desiderio di un’Europa sovrana e unita in forma federale (come antidoto alle guerre e gli orrori di quel tempo), tra gli esponenti dei diversi orientamenti politici sono molti coloro che rifiutano di sottoscrivere il manifesto. Alcuni punti del documento, contestati nel romanzo, costituiscono ancora oggetto di controversie (soprattutto in relazione alla forma dell’attuale Unione Europea) e, talvolta, sono base di partenza per critiche e polemiche strumentali.
L’ambientazione (1939-1943) e lo scenario danno un’idea di quelle che potevano essere le condizioni di vita imposte dalle meno violente misure di repressione messe in atto in un regime dittatoriale (il confino e l’ammonizione), strumenti di polizia oggi dimenticati, ignorati o banalizzati (anni fa, un presidente del consiglio dei ministri della Repubblica italiana definì il confino una vacanza*).

* * *

* “That was a much more benign dictatorship – Mussolini did not murder anyone. Mussolini sent people on holiday to confine them.”
(“Quella era una dittatura molto più benigna – Mussolini non ha ucciso nessuno. Mussolini mandava le persone in vacanza per confinarle.”)
Silvio Berlusconi, “The Spectator”, 13 settembre 2003, intervista di Nicholas Farrell.
Profile Image for Playinginthebackground .
15 reviews1 follower
September 17, 2024
"Qui vediamo il futuro, mentre nel resto d'Italia non ne hanno la minima idea! E allora chi sono i veri isolati, chi sono i veri prigionieri del loro tempo? Pensateci: la vera macchina del tempo è quest'isola, questa comunità di reietti! Datemi retta, la macchina del tempo siamo noi!"

Il dramma dei confinanti a Ventotene durante il fascismo, rimanendo fedele alla Storia, viene trasformato nell'esperienza concreta di un tempo diacronico, nell'inattuale come potenza di vita, in un laboratorio di futuri possibili.

"Un po' di possibile, se no soffoco"

Gilles Deleuze
Profile Image for Leonardo.
77 reviews1 follower
August 14, 2019
Piacevolissima lettura! Parla d'europa e di mediterraneo, di miti greci e (fanta)scienza, di fascismo, di idee politiche vecchie e nuove, di persone che hanno fatto la storia e personaggi che ci si sono ritrovati dentro. E continua a stupirmi come tutto questo si sposi benissimo insieme.
Profile Image for Franco Vite.
218 reviews17 followers
February 14, 2022
Be', che dire?
Gran libro, grande storia, grande scrittura, grande respiro, con un accenno di "magia" che ci sta benissimo.
Gran libro, per chi ama il '900, la Resistenza, e un periodo storico in cui c'era ancora la capacità di sognare un futuro diverso.
Profile Image for Je.
671 reviews19 followers
November 29, 2023
Amato, amato tutto. Un libro colto intelligente e divertente insieme, versatile. Multiforme come l’ingegno di Odisseo. Personaggi indimenticabili.
Profile Image for Gerardo.
489 reviews33 followers
July 3, 2019
Wu Ming 1, ne La macchina del vento (Einaudi 2019), ritorna a Ventotene, nel periodo del confino, per raccontare quei giorni dove s’immaginava qualcosa ancora inesistente, l’Unione Europea, il nostro presente...

https://www.argonline.it/memoria-e-le...
Profile Image for Monica.
24 reviews27 followers
September 7, 2020
"Eppure, si pensava e si creava. Pasta-e-fagioli aveva concentrato lì molte tra le menti migliori nate nei primi vent'anni del secolo. Il regime non poteva pretendere che quei cervelli smettessero di funzionare. Nonostante le restrizioni, la censura, le angherie, quelle menti si influenzavano a vicenda. E così, a Ventotene c'era più libertà di pensiero che nel resto d'Italia."

Dopo "L'armata dei sonnambuli" e "L'invisibile ovunque", questo è il mio primo approccio ad un'opera solista di un membro del collettivo (Wu Ming 1, in questo caso).
Il titolo del libro gioca su una duplice assonanza, quella con la macchina del tempo, elemento fondamentale nella storia, e quella con il nome stesso dell'isola: "Pandataria pandatà pandetè fendetè ventetè ventotè, fino all'isola che vento tiene". "La macchina del vento" è infatti ambientato sull'isola di Ventotene, confino di molti prigionieri politici, durante il ventennio fascista (in particolare negli anni dal '40 al '43).
Il romanzo ha una costruzione assolutamente singolare ed originale: alla storia si mescolano la finzione, la fantascienza e la mitologia classica, creando un connubio affascinante ed evocativo. Tra i personaggi che incontriamo vi sono infatti Sandro Petrini, Altiero Spinelli, Eugenio Colorni, Umberto Terracini (per citarne solo alcuni), ma anche Hermes, Atena, Poseidone, Ares...
I due protagonisti, tuttavia, nati dalla penna e dalla fantasia dell'autore, sono Erminio Squarzanti, giovane socialista ed ex studente di Lettere, e Giacomo Pontecorboli, fisico romano e allievo di Enrico Fermi.
La vicenda prende le mosse da un avvenimento di cronaca reale, la scomparsa del fisico Ettore Majorana, che qui si carica di una connotazione fantascientifica: Giacomo, arrivato al confino di Ventotene nel novembre del '39, sostiene che Ettore, suo collega e collaboratore, sia scomparso grazie ad una macchina del tempo da loro stessi costruita.
Erminio, anche lui perso in fantasticherie (ma saranno davvero tali?) riguardo una presunta ingerenza delle divinità olimpiche nella Seconda Guerra Mondiale, sarà il primo, ma non l'unico, a prestare ascolto alla tesi di Giacomo, fino a scoprirne il senso reale e verissimo.

Un libro unico ed affascinante, che sa tessere i fili di una narrazione ai limiti tra lo storico e il fantastico, tra la finzione e la verità, con una forza evocativa e suggestiva incredibile. I Wu Ming meriterebbero di essere conosciuti e letti da molte più persone, perché hanno una capacità incredibile di comunicare grandi verità, con uno stile semplice e diretto e una trama coinvolgente e intrigante.
Un inno alla libertà e alle idee e al coraggio. E alla nostra storia, alla storia di tutti quegli uomini che hanno pagato con il sangue e il sacrificio la loro, e la nostra, Liberazione.

"Dopo il diluvio, la Resistenza.
Ogni pietra un partigiano."
Profile Image for Sabina Biasuzzo.
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May 15, 2020
Interessante, si respira l'aria che doveva alimentare la costruenda idea di una Europa unita, lo spirito che animava i confinati contrati al regime fascista, l'anima partigiana italiana. Interessante l'utilizzo delle divinità greche nella decisione dei fatti storici. Ma non mi ha preso fino in fondo come altri libri di WuMing. Vale però assolutamente la pena leggerlo.
Profile Image for Giovanna Tomai.
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December 17, 2019
"Dopo il diluvio la Resistenza.
Ogni pietra un Partigiano

Non amo molto il collettivo, questo di Wu Ming 1 è più romanzato, a tratti noioso, ma mi è piaciuto di più. Bello l'affresco sugli internati a Ventotene, bella l'amicizia tra Erminio e il giovane Alessandro Pertini.
Profile Image for ilovecomics.
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February 8, 2022
Storia singolare, che racconta la vita dei confinati a Ventotene negli anni che precedono l'entrata in guerra dell'Italia e poi fino alla caduta del fascismo. Tra il controllo asfissiante e le violenze della milizia, tra le privazioni fisiche e la fame, i confinati cercano di pensare un futuro dopo il fascismo.

Sandro Pertini ne esce come un gigante, leader riconosciuto dalla colonia e anche dai gerarchi fascisti. Dotato di eccezionale tempra morale, riesce a negoziare spazi anche minimi di libertà e a farsi sentire perché le condizioni almeno non peggiorino. Attorno a lui molti degli uomini che contribuiranno a costruire la Repubblica: Spinelli, Colorni, Terracini, Rossi.

Fantasticare è una delle strategie per resistere alla vita al confino. E così Erminio, di cultura classica, immagina che gli dei dell’Antica Grecia siano partecipi delle azioni degli uomini, osservando, prendendo posizione, litigando anche fra loro, infine intervenendo se necessario. Ares Poseidone Atena Hermes prendono anche sembianze umane per intervenire direttamente a Ventotene. Questa parte è molto ben scritta e credibile.

Una seconda fantasia è quella del fisico Giacomo, che immagina di costruire una macchina del tempo, secondo lui si può costruire perché l’isola viaggia in un tempo suo, per via di certe proprietà relativistiche. D’altra parte a Ventotene si raccolgono le menti più intelligenti, preparate e visionarie d'Italia, Ventotene è già una macchina del tempo, in anticipo sul Continente, un luogo in cui il futuro viene esplorato ed elaborato.

Libro utile a ricordarci eventi ormai dimenticati e l'eccezionale tempra dei protagonisti di quella stagione. Scrittura leggera, semplice, godibile.
Profile Image for Martina.
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September 19, 2023
È un romanzo che si più definire “ricco”, infatti gli elementi presi in considerazione sono tanti.
Il protagonista è Erminio Squarzanti, giovane socialista ed ex studente di Lettere a Bologna. Mentre lavorava alla sua tesi riguardo i mari d’Italia nei miti greci e latini, visti come luogo di incontro tra culture di uomini diffidenti tra loro,viene arrestato dalla polizia fascista poco prima di un convegno e spedito all’Isola di Ventotene, dove vi resterà per più di dieci anni.Qui vengono presentati i grandi della storia italiana del 900,che risollevarono le sorti nel dopoguerra e militarono nelle fazioni antifasciste,per citarne alcuni: Pertini, Rossi, Spinelli, Colorni, Fundo e tanti altri. Al primo, Erminio guarderà come esempio, come guida da seguire in un momento di profonda solitudine nel quale era. Una mattina del 1939 sbarca il fisico Giacomo Pontecorboli (personaggio inventato dagli autori) che dice di aver inventato insieme ad Ettore Majorana ciò che poi ne ha causato la scomparsa...
Come si mescolano tra loro antifascisti di ogni fazione, che spesso e volentieri nemmeno si sopportano, così avviene con il mito, molto presente nel romanzo. Alla Storia si mescolano gli dèi greci, in guerra fra loro come lo sono gli uomini in quel momento, e spesso alcuni di loro favoriscono o meno i nostri protagonisti.
Lo stile è chiaro,semplice e il lessico è quello colloquiale (non mancano certo imprecazioni colorite). È un romanzo particolare, che ti fa immergere nella narrazione e di cui poi ne senti la mancanza una volta terminato. Lo consiglio a qui vuole leggere un romanzo sulla resistenza un po’ diverso dal solito, dove la resistenza non la si fa, ma la so crea.
Profile Image for sa ꩜ .ᐟ.
87 reviews
August 3, 2020
"Persefone, dea dell'oltretomba, figlia di Demetra, moglie di Ade. Quando Ade la rapì, lei non poté tornare dagli inferi perchè aveva mangiato un chicco di melagrana e dunque, per l'etichetta dei numi, aveva accettato l'ospitalità del rapitore. Si giunse a un compromesso: Persefone avrebbe trascorso sull'Olimpo i mesi da marzo a ottobre, e nell'oltretomba quelli da novembre a febbraio. Da allora, la melagrana è il cibo della morte e della rinascita. Penso che noi ex confintati siamo come Persefone. Anche se nelle nostre mense non comparve mai, in qualche modo mangiammo la melagrana. Qualcosa continua a legarci a Ventotene.
Io non ci sono ancora tornato, ma certamente lo farò, prima di morire. Rientrerò in quel campo di forza, tornerò al nostro muricciolo, ascolterò le raffiche rischiare tra le case e penserò: ecco l'eolifono.
Eccola che gira, la macchina del vento."
Profile Image for Baldurian.
1,231 reviews34 followers
August 6, 2019
La macchina del vento è uno strano romanzo, un connubbio fra mitologia greca e resoconto del confino in epoca fascista.
A Ventotene la vita sembra scorrere su due piani paralleli: da una parte le vite sospese dei confinati, aggravati dalle privazioni e dalle angherie delle guardie, sostenuti soltanto dalla speranza nella caduta dal regime; dall'altra, in una sorta di guerra intestina, la lotta del pantheon greco per decidere quale idea di civiltà uscirà dalle macerie della seconda guerra mondiale.
Un modo diverso e sicuramente efficace per trattare episodi meno conosciuti ed eclatanti degli orrori del fascismo (la scena dell'incontro fra Pertini e sua madre in carcere fa accapponare la pelle), ma non per questo meno importanti.
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