Cofanetto in tiratura limitata a 10000 copie che raccoglie i due volumi "Macerie prime" e "Macerie prime. Sei mesi dopo" di Zerocalcare.
Macerie prime. Secco fa l'insegnante. Cinghiale si sposa. Le cose cambiano, velocemente. Nel suo libro più corale a oggi, Zerocalcare racconta la difficoltà di crescere, di scoprire il proprio ruolo nella società, di non perdere i legami che contano. «Macerie prime» ha un cast che attinge a tutti i libri precedenti dell'autore di Rebibbia, ne aggiunge di nuovi, e calibra con cura la distanza tra di loro, in una storia densa di simbolismi. «Macerie prime» è una storia su cosa ci rende umani. Sulle cose che, per quanto siano messe a dura prova dalla vita, dobbiamo proteggere a ogni costo. Un libro in cui un cast allargato rispetto al tipico narrare di Zerocalcare si confronta che le fragili realtà che, appena qualche anno prima, erano i loro sogni per il futuro.
Macerie prime. Sei mesi dopo. Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l'uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l'armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?
Zerocalcare sul finire del 2011 ha quasi 28 anni e per un sacco di tempo ha fatto soprattutto fumettacci sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Oltre ad un numero sterminato di autoproduzioni nel circuito dei centri sociali, ha collaborato anche con il quotidiano "Liberazione" (pagina delle illustrazioni, ormai chiusa), il settimanale "Carta" (chiuso), i mensili "XL" di Repubblica (spazio Italian underground, chiuso) e "Canemucco" (chiuso) e la divisione online della DC comics, Zuda.com (chiusa). Tra le collaborazioni che non è riuscito a far chiudere c’è il settimanale "Internazionale", l’annuale antologia del fumetto indipendente "Sherwood Comix", la "Smemoranda" e frescafresca pure la rivista "Mamma!".
Alla fine del 2011 ha dato alle stampe il suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, autoprodotto sì, ma da Makkox.
A ottobre 2012 è uscito il secondo, “Un polpo alla gola“, edito da Bao Publishing.
« Puis il y a ceux qui arrivent à repousser encore un peu le moment du bilan, parce qu’ils ont trouvé des choses qui les aident à tenir… et tous ceux qui doivent faire avec leur vie, et cohabiter avec un gps qui recalcule un trajet différent de celui qu’ils avaient imaginé. Non, être entouré ne t’aide pas à trouver le boulot de tes rêves, à dégoter un revenu ou à mettre au monde un enfant. Mais ça te donne une raison de plus de ne pas baisser les bras. » Quelle claque je viens de me prendre. Comme à son habitude, Zerocalcare tape dans le mille. La justesse de son œuvre m’a saisie : j’ai souri, j’ai pleuré, j’ai posé le livre pour cogiter. On est submergés par une tornade d’émotions, d’empathie, on s’identifie et on identifie ses proches. Nous suivons les personnages déjà connus dans les précédentes œuvres avec leurs questionnements, au sein d’une vie d’adulte qui n’est jamais telle qu’on a pu se la figurer. On aborde les boulots qui usent, la précarité, le désir (ou non) d’enfant, l’engagement militant, la fatigue, et beaucoup d’autres sujets plus subtilement. L’auteur utilise toujours bon nombre de métaphores très à propos qui viennent tour à tour rouvrir des cicatrices ou les panser. On notera le dessin plus propre qu’avant, qui se professionnalise, certaines illustrations sont saisissantes. C’est beau, merci Zero de remuer tout ça en nous. C’est un livre que je vais relire à peine terminé.
Come sempre succede con Zerocalcare leggo tutto d'un fiato, assaporando ogni parola e ogni disegno. Qui il dramma del "cosa farò da grande?" si delinea per tutti gli amici della compagnia, tutti alle prese con i sogni e con la realtà, tra speranze e disillusione. Ha il pregio come sempre di raccontare senza retorica la realtà.