Grande capolavoro, peccato che sia giunto già all'ultima pagina! Mi ha rapito e trasportato, in un'epoca, quella del 1800, epoca letteraria rivoluzionaria, in Italia, con il movimento del Verismo. Opera apice, di un percorso fatto da Verga nella sua composizione letteraria, che dà voce agli umili, con le loro tradizioni religiose e tipicamente profane. Verga, ne I Malavoglia, sviluppa i suoi pensieri e i ricordi dell'infanzia vissuta nella sua amata Sicilia, covati nel tempo e che hanno assunto maggio forza nel suo trasferimento nella Milano del 1872, nel pieno della Rivoluzione Industriale e Scientifica. Quell'amore per la sua Terra ed origini, per la sua malinconia di una Terra che sa essere amorevole, ma anche dura, arida , e che si ribella, che ti ripaga di ciò che le doni, ma che sa ribellarsi con tutta la sua Ira se la contrasti, come Madre Natura.
La protagonista, la famiglia Toscano, soprannominata I Malavoglia, vive in una tipica località sicula, Acitrezza, tra la costa e l'entroterra. I suoi componenti, si dedicano al lavoro in mare, con la pesca dei lupini e ogni giorno gli uomini di casa ogni mattina esco di casa presto per andare a pescare. Ma il destino e il fato si abbattono gagliardi su di loro seminando sventure e morte. La fuga del padre, una madre triste e disperata, ormai sola, con dei figli da campare, che muore per disperazione. Una figlia, Lia, che decide di scappare per non voler far parte più di quella famiglia. Un figlio, Alessi, che dopo esser partito per la leva militare, tornato a casa, decide di scappar via per andar a cercare fortuna altrove. con tutte le peripezie e le costrizioni della famiglia, si ribellerà in tutti modi, entrando in giri malavitosi, che lo porteranno ad essere arrestato. Un'altra figlia, Mena, che per vergogna delle sorti della famiglia, decide di non maritarsi, perché pensa che nessuno la prenderebbe in moglie. Il povero padron 'Ntoni, vecchio e il nonno della famiglia, che si diletta nell'affrontar la vita, con dialetti e motti, arriva alla disperazione, non avendo più la concezione della logica e alla forza di volontà per affrontare la Vita. La Provvidenza, nome dato alla barca per usata dalla famiglia per Pescare, che affrontava le onde del mare e le lunghe traversate, senza problemi, in un incidente in mare, affondata e piena di buchi, non ha più utilità per il lavoro in mare.
Mi ha conquistato questo poema letterario, un nodo che si chiude perfettamente attorno alla dura legge della giustizia naturale, che non trova mezze misure per giustiziare, ma colpisce con efferatezza e precisione. Verga mescola, in esso, tragedia, natura, tradizioni, romanzo e poema.
Lettura consigliata, e che in un'età più matura, e il giusto momento dà tanto e mostra una sfaccettatura della vita, che con Verga ha avuto apice e mostrata interamente, come mai successo prima. E' stato così rivoluzionario, che da suo cognome deriva il nome del movimento letterario. Appunto Verismo.
Buona lettura,
Stefano