Cheese è il primo graphic novel di ZUZU, la più giovane autrice mai pubblicata da Coconino Press, che ha affidato questa storia a fumetti alla cura di Gipi nelle vesti di “Mago” d’eccezione. È la storia dell’amicizia tra ZUZU, Dario e Riccardo. Gli innamoramenti folli, la noia delle giornate in periferia e gli entusiasmi immotivati, la voglia di sbranare il mondo, il difficile rapporto col proprio corpo e l’anoressia, le risate demenziali e le prime vere lacrime. La storia di un trio, un ecosistema chiuso, un’isola rifugio dalle cui sponde osservare e sfidare l’infinito mare di possibilità e pericoli dell’età adulta. Ciascuno a suo modo, ZUZU e gli amici cercano il coraggio di rischiare, di buttarsi, di provare a realizzare i propri sogni. E quando arriva il momento di vivere un’avventura e intraprendere il viaggio fino a Brentonico, paese di quattromila anime in provincia di Trento, per partecipare alla tradizionale gara del formaggio rotolante sul pendio della montagna, i tre affronteranno la sfida con la gravità e l’impegno degli atti più solenni. Perfettamente equipaggiati di caschi, ginocchiere e buffe camicette, ZUZU, Dario e Riccardo si preparano a rotolare contenti verso il loro destino. Cosa vedranno in fondo alla collina?
Il racconto mi ha trasportato nelle debolezze emotive dell’autrice, le illustrazioni, da analizzare attentamente, hanno restituito interamente il ritratto di Zuzu. Mi è piaciuto molto, l’ho trovato di forte impatto e la narrazione è ben incastonata tra le vignette che espongono disegni particolari: per esprimere lo stato d’animo, l’autrice lo disegna come un qualcosa che avviene all’interno del corpo per poi espandersi al di fuori e vediamo ossa, interiora, cibo, il tutto enfatizzato che crea una specie di montagna che a volte si riesce a contenere, a volte ci sovrasta.
Je suis assez étranger au milieu du roman graphique, mais quand j'ai vu celui-ci dépasser des rayons d'une librairie d'occasion, j'ai tout de suite su que lui et moi nous allions être copains.
Les dessins d'abord: entièrement en noir et blanc, avec des noirs bien gras et profond, des personnages aux proportions grotesques qui nous paraissent profondément humains, cohérents dans leurs imperfections.
Cheese, c'est trois amis, trois loosers qui essayent d'être cools ensemble. Qui boivent un peu trop. Qui ont chacun leurs problèmes, mais qui sont quand même bien contents d'être trois. Trois copains donc, qui décident de participer à la course au fromage de Bretonnico (concrètement, ça consiste à courir après un fromage jeté du haut d'une colline).
Une très belle ode à l'amitié, drôle et touchante.
!!! Malgré tout, trigger warning majeur concernant les tca, c'est pas du tout un truc qui est précisé dans le livre mais c'est vraiment un fil qui structure l'histoire
Non mi ha preso per niente, questo racconto autobiografico. Perché forse una verità fatta di giornate vuote fatte di discorsi vuoti non ha una forte risonanza con me. Perché il registro visivo, deformato e “artistico” usato dall’autrice l’ho trovato davvero attraente solo nelle splash page, negli intermezzi fra i racconti che costituiscono questo collage di episodi. E quindi mi è sembrato di leggere un fumetto con disegni volutamente scabri e anti realistici, accompagnato da una serie di affascinanti tavole piene di corpi deturpati e fusi con il loro contenuto. Troppo slegate le due cose, ben poche le sequenze in cui si trovano punti di contatto (forse una, quando lei vomita?). Nelle tavole di fumetto tradizionale la verità è che la scansione è molto tradizionale, e quindi il tratto incerto, le linee sottili, le fisionomie distorte, ne soffrono, ne risultano drammaticamente depotenziate. Si aggiunga un’altra cosa: ho trovato spesso i dialoghi un po’ troppo didascalici e di maniera, come se la piena coscienza della narratrice fosse di rappresentare una generazione piuttosto che riferirsi alla propria esperienza diretta. Ultima cosa: di recente mi è capitato di leggere Estate di Tota, opera che ritrae tre giovani perdigiorno alle prese con la propria vita poco regolata. Insomma: una macro trama che sembra molto simile a Cheese. Ma lì le componenti narrativa, grafica e magari autobiografica apparivano molto più coese, con un risultato che mi ha convinto al 100%. Ecco, il confronto ravvicinato fra queste due graphic novel mi ha lasciato ancora più perplesso nei confronti di Zuzu.
È vero, nel fumetto non c'è una vera e propria trama e alla lunga ci si stufa di questi momenti alla Carver spiati dal buco della serratura in cui però va condensato tutto il disagio giovanile della generazione Z (disturbi del comportamento alimentare, coming out, le immancabili gare di rotolamento di formaggio - chi non è mai andato a correre giù da un pendio a Bretonico? È il vero punto di svolta verso la vita da adulto, prima ancora del menarca) Eppure i disegni di Zuzu così belli ma così belli che... ! tutto acquista magia.
Sono meravigliose le tavole in cui Zuzu sbocca e le si disfano gli intestini, e sono pieni di cura e dettagli anche gli interni degli appartamenti dove si svolgono le scene, il naso a mo' di cavo del telefono dello spasimante di Z, l'amico con la testa sproporzionata incassata tra le due spalle enormi. Lo scambio di battute su Mussolini mi ha fatto ridere a voce alta.
«Questo libro penso parli a tutte le età perché non descrive l’adolescenza ma descrive un momento della vita di tutti, che spesso arriva nell’adolescenza ma può arrivare prima o dopo, che è quel momento in cui decidiamo di lanciarci da una collina a velocità impressionate per afferrare qualcosa che non ha senso, come una forma di formaggio imprecisata. Però la vita è così e quel momento arriva per tutti e ci unisce.» – Zuzu
Una graphic novel sull’amicizia, l’amore, l’anoressia. L’ho scoperta per caso, gironzolando per il web, e siccome ho visto che era nel catalogo della biblioteca presso cui mi stavo recando, ho approfittato per leggerla. I testi e il disegno sono della giovane Giulia Spagnulo, in arte ZUZU, che ha voluto lanciare al mondo questa testimonianza coraggiosa, sincera ed autentica. Ho apprezzato l’idea, senza dubbio. Ma i disegni “distorti” non hanno incontrato il mio gusto e ho trovato la storia un po’ povera, vuota….per i temi trattati avrei voluto trovare più approfondimento, più parole, più pagine, più tutto. Mi fermo pertanto alle tre stelline.
Slice of life di un trio di amici. Non c'è una vera e propria trama ma gli episodi di vita raccontati sono rappresentativi di una generazione. Disegni incredibili, fanno un po' da traino di tutto il volume ma non è necessariamente una cosa negativa. A me in generale è piaciuto veramente tanto, ho apprezzato soprattutto come vengano rappresentati momenti di vita da cui traspaiono le difficoltà giovanili senza retorica o finalità moralistiche. Bello bello bello, non do 5 stelle solo perchè ogni tanto ho sentito la mancanza di un filo conduttore un po' più solido.
Fumetto dal forte sentore autobiografico, esordio di una ventiduenne italiana. Nonostante ci siano molte cose che mi hanno indisposto (il disegno volutamente grottesco e sgradevole, il racconto della immancabile anoressia, le parolacce buttate a cazzo in ogni frase senza che per questo i dialoghi risultino più realistici) il valore del fumetto è sotto gli occhi di tutti: freschezza narrativa, disegno efficace, e (nonostante l'immancabile anoressia) un racconto né pesante né "chiuso", anzi decisamente allegro. Quarta stellina dunque perché forse è nata un'autrice.
Lo stile grafico non mi ha preso minimamente. Purtroppo immagini cosi fortemente distorte non mi attirano anche se ci sono due tavole (una di Zuzu e i suoi due amici stesi su un prato e una con loro tre che si abbracciano sempre in un prato) che mi hanno emozionato. La storia è molto semplice: la vita e le uscite di tre amici, un amore e lo stomaco che si chiude. Poco sviluppata la trama.
L’autrice, Zuzu, ha un tratto molle e tagliente nello stesso momento, le sue illustrazioni hanno una grande potenza visiva ed emotiva, le proporzioni sono ben studiate e le emozioni sono trasmesse colpendo il lettore violentemente con elementi che si rifanno al concetto del malato, quasi horror.
La storia è semplice, ma coinvolgente: siamo stati tutti dei giovani adulti, con i nostri problemi e con i nostri dubbi e paure. Zuzu racconta proprio questo: un periodo tanto breve quanto intenso. Grazie ai tre protagonisti possiamo vedere le tre aree in cui ci sentiamo più vulnerabili: l’amore, la sessualità, il futuro.
Una cosa non mi è piaciuta molto: le splash-page che erano formate solo da frasi e domande sconnesse, che, secondo me, davano poco alla storia e legano troppo debolmente gli episodi. Invece ho trovato molto belle le illustrazioni tra i capitoli, ti fanno capire bene il disagio interiore di un personaggio in particolare (ometto il nome per non fare spoiler).
In conclusione vi consiglio calorosamente questa graphic-novel, sperando che l’autrice ci dia un altro romanzo al più presto!
Sotto consiglio della mia ragazza e spinto anche dalla nomina del secondo fumetto di Zuzu, Giorni felici, per il premio Strega, ho deciso di gettarmi nella lettura del primo suo lavoro, Cheese. Il responso? L'ho adorato sotto tutti i punti di vista, le varie tematiche si intrecciano benissimo mostrando tre spaccati di vita tra bulimia, ricerca di sé e volontà di realizzazione. Tutto mostra l'esistenza, il dramma stesso del vivere viene scorporato e centralizzato attraverso queste pagine enormi in cui si vede il corpo di Zuzu accartocciarsi e smembrarsi per i suoi pensieri. Tutto è meraviglioso, è solo il finale che mi ha fatto storcere il naso, forse non sono ancora pronto a capire l'apertura degli occhi di Zuzu.
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Cercavamo poco prima un apparentamento tra i primi due titoli dei Tascabili e, oltre a quello trovato, un altro punto in comune potrebbe di certo essere il fatto che Zuzu [Giulia Spagnulo] è stata folgorata e ispirata a intraprendere questa strada proprio da un fumetto di Gipi: LMVDM.
Cheese è una storia dell’amicizia tra Zuzu, Dario e Riccardo. La storia di tre vite che non hanno ancora trovato il proprio senso, navigano a vista, anzi, molto spesso alla cieca. Cercando di supportarsi l’uno con l’altra, trovandosi in qualche modo simili solo perché di uguale hanno lo stesso senso insoddisfazione e di enorme smarrimento.
This was something else... Cheese is a semi-autobiographical slice of life comic about three Italian teens, with a heavy focus on the author stand-in and her struggle with bulimia. It's told in a series of vignettes, interspersed with notes and illustrations that tackle her eating disorder. It's incredibly raw, both in story and art. Zuzu draws a wild brand of grotesque caricature, veering towards body horror for the full page illustration. It's like nothing I've ever seen before, and kind of threw me off when I flipped through at first. But it's perfect for the story. It carries the fun of life just as much as the horrors of it.
Uno stile grafico per me poco attraente ma certamente efficace, una storia tanto semplice quanto intensa, come solo le giornate di chi ha vent'anni possono esserlo, con tutte le insicurezze sentimentali e sulla propria identità (anche fisica) che questa età - o meglio dimensione esistenziale - comporta. Giustamente celebrato e premiato, Cheese è il libro di una giovanissima autrice dotata di coraggio e autenticità.
penso sia molto difficile dare forma al dolore lasciando spazio anche ai momenti in cui lo si vive meno intensamente e di cheese rimane questa consistenza dolce e malinconica ma per me forse niente di più. E penso che vada bene così. penso vada bene ricordarsi che le sofferenze sono individuali prima di diventare battaglie collettive e che non viviamo gli stessi corpi e le stesse serate con le stesse sedie di plastica ma che si può comunque continuare ad ascoltare
Mi piace un sacco lo stile di disegno, così contemporaneamente astratto e realistico. I personaggi insieme mostrano parte del loro legame lungo sprazzi della vita quotidiana. Che per quanto non strettamente legati tra loro rappresentano benissimo lo scorrere dei giorni per come sono e il passare del tempo.
3,5⭐ Una fotografia del disagio giovanile che appartiene alla generazione Z. Zuzu ha qualcosa da dire: si vede e si sente. La graphic novel non è la mia modalità preferita, ma mi piace uscire dalla mia zona di comfort e conoscere una forma d'arte che non comprendo o non capisco. Il limite è solo mio e lo sforzo per capire deve essere mio soltanto. - "Zuzu, ti si vedono gli occhi".
Forse i migliori disegni sull'adolescenza bulimica? Poche parole, chiacchiere brevi, nuvolette di fumo che paiono fiori. A parlare ci pensano i corpi dei protagonisti che tremano e si smarginano, a volte trasmutano. Un divorabile che non hai fatto in tempo a finire e già lo stai risfogliando da capo.
Le piccole grandi vicende umane di ZUZU, Riccardo e Dario sono tutte narrate per sottrazione. Non a caso, le tavole mute sono quelle che _strillano_ di più. Che bello rintracciare il mio italiano regionale e scorci di Salerno fare capolino.