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Mussolini ha fatto anche cose buone

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Dopo oltre settant'anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l'idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo' di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt'altro obiettivo. E fanno presa. La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L'accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. Ma chi la storia non la conosce bene - e magari ha un'agenda politica precisa in mente - ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune». Per reagire a questo nuovo attacco non resta che la forza dello studio. Non resta che rispondere punto su punto, per mostrare la realtà storica che si cela dietro alle «sparate» della Rete. Perché una cosa è certa: Mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt'altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa. Basta un'ora per leggere questo volume, e sarà un'ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social. Prefazione di Carlo Greppi.

285 pages, Paperback

First published March 21, 2019

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1175 people want to read

About the author

Francesco Filippi

22 books34 followers
Francesco Filippi (1981) è storico della mentalità e formatore presso l’Associazione di Promozione Sociale Deina, che organizza viaggi di memoria e percorsi formativi in tutta Italia. Collabora alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Tra le sue pubblicazioni Il Litorale Austriaco tra Otto e Novecento: quanti e quali confini?, in Piacenza, Trieste, Sarajevo 1918-2018 (a cura di Carla Antonini, 2018) e Appunti di Antimafia (con Dominella Trunfio, 2017). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo.

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Displaying 1 - 30 of 129 reviews
Profile Image for Carlo Mascellani.
Author 17 books293 followers
March 26, 2022
Appena terminato un libro che m'incuriosiva parecchio. Le lusinghiere recensioni lette nelle scorse settimane hanno trovato piena conferma. Fine, sarcastico al punto giusto, ampiamente supportato da fonti (a riprova del valore d'ogni affermazione), apre uno squarcio prezioso su di un periodo storico di cui l'Italia non deve certo andar fiera e il cui giudizio, più che da una sterile propaganda, può esser più efficacemente ridimensionato da opere come questa, che mostrano le ideologie, le falsità, la manipolazione della verità cui ogni dittatura ricorre per sostenersi e giustificarsi.
Profile Image for Rowizyx.
389 reviews155 followers
April 24, 2019
Era una lettura che mi serviva, sinceramente, in periodo in cui se ne sentono veramente di tutti i colori... L'ultima che mi ha angosciato è "ma Mussolini ha dato il voto alle donne!11!!"... Sì, ma non ha mai dato loro l'occasione di esercitare questo diritto, visto che tre mesi dopo abolì le elezioni amministrative (a cui comunque avrebbe potuto partecipare, anche nel caso, una minoranza esigua della popolazione italiana femminile).

Penso che sia una lettura che offre strumenti precisi a tutti coloro che almeno una volta si sono sentiti in difficoltà davanti ai bufalari fascisti o che, comunque, vogliono approfondire i dati di tragedie che fanno parte della nostra storia come: i crimini di guerra nelle colonie, la partecipazione dell'aviazione italiana nel bombardamento di Guernica, i trasferimenti coatti e forzati di coloni italiani a tentare di dare un senso al lavoro nell'agropontino, la bieca repressione delle minoranze etniche di lingua tedesca e slovena nel nord-est italiano, le leggi razziali applicate in Libia e nel Corno d'Africa ben prima del 1938.

La cosa più spaventosa è riconoscere quanto la macchina di propaganda fascista abbia funzionato bene, se tutt'oggi c'è gente convinta che le pensioni siano state inventate da Mussolini o che la bonifica delle paludi sia tutta (e completa) opera del fascismo. E le similitudini con la contemporaneità (sarà che vivo a Genova e dalla caduta del ponte Morandi siamo prigionieri di un'infinita giostra di inaugurazioni, celebrazioni, gesti simbolici e amenità del genere, malgrado la gente chieda sostanza, impegno, certezze) mi fanno paura. Alla vigilia del 25 aprile, credo siano un libro assolutamente da leggere e da consigliare
Profile Image for Savasandir .
274 reviews
April 26, 2019
Ho deciso di leggere questo libro non tanto perché nutrissi qualche dubbio sull'argomento, ma per via dei giudizi manichei trovati in rete (non qui, altrove), che definivano questo saggio alternativamente o come un faro di verità o come un cumulo di scempiaggini. Dovevo sapere.
Il saggio è ben fatto e dettagliatamente documentato, ma è più che altro volto unicamente a smascherare una per una le bufale che circolano in rete sul fascismo, senza riuscire tuttavia ad offrire una completa disamina dell'operato di Mussolini nel suo insieme; altrimenti non si spiegherebbe l'assenza di un capitolo sui Patti Lateranensi, uno dei più grandi successi sbandierati all'epoca dal regime, ma oggi decisamente démodé e poco usato come argomentazione riabilitante.

La cosa veramente deprimente è che tutti i fatti e gli argomenti qui trattati dovrebbero essere noti, perlomeno a grandi linee, a chiunque abbia frequentato la scuola dell'obbligo, tuttavia i recenti avvenimenti di cronaca tenderebbero a smentire questa mia ultima asserzione.
Per questo alla fine, per chi conosce già la storia, resta solo l'amarezza, perché dovrebbe essere ovvio per tutti che la soppressione di ogni libertà individuale e la rovinosa dissoluzione di un intero Stato annullino, di fatto, ogni presunta "cosa buona" incidentalmente realizzata nel mentre, ma così non è, e questo è per me il più grande fallimento della nostra Repubblica: non essere riuscita a formare dei cittadini consapevoli.
Profile Image for Giò.
58 reviews61 followers
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January 31, 2021
Questo libro non sposta di un millimetro la posizione di chi diffonde e/o difende le “fake news storiche” sulle cose buone fatte dal fascismo e da Mussolini (anche perchè a leggerlo saranno per lo più persone già più o meno antifasciste), ma andare un pochino oltre a quello che già sappiamo per averlo studiato a scuola, capire con qualche dato e qualche esempio le nefandezze, anche quelle meno conosciute ed eclatanti, compiute dagli Italiani (e prendiamocela la responsabilità come popolo, smettendo di parlare del fascismo in terza persona!) ha un suo senso e aiuta a rafforzare i pensieri e i sentimenti nei confronti di quello che è stata la tragedia umana, sociale, economica, culturale, politica del ventennio fascista.
Profile Image for Pavel Nedelcu.
488 reviews117 followers
May 16, 2024
IL MITO DEL FASCISMO BUONO

Un saggio che smonta vari miti e falsità sul periodo fascista in Italia. Attraverso un'analisi meticolosa e l'uso di numerose fonti storiche, Filippi mette in luce come molte delle presunte "buone opere" di Mussolini siano in realtà distorsioni o vere e proprie menzogne.

Il libro critica aspramente l'idea che il regime fascista abbia portato progresso e benessere al paese, argomentando invece che il fascismo ha causato enormi danni sociali ed economici, oltreché morali. Filippi affronta miti come l'idea che Mussolini abbia reso i treni puntuali, bonificato le paludi, contribuito al progresso economico, ecc. dimostrando come queste affermazioni siano spesso basate su dati inaccurati​.

Uno degli aspetti centrali del libro è l'analisi del contesto storico e delle manipolazioni propagandistiche utilizzate dal regime fascista per costruire un'immagine positiva del Duce. Filippi evidenzia come queste narrazioni siano state perpetuate anche dopo la caduta del fascismo, contribuendo a una memoria distorta di quel periodo​​.

Un'opera fondamentale per chiunque voglia comprendere meglio il periodo fascista e le sue ripercussioni sull'Italia contemporanea; sfidando le narrazioni semplificate e spesso nostalgiche che ancora circolano.
Profile Image for Mauro.
63 reviews17 followers
February 11, 2020
“Umberto Eco ricordava che «Mussolini non aveva nessuna filosofia, aveva solo una retorica»; è normale quindi che il fascismo, specialmente oggi, più che di una ideologia assuma i connotati di una narrativa pubblica. Non una successione di idee, ma un racconto mitico di felicità perduta. Diffondere spunti di memoria positiva su chi, come vedremo, è stato il maggior masacratore di italiani della storia, non serve a fare storiografia: gli esperti del settore annusano da lontano le bufale sul duce. Serve però, anzi è utilissimo, per creare emozioni; come una bella storia, una favola da raccontata per rasicurare, o mettere in guardia. Pensare a un ipotetico passato positivo lascia una speranza nell’animo di chi è scontento del proprio presente. [...] Costruire balle sul passato serve anche, nel caso di Mussolini, a mettere in piedi un racconto dell’oggi efficace e semplice, una prospettiva a cui tendere”.

Questo libricino è una sorta di manuale che smonta una serie di bufale sul duce e sul fascismo. In realtà quello che si trova qui è noto ma è un lavoro utilissimo perché l’operazione di demolizione delle false notizie avviene in modo sistematico e scientifico, riportando le fonti di quanto sostenuto. Quindi è un libro prezioso che speiga in modo documentato che Mussolini non ha dato la pensione agli italiani ma si è solo impossessato del sistema previdenziale esistente cambiandone il nome; che non ha inventato la tredicesima per tutti i lavoratori ma l’ha solo concessa ad una esigua minoranza con lo stesso accordo nel quale introduceva straordinari obbligatori e aboliva il diritto allo sciopero (per tutti i lavoratori); che il duce riuscì a bonificare un misero 6% degli 8 milioni di ettari dichiarati all’inizio della guerra alle acque; che a dispetto della sbandierata legalità regnava un malaffare diffuso nel quale vi era un vero e proprio sistema di clientele e corruzione volto a foraggiare i membri del partito (che Mussolini tollerava). E poi le bufale sull’economia, sul fatto che il duce fosse un bravo condottiero e stratega, sul fatto che fosse un grande statista, sulle presunte politiche illuminate per aumentare la natalità, sul fatto che erano i tedeschi i razzisti e non gli italiani ecc ecc.

In definitiva è una bella lettura che riporta sotto una luce diversa la narrazione per la quale, in fondo, quello che abbiamo avuto è stato un regime da operetta che nulla aveva a che fare con i totalitarismi di Germania e Russia. Che, in fondo, la compressione di alcune libertà fu necessaria per raggiungere grandi obbiettivi che ancora oggi danno i loro frutti. Che la guerra fu un incidente che in fine ha travolto Mussolini (ma la colpa fu di Hitler).
Nonostante i temi trattati, questo volumetto, ha una prosa agevole, chiara ed a tratti persino ironica. Una lettura che consiglio perché “La base di un possibile futuro totalitario passa anche dalla riabilitazione di un passato totalitario. Mostrare la realtà di quel passato è il primo passo per evitare che que passato diventi futuro”.

Ps scoprirete anche se i treni arrivavano davvero in orario!
Profile Image for kpanic.
104 reviews15 followers
May 24, 2021
Ottimo. Un libro da far leggere nelle scuole.
Profile Image for Martina.
136 reviews1 follower
October 14, 2021
Leggere questo libro per confutare certi luoghi comuni e soprattutto. Frase che fa riflettere anche alla luce dei fatti recenti, : “ Non c’è stato un processo di defascistizzazione in Italia”. Questo può racchiudere tutto.
Profile Image for Frabe.
1,200 reviews56 followers
July 30, 2020
Titolo e sottotitolo dicono tutto. Libro opportuno, sintetico, chiaro: complimenti all'autore, mio conterraneo.
Profile Image for Ian D.
615 reviews72 followers
July 8, 2023
Τον καιρό του Mussolini τα τραίνα έφταναν στην ώρα τους λένε ακόμα κάποιοι υπερήλικες στη γειτονική Ιταλία (καθώς και απογονοί τους κι αυτοί που ασπάζονται παρόμοια ιδεολογία) και μοιάζει να μην απέχει καθόλου από την αντίστοιχη H χούντα έφτιαξε δρόμους που ακούμε στη χώρα μας εδώ και δεκαετίες και που αποδεικνύει περίτρανα ότι το Una faccia - una razza επεκτείνεται και στην ιστορική μνήμη (ή την έλλειψη αυτής).

Από τις κατοικίες που υποτίθεται ότι έφτιαξε ο Duce (από την καλή του την καρδιά βρε), ως τα επιδόματα, τις συντάξεις και την κοινωνική ασφάλιση, ο ιστορικός Francesco Filippi έρχεται να παραθέσει στοιχεία, στατιστικές και μελέτες που καταρρίπτουν το μύθο και αποκαλύπτουν την οικειοποίηση και την προπαγάνδα του φασισμού, πολλές φορές και την παραποίηση ή παράλειψη αριθμών καταπώς βόλευε το σύστημα. Γιατί, όχι ο Μουσσολίνι δεν νίκησε τη μαφία, απλώς την έκρυψε. Αυτά και πολλά άλλα χαριτωμένα, στις σελίδες του βιβλίου.

Αν και δεν πρόκειται για το πιο εύκολο ανάγνωσμα, δεν μπορώ να μην επιβραβεύσω τόσο τη σοβαρότητα της έρευνας όσο και τη γενναιότητα του όλου εγχειρήματος. Με τόσους φασίστες και νοσταλγούς, άλλωστε, το λες και επικίνδυνο. Μια τέτοια περίπτωση είναι η μομφή του συγγραφέα απέναντι στους συμπατριώτες του που ουδέποτε προσπάθησαν να "αποφασιστοποιηθούν" σε αντίθεση με τους Γερμανούς που προσπάθισαν να αποτινάξουν το ναζισμό απ' την συλλογική τ��υς ταυτότητα με συστηματικές ενέργειες και αυστηρή αυτοκριτική.
Profile Image for Mosco.
451 reviews44 followers
April 29, 2025
Ma metterlo in certe teste è più difficile che vuotare il mare con il cucchiaino
Profile Image for Andrea Samorini.
894 reviews34 followers
August 15, 2024
Estratto dai ringraziamenti dell’autore

«Quando poi tirano fuori la storia delle pensioni e delle bonifiche mi va il sangue alla testa! Ci vorrebbe un libro che raccogliesse e smascherasse tutte queste bufale, così la smetterebbero di dire bugie sul fascismo!»

beh, mi sono ritrovato anch’io nella stessa situazione, sul tema delle pensioni, la rabbia che mi monta, e la voglia di controbattere con dati e fonti inoppugnabili.
Avevo letto dell’origine tedesca, e sapevo qualcosa sulla sua evoluzione italiana, ma la mia insicurezza sull’argomento, dovuto probabilmente alla mia ignoranza sui dettagli, mi avevano fatto desistere dal rispondere

La pensione, o per meglio dire il sistema previdenziale per vecchiaia e malattia, fu in effetti un’invenzione tedesca, comparsa per la prima volta in Germania grazie al cancelliere Otto von Bismarck. Nel 1888 venne introdotta nell’Impero tedesco la legge sulla Assicurazione per vecchiaia e invalidità, un sistema di contribuzione che affidava allo Stato, dietro versamento di contributi, la cura economica dei lavoratori una volta divenuti, per età o infermità, inabili al lavoro. Una vera e propria rivoluzione sociale che si diffuse da lì in poi nel resto dell’Europa.

Per me è stato davvero un piacere leggere ognuno dei capitoli, e come spesso capita in libri storici, la bibliografia rappresenta un ottima check-list da farsi propria
Profile Image for Karl Stark di Grande Inverno.
523 reviews18 followers
March 11, 2020
Illuminante e sconvolgente allo stesso tempo.
Illuminante, perchè mette in bell’ordine i falsi miti del regime, smontandoli pezzo per pezzo con rigore e precisione, senza mai essere pedante o noioso.
Sconvolgente, se si pensa che purtroppo l’uomo (in generale, non solo italiano) a volte non impara dai propri errori.
Profile Image for SusyG.
351 reviews75 followers
October 14, 2021
Libro FONDAMENTALE soprattutto adesso!
Tutte le idiozie che sentiamo sul periodo fascista ("I treni arrivavano in orario", "Duce genio assoluto dell'economia", "Le donne stavano meglio", ecc...) sono smontate pezzo per pezzo con prove e documenti dell'epoca da Filippi, un grande lavoro. C'è anche una grossa bibliografia con tanti altri titoli interessanti sul tema. Davvero consigliato!
Profile Image for lauri.
34 reviews8 followers
February 23, 2023
leggendo questo libro mi sono innervosita parecchio —> le mie sottolineature sono paragonabili a un’opera di picasso
Profile Image for Chiara Basile.
239 reviews141 followers
May 23, 2024
Nessuna particolare rivelazione ma sicuramente un saggio chiaro, ordinato e ben fatto sulla percezione che ancora oggi molti hanno del fascismo e di Mussolini.
Profile Image for Teresa Tursi.
102 reviews1 follower
November 30, 2020
Saggio consigliatissimo per chiunque voglia approfondire l'argomento delle false notizie durante e dopo il fascismo.
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,193 reviews134 followers
August 12, 2019
Ho un amico che, spesso, quando siamo sul suo divano a guardare la TV tira su il braccio e fa il saluto fascista, chiedendo a me di fare lo stesso. Cosa che mi guardo bene dal fare. Una volta mi aveva mandato anche una lista - formato JPG - di tutte le cose buone fatte dal pelato di Predappio. Che ho cancellato subito, nel timore che infettasse il mio account di posta elettronica. Ma mi son pentita, visto che avrebbe potuto essere interessante conservarla.

L'ho aspettato per mesi su MLOL ma l'UTI non si decideva a rinnovare l'abbonamento. 'Sti disgraziati! Poi finalmente è arrivata l'E-mail che il titolo era disponibile.

Odio leggere i saggi pieni di note sul Kindle: mi distraggono troppo. E non riescono nemmeno a mantenere la formattazione originale. Se ci fate caso, nelle note a fine volume ci sono un sacco di testi in corsivo che non vengono visualizzati come tali nelle note mentre si legge. Però ho deciso che me lo comprerò.

Chiaro, dritto al punto con una sfilza di rimandi e citazioni bibliografiche. Ben organizzato anche. Ma dubito che il mio amico, leggendolo, cambierà idea. E con lui tutta quella genia di nostalgici del fascismo.

Il capitolo che mi ha più sorpreso, devo ammetterlo, è stato quello sulle donne e sul loro licenziamento coatto. Visto che le donne servivano solo a fare figli, perché farle studiare e lavorare?! Però Emanuele Ertola, in In terra d'Africa: Gli italiani che colonizzarono l'impero, afferma che le donne - specialmente quelle giovani - veniva licenziate in modo da costringerle a emigrare in Eritrea e Etiopia. Perché uno si chiede? Perché gli italiani che erano da quelle parti non riuscivano a tenerlo nei pantaloni e il regime aveva paura di tutta una serie di figlioletti biracial, come direbbero i milanesi moderni (Severgnini docet), che avrebbe messo in crisi tutta l'impalcatura razziale del fascismo. Mandando ragazze italiane, si pensava di ovviare al problema.

La cosa agghiacciante è che buona parte di queste cose non le sapevo.

Giusto per evitare - com'è successo a giugno 2019 - che una classe terza media si metta a fare il saluto fascista invece che alzare semplicemente la mano...

Sarebbe interessante vedere uno studiosco filo-mussoliano che scrive un libro per sbugiardare tutto il lavoro di Filippi.

Molto corto. E finisce all'improvviso senza tirare le somme del discorso.
Profile Image for Simona Calò.
479 reviews14 followers
April 16, 2022
Basta leggere la sezione dei commenti nelle librerie online per rendersi conto di quanto il tentativo di questo libro dia fastidio e urti una sensibilità sull'argomento ancora delicatissima. Sono passati quasi cent'anni dall'instaurazione del regime fascista: rendiamoci conto della gravità di questa faccenda.
Parallelamente al rigurgito nostalgico che si è fatto sempre più feroce negli ultimi anni, c'è un'editoria che combatte una deriva pericolosa a colpi di agili, dissacranti e serissimi saggi con l'intento di istruire il popolo di internet, impegnato a riesumare una figura ogni volta più mitica e benefattrice.
Li leggo con grande soddisfazione e interesse, programmando un prestito forzato a mio padre, rassegnata però al fatto che chi ne avrebbe bisogno non li aprirà di certo. Invece lo fanno, apprendo dai loro commenti, per poi incazzarsi e polverizzare con nebulose acrobazie sintattiche l'onestà intellettuale e politica di chi li scrive.
Filippi non vuole convincere nessuno: si limita a prendere affermazioni che trovano larga diffusione dalla fine del ventennio e verificarne la veridicità tramite pubblicazioni ufficiali, dichiarazioni di politici fascisti, saggi di storici italiani. Non è un libro semplice e di facile comprensione, dal momento che l'approccio all'analisi dei fatti è scrupoloso e accurato, sebbene condensato in un volume esiguo che possa raggiungere un grande pubblico con diverse opinioni e gradi di istruzione; tuttiavia, il tono derisorio e irriverente che alleggerire il peso di eventi così tragici non è dell'autore: a divertire è la maniacalità con cui il duce celebra la sua reputazione da vincente e nasconde una realtà dei fatti ben diversa. E a offendere l'orgoglio dei suoi beniamini da tastiera.
Un libro spassoso ma severo, uno strumento indispensabile di questi tempi politicamente revisionisti per muoversi nell'etere armati di una verità storica e inossidabile. Buona battaglia a tutti.
Profile Image for Roberta.
2,011 reviews336 followers
April 22, 2020
Filippi, dati alla mano, smonta le bufale a cui i neofascisti sono affezionati; alcune di queste hanno influenzato anche i non estremisti, per cui questo debunking fa bene a tutti.

Un unico appunto, assai personale: per quanto capisco la scelta di Moni Ovadia come narratore, non ho amato il suo stile di lettura.
Profile Image for Massimiliano.
409 reviews87 followers
June 19, 2021
Un pamhplet ricco di informazioni e dati che smentiscono le fake news sul Ventennio.
Purtroppo poco utile, perchè chi detesta la nostalgia del fascismo già sa, e questo libro aggiunge poco, mentre chi nostalgico lo è, di certo non verrà convinto di aver torto da questo testo, sempre che lo legga.
Insomma, non elimina quel senso di frustrazione che si prova nel tentare di imbastire un dialogo con i fascisti.
Profile Image for Babette Brown.
1,116 reviews29 followers
June 13, 2019
Questo è un libretto (non è dispregiativo, semplicemente lo tenete in una mano), agile, serissimo anche se con una vena a tratti canzonatoria, che de-costruisce tutta una serie di “miti” che circolano nel nostro Paese dagli Anni Venti del Novecento.
Nato come una breve raccolta di “bufale fasciste”, all’inizio composto da sole 35 pagine, doveva servire all’Associazione Deina come vademecum per i tutor che accompagnano migliaia di ragazzi nei luoghi della memoria europei. L’idea di farne un libro è sorta dopo il clamore suscitato da “Istruzioni per diventare fascisti” di Michela Murgia e da “M. Il figlio del secolo”, di Antonio Scurati.
Sono sprofondata con tutte le scarpe nel debunking delle “bufale” sul fascismo e risalita alle origini delle stesse. Un saggio che ho letto come un romance: di corsa e con il fiatone in gola.
Ricchi i riferimenti bibliografici e filmografici. A pagina 130, anche le fonti on line per il fact checking.
Profile Image for Lia.
196 reviews
May 14, 2023
Mussolini ha fatto anche cose buone?
Spoiler: NO.
La maggior parte dei luoghi comuni favorevoli al fascismo sono puro revisionismo storico. Come la reale entità delle opere di bonifica in relazione agli obiettivi, la lotta alla corruzione, il fatto che i treni fossero sempre in orario; questi esempi e tanti altri devono le loro origini non alla realtà dei fatti bensì alla censura, che impediva la diffusione di notizie giudicate dalle autorità lesive dell'onore del governo e delle varie istituzioni fasciste. E che dire della presunta bonarietà del fascismo, per lo meno rispetto ad altre dittature? L'operato dei fascisti nelle colonie italiane prima e la fine che fece poi la gran parte di coloro che, a vario titolo, furono deportati, dovrebbe chiudere di per sé il dibattito e invece al giorno d'oggi abbiamo ancora davvero tanto bisogno di letture come questa.
Profile Image for beesp.
386 reviews49 followers
December 31, 2019
Questo libro mi è piaciuto soprattutto perché è strutturato come una sorta di guida alle affermazioni (e quindi alle risposte da dare) dei fascisti che vorrebbero darci a credere che un uomo politico come Mussolini, voltafaccia e traditore, oltreché genocida, corrotto e incompetente, possa aver fatto qualche buona scelta pratica al governo del nostro paese. E quali sarebbero queste buone scelte che avrebbe fatto? Francesco Filippi indaga tutte quelle che gli vengono attribuite dai suoi sostenitori, per ripulire un po' il discorso dei nostri tempi, perché ormai pare che il sentimento - lontano dai contenuti politici, ideologici ma anche solo storici - gli faccia da padrone.
3 reviews3 followers
June 27, 2020
“Quando c’era Lui i treni arrivavano in orario!”.
Quante volte abbiamo ascoltato questa frase, pronunciata con occhi sognanti e mascella comicamente irrigidita a simulare un goffo orgoglio fascista?
Parecchie purtroppo, questa e tante altre.
Che le fake news legate al fascismo siano numerose e diffuse è ormai appurabile quotidianamente sul web, tuttavia per approfondire il fenomeno occorre innanzitutto un’analisi seria sia dei meccanismi di diffusione, sia delle origini e della fortuna di tali falsità. In seguito, l’obiettivo fondamentale è smontarne la narrazione con dati reali e conoscenze. Ci ha pensato Francesco Filippi, storico della mentalità e presidente di Deina, associazione che si occupa di viaggi di memoria per ragazzi, mettendo a punto un vero e proprio manuale di autodifesa.

Una riflessione di partenza da tenere ben salda è che un ipotetico passato positivo ha il potere di lasciare una speranza nell’animo di chi è scontento del proprio presente, una balla di regime può dunque sopravvivere fino ai giorni nostri sottoforma di mito e attecchire con enorme facilità, in proporzione diretta all’aumento costante di incertezza sul futuro. La questione primaria è da dove attingano le conoscenze sul tema le nuove generazioni, la risposta fornita dall’autore è sconfortante: il 25% da scuola, film, documentari, ecc. e il restante 75% da una terra incognita rappresentata dagli smartphone, soprattutto dalla diffusione dei meme, immagini iconiche auto-rappresentative affiancate a una dicitura ironica.

Il meme induce ad un’umanizzazione, avvicina, normalizza e quindi banalizza, in questo modo tutto diventa opinione.
Così il fascismo è riuscito a passare nel terzo millennio e a diffondersi grazie a un’enorme quantità di meme e fake news condivisi compulsivamente da centinaia di migliaia di persone sui social network.

Lo scorso anno, quando anche il presidente uscente del parlamento europeo Antonio Tajani ha affermato: «Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro Paese, le bonifiche, altro», il sangue si è raggelato. Non tanto pensando al partito di provenienza del politico, che ha sempre fatto l’occhiolino all’estrema destra, quanto al ruolo istituzionale che ricopriva e alla portata semantica di tale sproloquio.
Se anche per assurdo volessimo prendere in considerazione le esclusioni di Tajani, credendo davvero che 700mila morti possano valere due bonifiche, il libro ci aiuta a chiarire che il regime fu fallimentare su tutti i fronti, tolse ai cittadini libertà di pensiero, movimento, diritti civili, rappresentanza, prosperità e in cambio diede un’economia asfittica, una politica estera pericolosa e fallace, una politica interna repressiva e truffaldina. Aspetti peraltro ampiamente descritti nei testi scolastici di storia. Ciò nonostante, sostiene lo stesso Filippi, l’accademia non è riuscita a far giungere alla popolazione la vera portata del fascismo, a estirparne la mitologia, i primi storici nel dopoguerra che ne trattarono si erano formati durante il regime stesso e parlavano ancora di bene e male, la produzione seguente è stata di storici per storici, la società civile non ne ha beneficiato.

Nel vuoto di tali carenze si spalanca lo spazio per questo volume che, con un’architettura semplice e una spiccata vocazione divulgativa, demolisce una bufala dopo l’altra: le bonifiche, le pensioni, il duce costruttore, il duce della legalità, il duce che fa progredire l’economia, il duce condottiero e statista, il duce buono, i treni in orario ecc., balle che il fascismo mise in circolazione, intestandosi risultati altrui o truccando la realtà. Non è questo lo spazio per approfondirle ma, a titolo esemplificativo, ne evidenzio una delle più sorprendenti e nuove: il duce femminista.
Gira infatti in rete un’idiozia secondo cui il ruolo della donna durante il regime fosse paritario, falsa credenza nata durante la Repubblica Sociale Italiana e ripescata in seguito all’occorrenza. Tralasciando le normative di regime che, mettendo l’uomo al comando e la donna a raccogliere le mutande e procreare, basterebbero a chiarire il caso, la bufala vera e propria si appiglia a varie dichiarazioni di facciata presto smentite. Negli anni ‘19-‘20 Mussolini affermò che il fascismo aveva a cuore i diritti delle donne e si pronunciò a favore del suffragio universale femminile. Una volta al potere, compì un’opera di ingegneria propagandistica unica (aspetto in cui il regime fu davvero bravo): il 7 dicembre 1925 infatti la Camera approvò una riforma secondo cui alcune categorie di donne potevano votare per le amministrative, si trattava di mogli, madri e figlie di eroi di guerra, percettrici di redditi alti (minoranza estrema) e donne a media o alta istruzione. “Allora è vero!” direte, peccato che contemporaneamente era già in discussione la riforma podestarile, emanata solo due mesi dopo, che abolirà tali elezioni. Con sarcasmo possiamo affermare che in questo caso diritti di donne e uomini sono stati parificati nell’annullamento.

Si divora davvero in poco tempo questo libro e il mio consiglio è di tenerlo sul comodino, in auto, in motorino, sotto il banco a scuola, sempre a portata di mano. Diretto, agile e in certe parti dettagliato quasi allo sfinimento, efficace esempio di come la forza dello studio sia l’unico vero modo per difendersi da ogni tipo di rigurgito nostalgico e ci possa permettere di rispondere sempre, punto su punto, alle fesserie in continua diffusione
Profile Image for Paolo Bizzarri.
98 reviews82 followers
May 15, 2021
Libro breve ma efficace, che affronta e smonta i miti positivi più comuni sul fascismo.
Profile Image for Gibson.
690 reviews
November 4, 2024
Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune

Non conoscevo l'autore, dal titolo mi ero immaginato un testo canzonatorio dal piglio dileggiante fine a se stesso, quel tipo di presa in giro 'per far colpo' che — in generale, su qualunque argomento — dopo i primi capitoli di solito mi viene a noia.
Mi sbagliavo.

È un testo che affronta con serietà, dati storici alla mano, tutta una serie di tematiche portate avanti da decenni dai nostalgici a mo' di bandiera propagandistica e soprattutto dai social di questi ultimi anni.

Per capirci: questi i capitoli:
- Il duce previdente e previdenziale. Mussolini ha dato le pensioni agli italiani?
- Il duce bonificatore. Mussolini ha bonificato le paludi?
- Il duce costruttore. Mussolini ha dato una casa a tutti gli italiani?
- Il duce della legalità. Mussolini è stato un integerrimo difensore della giustizia?
- Il duce economista. Mussolini ha fatto progredire l’economia italiana ai massimi livelli?
- Il duce femminista. Mussolini valorizzò il ruolo della donna in Italia?
- Il duce condottiero e statista. Mussolini è stato un grande condottiero?
- Il duce umanitario. Mussolini fu un dittatore “buono”?

Chi ha orecchie per intendere intenda.
Profile Image for Vito.
51 reviews1 follower
January 16, 2024
È un libro che si pone l'obiettivo di smascherare le bufale che circolano su fascismo e Mussolini in rete, ma anche,e soprattutto, un discreto punto di partenza per smentire le tesi di chi a tavola a Natale, dopo qualche bicchiere di rosso primitivo manifesta simpatie e visioni nostalgiche di epoche non vissute in prima persona. L'obiettivo del libro è lodevole e necessario, chiarire qualche dubbio fugato dal revisionismo, tuttavia devo essere sincero, l'ho trovato parziale e per alcuni versi incompleto. In alcuni campi, tipo quello della previdenza, dell'economia o delle politiche agricole, le tesi sostenute seppur storiograficamente accertate non dissipano interamente e nettamente il campo dal "si ma" degli stolti che non vogliono vedere o comprendere. Avrei, piuttosto che smentire le bufale circolanti in rete, elencato e approfondito le vergogne del fascismo, le avrei appese al pubblico ludibrio proprio per generare nei lettori un sano disprezzo per un'epoca vergognosa e oscura che ha macchiato e umiliato la storia d'Italia e che puntualmente rovina e avvelena ogni sacrosanto pranzo di famiglia.
Profile Image for Ilenia.
9 reviews
April 27, 2021
QUANDO C'ERA LUI...

L' esperienza di Francesco Filippi in veste di responsabile storico-scientifico del progetto Promemoria_Auschwitz.eu (e non solo) si percepisce dalla struttura data al suo testo.
Una risposta semplice e sistematica a tutti quei miti nostalgici legati alla figura del Duce.
Personalmente l'ho acquistato per rispondere in modo autorevole alle verità tramandate da nonni nostalgici e a video di propaganda filofascista, che avevano in parte plagiato alcuni miei colleghi.
Su 4 persone , una ha cambiato idea.
Quindi direi che il suo lavoro lo fa.
Provocatorio, facile alla lettura è un buon modo per combattere nel proprio piccolo la violenza e il bigottismo.
( Da allora sono diventata "la comunista", ma questi sono particolari✨🤦🏼‍♀️)
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