Τι µας ελκύει σ’ έναν άνθρωπο που µόλις γνωρίσαµε; Γιατί αυτό που ήδη έχουµε δε µας είναι αρκετό; Τι συµβαίνει σ’ έναν έρωτα που µένει κρυµµένος στη σκιά;
Κάποιες ιστορίες χρειάζονται χρόνια για να τελειώσουν, άλλες φλέγονται σε µια σύντοµη χρονική τροχιά και σ’ έναν χώρο που όσο πιο περιορισµένος είναι, τόσο περισσότερη ένταση τους προσθέτει.
Εξαπατώντας τους συντρόφους τους, ενδεχοµένως και τον εαυτό τους, οι δύο πρωταγωνιστές της "Ιστορίας µιας μοιχείας" ξεκλέβουν ένα Σαββατοκύριακο για να ζήσουν το πάθος που γεννήθηκε πρόσφατα. Στο τέλος του καλοκαιριού, ένα ιπτάµενο δελφίνι θα τους οδηγήσει σ’ ένα νησί, όπου ο χρόνος έχει σταµατήσει κι ο τόπος είναι σαν να περιµένει τους δύο εραστές για να ζωντανέψει.
Την ιστορία του Έρρι και της Κλεµεντίνα, που έχουν δραπετεύσει από τα πάντα και συνάµα βρίσκονται αιχµάλωτοι στο νησί, ο Αλµπινάτι την αφηγείται ελλειπτικά, σαν στιγµιότυπα, φωτογραφίες τραβηγµένες σε σκόρπιες στιγµές της περιπέτειάς τους, που µπορούµε να τις κοιτάξουµε κρυφά. Μια ιστορία αισθησιακή, απλή, ειπωµένη µε ωµή ειλικρίνεια, παρότι χτίζεται πάνω σε ψέµατα. Οι ακριβείς και συγκινητικές σελίδες της απευθύνονται σε όλους µας.
"Δυο άνθρωποι µένουν ξένοι ο ένας για τον άλλον ενώ κάνουν έρωτα. Ο έρωτας ως οικειότητα ακούγεται σαν παρανόηση. Με το άγγιγµα, την ερωτική πράξη, το µοίρασµα του αέρα στο φιλί, οι εραστές µετρούν την έκταση της απόστασης που τους χωρίζει, την αντίσταση των σωµάτων στην ένωση, το αδύνατο του να γίνουν ένα, όπως επιτάσσουν οι ποιητές. Στην πραγµατικότητα, αντιµάχονται ο ένας τον άλλο, σαν εχθροί ή σαν φίλοι, δεν έχει διαφορά... Κι ύστερα σηκώνονται από το κρεβάτι, από τα καθίσµατα του αυτοκινήτου και χωρίζονται, το ίδιο διαφορετικοί µε πριν, αν όχι περισσότερο. Θα τα λέµε όλα, έτσι δεν είναι; Θα το θυµάσαι;" Ε. Α.
Da oltre vent’anni lavora come insegnante nel penitenziario di Rebibbia, esperienza narrata nel diario Maggio selvaggio. Suoi reportage dall’Afghanistan e dal Ciad sono usciti sul “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “The Washington Post”. Ha scritto film per il cinema di Matteo Garrone e Marco Bellocchio. Tra gli ultimi libri pubblicati, ricordiamo Tuttalpiù muoio con Filippo Timi e Vita e morte di un ingegnere.
parte come un capolavoro di ironia involontaria. con immagini da fotoromanzo (nelle prime cinque righe cinque infila già delle ciocche di capelli che "palpitano sugli occhi" e un marinaio che traffica di gomene indossando l'erede di quella-sua-maglietta-fina) e una banalità di situazioni adulterine da indurre una rivalutazione immediata se non dell'amor coniugale, per lo meno del more uxorio. poi intorno a metà gigi marzullo si impossessa di edoardo albinati e inizia un blocco di pseudo pippone sul senso della vita e dei rapporti, martoriato stilisticamente (il pippone) da raffiche di punti interrogativi e domande retoriche. l'impressione è che sulla scia dello strega sia iniziata l'apertura dei cassetti. di fatto, il trentasettenne eraldo detto erri (giuro) e la fin troppo bella clementina che lui nel corso del primo amplesso chiama clem, tipo un nuovo gestore di telefonia mobile (da mollarlo su due piedi, non fossero i piedi sdraiati nel letto) vivono una storia che prima o poi nella vita appartiene in qualche modo a tutti, ma che qui riesce ad avere ugualmente suppergiù l'interesse di un'ablazione del tartaro. coinvolgimenti personali o no. tanto che quando verso la fine albinati ci dice che il loro battello «avanza a fatica tra i marosi», un lapsus mi ha fatto leggere tra i maroni. e mi fermo qui. due stelle e mezzo
Alla fine l’ho letto anch’io. Chissà poi perché. Forse avevo bisogno di evasione, nel mezzo di altre letture più impegnative, o forse chissà, in fondo, speravo di trovarci qualche interessante spunto di riflessione. Dunque vediamo: Albinati affronta il tema, come da titolo, si pone delle domande sull’adulterio. Cos’è, perché succede, a chi succede. Perché, soprattutto. Allo scopo di sviscerare il tema esamina un case-study costruito a tavolino. Con tutti gli stereotipi del caso. Il risultato? A mio avviso, deludente. Questi due personaggi di plastica (lui insignificante - non mi viene in mente nemmeno un aggettivo per definirlo, tranne “peloso” - lei algida come un merluzzo surgelato) non mi hanno proprio coinvolto, il tentativo di scavo psicologico è direi, a dir poco, maldestro. E nonostante la scenografia di isola mediterranea mozzafiato, nonostante il presunto ardore e la presunta felicità che dovevano appartenere a questa parentesi espunta dalla realtà, in questa storia non ci ho trovato nemmeno un po’ di amore, di passione, di poesia - ma nemmeno di leggerezza. Ecco, mi è venuta in mente questa: http://www.youtube.com/watch?v=T1LSI8... (che non se la merita nemmeno Albinati una citazione musicale così)
Ma quando ami chissenefrega dell’isola dorata con il mare verde smeraldo trasparente come una lastra di cristallo, e chissenefrega del ristorante con la terrazza a precipizio sulla falesia, della cartolina perfetta, quello è solo il contorno che ha bisogno una coppia collaudata e annoiata che cerca la felicità fuori da sé, l’isola perfetta te la puoi inventare anche in una camera d’albergo di serie b, o nella pizzeria gestita da marocchini esauriti, ci vuole solo più immaginazione e passione, forse. Tant’è che usciti dalla bolla dorata dell’isola nei due adulteri cominciano ad insinuarsi i dubbi, a rimettere tutto in discussione, perché la loro storia manca di un sostrato più profondo. La location seppur banalmente scontata è però funzionale ad Albinati per dare decoro narrativo alla sua storia.
Rimane il dubbio su dove sia questa felicità o questa infelicità: dentro il matrimonio o fuori da esso, o forse è semplicemente sostanziale alla natura umana (l'infelicità). O ancora una felicità segreta che non si può esibire o raccontare se non a coloro che la stanno vivendo è una felicità amputata di qualcosa?
Fatte queste considerazioni devo dire che il libro è scritto benino, si fa leggere e cerca un poco di scendere sotto la superficie della situazione ma rimane qualcosa di abbastanza freddo, a mio parere, pur contenendo alcune riflessioni interessanti che possono avere anche un valore universale sulla fenomenologia di un potenziale adulterio, con tutte le contraddizioni che queste situazioni comportano. Banale, come già detto, per la location edulcorata e soprattutto nel personaggio femminile così fisicamente privo di imperfezioni da far credere che l’amore sia sempre solo retaggio di chi è bello, banale perché un adulterio dal di fuori lo è sempre, tranne per chi lo sta vivendo.
Mentre leggevo più che seguire i due adulteri mi interessava soprattutto cercare di localizzare geograficamente l’arcipelago dove si consuma l'adulterio, credo di averlo identificato nelle isole ponziane. Forse che Albinati non è romano?
Iniziato con gusto, più per l'ambientazione e lo stile che per la storia, l'ho parzialmente abbandonato per noia, ma poi finito con un discreto interesse: in fondo è un racconto un po' proustiano, si amano le cose finché non si hanno, per poi abbandonarle per lasciare il gusto del rimpianto. Oppure è banalmente un sogno d'evasione
Adulterio. Il tema, si sa, attira. L'infinità di libri scritti sull'argomento ne è la dimostrazione evidente. E questo di Albinati attira pure perché è breve e si legge in un soffio.
Un uomo e una donna, amanti da poco, trascorrono un fine settimana su un'isola. E' il primo viaggio soli. E' un viaggio pieno di aspettative importanti, di passione trattenuta e di desiderio crescente. Arrivati sull'isola però, tra i due si instaura un'atmosfera fredda e tesa: silenzi importanti, attenzione a dettagli normalmente trascurabili in queste situazioni quali il colore del mare, i panorami, ristoranti, camera d'albergo. Dove sono l'abbandono, la passione, il desiderio che immagino dovrebbero caratterizzare questa situazione? Sono sostituiti da tante riflessioni personali ("cosa ci attrae in una persona sconosciuta?" E' pensabile farsi una domanda del genere durante un incontro sentimentale?).
Lui inizialmente sembra più interessato al sesso, lei alla relazione (notevole fantasia e originalità...). Ma:
"Ritrovandosi insieme in quella antiquata camera d’albergo, si erano accorti di aver raggiunto il punto di non ritorno, pensierosi e inquieti all’idea di varcarlo. Prima Erri poi Clementina poi per qualche istante insieme, spingevano lo sguardo oltre immaginando cosa sarebbe accaduto delle loro vite se si fossero sul serio innamorati."
Un paio di giorni insieme, sufficienti per far pensare a lui di lasciare tutto per la sua nuova lei e a lei di non voler lasciare ciò che già ha per paura che tutto col tempo si deteriori.
"Cominceremmo a conoscerci davvero, a capirci, magari amarci, o forse annoiarci e detestarci. Non voglio scervellarmi a inventare altre bugie per vederti. La verità non è necessaria, però l’inganno è stupido. Sono sicura che finirei per abituarmi e per crederci, cioè, credere di avere detto la verità. Non sono ancora abbastanza vecchia per avere una doppia vita."
(chissà perché per Albinati si può avere una doppia vita solo dopo una certa età)
Difficile descrivere un fine settimana tra due amanti più incoerente e irreale di quello rappresentato. Meditazioni filosofiche (ma quando mai?) di ciascuno in autonomia. Dialoghi risicati. Complicità zero. Senso di solitudine. Atmosfera romantica minimale. Tensione. Pianti liberatori. Voglia di scappare. Mah...
Può essere che sia questo libro, incoerente, irreale, poco coinvolgente, diciamo pure un po' banale e con italiano discutibile, che faccia pensare? O è invece semplicemente l'argomento, che ci fa arrovellare? Io propendo per la seconda!
Parliamo del libro, non del tema. Che per me vale tra le due e le tre stelle. Facciamo due, dai.
Esta novela breve nos narra la historia de un adulterio cualquiera, uno con todos los patrones, tratando de aproximarse al lector y convertir esta situación en algo cercano y sin tapujos. El libro se centra en los pensamientos inmediatos de los protagonistas, sin abarcar a penas los dilemas morales que le serían propios. Así pues, me he quedado a años luz de conectar con los personajes y esperaba, dada la temática, bastante más profundidad. El libro es muy corto, por lo que tampoco se le puede pedir mucho a la trama, sin embargo, la pluma del autor aunque me ha gustado no me ha maravillado. Estéticamente creo que es más pretenciosa que bonita, en especial en la primera parte. Quizá en este aspecto sí estoy siendo más exigente, ya que tenía ganas de conocer al autor por todas las buenas críticas que he leído de sus libros.
“Abbiamo riscosso un credito, io non sapevo nemmeno di averlo, ma ora è stato pagato. Sono stati due notti e due giorni bellissimi. Ma non credo che si ripeteranno.”
Un adulterio, il romanzo di Albinati, che vede protagonisti Erri e Clementina, mette al centro della storia il desiderio e la passione. Quello che Erri e Clementina vivono è solo il bisogno di perdersi l'uno nell'altro per un weekend lontano da tutti, da un matrimonio e da una famiglia. Un adulterio consumato in un weekend caratterizzato da giorni bellissimi che non si ripeteranno perché l'amore ha bisogno di legami, vincoli, progetti per durare ed essere preservato.
“El deseo, ardiente, de perderse. Exactamente lo contrario de la estabilidad. Clementina detestaba, tanto en lo más profundo de su corazón como en la superficie a la que todos accedían, la tranquilidad y el orden, pero más que nada la normalidad.”
No tiene hilo de historia, no se saben los por qué, cómo y cuándo de ninguna situación, no resuelve nada, no causa nada, es solo una paja mental del autor.
Esperaba mucho más de una novela que se queda en algo superficial. Me hubiera gustado que profundizara en el tema que da título a la novela http://entremontonesdelibros.blogspot...
Aunque es muy corta, he pensado en abandonarla un par de veces. No lo he hecho porque describe algunas escenas de una forma tan lírica y vivida que he creído que merecía la pena terminarla. Está claro que el autor sabe escribir y muy bien. Aún así, la novela me ha parecido superficial, no por el tema en sí, sino porque aborda una aventura extraconyugal desde una visión un tanto irreal por infantil. Aún así, contiene algunas reflexiones interesantes.
Ein Buch, wie eine Affäre selbst: Auf ein paar knappen Seiten durchlebt man sprachlich die Phasen der Erregung, Unsicherheit, Übersättigung, Langeweile, Unsicherheit und wieder zurück. Am besten in einem Rutsch durchlesen und durchleben.
Mit seinem 1300 Seiten dicken Roman "Die katholische Schule" hat Albinati in seinem Heimatland Italien einen echten Hit gelandet, Preise hat er dafür bekommen, viel Lob. Das Buch steht bei mir ungelesen rum, bisher. Tausendreihundertseiten sind der einzige Grund für meine Ignoranz, aber ich werde es schon noch lesen. Man kann aber gut verstehen, dass Albinati nach diesem Mammutwerk seine nächste Erzählung kürzer halten wollte. Und so ist "Ein Ehebruch" entstanden – eine Geschichte von zwei Menschen, beide verheiratet, er Vater von zwei Kindern, sie Mutter von einem Kind, belügen ihre*n jeweilige*n Partner*in seit etwa drei Wochen. So lange dauert die Affäre, die mit Beginn dieses sehr kleinen Büchleins, ihren Höhepunkt auf einem knapp 3-tägigen Kurzurlaub findet.
Die Bewertungen des Originals gehen hier selten über 2 Sterne hinaus. Auch im Spiegel wurde das Buch bei seiner Erscheinung 2019 besprochen: Zu schwülstig, zu umkonkret, nicht mutig genug usw. heißt es dort.
Meine Lesart dieser Geschichte: Wir Lesenden erfahren von dieser Affäre und davon, dass diese (wie vermutlich ein Großteil solcher Affären) aus bloßer Lust auf Rausch entwachsen. Natürlich immer im Kontrast zu dem, was man hat. Und weil man genau das nicht mehr hat, verliert man sich nur zu gern in dem, was die Affäre verspricht. Und den beiden Hauptfiguren dabei zuzusehen, wie sie alles das genießen, ist schön. Das diese Geschichte dann doch "mutig" endet, ohne ein großes Drama heraufzubeschwören, das man den Italiener*innen klischeemäßig auch nachsagen könnte, macht diese Geschichte für mich gut.
Sie ist kurzweilig (122 Seiten), entschlossen und versorgt uns in leichten Dosen mit den Inhalten und Kontexten, die wir brauchen. Ich mochte die weibliche Hauptfigur etwas mehr als den Mann. Nicht zuletzt teilt sie am Ende des Buches auch die klügeren Gedanken mit uns (und glücklicherweise auch mit dem Mann). Aus ein paar Kritiken habe ich mitgenommen, dass mehr Tiefgang wünschenswert gewesen wäre. Aber vielleicht sagt das mehr über die Sehnsüchte der Kritikschreibenden aus, als über den Autor. Der wollte vermutlich nur die Geschichte einer (kurzen) Affäre mit uns teilen. Und ich finde: Wir müssen nicht immer alles durchpsychologisieren oder durchpsychologisiert bekommen. Der Mangel an Tiefe, macht die beiden Figuren nicht oberflächlich, sondern die Affären, die wie diese zuhauf gelebt werden.
Und wenn Tiefgang zu 1300 Seiten führen, dann naja, würde ich aktuell lieber noch mal 122 lesen.
Due amanti e l’amore, quello assoluto con la passione travolgente concentrati nello spazio di un fine settimana, 48 ore per vivere la storia di una vita. Erri e Clem (Eraldo e Clementina) si sono conosciuti da poche settimane e già vogliono concedersi due giorni tutti per loro, senza sensi di colpa che entrambi hanno famiglia, coniuge, figli. Scelgono un’isola del mediterraneo a un’ora di aliscafo dalla terraferma ma è come essere in un atollo del pacifico, poi è il mese di settembre e i turisti ormai latitano. Il primo giorno è puro idillio e amore, sulla barca, sulla caletta isolata, in mare e ancora la notte senza freni… poi già il secondo giorno qualcosa si guasta, la spiaggia non è più la stessa, ci sono le prime incomprensioni, il fantastico abbraccio del primo giorno diventa un fastidio il secondo, la notte è arida e ognuno si gira nel letto dalla sua parte, il dirsi addio il mattino dopo all’attracco del traghetto è quasi una liberazione. Albinati scava nei meccanismi della relazione dei due amanti, racconta con pathos e precisione questo amore assoluto, che proprio perché è tale non può durare, troppo bruciante, invasivo, totale. Clem sente che non apparterrà mai a nessuno, Erri vive nell’incertezza, lei è la prima a rendersi conto che non hanno un futuro insieme, lui stenta a rassegnarsi ma è il primo a dire non lasciarmi segni addosso pensando alla moglie. Clem è più disinvolta nel mentire al marito, Erri sente la gelosia di lei a letto con un altro tra poche ore. Resterà per entrambi un credito riscosso in due giorni da spendere con la fantasia e i ricordi sperando che non diventi solo un “quanto abbiamo scopato”. Centoventi pagine che si leggono in un soffio ed è un pregio, perché più lungo sarebbe stato quasi insopportabile. Sarà che non è certo un soggetto originale, inflazionato nel cinema come nella letteratura, ma non mi ha convinto più di tanto. Tre stelle.
Nel titolo c'è tutto. L'articolo indeterminato e il soggetto. Non "adulterio", netto, secco. Non "l'adulterio", uno specifico fra tanti. Ma "un adulterio", uno fra tanti. Questo però non significa che non parli di una passione fulminante, bruciante, ardente e consumata con picchi probabilmente inarrivabili nel futuro di quella stessa coppia e di quelle stesse persone, picchi che rendono inutile il proseguire della storia stessa oltre il weekend raccontato nel romanzo. Il tono del racconto può sembrare freddo. In realtà a me pare più che freddo, analitico. Disseziona un adulterio, un fuoco che arde clandestino e si consuma quasi indipendentemente dai suoi protagonisti. Colpisce la mancanza di "relazione" fra lei e lui, ossia di scambio, di dialogo, di costruzione e distruzione, di dialettica, di difetti e imperfezioni, di qualcosa che accade nella realtà e non solo nella dimensione personale, mentale, onirica di ciascuno dei due. Avrebbe potuto non dare nomi ai protagonisti ma chiamarli solo lui e lei, sarebbe stato lo stesso. Erri e Clem in quei due giorni incarnano solamente gli archetipi di un lui e una lei che si amano, di un amore passionale che è quasi l'amore passionale per antonomasia e che quindi non ha nulla di particolare, di personale, financo di imperfetto e quindi reale.
Η «Ιστορία μιας μοιχείας» του Εντοαρντο Αλμπινατι ήρθε στα χέρια μου αφού διαλέχτηκε ως ένα από τα βιβλία για τη λεσχη που ήμουν δεύτερη συντονίστρια. Δεν το ήξερα, δεν το είχα ακούσει ποτέ, κι έτσι ήταν μια ευχάριστη αλλαγή.
Είναι η ιστορία του Έρρι και της Κλεμεντίνας, δυο ανθρώπων που δε γνωρίζονται κι όμως φεύγουν από τα πάντα και εγκλωβίζονται σε ένα νησί και κλείνουν ραντεβού «μοιχείας» μακρυά από έναν κόσμο που τους κατατρώει- κι ύστερα παραμένουν ξένοι κι άγνωστοι μέσα σε τόσους αγνώστους.
Δεν ξέρω εάν είναι το ότι δεν μου αντιστοιχεί ή απλά το ότι είναι αδιάφορο, όμως το βρήκα αν και μικρό αρκετά βαρετό και αδιάφορο. Φυσικά και έχει καλά στοιχεία, οι περιγραφές είναι αισθησιακές και απλές ταυτόχρονα και οι εικόνες που δίνει ο τρόπος γραφής είναι σα στιγμιότυπα από φωτογραφίες.
Όμως, ο συγγραφέας με την κλασική μισό -φιλοσοφική γραφή του που αναλύει τους χαρακτήρες τόσο όσο να τους αφήσει στην επιφάνεια, δε προσφέρει πολλά στην ιστορία. Αυτός ίσως είναι κι ο σκοπός, μια ιστορία φλατ, που δεν επιλύει τίποτα στις ζωές των πρωταγωνιστών, δεν προκαλεί τίποτα μόνο παραμένει ψυχρή και επιφανειακή, και ίσως κάποιες φορές επώδυνη.
Ποτέ δε θα πω «μην το διαβάσετε». Κάθε βιβλίο είναι διαφορετικό στα χέρια άλλου αναγνώστη. Προσωπικά όμως το βρήκα αδιάφορο.
Erri und Clementina sind verheiratet, aber nicht miteinander. Nach einer Handvoll gemeinsamer Stunden verbringen sie auf einer italienischen Insel ein heimliches Wochenende.
Wer jetzt gähnt, dem entgeht eine von Premio-Strega-Preisträger Edoardo Albanati ("Die Katholische Schule") knapp & elegant erzählte, federleichte Sommer-Erzählung um die Themen Lust & Begehren, Reue & Schuld, oder etwas konkreter, um Fragen wie: Was mache ich hier eigentlich? Und was soll das alles..?
Diese hintergründige Reflexion der eigenen Verfaßtheit während des Verbotenen macht die schmale Erzählung zum intelligenten Lesevergügen, die auch sehr gut übersetzt ist. "Ein Ehebruch" ist frisch, perlend, sexy; gute Unterhaltung im besten Sinne: Empfehlung.-
Il fatto che il suo autore sia titolare di un Premio Strega e che la copertina sia moderatamente sexy non evita che quello appena finito di leggere sia un libro assurdo e incongruo rispetto al tema scelto. Con l'aggravante di una scrittura discutibile talora per lessico e sintassi, ma più spesso per l'ingiustificata indifferenza a tempi e modi verbali: fatica e irritazione sono le emozioni che sfiniscono e restano. Di quelle dell'adulterio, invece, nessuna notizia.
Storia lieve e romantica, priva di facili conclusioni o cinismi, ma anche di vette degne di nota. Ho apprezzato la concentrazione nel tempo e nello spazio, che garantisce densità. Quanto alla scrittura sono amante della voce di Albinati, anche se a tratti trovo che il suo sguardo, come da tradizionale posa maschile, indugi eccessivamente sul corpo femminile. Consigliato per un pomeriggio o una serata libera, da leggere d’un fiato, per evadere o distrarsi.
“tuvieron casi al unísono la sensación acuciante y angustiosa de una felicidad absoluta. Se sintieron cercados”.
“si en el fondo la finalidad de todo dolor es evitar que volvamos a cometer los mismos errores, ¿de qué nos protegen los celos?”
“Durante estas noches agitadas, sucede que en cuanto uno logra conciliar el sueño el otro se despierta. Por eso, cuando al día siguiente los dos afirman desolados «no he pegado ojo en toda la noche», ninguno se lo cree”.
Ένα βιβλίο για μια σχέση ανάμεσα σε μια γυναικα και έναν άντρα που ενώ είναι παντρεμένοι αποφασίζουν να περάσουν μαζί τις διακοπές τους. Κυλάει εύκολα, μικρό σε έκταση και με τέλος όπως κάθε παράνομης σχέσης. Στα θετικά η ωραία γραφή.
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Ci vuole "fantasia ed immaginazione" (cit.) per spacciare un paio di capitoli come se fossero un libro completo. O forse basta un po' di faccia tosta...
Storia breve, sicuramente molto coinvolgente per chi nella sua vita ha vissuto una realtà come quella raccontata nel libro, sicuramente non lascia indifferente il lettore.