Orientarsi nello spazio, percepire un oggetto attraverso la sua forma, minimizzare gli spostamenti: sono abilità geometriche che tutti usiamo nel quotidiano. Platone faceva entrare nell’Accademia solo chi aveva dimestichezza con la geometria, una scienza che richiama questioni filosofiche ma che dà anche concreta risposta a tanti quesiti tecnologici. Dalla linea retta agli spazi che si curvano, i teoremi della geometria ci aiutano da sempre a rendere facile il difficile. Ma in che modo la mente umana esplora la forma delle cose? Un viaggio che da Euclide e dalla geometria elementare giunge a Bernhard Riemann e alle teorie contemporanee, che forniscono alla fisica gli strumenti per capire l’universo e tentare di formulare una “Teoria del Tutto”.
Immagino sia difficile scrivere un libro del genere. È divulgativo, ma non vuol essere generico, perché entra nella materia con formule e teoremi, pur non essendo certo un manuale. Qui la comprensione dipende molto dalle proprie conoscenze pregresse: gli argomenti a volte sono solo accennati, altre volte spiegati sì, ma grandi linee, di modo che si capiscono davvero solo se già studiati da altre fonti. Quindi alcune cose mi erano note, altre le ho intuite ma non davvero capite fino in fondo. E va bene così, quello che si vuol dare qui, credo, è la sensazione dell'avanzamento della ricerca in geometria, e come si lega ad altre branche della matematica e della fisica teorica.
La parte che mi è piaciuta di più è l'ultima, dove si affrontano temi che conoscevo quasi solo per sentito dire e che ora almeno so di non conoscere. Ho trovato affascinante la connessione tra teoria de gruppi (e quindi l'algebra) e la geometria, e ho quindi finalmente scorto il motivo per cui si studia la topologia. Il collegamento con la relatività speciale poi è affascinante.
Una piccola finestra su un mondo sconfinato e complesso che mai conoscerò davvero, perché bisognerebbe studiare per anni. Dà quasi le vertigini rendersi conto della profondità concettuale a cui non arriveremo mai noi che abbiamo preso altre strade. Eppure ho sicuramente aumentato la mia limitatissima conoscenza sul tema, con gran soddisfazione.
L'autore si sforza di segnalare sempre il contributo dei matematici italiani alla ricerca scientifica, come a dire che è più vicina a noi di quanto pensiamo. Però non posso fare a meno di notare che più il racconto si avvicina alla contemporaneità, e più si diradano questi nomi, ed è un po' triste.
Un libro da leggere se si conosce la geometria a livello universitario (solo così si apprezza appieno) e godibile, ma spesso non pienamente comprensibile, per persone come me che un po' di matematica l'hanno studiata all'università e sono rimasti con la curiosità. Non sono sicuro invece che una formazione da liceo scientifico basti a godersi la lettura, ma magari basta saltare qualche pezzo più ostico.
La matematica è bella in un senso speciale che è solo suo e non è condiviso da nient'altro, ed è sempre un gran piacere ritornarci, nonostante la fatica che costa.