Milano, anni Novanta Un'avventura di Lazzaro Santandrea
Lazzaro Santandrea, detective metropolitano, perdigiorno professionista, a trentatré anni rimane folgorato dalla constatazione che tutti i giusti, da Gesù Cristo a John Belushi, sono morti alla sua età. Nella Milano noir di fine millennio, Lazzaro è un profano che lotta contro il sacro pur subendone il fascino. Un giorno gli appare la Madonna, il che lo stupisce molto, perché di solito la Signora si presenta alle pastorelle ignoranti. Da questo incontro nasce una serie di eventi fra il tragico e il grottesco che conducono il nostro eroe, con qualche macchia ma senza paura, a fronteggiare baci di Giuda, personalissime vie crucis, miracoli, efferati delitti. Perché*, se è vero che Gesù Cristo morendo ha pagato per tutti noi, chi alla fine dell'Ultima Cena ha dimenticato di saldare il conto?
Andrea G. Pinketts nasce a Milano nel 1961 sotto il segno del leone ascendente ariete, sin da piccolo dimostra una pertinace tendenza all'insubordinazione e alle armi da fuoco, specialmente a quelle puntate contro di lui. Studi irregolari, espulsione dal liceo linguistico per avere mal-menato il preside disossandolo. A 17 anni dà prova di resistenza nella giungla urbana quando, essendo rimasto chiuso all'interno di un cinema periferico a causa di un colpo di sonno indotto da una bottiglia di whiskey tracannata durante la proiezione di "Tre contro tutti", demolisce il portone del cinema a colpi di mannaia. Dopo dodici giorni di servizio militare evade dalla caserma dei granatieri di Orvieto e, per evitare spiacevoli conseguenze, si finge psicopatico. Tra le sue attività annoveriamo: fotomodello, cacciatore di dote, istruttore di arti marziali, giornalista investigativo (premio "Una Remington per la strada" 1991). Le sue inchieste sul settimanale "Esquire" lo hanno visto di volta in volta sviluppare l'arte del trasformismo diventando negro, barbone, viado, satanista, pornodivo col nickname di "Udo Kuoio il re della frusta". Ha sempre avuto una passione sfrenata per le cattive compagnie, la letteratura, i bar equivoci, i sigari e le donne. Non necessariamente in questo ordine.
Semplicemente una noia. Una scrittura ripiegata su se stessa. Contorto e a volte dissociato. Battute che neanche nel peggior Zelig troverebbero consenso. Una storia inesistente che prosegue a stento. Leggerlo? Meglio dedicarsi a scrittori veri e non a millanti artisti poveri d’arte e di tecnica.
Al solito il personaggio e la scrittura sono geniali. Fin dopo la metà avrai dato un giudizio molto più alto, ma verso la fine l'ho trovato meno brillante
On peut être un vitellone confirmé, un ivrogne invétéré, un séducteur patenté, et pourtant faire partie des rares élus choisis par la Vierge pour leur apparaître.
Lazare Santandrea en est un bon exemple.
Bien sûr, quand la Madone se présente devant lui, il est ivre mort sur le banc d'un square, mais quand même.
Il suffit d'un journaliste doté d'imagination et d'un petit miracle pour que le visionnaire devienne une star des médias.
Pourtant ce n'est pas le chemin du paradis, plutôt la route pour l'enfer.
On retrouve dans ce roman le décor et les personnages habituels de Pinketts : Lazare, sa famille, son chien, son ami Pogo le juste et les autres.
La Madone assassine confirme le génie iconoclaste de l'auteur qui exorcise avec bric les maux de la société qu'il met en scène.