Il corpo delle donne spesso va poco oltre le gambe, ed è da sempre oggetto dello sguardo. Di chi cerca il piacere, la condanna, il dominio, il controllo. Perché quello di una donna non è mai un semplice corpo, bensì un coacervo di simboli, dogmi sociali o culturali rispondenti a un modello inesistente. È tempo di sfatare i miti, abbattere le differenze di genere e restituire dignità a quel corpo fatto di carne, sì, ma anche di mente, cuore, aspettative e desideri. In Post pink, nove autrici fra le più influenti e incisive della scena fumettistica italiana sono state chiamate a sfidare se stesse e le altre donne sul ring della lotta femminista. Senza esclusione di colpi.
Plauso alle intenzioni: ho apprezzato l'opportunità di conoscere 9 fumettiste/illustratrici italiane e che ogni storia intendesse scandagliare un aspetto o una sfida della femminilità contemporanea; la varietà di stili e linguaggi, grafici e non, ha reso l'esperienza di lettura estremamente agile; Sedda, la curatrice dell'edizione, ha fatto un lavoro eccellente, soprattutto nelle brevi introduzioni ai singoli capitoli (a volte necessarie per dare una chiave di lettura efficace al seguente racconto); il fil rouge (le varie parti del corpo femminile usate come metafora di condizioni sociali, ad esempio gli occhi intesi come sguardo femminile e pregiudizio, oppure la bocca sineddoche di parola, testimonianza, voce) conferisce coerenza alla raccolta, senza essere troppo invasiva.
Purtroppo, la resa non è pienamente all'altezza del progetto.
Ogni racconto sono 10 pagine esatte: in così poco spazio, ho preferito le autrici che cercano di creare un’impressione, di suscitare una sensazione, rispetto a quelle che decidono di raccontare una storia, che, necessariamente, risulta didascalica. Tuttavia, la maggior parte delle narrazioni ha un impatto limitato, irrisorio dal mio punto di vista: mi sembra che la potenzialità dell'idea generale sia stata un po' sprecata; in più, scomodare l’etichetta “femminismo” forse è un po’ un'esagerazione, il tono è sempre molto blando, alla Freeda. Ci tengo a sottolineare, però, che diversi racconti sono, graficamente, splendidi e sperimentali, finalmente: giocano con l'astrazione in maniera intelligente, mettendo a loro servizio i canoni classici del fumetto.
Uno spunto, un primo approccio, leggero ma non troppo al femminismo e alle sue tematiche. Post Pink è scoperta: non solo del Femminismo, ma di nove bravissime autrici, con stili, di scrittura e di disegno, molto diversi tra loro. Nove mini-storie, per riflettere e ragionare sul corpo, il sesso, l'amore, i diritti, la parità. A fine volume, una bibliografia ricca di ulteriori fonti per scoprire il Femminismo. Il risultato è un volume prezioso, ricco di contenuti validi ed esteticamente appagante.
Il cambiamento è inevitabile. Può essere veloce e impiegare pochi istanti. O più lento, richiedere mesi, anni, una vita intera. Alcune cellule muoiono, altre invece si formano. Accade di continuo e noi cambiamo assieme ai corpi che abitiamo. Siamo in questi centimetri, una misura fatta di storie scritte nella carne, nelle ossa e nel sangue. Ma il cambiamento è vitale, i centimetri trovano il loro spazio, il corpo segue, la paura passa quando siamo libere di decidere quali centimetri plasmeranno i nostri corpi.
9 fumettiste, 9 stili diversi, 9 racconti di donne. Di corpi che cambiano, sesso, stupro, passione, frustrazione e ribellione. I fumetti sono probabilmente troppo brevi - 10 pagine ognuno, che spesso non sono sufficienti a creare qualcosa che sia più di una sensazione - ed è un peccato, ma le introduzioni di Elisabetta Sedda riempiono i vuoti e creano una continuità piacevooe e particolarmente incisiva. Forse non memorabile, però è un gran bel progetto, soprattutto per chi si sta approcciando al mondo del femmisismo
Era da un po sulla wishlist e finalmente ho avuto l’occasione di leggerlo. Bella l’idea di mettere insieme 9 donne disegnatrici di fumetti con un tema comune: noi. Interessante la prima striscia sul corpo che cambia e quella sullo stupro. Super consigliato per una lettura leggera, ma non troppo!
Ho letto questa graphic novel subito dopo ‘Bastava chiedere!’ e forse non è stato un bene. Non sono infatti riuscita ad apprezzarla a pieno. Si tratta di una serie di strisce disegnate da autrici diverse su argomenti diversi legati sempre al tema del femminismo. Usano quasi tutte uno stile un po’ visionario ed è questo aspetto che non mi ha fatto apprezzare a pieno l’opera. Nella maggior parte delle strisce infatti non avrei capito il messaggio trasmesso se non ci fosse stata l’introduzione iniziale.
Interessante come progetto, ovvero una raccolta di voci femminili sugli stereotipi riguardante la condizione della donna, ma alcune storie non mi sono piaciute, sia perché non mi hanno trasmesso un granché - troppo generaliste -, sia perché alcuni dei fumetti proprio non mi sono piaciuti come tratto e disegno. La parte più interessante è l'introduzione a ciascuno dei fumetti che spiega il fumetto stesso. Mi sono piaciuti molto "Centimetri" e "La bocca", per questo non lo boccio in toto.
Uno dei migliori fumetti femministi che ho letto. Ho dato 4* perché due dei contributi non li ho capiti ed apprezzati, ma il resto merita tantissimo. Straconsigliata questa antologia 💓
Tanti modi diversi di dire donna e corpo ‘Post Pink’ è una rivelazione, una voce che grida alla militanza femminile e femminista. È la volontà di creare una coscienza collettiva femminile Nove racconti a fumetti, irriverenti, coraggiosi, assolutamente diretti e (proprio per questo) incredibilmente belli su cosa significa abitare un corpo di donna Ogni autrice sonda diversi universi che, in quanto donne, ci riguardano. Perché quello della donna non è mai un semplice corpo. Quello femminile è un corpo esposto al giudizio, piegato ai canoni estetici, oggettualizzato Ma in ‘Post Pink’ si sfatano i miti, si abbattono le barriere delle differenze di genere e ci si riappropria di quello stesso corpo, che ci appartiene in tutto e per tutto Siamo noi a scegliere come usarlo e come deve essere inteso dagli altri, non il contrario
"Una volta in Nigeria mi sono sentita chiedere se non avevo paura di intimidire gli uomini. Non era un mio timore, anzi non ci avevo mai pensato, perché un uomo intimidito da me è esattamente il tipo di uomo che non mi interessa."
Quite a nice surprise! I found this book by chance browsing through a bookstore in Italy :) The illustrators, editors, and authors cited in this book are all women. Women who defy stereotypes and are not afraid of making people feel uncomfortable for the right reasons.
Eh niente, i fumetti o graphic novels (chiamatele come vi pare) italiane proprio non me gustano. disegni alquanto orribili, struttura dei testi incomprensibile. Solo il messaggio di ogni episodio valeva, ma non ci siamo.
Ma anche no: a distanza di pochi giorni ho già dimenticato quello che ho letto. Storie brevissime, alcune disegnate davvero bene, ma non mi hanno lasciato niente
Molti dei fumetti sono troppo cerebrali per essere apprezzati da un largo pubblico. Fortunatamente, la curatrice Sedda ha fornito una chiave di lettura dei racconti disegnati, altrimenti sarebbe stato davvero difficile comprenderli. Ce ne sono alcuni che sono seriamente poco a fuoco, tutt’altro che incisivi; altri ipersessualizzati, urtanti.
Da donna, mi son sentita rappresentata solo da alcune fumettiste (come Menetti, Rocchi, Pavan), pur essendo stati toccati diversi temi della femminilità. Forse l’intento militante ha esagerato volutamente certi aspetti.
Va bene sostenere la causa femminista, ma altrettanto utile sarebbe renderla fruibile usando la sensibilità e la delicatezza che ci contraddistinguono come genere.
Non l'ho trovato particolarmente interessante. Un paio di racconti non li ho capiti, ma questo è probabilmente dovuto ad un mio limite. I vari capitoli rappresentano riflessioni su vari aspetti del femminismo, con focus sulla sessualità in varie forme —desiderio, conoscenza del proprio corpo, stupro, amore, giudizi, misure. L'idea era interessante, ma nel complesso il libro non mi è piaciuto granché. Non mi ha detto molto. Ho trovato particolarmente belli "Centimetri" di Sara Menetti, "Un fatto privato" di Alice Milani e "Piezz'e'core" di La Tram.
Una antologia estremamente interessante che racchiude varie tematiche femministe e pone problematiche, spesso, anche sconosciute. Utile per chi si approccia verso i primi passi di una conoscenza femminista che scardina i cliché. Essendo una antologia viene data voce a diverse donne e stili di disegno e storytelling spesso anche opposte fra loro ma che mantengono un fil rouge comune: quello di parlare al mondo delle donne, di raccontare le loro storie e dare voce a chi, ancora, una voce spesso non la può avere.
ho molto apprezzato questo libro: presenta un gruppo di autrici che trattano aspetti della stessa macrotematica, l'esperienza di vita di una donna. i racconti sono intrecciati da un filo conduttore tracciato dalla curatrice della antologia, che aggiungono al tutto e rendono il volume ancora più piacevole e interessante da leggere. libro consigliato, specialmente se come introduzione all'ambito femminista o al fumetto in generale!
Nella prefazione a Post Pink – Antologia di fumetto femminista, Michela Murgia scrive che “avere o non avere la possibilità di generare una narrazione di sé è la condizione più politica che c’è”.
“Il Verbo- l’idea divina di sé- si fa carne solo se si fa anche carta e passa di mano in mano come un viatico rinnovante.
Approcciare il femminismo tramite fumetto e storie brevi che fanno parlare di donne tramite i disegni di donne, per me un’idea stupenda. Lettura brevissima, ma che mi ha emozionato molto.
3.5 ottima prefazione di murgia, graficamente proprio un bel lavoro ma l'ho trovato un po' deludente per la scarsa varietà di tematiche. per quanto nove autrici per nove fumetti sicuramente non siano poche, mi sembra una selezione di storie che non spazino abbastanza, avrei incluso qualche persona in più
Un fumetto molto coraggioso scritto e disegnato da donne coraggiose che mostrano quanto la società, da millenni, sia profondamente maschilista e tenda a reprimere il ruolo delle donne e la loro libertà.
Lettura doverosa non solo per le femmine ma anche per i maschi. Le storie sono brevi, sempre introdotte da una riflessione iniziale sull'argomento. Non sempre sono riusicta a seguire la logica dei racconti in fumetti, ma il testo introduttivo di ogni capitolo mi ha portato a svariate riflessione.
Composto da racconti illuminanti è un antologia che permette di dare spazio alla voce di fumettiste con delle idee universali ma anche personali toccando sempre con delicatezza o con forza i temi di uguaglianza e di femminismo. Super consigliato!!!
Tre stelle perché accanto a bellissime storie, ci sono altre che per quanto belle sono troppo sbrigative, mi sarebbe piaciuto fossero più approfondite alcune.
Nove storie sul corpo della donna: esaltato, amato, giudicato, oppresso, odiato. Non tutte le storie sono ugualmente riuscite, ma fanno riflettere, ed è un'occasione per conoscere alcune fumettiste italiane.