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Savage

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Una donna fortunata… Ecco come mi avrebbero definita in tanti.
Ma nessuno conosceva la verità.
Ero disposta a tutto pur di scappare dalla mia gabbia dorata e dal mio aguzzino. Mio marito, il sindaco di Sacramento.
E l’ho fatto.
Sono partita per rinascere.
Ho abbandonato il mio personale inferno per approdare in un paradiso di una bellezza accecante: la giungla è diventata la mia casa, l’oceano il mio solo amico, il cielo l’unico testimone.
Eppure questi luoghi inesplorati sono tutt’altro che ospitali e celano un pericoloso segreto. Due occhi glaciali mi scrutano nella notte, un predatore affamato mi bracca senza sosta, un animale feroce mi insegue con rabbia.
Lui è la natura. La più incontaminata, lussureggiante e insidiosa natura.
Un uomo.
Una belva.
L’ennesima.
Il fato non è stato clemente con me.
Mi chiamo Ophelia e sono una sopravvissuta.
Mi chiamo Ophelia e sono ancora in pericolo.

Unknown Binding

23 people want to read

About the author

Debora C. Tepes

18 books134 followers
Debora C. Tepes è una lettrice, sognatrice e scrittrice. Ama viaggiare per il mondo e seguire nuove serie tv su Netflix. Scrive da quando è una bambina, ma solo da adolescente ha deciso di creare la sua prima storia. Ha pubblicato il suo primo romanzo "Predestined", uno young adult paranormale, nel dicembre 2014. Il 20 luglio 2015 ha auto-pubblicato su Amazon "Sono sempre stata tua", riscuotendo un enorme successo. È stata prima in classifica per due mesi diventando bestseller amazon e ha venduto più di 4000 copie in poche settimane. Dopo le richieste delle sue lettrici, ha pubblicato il sequel "Sei tu il mio paradiso". “Come fuoco sulla pelle” è il terzo volume autoconclusivo della serie Dangerous Souls a cui segue la novella “Para siempre”. Nel maggio 2018 pubblica il suo primo mafia romance “Javier”, amatissimo dalle sue lettrici che entusiaste hanno richiesto di scrivere il sequel “Cattleya”. Savage è il suo nuovo contemporary romance.
"Eternal Night" è il suo nuovo dark romance.

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Vicky Sp.
1,842 reviews131 followers
May 16, 2019
A Sacramento, in California, Ophelia vive in una prigione dorata, un inferno fatto di parole e azioni deplorevoli, le peggiori per una donna. Decide di andare via, nelle lontane isole Fiji. Durante un'escursione in barca, la tempesta la scaraventa su un'isola selvaggia. Nella giungla incontra l'aborigeno Kamlesh: il suo viso è perfetto, ma i lineamenti spigolosi e la mascella definita lo rendono allo stesso tempo selvatico, poiché ricordano quelli di un pericoloso predatore. È inquietante e arrabbiato, ma un predatore affascinante, dagli occhi magnetici. Con pazienza, riesce a comunicare con lui e si adatta alla vita sull'isola. Kamlesh diventa la sua cura, il respiro l'ossigeno, guarisce le sue ferite e da donna insicura e traumatizzata, rinasce a nuova vita, nuova esistenza. Mi è piaciuto molto leggere di come la protagonista, dopo le vicessitudini terrificanti alle quali è stata sottoposta in casa, sia riuscita ad adattarsi alla vita da naufraga, ritrovando finalmente la libertà che tanto anelava.
«Au lomani iko» ripeto, imparando a dirlo nella sua lingua
Profile Image for Benedetta Cipriano.
Author 18 books64 followers
May 14, 2019
Ho sempre amato le favole.
Le ho sempre amate perché aiutano i bambini a sentirsi meno soli prima di chiudere gli occhi e gli adulti a sperare in un lieto fine, in qualcosa che sia diverso dalla realtà.
Le favole creano magia.
Quando ho avuto l’opportunità di leggere in anteprima Savage, ho pensato che Debora C. Tepes stesse facendo un regalo ai suoi lettori e, ovviamente, anche alla sottoscritta.
Leggere questa storia è stato un po’ come tornare bambina, come quando mia nonna correva a rimboccarmi le coperte dopo un brutto incubo e con il suo tono di voce flebile iniziava a snocciolare parole, dettagli, fiabe o semplicemente magia.
Ed era facile chiudere gli occhi, era facile perdersi in un sonno profondo, lasciando che le sue parole mi accompagnassero nei sogni più belli.
Non sono più una ragazzina, ma leggere questo romanzo romantico, passionale e fiabesco, mi ha riportata indietro nel tempo.
L’autrice è riuscita a disconnettermi dalla realtà per trascinarmi come un vortice su una bellissima isola lontana da tutto, lontana dal mondo.
Il romanzo narra le vicende della bellissima Ophelia e del selvaggio Kamlesh.
Ophelia è una donna spezzata, delusa, distrutta. Una donna che non riesce più a sentire nulla, il suo è un dolore troppo grande per essere raccontato. È un peso che non si alleggerisce, ma che giorno dopo giorno rende la sua vita un inferno.
Così, come una vera combattente decide di scappare, di fuggire, lasciandosi alle spalle quel passato che ha disintegrato il suo cuore, correndo verso un futuro limpido, luminoso, nuovo.
Con il coraggio di chi trova la forza di scappare, fugge via, lontana da quell’uomo che da sempre contribuisce a rendere la sua vita terribile.
È una donna ferita, eppure la sua ferita meno evidente è quella più dolorosa, quella ferita al centro del petto, proprio lì, sul suo cuore.
Non ha paura, Ophelia. È forte, coraggiosa, impavida.
Lo è anche quando il destino decide di giocarle un brutto scherzo impedendole di arrivare a destinazione.
Lo è anche quando apre gli occhi e scopre di riuscire a vedere ancora la luce.
Anche quando il suo corpo è stremato e senza forze.
Anche quando si rialza su quell’isola lontana dal mondo e scopre di essere sola.
Sola, senza nessuno a stringerle la mano.
Ma Ophelia non si sente persa, Ophelia si rialza con la voglia di vivere, con la voglia di cambiare il suo destino, quel destino che le mette i bastoni tra le ruote, che continua a renderle la vita impossibile.
Ma la vita non può essere sempre e solo in salita. Non si può sempre e solo cadere.
Così quel fato beffardo le permetterà di incontrare lui, Kamlesh.
Con le sue iridi più fredde del ghiaccio e il suo sguardo indecifrabile.
Con il suo timore, le sue paure, la sua diffidenza.
Lui, quel selvaggio dagli occhi del colore degli oceani più cristallini, le si avvicinerà, abbattendo le sue incertezze e la proteggerà come il migliore dei cavalieri, anche se senza mantello e cavallo bianco.
Non vi racconterò ulteriori dettagli della trama. No, non lo farò. Voglio che siano i vostri occhi e il vostro cuore a perdersi tra le righe.
Voglio che vi sentiate distrutti come Ophelia e che poi troviate il coraggio di scappare.
Voglio che vi innamoriate di Kamlesh, dei suoi occhi, dei suoi modi gentili, del suo modo di comunicare il suo amore attraverso i gesti.
Perché l’amore, signori, non si dimostra solo con le parole. L’amore si dimostra con una carezza, un bacio, uno sguardo.
Ed è questo che fa Kamlesh, lui supera la barriera del linguaggio per conquistare Ophelia, per proteggerla, per cullarla durante un temporale, per farla sentire a casa, anche in un posto lontano dal mondo, in mezzo all’oceano.
Perché a volte, “casa”, non è altro che l’abbraccio di chi ti sta accanto, non è altro che il suo sorriso, il suo coraggio, la sua forza, la sua dolcezza.
Debora C. Tepes anche stavolta non fallisce nel suo obiettivo e con un romanzo di genere diverso dai precedenti, porta il lettore lontano dai dolori, lontano dalle paure, raccontandogli una favola.
Una favola dove non è un principe a salvare una principessa in fuga, ma un selvaggio dagli occhi indecifrabili e un cuore grande.
Una favola dove una donna distrutta facendo appello al suo coraggio prova a salvarsi da sola.
Ringrazio l’autrice per aver scritto questa storia permettendomi di sognare a occhi aperti.
Perché le favole sono per tutti.
Le favole permettono ai bambini di chiudere gli occhi e agli adulti di continuare a sorridere.
Cinque sfavillanti stelle.



Profile Image for Tra Le Braccia Di Un Libro.
970 reviews42 followers
May 21, 2019
RECENSIONE DI GIUSY
VOTO. 4

Salve a tutti, readers, oggi vi parlo di “Savage”, nuova opera contemporary romance autopubblicata di Debora C. Tepes.

Armatevi di gonnellino di foglie di banano e tuffiamoci insieme nell'oceano d'avventure che è questo libro. Ophelia Dawson, figlia di un pompiere morto da eroe, è una giornalista di cronaca nera, sposata con il sindaco di Sacramento, città della California in cui vive. Un tempo era una donna temeraria, sveglia e intraprendente, ma gli anni passati accanto a suo marito l'hanno ridotta a un guscio vuoto, l'ombra di se stessa. A causa sua è diventata una donna impotente, esausta e fragile. Lui si diverte a renderle la vita impossibile, impedendole di frequentare luoghi dove lei è felice e confinandola in casa. Per non parlare delle sevizie, delle aggressioni (sia fisiche che verbali) e delle umiliazioni che è costretta a sopportare…
Un bel giorno prende coraggio e decide di farla finita con quella vita, progettando la sua fuga nei minimi dettagli. Destinazione? Nadi, città situata nelle Isole Fiji. È quella la meta che ha scelto per ricominciare da zero e curare i mali che suo marito le ha causato nell'animo. Vuole ritrovare se stessa, in altre parole…
Da donna giovane e affascinante, non passa di certo inosservata agli occhi del sesso opposto e proprio lì cattura l'attenzione di una giovane guida turistica che l’accompagnerà nel tour delle isole. Avrebbe dovuto essere una donna realizzata, invece si è ridotta a essere una fuggitiva distrutta nel corpo e nell’anima. A causa di questo, l’approccio con l’altro sesso è disastroso: ha il terrore che qualsiasi uomo possa farle del male, nei confronti degli sconosciuti è scostante, timorosa e fredda. Durante un'escursione in mare, un potente ciclone scaraventa lei e la sua guida al largo, facendola finire su un’isola sperduta, che sembra disabitata. Della sua guida non c’è traccia e lei è lì, tutta sola e indifesa. Qui viene aggredita da un uomo che somiglia in tutto e per tutto a un felino…un Tarzan in piena regola, ragazzi!
Il “selvaggio" si comporta come una vera e propria bestia della giungla. È agile come un felino, vestito solo di un pezzo di tessuto che gli copre la zona intima. È giovane, con occhi grandi color acquamarina, come l'oceano che bagna quell'isola. La sua pelle è bronzea e i suoi capelli sono neri e ricci. Chi è questo selvaggio? Apparterrà forse a una delle tante tribù indigene che popolano le Isole Fiji? Poco importa chi sia… l'unica cosa da fare in quel momento è accantonare la paura e cercare di sopravvivere. Lui sembra possedere tutti i mezzi necessari per vivere su quell’isola, ma anche un istinto predatorio senza eguali. Lei arriva e sconvolge la sua quotidianità, fatta di puro istinto animalesco e solitudine, risvegliando in lui quella sessualità che non sapeva di possedere. Anche per lei, tuttavia, le cose non sono facili. Si sente attratta ed eccitata da quell'indigeno. I suoi impulsi, ormai sepolti, tornano violentemente a galla, facendole ribollire il sangue. Impareranno a convivere o lei diventerà la sua preda? Lei è una fuggitiva, non dimentichiamolo…
Suo marito riuscirà a trovarla e a riportarla nel suo inferno personale? Si sa, il passato non si dimentica facilmente e in qualsiasi momento può ritornare a rovinare la vita. STOP! Non vado oltre perché voglio che gustiate la lettura appieno, amici lettori.
Che dire di quest'opera? È senza dubbio un libro fuori dagli schemi. L'autrice accenna a una tematica forte, importante e purtroppo molto ricorrente ai giorni nostri: la violenza sulla donna! Il personaggio femminile, Ophelia, combatte per la sua vita, per chi era e per chi sarà. In casi come questo, le insicurezze e la paura sono nemiche di una donna perché le impediscono di vivere al meglio la vita. Ne è prova la sua ritrosia verso gli uomini. Ad esempio, l’uomo che le faceva da guida palesemente avrebbe soltanto voluto conoscerla. Ma nella mente di una donna che ha sopportato tanto calvario non è così, tutto appare distorto e negativo. Ciò nonostante, conoscete il detto “Non tutto il male viene per nuocere”? Ecco, credo che approdare su quell’isola sia stata la cosa migliore per lei, perché questo fa sì che emerga la voglia di tornare la donna di un tempo. Mi piace il fatto che abbia preso in mano le redini della sua esistenza. Ha passato tanto tempo nella sopportazione e avrebbe dovuto farlo prima, forse, ma la situazione non era facile: un marito molto influente, con disponibilità economiche elevate… nessuno le avrebbe creduto. Meglio tardi che mai!

Il personaggio maschile, invece, è molto singolare. Mi è piaciuto da impazzire. Ho letto tanti libri, ma non ho mai trovato un personaggio come il suo. Avevo la curiosità a mille. Sembrano quasi il primo uomo e la prima donna sulla faccia della terra, i loro incontri/scontri e i loro approcci sono qualcosa di primordiale. Quest'uomo è istinto puro. Mi hanno sempre affascinata molto le tribù e i popoli politeisti, perché vivono seguendo regole ben precise, hanno una propria cultura e non accettano la civilizzazione. Ed è proprio così che lui si comporta: non conosce depravazione o malvagità, molto sfuggente, possiede l’ingenuità tipica dei bambini, pur essendo un uomo adulto e possedendo quel non so che di virile. Ho avuto voglia di naufragare anch'io su un'isola sperduta, a patto di incontrare lui. Ma, ahimè, credo che non sarei così fortunata…
La tocca e la sfiora con una delicatezza incredibile; a volte impieghiamo anni per conoscere una persona, altre volte invece basta un momento per capirla e comprenderne cuore e anima. È proprio quello che succede a Ophelia e Kamlesh (io l’ho trovo un nome bellissimo, e voi?). Non sanno parlare la stessa lingua, non hanno la stessa cultura, ma sanno comunicare benissimo anche solo con lo sguardo. Una storia intensa e passionale, dove non manca la voglia di riscattarsi e di essere felice.

Il paesaggio e i luoghi che fanno da sfondo sono descritti benissimo, soprattutto la foresta pluviale. Sembra un piccolo paradiso terrestre ed è stato fantastico leggere di questa natura incontaminata, dove l’uomo non è riuscito a portare distruzione con le sue mani. L’autrice ha saputo cogliere e descrivere anche il più piccolo dettaglio che caratterizza quella vegetazione e leggendo sembrava quasi di coglierne i suoni.
È un'opera che potrebbe ricordare a tratti il film “Laguna Blu", ma la storia e le vicende sono tutt’altra cosa.
La scrittura è fluida e scorrevole, si ha modo di conoscere i pensieri e i sentimenti di entrambi e non solo: si ha la possibilità di conoscere tutta la storia di quel bellissimo selvaggio.
Le scene erotiche sono presenti, descritte nella maniera più passionale possibile, senza finire mai nel volgare.
Avevo già messo gli occhi su quest’autrice per via di una sua precedente duologia che mi aveva incuriosita, ma adesso sono davvero sicura di voler leggere ogni sua opera.

Spero di avervi incuriosito. Volete conoscere la loro vita sull'isola e come andrà a finire? Bene, come dico sempre io: chi leggerà, saprà!
Consigliatissimo!

http://bit.ly/2LQ0v0G
Profile Image for Valentina V. .
715 reviews
May 18, 2019
Una storia unica che ho letto tutta d'un fiato fino ad arrivare alla fine. Dire che questo romanzo mi ha ammaliato, rapito è poco. È stato come leggere una fiaba. Di quelle così intense da farti sognare, di quelle così indelebili da segnarti per sempre. Mi mancano le parole per esprimere quanto questa storia sia stata indimenticabile per me.
Profile Image for Mari Readbooks.
47 reviews2 followers
May 25, 2019
Lo amo come non ho mai amato nessuno, come non potrò mai amare nessuno.
Kamlesh è il mio polo celeste.
Kamlesh è linfa vitale.
Kamlesh è acqua, ossigeno e fuoco.
Kamlesh è la mia isola dispersa nell’oceano, è il mio universo parallelo, quello spazio di infinito abitato solo da noi e dal nostro amore.
Kamlesh è l’altra metà di me, e non posso permettere a nessuno di portarmelo via, altrimenti morirei.
Dopo tempo torno a leggere Debora 💙
Intrigata dalla trama, sono naufragata anche io insieme ad O e al suo Kamlesh sulla loro meravigliosa isola e ho vissuto insieme a loro questa incredibile avventura!! Molto bello e super consigliato 👏🏻👍🏻
Profile Image for Sara Sassatelli.
52 reviews4 followers
July 9, 2019
Consiglio la lettura di questo libro a chiunque abbia voglia di sognare, immedesimarsi e vivere in un posto direi un paradiso della natura e sentirsi parte della storia e vivere e quasi sentire le sensazioni che la scrittrice descrive talmente bene che sembrano reali...!
Un tema purtroppo sempre attuale, Debora ha saputo trattarlo molto bene.
Complimenti!
106 reviews3 followers
May 21, 2019
Ho adorato questo libro. La storia è ben scritta e appassionante. Mi sono immedesimata in Ophelia e nella sua forza interiore. Complimenti all'autrice.
Profile Image for Sonia Donelli.
2,513 reviews114 followers
June 1, 2019
http://www.esmeraldaviaggielibri.it/s...

Savage di Debora C. Tepes, un Contemporary Romance/Retelling Autopubblicato il 15 Maggio

Dopo “Javier” e “Cattleya” torna Debora C. Tepes con un nuovo imperdibile romanzo dal titolo “Savage”.

Curiose di addentrarvi nella natura incontaminata di un’isoletta sperduta delle Fiji per conoscere i nostri due protagonisti?

Sì?

Allora raffreddate l’ambiente e preparatevi a conoscere una storia fuori dal comune a metà tra una leggenda ed un incubo.

Ophelia è una giovane e donna in fuga, vista dell’esterno potrebbe sembrare perfetta, con una vita impeccabile al fianco dell’uomo simbolo di Sacramento: il sindaco Thompson.

Quando l’uomo che hai amato per anni, a cui hai dedicato la tua vita intera, eclissandoti come donna, si trasforma nel peggiore dei mostri, ti senti morire. Impotente, esausta, fragile. Annullarsi e subire sono le uniche cose che puoi fare se vuoi continuare a vivere, ma a tutto c’è un limite: o aspetti inerme che lui ti uccida o, nel cuore della notte, mentre lui non è in casa, prepari una valigia e scappi in aeroporto.

Questo è quello che accade alla nostra giovane protagonista, dopo anni di maltrattamenti e umiliazioni, dopo aver subito le peggiori sevizie e violenze psicologiche dall’uomo che doveva proteggerla, qualcosa dentro di lei si è rotto ed ha trovato il coraggio di reagire.

Scappare è l’unica soluzione, ma anche la più difficile.

Una bestia come suo marito non la fermi facilmente, non in una città nella quale riveste un ruolo influente, non quando con i soldi può comprare il silenzio di chi vuole.

Con le parole del padre, un valoroso eroe morto in un incendio, che le riecheggiano nella mente abbandona tutto e tutti, per salvarsi dalle minacce e dalla violenza di quell’uomo.

Non sei calma piatta, Ophelia. Sei uno straordinario uragano, mi sono detta mentalmente le parole che mio padre mi ripeteva da bambina quando mi sentivo triste e inappropriata. Non sono calma piatta. Sono uno straordinario uragano.

Ritornare a galla o affogare?

Le Fiji sembrano il luogo migliore per ricominciare la sua nuova vita.

Esistono dolori che non si possono sconfiggere, l’unica soluzione è combattere per renderli sopportabili. E io lo sto facendo. In ritardo forse, ma lo sto facendo. Sto combattendo per la mia vita. Sto combattendo per chi era Ophelia e per chi sarà.

Le Fiji sono un luogo di rinascita, dalla natura incontaminata, terre di belve selvagge e esseri straordinari.

Proprio in una delle sue isolette, dopo un tragico evento, si trova a dover avere a che fare con un inquietante predatore dalle origini incerte e le iridi dello stesso colore dell’acqua che bagna la riva di quell’isola.

Kamlesh, come Ophelia, ha perso tutto: approdato nella sua isola da ragazzino, non si è mai perso d’animo anzi, ha tratto forza e coraggio dagli astri e gli dei, artefici del suo destino.

È un selvaggio nei modi e nell’aspetto, di una bellezza disarmante seppur più simile ad animale che ad un essere umano.

Sembra una creatura leggendaria, un figlio della natura. Ogni elemento vive in lui: fuoco, aria, acqua e terra. Ma il suo corpo è fatto di carne e sangue, di impulsi e smanie.

Sopravvivere e proteggere sono i suoi obbiettivi.

Sopravvivere per diventare il valoroso capotribù e proteggere le cose che ama, la sua isola e la propria libertà.

Cosa comporterà l’ingresso nei suoi spazi di una nuova persona?

Di una donna!



Cari Smeraldi, ho letto tutti i libri pubblicati di Debora e in ognuno di essi ho sempre evidenziato una crescita, mentale e stilistica, più libri pubblica e più ne crea dipendenza per la passione che imprime nelle pagine di ogni romanzo ed ora eccoci a Savage…

Savage è un qualcosa di nuovo, mai letto o almeno per quanto mi riguarda qualcosa di inaspettato.

Di Debora non mi perdo mai una pubblicazione. Quando esce un suo libro, non leggo nemmeno la trama, parto direttamente dalla prima pagina e mi lascio conquistare dalla storia, capitolo dopo capitolo.

Negli anni, tra lettrice e scrittrice si instaura un rapporto di fiducia che esula da tutto, quindi anche se il romanzo avesse parlato di “Frittelle verdi al sale dell’Himalaya” io l’avrei letto e recensito a prescindere da tutto anche dal giudizio positivo o negativo.

Avrei dovuto partecipare al Review Party e mandare on line la recensione qualche giorno fa, odio deludere un’autrice ma soprattutto odio non rispettare gli impegni presi ma, una volta iniziata la lettura e percepiti i temi affrontati non me la sono sentita di affrettare il mio giudizio.

Savage è un romanzo che va assaporato, centellinato goccia dopo goccia.

Prendetevi del tempo ragazze, perché la storia è indimenticabile, i luoghi sono speciali e Debora con le sue descrizioni ci ha condotte in un luogo ai più sconosciuto ed incontaminato come incontaminato è l’animo di Kamlesh.

Kamlesh è un essere puro, incapace di esprimersi a parole ma con un semplice sguardo è capace di percepire e recepire ogni stato d’animo di Ophelia, la “sure O”.

Tra di loro le parole sono superflue, perdono il loro potere.

Kamlesh si accorge del mio disagio: non so come faccia a leggermi dentro con tanta facilità, ma ho notato più volte che possiede questo singolare dono. Lui mi comprende. Mi sente. Mi vede.

È un Dio in terra, la sua bellezza interiore ed esteriore è ammaliante.

Kamlesh è purezza, istinto, passione, anima.

Ophelia è una donna coraggiosa, spaventata ma allo stesso tempo determinata a rinascere ed a e ritrovare la vecchia se stessa che nei sei lunghi anni insieme al marito ha perso.

Non si può non amare un romanzo del genere, potrei consigliarlo per mille e uno motivi diversi quindi ne citerò solo tre:

Amate le protagoniste femminili rotte, spezzate ma intenzionate a risorgere come delle moderne Arabe Fenici?
Adorate gli uomini selvaggi, mai espressione più azzeccata, forti e coraggiosi che darebbero la propria vita per quello a cui tengono di più?
Cercate una storia fuori dall’ordinario, ambientata in luoghi inesplorati?
Sì?

Allora per questo e per altri novecentonovantotto motivi non dovrete assolutamente perdervi Savage.

Io Ve lo Consiglio calorosamente!

Buona Lettura!
Profile Image for Alessia Massa.
123 reviews11 followers
May 18, 2019
Ophelia è un’anima spezzata, un corpo distrutto e un cuore troppo accartocciato che non riesce più a battere come un tempo. I giorni sereni e spensierati che qualsiasi ragazza vive sono solo un’illusione per lei, che vive nella paura, nell’ansia e nella violenza. Il suo carnefice, il marito, è il suo peggiore incubo e ciò da cui è costretta a scappare. Perché ormai di lei non è rimasto più niente e non ha nulla da perdere ma forse, tanto da guadagnare. E così scappa, fugge da una vita che non è mai stata sua e da un vero e proprio inferno. L’unica sua speranza è quella di poter ricominciare da capo, di raccogliere i cocci rimasti e costruire una vita più serena. E per un po’ ci riesce e le Isole Fiji diventano il suo paradiso fin a quando la vita la mette di fronte ad una nuova sfida che per lei sarà al tempo stesso la più difficile e grande delle avventure. Ancora una volta la sua vita sarà in pericolo ma il destino farà sì che in tutta quella sfortuna Ophelia arrivi su una piccola isola su cui trova riparo e si mette in salvo. Lì la natura fa da padrone, tra distese verdi e acque cristalline, paesaggi meravigliosi e aria fresca ed incontaminata. L’autrice mi ha trasportato all’interno del romanzo come solo lei sa fare, mi sono immersa nella lettura tanto che mi è sembrato quasi di sentire la sabbia sotto i piedi e la brezza tra i capelli, il rumore delle onde e il calore del sole sulla pelle quasi fossi io la protagonista di questa storia.
Ma Ophelia non è completamente sola in questa avventura perché su quell’isola incontra lui, Kamlesh, che lì ci è nato e vissuto da sempre, lontano dalla civiltà e dalle persone. E’ abituato alla solitudine, al silenzio e alla tranquillità, ad essere il solo umano su quel piccolo pezzo di terra. Per lui è tutto o niente, bianco o nero, non condivide, non dialoga e non è capace di lasciar avvicinare nessuno a sé, né tanto meno ne ha le intenzioni. E’ di una bellezza disarmante e di un fascino selvaggio e primitivo, con il corpo segnato da quella vita nella natura e due occhi in grado di risucchiare chiunque li guardi.


“È con gli occhi che comunichiamo, e lo sappiamo fare bene. Ci intendiamo e questa è una vera rarità. A volte si impiegano anni per capire una persona, altre volte invece basta un istante per connettersi anima e cuore.”


Quando però lei sbarca su quell’isola le loro strade si incrociano e separarle poi sarà difficile. Dovranno imparare a comunicare e collaborare, ad accettare di condividere spazi e tempo, di aiutarsi per sopravvivere agli ostacoli.
Ed è lì, su quella piccola isola, che due persone completamente diverse entrano in contatto: il loro sarà un incontro non solo di anime e corpi, ma anche di culture e modi di vivere diversi, di sentimenti e desideri lontani. All’inizio le differenze sembrano però insormontabili e i due non riescono proprio a comunicare ma, a poco a poco, imparano a capirsi anche senza il bisogno di parole. L’uno entra nel mondo dell’altro, nella sua testa e nel suo cuore; crescono, maturano ed imparano tante cose che forse senza il loro incontro non avrebbero mai avuto modo di scoprire. O. e K. sono sì diversi ma entrambi due anime buone e pure, piene di coraggio e forza ma anche di fragilità; dal cuore gentile e capaci di far innamorare il lettore senza riserve. Kamlesh con la sua dolcezza e sensibilità mi ha fatta capitolare ai suoi piedi ed Ophelia con la sua bellezza e la sua forza nascosta mi hanno conquistata a poco a poco. La loro è una coppia insolita ed inaspettata che vive un amore travolgente, carnale e disarmante, capace di confondere il cuore e la mente, che cresce lentamente e poi divampa, primordiale e senza freni.


“Non permetterò che le accada qualcosa di brutto, sarò il suo riparo contro la tormenta, sarò il fuoco per riscaldarla nelle notti fredde, sarò l’ossigeno quando le mancherà il respiro. Sarò il suo uomo e… se un giorno deciderà di lasciare l’isola, io la seguirò. Lo stesso spirito in due corpi diversi.”


L’esperimento della Tepes per me ha avuto pienamente successo: questo Retelling mi ha affascinata fin dalle prime pagine e l’autrice ha avuto la capacità di trasportami nella storia in punta di piedi ma con forza ed intensità. Il suo stile fresco, diretto e senza filtri rende come sempre la lettura fluida e mai noiosa, creando un mix vincente e coinvolgente fatto di dolcezza, passione, dolore, speranza, di scoperte, prime volte e soprattutto di tanto amore. Un amore capace di curare anche la più profonda delle ferite, di dare speranza e soprattutto in grado di far rinascere due persone spezzate ma che meritano davvero la felicità. O. e K. vi aspettano, pronti a farvi innamorare di loro e della loro storia, a farvi sognare ed emozionare. Io vi consiglio fortemente il romanzo ed ora attendo con ansia la prossima storia di quest’autrice!
Profile Image for Blog Coccole tra i Libri .
1,452 reviews100 followers
November 12, 2019
Recensione a cura di Saluinadia

Perché io merito una seconda chance. Non merito di morire così, dopo tutto quello che ho passato.

Se avete già letto di Debora C. Tepes, allora non sarà difficile immaginare cosa sia questo suo nuovo romanzo: SAVAGE, già il titolo mi ha portato fin da subito a immaginare luoghi incontaminati, vita selvaggia, scoprire  due occhi che parlano, senza che dalla bocca esca un solo suono, due occhi che possono paragonarsi alla stessa bellezza dell'acquamarina. Un nome, un uomo, un predatore, Kamlesh.

Lui mi ha attaccato per istinto, non per crudeltà. Mi ha annusata e scrutata non per farmi del male, ma per scoprire cosa fossi. È come un bambino nel corpo di un uomo: non conosce l’odio e la cattiveria, ma sa procurarsi acqua e cibo. È come un animale selvaggio che quando incontra per la prima volta l’uomo, o scappa o lo uccide.

Le storie di Debora mi hanno sempre presa al laccio, i suoi protagonisti sono capaci di entrarti dentro, i luoghi sono descritti sempre in modo così specifico, dettagliato, che è facile essere proiettati là.

Anche con questa nuova storia, addentrandomi nelle sue pagine, ho avuto la sensazione di vivere la vita di Ophelia, di essere catapultata, come lei, in quel luogo magico, insidioso e paradisiaco allo stesso tempo, ho provato le sue sensazioni e come lei sono rimasta, letteralmente, affascinata dallo sguardo di ghiaccio, dalla bellezza selvaggia di Kamlesh, dal suo carattere determinato e impetuoso.

Non permetterò che le accada qualcosa di brutto, sarò il suo riparo contro la tormenta, sarò il fuoco per riscaldarla nelle notti fredde, sarò l’ossigeno quando le mancherà il respiro. Sarò il suo uomo e… se un girono deciderà di lasciare l’isola, io la seguirò. Lo stesso spirito in due corpi diversi. Anima. Cuore. Sangue. Vita. Kamlesh e O. O e Kamlesh. Uniti nel sangue e nella carne. Uniti fino a quando il mondo non finirà.

Savage, però non è solo questo, è tanto di più, ma ormai avete imparato a conoscermi, quindi sapete che non farò più nessun accenno, la sinossi è sì esplicita, ma non vi apre la porta su quello che, effettivamente, andrete a leggere, per cui non state lì a rifletterci, leggete di Ophelia e Kamlesh, sono sicura che resterete ammaliate/i da questa stupenda storia, i due protagonisti vi tireranno dalla loro parte e ogni nuovo giorno sarà pura magia.

È con gli occhi che comunichiamo, e lo sappiamo fare bene. Ci intendiamo e questa è una vera rarità. A volte si impiegano anni per capire una persona, altre volte invece basta un istante per connettersi anima e cuore.

Sembra una creatura leggendaria, un figlio della natura. Ogni elemento vive in lui: fuoco, aria, acqua e terra. Ma il suo corpo è fatto di carne e sangue, di impulsi e smanie. E ora che siamo pelle contro pelle percepisco i suoi battiti furiosi, le sue mani incontrollate stringere il mio corpo, il suo respiro frenetico. Percepisco la sua brama di possedermi, di spegnere il fuoco che gli brucia dentro, di alleviare il suo strazio.

È come spogliarsi di ogni timore e rinascere dalla spuma dell’oceano.

Siamo acqua e fuoco. Siamo terra e aria. Siamo Ophelia e Kamlesh, una donna e un uomo, un solo respiro.

Kamlesh è l’altra metà di me, e non posso permettere a nessuno di portarmelo via, altrimenti morirei.

Lo stile di Debora cresce sempre più, ogni sua storia dimostra la sua crescita creativa, ogni suo romanzo è sempre ricco di particolari, ricco di atmosfere idilliache, ricco di amore, che possa essere selvaggio, impetuoso, ma anche generoso, dolce e in assoluto, vero.

Un grazie di cuore a Debora, nell'attesa del suo prossimo lavoro.


5 abbracci.
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June 5, 2019
Ophelia ha dovuto affrontare una decisione difficile: lasciare tutto e partire. Stanca di dover continuare a fingere ed assopire la sua personalità si è addentrata in un viaggio ai confini della realtà. Kamlesh è la incarnazione umana della natura selvaggia, istintivo e passionale, è stato costretto a crescere in fretta per poter sopravvivere nella natura incontaminata dell'isola sulla quale a 8 anni è naufragato. Attraverso il retelling di una della favole più belle ed amate dai bambini: "Tarzan", Debora ci regala non solo un riadattamento in chiave moderna in grado di farci sognare ad occhi aperti e rimanere con il fiato sospeso, che sono un tratto distintivo della sua penna, ma ha voluto includere un messaggio importante ed attuale nella storia donandole tratti più maturi, che attraverso il coraggio della protagonista invitano il lettore a riflettere.
Ambientata nelle esotiche isole Fiji, l'autrice ci conduce in maniera sapiente e mai scontata attraverso una narrazione in prima persona a pov alternato esaustiva e fluida che permette al lettore di immedesimarsi completamente nel libro tanto da volerlo leggere tutto d'un fiato; almeno per me è stato così. Di questo romanzo ho apprezzato particolarmente l'accuratezza dei dettagli, nulla è stato lasciato al caso, sia nella descrizione dei luoghi che nella magistrale caratterizzazione dei personaggi. In particolar modo ho rivisto molti tratti della personalità dell' autrice venire riversati specularmente nelle peculiarità della protagonista. Questo romanzo è un inno alla forza delle donne, alla bellezza dell'essere umano capace di adattarsi e divenire un tutt'uno con la natura. Consiglio questo romanzo, a tutti coloro che vogliono lasciarsi trasportare dalle emozioni istintive che questo romanzo regala al lettore, agli amanti della natura selvaggia a tutti coloro che amano gli amori passionali e vogliono rivivere l'emozione di una delle loro favole preferite.
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May 18, 2019
(http://readingistruelove.altervista.o...)

Readers a quante di voi ha emozionato la storia di Tarzan e la sua amata Jane? L'autrice con questo romanzo ci fa vivere una storia simile che vi appassionerà talmente tanto da non volerla più lasciare.
La nostra protagonista è Ophelia, una giovane donna che scappa dalla sua quotidianità per poter ritornare a vivere. La storia con suo marito non è per niente facile, è un vero inferno, per questo alla prima opportunità scappa via da lui per nascondersi nelle isole Fiji.




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Sorrido come non facevo da tempo e mi commuovo nel guardare l’orizzonte. Le lacrime mi bagnano il viso: pensavo che non avrei mai potuto assistere a questo spettacolo. E invece sono qui, un po' malandata ma tutta intera. A riappropriarmi della mia esistenza, a ritrovare la donna che ero, a contemplare lo scenario più bello che i miei occhi potessero ammirare.
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Per continuare a leggere la recensione entrate nel link (Carmy) 😘
Profile Image for Laura Fiamenghi.
Author 29 books84 followers
June 8, 2019
Bello! Una storia che si fa ricordare per la sua originalità. Mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei personaggi, il loro modo di comunicare con tanto di dettagli sulla lingua indigena. Mi è spiaciuto solo per il finale un pò affrettato.
Profile Image for Irene Catocci.
Author 42 books58 followers
July 22, 2019
Savage è un romanzo molto dolce, e Kamlesh mi ha commosso per la sua purezza e per il suo modo primitivo (e vero) di amare. Un bel romanzo sulla rinascita e sulle seconde occasioni. Lo consiglio assolutamente.
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May 25, 2019
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls


Eccomi con una nuova recensione a uno dei libri di Debora Tepes, che anche questa volta ottiene il mio pieno consenso e dimostra di avere uno stile ben riconoscibile ma altrettanto capace di modellarsi nel modo corretto al tipo di storia narrato.
Partiamo col dire un paio di parole sulla protagonista femminile, Ophelia, una donna bellissima di 27 anni, in fuga dal marito violento. Il sindaco Brad Thompson è una bestia che di giorno si nasconde dentro abiti eleganti e costosi ma che di notte mostra la sua vera natura. Sei anni di abusi, umiliazioni e maltrattamenti spingono finalmente Ophelia a cercare la sua isola felice, nel vero senso della parola. Per questo un giorno, dopo essere arrivata a un passo dalla morte per mano del marito violento, decide di raccogliere poche cose e partire per Nadi, una piccola isola delle Fiji, meta lontana e insolita, che spera possa assicurarle di riuscire a far perdere le proprie tracce.
Ophelia sente da subito una forte affinità con quel luogo di pace e magia, tanto che il suo bisogno di vivere la natura del posto la mette subito in moto. E così, poco dopo il suo arrivo sull'isola, decide di essere rimasta in disparte per troppo tempo e di voler ritornare ad essere una donna intraprendente, capace di mettersi in gioco, coraggiosa come la ragazza che è sempre stata prima del suo matrimonio fallimentare. Insieme a una guida locale parte per un'escursione attorno ad alcune isole dell'arcipelago, che si dice siano popolate da tribù indigene che vivono allo stato brado.
A causa di un evento non programmato, Ophelia si trova in una situazione del tutto paradossale, ed è su una di queste isole che incontra una figura difficile da etichettare, complessa come nessuna conosciuta prima ma altrettanto semplice nella sua purezza.

"Questo incontro è diventato così intimo, così ravvicinato. È tutto troppo profondo. Estremamente primordiale."


È Kamlesh, un indigeno cresciuto da solo sulla stessa isola sulla quale è finita lei, un ragazzo di qualche anno più giovane che racchiude nei suoi occhi profondi un bambino e un uomo territoriale.
Ho adorato la prima parte del romanzo, durante la quale i due ragazzi si studiano e imparano a conoscersi, è molto profonda. Quasi palpabile la sensazione che si prova vedendoli interagire con tutti e 5 i sensi, visto che non possono usare la parola poiché parlano lingue differenti.
Fra i due sono solo sensazioni e istinto, non ci sono inganni, è tutto puro. E a differenza del rapporto con il marito, Kamlesh, che dovrebbe essere un vero predatore a causa delle condizioni in cui si è trovato a vivere, non le trasmette pericolo ma solo curiosità e voglia di essere protetta.
La natura circostante diviene un personaggio a pari livello con i due protagonisti. È interessante vedere la loro relazione con la natura raccontata da entrambe le parti, grazie ai due pov alternati; lui che la venera come fosse una dea e lei che piano piano inizia a fare lo stesso, poiché non è più tutto scontato come quando si va al supermercato, ma il più piccolo frutto diviene sinonimo di vita.


Anche in questo romanzo, ho trovato la stessa caratteristica che si trova in tutte le donne create da Debora, la forza interiore, il non lasciarsi andare, il voler combattere sempre. Anche in questo caso, dove Ophelia dovrebbe sentirsi spaventata dalla situazione, conserva comunque forza e curiosità di voler scoprire cosa c'è oltre.
Ed è quasi magico assistere a questi due mondi, quello di Ophlia e quello di Kamlesh, collidere, diventare parte l'uno dell'altro, senza pretendere, senza lasciare che uno dei due schiacci l'altro. Il loro è rispetto reciproco e li rende complementari ma anche simili, nonostante le enormi differenze.

"L'indigeno cresciuto da solo su un'isola è più umano dell'uomo che mi ha promesso amore e devozione eterni su un altare".

Un finale che a mio parere fa venire voglia di saperne di più, chissà se Debora ci racconterà ancora qualcosa sul "dopo"...
Sperare non costa nulla 😆


Una storia del tutto nuova, dal fascino selvaggio, grazie soprattutto all'ambientazione.
Nonostante si tratti di un retelling, ho trovato comunque originale lo sviluppo della trama e il modo in cui i due protagonisti hanno imparato a interagire, un esperimento molto lontano dai maschi alpha e dalle pallottole messicane a cui ci ha abituato l'autrice ma decisamente ben riuscito.

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