What do you think?


Contro i bambini
"Rosalba Santoro è la tipica maestra benvoluta da tutti, bambini e genitori. Paziente e sensibile con i suoi alunni, appassionata del suo mestiere e divoratrice di romanzi e libri di poesia, è nata e cresciuta in Abruzzo durante la Seconda guerra mondiale e ha poi intrapreso la carriera scolastica. Cinque anni dopo la sua morte, durante i lavori di ristrutturazione della sua vecchia casa, la nipote ha trovato in un cassetto della camera decine di pagine, manoscritte e sigillate con la ceralacca, dal contenuto inaspettato. Sul frontespizio, la scritta Contro i bambini. Si tratta di riflessioni catturate negli ultimi anni e stralci dei diari che la maestra Rosalba teneva quando insegnava; vi si trova una retrospettiva commossa della sua vita, ma anche lunghi e inverecondi sfoghi in cui Rosalba Santoro si rivela insospettabilmente cinica e risentita nei confronti degli allievi. Contro i bambini è un’opera grezza e radicale, l’ombra di una donna che pur amando l’insegnamento si è sempre rifiutata di diventare madre, e una fotografia intima di una delle esperienze più importanti della nostra vita: l’inspiegabile e, per l’autrice, insensato desiderio di mettere al mondo dei figli."
- GenresMemoir
109 pages, Hardcover
First published January 1, 2019
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
April 27, 2019
Pieno di passaggi meravigliosi e cupi, fa emergere il ritratto di una donna costernata davanti alla cattiveria spontanea dei bambini. Ma c'è qualcosa di più, un elemento che ricorda la smarginatura di cui parla Elena Ferrante nella saga dell'Amica geniale. Qualcosa di gotico e poi di horror che si mescola al memoir. C'è un'ombra sui bambini, ma ce n'è una anche sulla maestra. Loro, piccoli abissi, buchi urlanti che la spingono sull'orlo dell'esaurimento. Lei, una donna perbene, ordinaria, solida e pacata, che giudica il mondo e sotterra rancori dentro se stessa. Dietro le sue parole più quiete sembra nascondersi un odio furibondo. Mi spiace che sia morta portandoselo nella tomba, le avrei augurato di poterlo esprimere. Ma probabilmente l'ha fatto sui suoi perfidi alunni :) Lettura sublime per un tranquillo pomeriggio di primavera.
January 13, 2021
"Io lascio tutto, questo posto è l'inferno, i bambini sono diavoli col forcone. Ridono con i dentini di fuori e non lo sopporto, fanno i versi degli animali e ho paura".
July 28, 2019
Questo libro dal titolo un po' provocatorio è una raccolta dei pensieri inconfessabili di una maestra abruzzese che ha scelto di vivere con i bambini e di non diventare madre, una decisione apparentemente contraddittoria dovuta al fatto che per l'autrice, maestra amata e rispettata da tutto il paese, il mondo dei bambini resta un universo inaccessibile e incomprensibile.
Gli alunni urlano, sono rumorosi, difficili da gestire ed educare, sempre pronti a qualche nuovo dispetto. Così, nel corso degli anni, sotto la facciata di brava maestra paziente, si accumulano stress e frustrazioni che sfociano a volte in momenti di crisi o in veri e propri attacchi di panico.
Diventa lei stessa inaccessibile e incomprensibile, soprattutto in un mondo in cui la scelta di non avere figli appare come un'eccentrica assurdità. Ed è così che prende forma il suo diario, unico rifugio sicuro dove poter dare sfogo a riflessioni, incubi e perplessità senza sentirsi giudicata.
Ritrovato per caso dopo la sua morte, il suo diario offre un punto di vista insolito, attualissimo e sempre valido.
Una voce fuori dal coro che finalmente può essere ascoltata. Anzi, letta.
Gli alunni urlano, sono rumorosi, difficili da gestire ed educare, sempre pronti a qualche nuovo dispetto. Così, nel corso degli anni, sotto la facciata di brava maestra paziente, si accumulano stress e frustrazioni che sfociano a volte in momenti di crisi o in veri e propri attacchi di panico.
Diventa lei stessa inaccessibile e incomprensibile, soprattutto in un mondo in cui la scelta di non avere figli appare come un'eccentrica assurdità. Ed è così che prende forma il suo diario, unico rifugio sicuro dove poter dare sfogo a riflessioni, incubi e perplessità senza sentirsi giudicata.
Ritrovato per caso dopo la sua morte, il suo diario offre un punto di vista insolito, attualissimo e sempre valido.
Una voce fuori dal coro che finalmente può essere ascoltata. Anzi, letta.
June 27, 2020
Un documento sincero, che descrive un'epoca ormai passata e che con grande onestàe senza peli sulla lingua racconta di quanto sia difficile avere a che fare con i bambini.
Non va visto come un trattato pedagogico degli anni 2000, ma come il racconto di una semplice maestra di paese. Qualcuno più vecchio di me, si riconoscerà in questi brevi capitoli, o riconoscerà qualche vecchio compagno. Sicuramente ci rivedrà qualche vecchia insegnante.
Non va visto come un trattato pedagogico degli anni 2000, ma come il racconto di una semplice maestra di paese. Qualcuno più vecchio di me, si riconoscerà in questi brevi capitoli, o riconoscerà qualche vecchio compagno. Sicuramente ci rivedrà qualche vecchia insegnante.
May 31, 2024
First of all: un altro libro de Il Saggiatore che mi è piaciuto.

Secondo: A-DO-RO.
Forse adorare è un parolone, ma l'ho apprezzato più di quanto pensassi. La voce narrante è quella di una signora di un'epoca diversa e si riscontra un certa provincialità e una dose di luoghi comuni... ma, allo stesso tempo, la sua visione dei bambini e della maternità sono sorprendentemente attuali. Anzi.
Non è infrequente che sui social si leggano i commenti dei soliti buonisti - spesso analfabeti e con immagini profilo eloquentemente di pessimo gusto - che giocano alla rinomata arte olimpionica di sollevamento polemiche, gridando indinnniati di come i ciofeni d'oggi odino i bambini, e che nessuno sopporti più un simpatico frugoletto al ristorante o in aereo o in negozio o in casa propria, alludendo ovviamente al passato dove, secondo loro, la prole era il vero valore della vita.
Rosalba invece ci racconta che i bambini venivano visti come piccole creature fastidiose anche nell'epoca insospettabile del post-boom economico e, a quanto pare, già allora venivano riconosciuti come piccoli gremlins viziati, crudeli, dispettosi e maleducati.
Mi dispiace solo che l'autrice li paragoni a dei gatti, cosa che non condivido affatto.
Qualunque gatto è comunque meglio di un marmocchio.

Secondo: A-DO-RO.
Forse adorare è un parolone, ma l'ho apprezzato più di quanto pensassi. La voce narrante è quella di una signora di un'epoca diversa e si riscontra un certa provincialità e una dose di luoghi comuni... ma, allo stesso tempo, la sua visione dei bambini e della maternità sono sorprendentemente attuali. Anzi.
Non è infrequente che sui social si leggano i commenti dei soliti buonisti - spesso analfabeti e con immagini profilo eloquentemente di pessimo gusto - che giocano alla rinomata arte olimpionica di sollevamento polemiche, gridando indinnniati di come i ciofeni d'oggi odino i bambini, e che nessuno sopporti più un simpatico frugoletto al ristorante o in aereo o in negozio o in casa propria, alludendo ovviamente al passato dove, secondo loro, la prole era il vero valore della vita.
Rosalba invece ci racconta che i bambini venivano visti come piccole creature fastidiose anche nell'epoca insospettabile del post-boom economico e, a quanto pare, già allora venivano riconosciuti come piccoli gremlins viziati, crudeli, dispettosi e maleducati.
Mi dispiace solo che l'autrice li paragoni a dei gatti, cosa che non condivido affatto.
Qualunque gatto è comunque meglio di un marmocchio.
December 19, 2019
Per tutta la vita, Rosalba Santoro aveva svolto, con calma e abnegazione, il nobile lavoro di docente di scuola primaria. Solo quando è passata a miglior vita i suoi parenti, ritrovando le sue memorie, hanno scoperto che, se avesse potuto, Rosalba i bimbi li avrebbe soppressi. Non eliminandoli fisicamente, ovvio: come maestra era sempre stata paziente e affettuosa, comprensiva e dolce. Però, se appunto fosse stato in suo potere, avrebbe voluto insegnare ad alunni già cresciuti, considerato che i bambini, come scopriamo leggendo, non le piacevano affatto. E, coerentemente, con il suo amato Franco non ne aveva messi al mondo. Questo libro è sorprendente per il lettore, ma non per il docente. Rosalba, con il naturale candore e lo stile piano e corretto delle maestre d'altri tempi, esprime ciò che ogni insegnante del mondo, e forse ogni mamma, vorrebbe dire, ma non può. Che i bimbi sì, sono belli, e magari qualche soddisfazione la danno. Ma, per la maggior parte del tempo, sono pesti rumorose, ingestibili e moleste, capaci di gesti assurdi e disgustosi, come lanciar caccole addosso ai compagni. E allora, non resta che rifugiarsi nella quiete montana del natio Abruzzo, respirare l'aria frizzantina e ascoltare il suono leggero dello stormire delle fronde, cercando di dimenticare le urla dei mocciosi, alleviate solo da un altro suono: quello della campanella di fine lezione.
June 17, 2019
Interessante la storia di questo libro, tratto da un manoscritto trovato dalla nipote dell'autrice a cinque anni dalla sua morte, nel mobile della casa ereditata.
Sono stralci di diario in cui l'autrice racconta la sua vita, di come ha maturato la scelta di non avere figli, in cui sfoga la rabbia per i comportamenti dei suoi allievi (non solo capricci, ma vere e proprie cattiverie) e dei genitori che, allora come ora, pretendevano di difenderli in tutto e per tutto.
Si dice che molti genitori di oggi siano più permissivi di quelli di una volta: a quanto pare il processo ha origini remote che non immaginavamo...
La cosa bella è che questa maestra ha saputo affrontare la sua difficile professione con orgoglio e una pazienza invidiabile (le colleghe ne erano affascinate). La prendeva come una missione, un po' frustrante ma nobile, e non tollerava le punizioni corporali. Nessuno si è mai accorto delle sue amare riflessioni sui bambini, forse perché le esorcizzava affidandole al suo diario.
Sono stralci di diario in cui l'autrice racconta la sua vita, di come ha maturato la scelta di non avere figli, in cui sfoga la rabbia per i comportamenti dei suoi allievi (non solo capricci, ma vere e proprie cattiverie) e dei genitori che, allora come ora, pretendevano di difenderli in tutto e per tutto.
Si dice che molti genitori di oggi siano più permissivi di quelli di una volta: a quanto pare il processo ha origini remote che non immaginavamo...
La cosa bella è che questa maestra ha saputo affrontare la sua difficile professione con orgoglio e una pazienza invidiabile (le colleghe ne erano affascinate). La prendeva come una missione, un po' frustrante ma nobile, e non tollerava le punizioni corporali. Nessuno si è mai accorto delle sue amare riflessioni sui bambini, forse perché le esorcizzava affidandole al suo diario.
October 12, 2020
Libro curioso, molto veloce da leggere utile per lanciare una discussione ma non di più
September 1, 2021
Mah. Una persona ben poco portata per l'insegnamento, a mio giudizio di maestra. Di contro, si legge rapidamente e lo stile è piacevole.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews










