4 stelle e mezza!
Un salto nel passato è quello che ci propone Chiara Ferraris: utilizzando l’espediente dei diari segreti e capitoli che si alternano tra il presente e gli anni trenta del Novecento, racconta di Alice e Agata, del podere di una famiglia sopravvissuta agli anni, di storie che tendono a ripetersi e ad influenzarsi. È vero, la tecnica del diario di un lontano parente non è del tutto originale, tuttavia sta proprio qui la bravura della scrittrice: l’essere riuscita, con un inizio scontato, a creare non solo un filone principale interessante, emozionante, in grado di catturare, ma anche a dargli un contorno coerente, allo stesso tempo presente e di spessore, e soprattutto, influenzato dai vari avvenimenti. C’è Alice con la sua trama certo, ma c’è anche Agata e la sua bella fetta di problemi, che prendono spunto, cozzano e trovano pace in quelli di Alice, arrivando ad un fatidico connubio.
I personaggi sono solo ad un gradino sotto la trama in fatto di bellezza. Sono rimasta completamente stravolta dal coraggio e allo stesso tempo, vulnerabilità di Alice. Una ragazza con un vissuto difficile da comprendere, la cui forza, determinazione, capacità di essere un essere a tutti gli effetti reale, la rendono uno di quei personaggi in cui cerchi in tutti i modi di immedesimarti proprio perché ne vorresti conoscere ogni sfaccettatura. Con una distanza di settant’anni circa, Agata è anche lei una valida scoperta. Meno incisiva, forse proprio per volere della scrittrice, rispetto alla coprotagonista, ne ho apprezzato soprattutto la maturità nell’affrontare la situazione: il suo occhio analitico che non scade mai nel banale o nell’autocommiserazione.
Ho decido di non dare un voto pieno per un singolo aspetto: avrei preferito che la seconda parte del libro avesse mantenuto lo stesso tono della prima in fatto di trama. Con l’introduzione di un personaggio importante, la storia tende ad essere troppo concentrata sull’aspetto romantico. Se la scrittrice si fosse concentrata un po’ di più, giusto qualche accenno in più, sul background storico che coinvolge i personaggi (l’ascesa del fascismo, la dittatura di Mussolini e la Seconda Guerra mondiale) sarebbe stato a tutti gli effetti un libro perfetto.
Ciò non toglie che vi consiglio ad occhi chiusi la lettura di “L’impromissa”.