A cinquecento anni di distanza dalla sua nascita, l'Aretino è uscito ormai dall'inferno delle nostre biblioteche divenendo il simbolo dell'uomo del Rinascimento: la rivoluzione del costume sessuale ha rivalutato la carica eversiva e amorale della sua scrittura, consentendone il libero accesso tra i classici della letteratura italiana. In perenne conflitto con le teorie cinquecentesche dell'ordine e della classicità, pronto ad affondare la sua penna pungente e sarcastica nelle pieghe più riposte della realtà umana, oltre le misurate norme dell'etica comune, l'Aretino ha sconcertato biografi e commentatori, ha scandalizzato i lettori di ogni tempo, modificando l'opinione pubblica e divenendo, in virtù delle sue descrizioni licenziose e della sua concezione libera e giocosa del sesso, il maestro dell'amore occidentale.
Pietro Aretino was an Italian author, playwright, poet and satirist who wielded immense influence on contemporary art and politics and invented modern literate pornography.
~ Sonetti lussuriosi e dubbi amorosi ~ Pietro Aretino 100 pagine / 1000 lire Tascabili Economici Newton Recensione : Cosa dire ... Ho riso tanto ! Si può dire che sia indecente, ma come molti hanno detto, si tratta di una prosa esasperatamente realistica! Attraverso i versi ha descritto la società che lo circondava ! Senza tanti preamboli, ha smascherato quelli che si professavano " casti " ... Come no! 😂#classics #erotica #Aretino
Questa raccolta di componimenti di Pietro Aretino è molto spassosa alla lettura, perché apre lo sguardo a un Cinquecento letterario ben diverso da quello di Pietro Bembo (solo di vent'anni più vecchio dell'Aretino), fatto di carnalità, di passioni, di ironia e arguzia, di piacere. Piacere anche femminile, dato che molta è l'attenzione che i testi riservano alle donne: parecchi sonetti sono, infatti, in forma dialogica tra due amanti, di cui si esprimono i punti di vista.
Il tema ricorrente, com'è evidente sin dal titolo, è l'amore carnale, vissuto non solo nella maniera più tradizionale, ma anche dalla porta sul retro (eufemismo orribile onde evitare rappresaglie del social che mi ospita). Il risultato è una poesia non sempre brillante a livello ritmico, ma molto spesso divertente, e questo riguarda sia i sonetti e i dubbi di Aretino sia quelli spuri, che l'edizione riporta. Un altro tema frequente, soprattutto nei Dubbi amorosi, è un lieve anticlericalismo: preti e suore sono sempre viziosi in questi componimenti.
Si tratta di un'edizione ipereconomica e vintage che ha un grave difetto, ossia la quasi totale assenza di note (e le poche presenti sono tutte di natura filologica). I testi sono linguisticamente ripetitivi e abbastanza semplici, ma sarebbe stata utile una delucidazione maggiore per quanto riguarda certi nomi e certe parole.
La Doralice a un medico promese dargli una chiavatura a tutto pasto se guarito le avesse il mal francese, che il fegato e 'l polmon le aveva guastato. Quel fè tutta la cura a proprie spese, ma alfin lei si morì fra quel contrasto. Tenetur ne la figlia, come erede, dargli la chiavatura ch'egli chiede?
Uno si aspetta che nel 1500 chi era così fortunato da essere colto abbastanza da saper poetare si dedicasse ad scritture colte e temi elevati, ma in queste poesie di elevato c'è solamente una cosa... I Dubbi si aprono così: "AGL’EMINENTISSIMI CARDINALI, AGL’ILLUSTRISSIMI E REVERENDISSIMI ARCIVESCOVI E VESCOVI, ALLI CUBICULARJ DI SUA SANTITA, ALLI PROTONOTARJ APOSTOLICI,A TUTTO IL CLERO REGOLARE E SECOLARE, NON MENO CHE A TUTTE LE REVERENDISSIME MADRI IN CHRISTO, FLORINDO ROMPICULO" Non c'è dubbio che un'opera così sia stata messa all'indice dei libri banditi. La raccolta comprende piccole composizioni di problemi copulativi, sì coniugali ma spesso anche fra ecclesiastici e suscitò grande scalpore all'epoca. Ma questo stile inedito, o quasi, contribuì alla visione rinascimentale dell'amore come affetto naturale e uscire dal bigottismo ipocrita del medioevo. Una lettura divertente, scritta da un personaggio che per farvi capire il tipo, pare morì per le troppe risate dopo aver visto una scimmia che tentava goffamente di camminare con indosso gli stivali.