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Nerone: duemila anni di calunnie

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Nessun personaggio storico, a esclusione forse di Adolf Hitler, ha mai goduto di così cattiva stampa come Nerone, ritenuto addirittura l'Anticristo da alcuni autori cristiani come Vittorino, Commodiano e Sulpicio Severo. Egli fu, in realtà, un grandissimo uomo di Stato: amante della musica, della poesia, della recitazione, della scienza e della tecnica, si fece promotore delle più ardite esplorazioni e durante i quattordici anni del suo regno, l'Impero conobbe un periodo di pace, di prosperità, di dinamismo economico e culturale quale non ebbe mai prima. Certamente fu anche megalomane, un visionario, uno psicolabile, schiacciato da una madre autoritaria, castratrice e ambiziosa che gli caricò sulle spalle, a soli diciasette anni, l'enorme peso dell'Impero, mentre lui avrebbe forse preferito dedicarsi alle arti predilette. Ma ugualmente fu un monarca assoluto che usò il proprio potere in senso democratico, governando per il popolo contro le oligarchie che lo opprimevano e lo sfruttavano.

264 pages, Paperback

First published January 1, 1993

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About the author

Massimo Fini

36 books18 followers
Massimo Fini, di padre toscano e madre russa, è nato sul lago di Como. Dopo la laurea in giurisprudenza, ha lavorato come impiegato alla Pirelli, copywriter, pubblicitario, bookmaker, giocatore di poker. Arriva al giornalismo nel 1970. Attualmente lavora per Il "Fatto Quotidiano", ed "Il Gazzettino".

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,031 reviews213 followers
December 16, 2014
Bello e interessante.
L'immagine del personaggio storico è totalmente diversa da quella nota.
E' quasi santificata.
Si parla comunque di un innovatore quasi rivoluzionario, attento ai bisogno del popolo e deciso a portare razionalità e modernità nell'impero romano, a cui assicurò sicurezza ai confini e espansioni territoriali con limitati spargimenti di sangue.
Tutto quello che sappiamo di lui sembra sbagliato.
Profile Image for Dvd (#).
530 reviews99 followers
February 28, 2026
03/11/2017 (***)

Questo saggio è un esercizio di spirito critico. E quanto ne abbiamo bisogno di cagnacci come Fini ai tempi odierni. D'altra parte è lui stesso a dirlo nella prima pagina del libro (cito):
Questo libro è dedicato soprattutto ai giovani perché, attraverso le menzogne sulla storia di ieri, sappiano riconoscere quelle, per loro certo più importanti, sulla storia di oggi.

Solo questo pensiero, credo assolutamente sincero vista la caratura morale del personaggio, varrebbe il massimo dei voti.

Ovviamente, e credo di poter parlare anche a nome di Fini (dato che rispetto molto la sua indubbia intelligenza), non è che qui si fa riferimento alla pagliacciata delle fake news, e alle commissioni inter-parlament-planetarie nate per soffocare questo pericolosissimo fenomeno. Quelle sono sciocchezze che alimentano il tronituante e garguantuesco appetito del mondo dei mass media, che vivendo di notizie, in un mondo interconnesso che ne fabbrica - vere, finte, un pò e un pò non ha la minima importanza - ogni secondo a migliaia, troveranno sempre e comunque alimenti per la loro voracità.

Fini parla dei grandi argomenti, di quelli che cambiano la storia, grande o piccola che sia. E non preoccupatevi che gli apparati di potere, e i media che ne sono l'autorizzato megafono, quegli argomenti non li scandaglieranno mai come fanno con le altre cazzatine, quelle che servono da specchietto per le allodole.

Viviamo in un mondo sempre più misero. Culturalmente e intellettualmente.

Perchè allora solo tre stelle?
Perchè, a mio modestissimo parere, nel suo lodevole e ben argomentato intento - rivalutare Nerone - Fini tracima un pò.
Nerone non fu un pazzo sanguinario. Fu un uomo colto con un ben preciso piano politico in testa: abbattere in maniera definitiva i fingimenti ipocriti ereditati da Augusto, quelli che mascheravano una monarchia assoluta de facto in una repubblica formale, con al vertice un princeps primus inter pares che aveva il compito di mediare fra gli interessi degli spaventosamente ricchi aristocratici della classe senatoria e quelli delle classi emergenti (oltre che, molto più defilato, del popolino).

Ma Augusto, baro nato, lavorava di fioretto; i suoi successori si barcameneranno, ereditando da lui gli squilibri evidenti dovuti a questa situazione e agendo anche con ferocia nei confronti di un Senato che non aveva nessuna intenzione di perdere alcuno dei propri immensi privilegi; infine Nerone, che nella prima parte del suo principato tenterà di mediare (imboccato da quella vecchia volpe conservatrice di Seneca) mentre nella seconda, messo via il fioretto, comincerà a colpire di spada per finire di randello. Sarà la rottura totale col Senato, le congiure e infine la deposizione.

Qui critico Fini. Nerone fu sicuramente un uomo del popolo e delle classi emergenti, vedendo in esse la vitalità che era necessaria per uno stato di dimensioni colossali come l'Impero. Dell'immobilismo parassitario dei senatori, pensava, Roma non trarrà nessun beneficio; anzi, solo nocumento.
E aveva ragione. Ma sbagliò i modi e probabilmente i tempi, non avendo forse la pazienza di tessere la giusta tela intorno agli incartapecoriti senatori per prenderli ai fianchi un pò alla volta.

Inoltre, cosa ben più grave, perse il favore delle classi emergenti, da lui ampiamente favorite, con quella "rivoluzione culturale" ellenizzante con cui voleva modificare (stravolgere, sarebbe meglio dire) la rigida mentalità romana. Alzò decisamente troppo il tiro e la pagò cara. Che poi la cultura e la mentalità ellenistiche fossero più adatte a governare il mondo, come sostiene Fini (e come credeva Nerone) è tutto da dimostrare: Alessandro Magno, il fondatore dell'ellenismo, fu uno straordinario visionario ma di fatto si curò assai poco del governo dell'immenso regno che aveva conquistato; e i suoi diadochi passarono la vita a scannarsi fra di loro disintegrando l'Impero mentre i loro discendenti, formalmente potentissimi, vennero letteralmente spazzati via, con somma facilità, dai retrogradi romani.

Se la visione egualitaria di Nerone e la politica conseguentemente intrapresa di scontro col Senato fu, ai nostri occhi certamente encomiabile e coraggiosa (al pari delle scelte pacifiste in politica estera), più discutibile fu la svolta culturale filoellenica, fatta sia per ragioni ideologiche che per seguire la propria personalità esuberante e poliedrica. Il popolo non capì, così come oggi non capirebbe - per dire - un Presidente del Consiglio che va a cantare a Xfactor (Renzi, se stai leggendo, sarebbe un'idea comunque...).

Grandi onori, grandi oneri potremo dire. E Nerone era un uomo politico, non un cantante ed entrambe lo cose non potevano coesistere insieme pubblicamente. Il citaredo assassinò il politico, prendendo il sopravvento alla fine: l'inedia con cui Nerone fu travolto dagli eventi nel 68 è emblematica e propone altre criticità sulla statura politica dell'uomo.

Poi ci sono i pochi delitti su cui non vale nemmeno la pena soffermarsi: primo, perché vai a sapere quali effettivamente commissionò Nerone (le fonti che ce li raccontano sono tutte, senza esclusione, a lui avverse e notoriamente scandalistiche); secondo, perché che sappia io non c'è stato un solo uomo politico del passato (e non solo del passato) che non ne abbia commessi, di crimini. Nerone non fu certamente peggio dei suoi predecessori (né dei suoi successori): il raffinato Adriano, per dire, cominciò il suo regno con una purga generale degna del miglior Stalin.

Insomma, il saggio è ottimo per fare un pò di chiarezza su una figura che, sicuramente, non fu il mostro tramandatoci dalla storiografia conservatrice romana e da quella sommamente ridicola di stampo cristiana, ma nemmeno il grandissimo politico che Fini vorrebbe. Un buon capo di stato, persosi nei suoi sogni artistici troppo presto.
Profile Image for Alexiel Dubois.
122 reviews10 followers
March 20, 2023
Questa bio su Nerone mi è piaciuta moltissimo, porta alla luce i veri fatti e non la calunnia. Nerone prima amato dal popolo e poi odiato, l’ascesa e la caduta di un ragazzo morto ancora troppo giovane, complice del suo animo così troppo sensibile che non ha saputo far diventare abbastanza forte per Roma.
Profile Image for Antonella.
336 reviews10 followers
January 21, 2014
Davvero non avrei immaginato che questa biografia mi sarebbe piaciuta così tanto.
Il personaggio Nerone che abbiamo in mente parrebbe incredibilmente distante rispetto a quello descritto da Fini. Ho apprezzato il fatto che nell'introduzione, l'autore, parli di controllo delle fonti <<... (da cui avrebbe qualcosa da imparare anche il giornalismo)...>> esaminando non solo i testi classici che trattano il personaggio ma tutto ciò che storicamente si può trovare su quel brutto tipo che era Nerone.
Beh è riuscito ad affascinarmi e quel mostro di abiettezza dell'Imperatore Nerone è, ai miei occhi, diventato un ragazzo stretto in un ruolo che non sentiva suo ma che ha svolto egregiamente quasi fino alla sua fine.
Profile Image for Giulio Squilloni.
13 reviews5 followers
October 28, 2015
Veramente un bel racconto di Fini che ci propone un'immagine di Nerone completamente diversa da quella raccontata su qualsiasi libro di storia scolastico. Fanno sicuramente la differenza le sue analisi del testo ben curate. Di facile scorrevolezza.
Profile Image for Andrea Lancia.
19 reviews
December 6, 2025
Una lettura piacevole, davvero, ma incompleta e faziosa. Il Nerone descritto da Fini è glorificato in un modo anche troppo spudorato. Sembra quasi che sia stato l'imperatore romano più innocente e visionario di tutti, senza macchia (se non le poche che Fini è "costretto" ad ammettere, pur giustificandole) eppure ingiustamente odiato da senatori, parenti e amici, tutti brutti, cattivi e invidiosi. Ma la storia non è così, non c'è bianco e nero e un personaggio così enigmatico come Nerone non dovrebbe essere ridotto né a un povero sognatore incompreso né tantomeno all'Anticristo incarnato. Per formare la mia idea sull'imperatore dovrò per forza leggere un altro libro sull'argomento, magari più imparziale, o perché no, della campana opposta.
Profile Image for Cristina.
199 reviews6 followers
March 18, 2021
Testo molto interessante che consiglio agli appassionati di storia, ma anche agli studenti. L'autore ha ricostruito la vita privata e politica di Nerone sfruttando tutte le fonti storiche e i reperti ritrovati recentemente. Ne esce una immagine completamente diversa rispetto al tiranno folle e omicida che ci è stato tramandato dal medioevo cristiano.
Non fu un santo; fu sicuramente un imperatore con una visione populista e democratica e questo gli costò l'avversione del senato e dell'aristocrazia.
Se il contenuto è molto interessante, mi è piaciuto meno lo stile e l'impostazione del libro: non segue un filo cronologico, ma è suddiviso per argomenti e ritornando spesso sugli stessi protagonisti (Agrippina, Seneca e Tigellino) diventa ripetitivo.
Profile Image for Barbara Longo.
252 reviews
February 2, 2025
Il libro offre una visione completamente diversa di Nerone rispetto alla figura tradizionale di imperatore folle e crudele. Fini, con dati storici e testimonianze alla mano, smonta molte delle leggende nere costruite su Nerone nel corso dei secoli, dimostrando come molte delle accuse siano frutto di propaganda politica dell’epoca.
Trovo che l’autore riesca a rivedere la figura di Nerone in modo molto convincente, mostrandolo come un uomo più complesso e, in alcuni aspetti, addirittura positivo.
È interessante come l’autore faccia emergere un Nerone innovativo e impegnato nel bene del suo popolo, invece del semplice mostro che ci è stato raccontato.
Un libro che fa riflettere su come la storia possa essere distorta e su come, a volte, un personaggio venga condannato più per motivi politici che per reali colpe.
Author 2 books
June 16, 2026
English version below.

Quando la verità ufficiale è poco credibile capita spesso che qualcuno proponga una falsa alternativa creando un dibattito ristretto tra due falsità. In questo caso non credo che questa fosse l'intenzione dell'autore perché anche se l'alternativa proposta è altrettanto poco credibile il risultato è un libro che spinge a pensare, a riguardare il passato con occhio critico.
In questo libro l'autore propone la tesi di un imperatore incline alla clemenza, tutt'altro che pazzo a vanaglorioso, ma calunniato dai vecchi e potenti senatori, contro cui per governare si appoggiava al favore del popolo. Ma i senatori avevano ancora un vantaggio, la penna, sono stati loro a scrivere la storia.

Il libro è scritto in un linguaggio chiaro e leggibile. L'esposizione sembra ragionevole, ma le conclusioni sono supoortate da prove vaghe e imprecise. Il bersaglio principale del libro è quella storiografia che prende in maniera letterale i testi degli storici antichi. Massimo Fini non è certo l'unico a notare l'inaffidabilità di quelle fonti. Gli storici sanno bene che tutte le fonti originali dei fatti storici sono condizionate dalla faziosità che inevitabilmente circonda i fatti del tempo, soprattutto quelli che riguardano i vertici del potere. Ma le altre possibili interpretazioni sono ignorate. A questo punto è facile mettere in evidenza come i fatti descritti dagli storici del passato siano pieni di incongruenze e come le affermazioni fatte non abbiano prove. Ma la mancanza di una prova non prova che la propria tesi sia quella vera, non è altrettanto facile affermare che Nerone fosse un uomo clemente. Questi difetti si evidenziano nell'intero sviluppo del libro e delle sue argomentazioni.

Le tenuità della tesi principale si vede bene considerando il ruolo e la modalità della successione dell'imperatore, Anche se formalmente l'imperatore nominava il suo successore adottandolo, nella prima Roma imperiale di fatto il titolo non era ereditario, alla morte dell'imperatore il successore era formalmente nominato dal senato. Quindi un uomo scelto per quel ruoloe, è difficile crede che per il ruolo del capo dell'esercito e della sicurezza i romani avessero scelto un'anima candida. A favore di questa ipotesi l'autore afferma che Seneca avesse scritto il "De Clementia" per compiacere il suo discepolo. Ma in questo caso ha perso un'occasione. Nonostante Fini si presenti come un carattere ribelle ha evitato di porre la domanda in una maniera più scottante. Ma Seneca era veramente il grande filosofo tramandato dalla storia, che predicava clemenza o era un furbo politico che ha scritto il trattato solo per presentarsi come uomo benevolente e di buon cuore? Dopo tutto lui era un potente politico e un ricco detentore di schiavi. Su questa domanda avrebbe potuto costruire un contesto molto più variegato sulla corte che ha portato Nerone al potere e lo ha sostenuto per tanti anni. Un argomento che avrebbe potuto sviluppare molto meglio parlando della morte della madre e di Seneca stesso. Morti che sono stata attribuite a Nerone, ma ruoli che che per la loro vicinanza all'imperatore attiravano l'invidia e la bramosia di chi ambiva al potere. Morti che avrebbero potuto essere il culmine di classici intrighi di corte.

C'è molto da dubitare anche sull'interpretazione del rapporto di Nerone con il popolo e le sue esibizioni canore e poetiche. Per l'autore i senatori ostili criticavano quelle esibizioni perché si opponevano ad una politica che cercava il consenso popolare. Viene da chiedersi se veramente cantare e declamare poesie serva a creare un maggiore legame con un popolo sempre più povero e sfruttato. L'autore non dice che allora ad ogni festività ed occasione speciale ci si aspettava che i personaggi pubblici facessero un discorso e parlassero al popolo. Nerone avrebbe potuto usare canzoni e poesie come stratagemma proprio per evitare di parlare. Un po' come i politici moderni che per non dire niente di un programma che non hanno invece di partecipare alle tribune e ai dibattiti politici partecipano a programmi televisivi dove si balla e si canta o a talk show su argomenti banali e dismpegnati.

Anche quando parla delle persecuzioni contro i cristiani Fini evita gli aspetti più provocatori. Non nota che la religione di allora era molto diversa da quella odierna che è passata attraverso secoli di manipolazioni per renderla più consona al potere. I cristiani di allora venivano da quella porzione dei popoli siriani con la mentalità più aperta. Popoli conquistati da poco, ma non ancora soggiogati, animati da una ribellione che i cristiani con il loro proselitismo diffondevano tra la plebe romana.
Fini dice che gli spettacoli crudeli non erano una cosa eccezionale nel mondo romano, che con i sacrifici dei cristiani dava loro quello che chiedevano. Ma in realtà i giochi gladiatori raramente raggiungevano il livello di crudeltà raggiunto dagli ultimi spettacoli neroniani. Forse Nerone non stava dando al popolo quello che chiedeva, ma quello che i senatori chiedevano, la punizione esemplare dei più sediziosi. In questo caso, gli scritti dei più noti storici di allora, tutti senatori, che descrivevano le esecuzioni con tono toccante, avrebbero potuto essere un modo per poi prenderne le distanze.

Dall'ultima ipotesi nasce la domanda più provocatoria mancata: ma i senatori erano veramente tanto ostili all'imperatore o facevano la commedia per prendere le distanze da chi faceva per loro il lavoro sporco? Questa è peroprio la domanda che l'autore evita più accuratamente, la parte più in linea con la storiografia che si insegna nelle scuole.
Tutto sommato il libro si può riassumere in una provocazione mancata, che peró lascia le porte aperte ad una critica più profonda.

__________ English version:

When the official truth is not credible often someone pops out proposing a false alternative, eventually starting a debate framed between two false opposites. I do not think that in this case this was the author's intention since, even though the proposed alternative is even less credible, the result is a book that lets the reader think, lets them to review the past with a more critical disposition.
In this book the author argues that Nero was not insane and vainglorious as history taught us. Instead he was a kindhearted man, bad mouthed by old and powerful senators, against whom he governed seeking the popular support. But those senators had a secret weapon, the pen, they were the ones who wrote history.

The book is written in a clear language, easy to follow. The way the arguments are exposed seems reasonable, but the points the author makes are supported by little and vague evidence. The main target of the proposed theses is that kind of literature that takes literally into account the texts of the ancient historians. Surely Massimo Fini is not the only one to note how unreliable are those sources. Modern history is based on the assumption that usually the contemporary sources of the historical facts are tainted by the biases and the partisanship that inevitably make up the context of the events of the time, especially facts that involve the highest ranks in the power structures. But in the book all the other possible interpretations are disregarded. In this way it is easy to underscore how the facts described by the ancient historians are full of inconsistencies and how their claims lack evidences. But the absence of evidence is not an evidence that your own interpretation of the facts is true, it is not as much easy to state that Nero was a merciful man. The same defect can be noted throughout the entire book and the exposition of the main arguments.

How frail is the main thesis becomes evident considering the role and the succession of the emperor, or better say Imperator. Even if formally the old emperor named his successor by adopting him, de facto this was not an hereditary title. At the death of the emperor the successor was formally appointed by the Senate. So, he was a man chosen for the role, it is hard to believe that for the role of the supreme chief of the army and of the security the Romans would choose a gentle soul. Tho support his hypothesis the author claims that Seneca wrote his most famous work "De Clementia" in order to appease his disciple. Here he lost a chance. Despite the author paints himself as a rebel, throughout the book he fails to ask the most stinging questions. Here the question could have been: was really Seneca the great philosopher who preached mercy or, was Seneca just a smart politician who wrote "On Mercy" to paint himself as a kindhearted, benevolent person? Did he really believe in what he wrote? After all he was a rich Senator and a slave owner. As the tutor of the emperor he was also a man of power. On this question Fini could have built a much richer context about the court that brought Nero to power and sustained him for so many years. A topic that could have been developed way better later, when it came to the deaths of Seneca and Agrippina, Nero's mother. Deaths that ancient historian blamed on Nero, but roles that for their closeness to the emperor attracted the envy and the yearning of those who vied for power. Deaths that could have been the result of classic court intrigues.

There are also good reasons to doubt the interpretation of Nero's relationship with the people, the plebs, and his singing and poetry shows. According to the author hostile senators criticised his exhibitions because they despised his politics, geared towards gathering popular support. It begs the question whether songs and poetry declamations can really appease a crowd increasingly poor and exploited. Fini neglects to note that back then at every celebration or special occasion high ranking officials were expected to give a speech, talk to the people. Nero might have used singing and poetry as an expedient not to say anything relevant. A little bit like modern politicians who do not want to talk about a program they do not have and ideas they lack. Therefore instead of participating in political debates they prefer to show themselves in TV shows where people sing and dance or talk shows on trivial, apolitical subjects.

Even talking about the persecution of the Christians Fini avoids the most provocative aspects of the story. He does not say and does not take into account that back then christian religion was quite different from the one we know today which went though a centuries long manipulation in order to make it suitable to those in power. Early Christians came from that portion of the Syrian population with an open mentality. They were a people recently conquered, but not yet subjugated, pervaded from a rebellious spirit that the Christians with their proselytism spread through the Roman plebs.
Fini says that cruel spectacles and amphitheater fights were no something exceptional in the Roman world, he argues hat with the sacrifices of the christian Nero was just giving the Romans what they were asking for. But in fact gladiator shows rarely reached the level of cruelty reached by the shows in the last period of Nero's rule. May be Nero was not giving the Roman people what they were asking for. But what the Roman senators were asking for, the exemplar punishment of the most seditious ones. In this case the texts of the famous ancient historians, all senators, that describe the shows and the executions with moving tones, might have been an expedient to distance themselves from Nero's actions.

From last hypothesis arises the most stinging question Fini failed to ask: were the senators really so hostile to the emperor or was it just a pose to distance themselves from the man in charge of carrying out the dirty work for them? This is the question that is more accurately avoided by the author. This is the aspect of the book that is more in line with the history that is taught in the schools.
All considered the book can be summed up in a failed provocation, but it still opens up to more critical and profound considerations.
Profile Image for Marco Cerbo.
288 reviews4 followers
May 24, 2016
Ben scritta, la biografia di Nerone offre un'immagine diversa dell'imperatore più odiato. Ellenista, amante dell'arte e riformatore.
Profile Image for For the love of books.
93 reviews4 followers
April 16, 2020
Questo saggio l'ho amato tantissimo.
Frutto di ricerche approfondite, riporta Nerone nella sua giusta luce ripulendo la sua figura da millenni di calunnie e menzogne che lo hanno infangato.
Ottime le analisi, le fonti citate e anche le considerazioni dell'autore.
Profile Image for Rozonda.
Author 14 books41 followers
February 15, 2011
Questo livro é intelligente ed originale, mai non riesca a convincere pienamente della sua difesa de Nerone.
Profile Image for Jasna.
27 reviews
July 11, 2013
Vsebinsko zelo zanimiva biografija zgodovinsko gledano krivično interpretiranega cesarja. Toplo priporočam vsem, ki jih zanima zgodovina starega Rima.
66 reviews
January 2, 2024
I think this was the first biography I’ve ever read and I loved it. I’ve always been interested in the romans and this book brought me a lot of new interesting information.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews