Dagon, dopo essere riuscito a salvare la vita al giovane Jade, deve imparare a gestirlo, trovando un modo per aiutarlo a comprendere i suoi errori e ad affrontare il futuro in modo diverso. Sembrerebbe impossibile conciliare le idee di un ragazzo ribelle con quelle di un Generale intransigente, convinto che gli schiavi vadano trattati come tali e addestrati all’obbedienza e al rispetto, ma Jade appartiene a Dagon e che gli piaccia o no dovrà abituarsi all’idea. La convivenza tra i due non sarà sempre semplice ed entrambi dovranno venire a patti con le loro convinzioni per imparare a comprendersi davvero.
Credo sia doveroso specificare fin dall’inizio che, sì, è possibile leggere questo romanzo senza aver letto la serie precedente dell’autrice, ma (grossissimo, gigantesco MA) personalmente vi consiglio di andare con ordine. Certo, i fatti possono sembrare comunque chiari e le dinamiche sono narrate in modo preciso, ma senza aver letto i libri della serie Masters e Slaves non si può davvero cogliere fino in fondo la relazione tra i personaggi principali (Dagon e Jade), le azioni di alcuni secondari (ad esempio Alexander) e soprattutto i legami già instaurati (come quello tra Kail, Alexander, Shiko).
Detto questo…
Jade è un ragazzo fragile, allevato da un padre che non ha fatto altro che abusare del suo potere sul figlio sia fisicamente che emotivamente. All’inizio potrebbe sembrare un ribelle, arrogante e presuntuoso, ma avanzando nella lettura si coglie il suo bisogno di contatto, di essere accettato, amato e desiderato, di sentirsi capito. Jade è intelligente, ma non ha mai potuto dimostrarlo, almeno finché non ha incontrato Dagon che in lui ha visto qualcosa di speciale.
Dagon potrebbe aver commesso un grosso errore salvando l’attentatore alla vita della Regina, ma è un uomo scaltro e non si fa certo imbrogliare dall’aspetto dolce e dalla finta, immediata obbedienza di Jade. Dagon è severo, alcune volte senza pietà, ma è anche disponibile a prendere consapevolezza dei suoi errori soprattutto quando si confronta con Kail. All’inizio non è facile ma, stando a stretto contatto, i due uomini imparano a conoscersi e a capire le rispettive richieste.
Jade vuole una vita il più possibile normale e lentamente scopre che, nonostante la sua nuova condizione di schiavo, essere graziato da Dagon può essere stata la sua più grande fortuna.
Dagon vuole qualcuno di cui fidarsi, qualcuno da amare, qualcuno che lo conosca e lo accetti nonostante il suo carattere, i pregi e i difetti che porta con sé.
La relazione tra Jade e Dagon nasce lentamente e avanza con il giusto ritmo di desiderio e incertezza, pace e lotta. Il Generale non vuole forzare la mano e lo schiavo, spesso, non si sente abbastanza sicuro di sé per fare la prima mossa. Quando finalmente i due uomini trovano un equilibrio, la dolcezza e la passione li travolgono completamente. Le dispute e gli scontri non finiscono mai, dando un po’ di pepe alla storia, e si arriva a un finale che lascia il lettore con un doloroso peso sul cuore.
Dagon e Jade sono i personaggi principali e tutta la storia gira attorno a loro, ma nella narrazione si presentano anche personaggi secondari che si amano e si odiano. Ho apprezzato molto la forte presenza di Kail, Alexander e Shiko, ma soprattutto la maturazione che il Principe dimostra di aver acquisito anche dopo la sua storia che è già stata narrata nella serie precedente.
L’autrice lancia tanti piccoli pezzi di pane che vanno verso diversi sentieri, presentando nuovi personaggi che spero seguiranno presto la loro strada regalandoci nuove, bellissime storie da leggere.
La scrittura è scorrevole, la storia è chiara, nulla viene lasciato al caso o all’immaginazione.
I personaggi sono ben caratterizzati ed entrano prepotentemente nel cuore del lettore.
Personalmente, credo che l’autrice abbia superato se stessa con questo primo romanzo di una nuova serie che ha tutte le caratteristiche per essere spettacolare.
Jade è un ragazzo giovane, addestrato in un campo militare dal padre, che lo umilia e lo maltratta. Insieme ad una squadra, viene mandato a compiere un attentato per uccidere la regina. Il tentativo, però, fallisce e la squadra viene catturata e imprigionata.
Durante la prigionia Jade, con la sua testardaggine, attira l’attenzione del Colonnello Dagon che, oltre ad ammirarne la bellezza, è attirato dal carattere caparbio e combattivo del ragazzo.
Tutti gli attentatori vengono giustiziati, tranne Jade. Dagon ha infatti chiesto all’imperatore di avere il ragazzo per sé come schiavo. L’imperatore Kayl acconsente, ma fa notare al suo Colonnello che il ragazzo nasconde tante fragilità. Ѐ molto bello vedere il rapporto che c’è tra l’imperatore e il Colonnello, ricorda quello di un nonno saggio che guarda con affetto la rigidità del nipote. E Dagon di rigidità ne ha tanta, considerato che è stato allevato da un padre militare, che credeva nella disciplina e nelle punizioni.
Anche Dagon si comporta così con Jade, il quale, a sua volta, si ribella alla condizione di schiavo e spera di trovare un modo per fuggire. Ad ogni disubbidienza corrisponde una punizione, ma vediamo che in fondo Dagon è intenerito dal ragazzo e non prova gusto nel castigarlo.
Le possibilità di fuga di Jade svaniscono quando da Matriam tornano a Coloin, nel palazzo Imperiale. Qui il ragazzo si ammorbidisce e cerca di adattarsi alla sua nuova vita. È interessante vedere il lavoro che il ragazzo fa su sé stesso per abituarsi al meglio alla nuova vita da schiavo, dopo essersi reso conto che questa situazione non cambierà mai.
La scrittrice rende bene i travagli interiori dei due personaggi: Jade che inizia a provare piacere nel servire il suo padrone, Dagon che deve smorzare la sua rigidità per sopperire alle fragilità del ragazzo.
Tanti sono i personaggi, con altrettante storie, che si intrecciano in questo palazzo con un Imperatore, un principe consorte, un harem e delle guardie. Jade sbaglierà tanto e imparerà molto. Dagon, da Colonnello rigido e intransigente, si ritroverà ad innamorarsi di un ragazzo fragile, bisognoso di affetto, che continuerà a lottare fino alla fine.
Il finale è adrenalinico, lascia aperte tante possibilità e fa sperare in un nuovo libro.
Un libro scorrevole, mai noioso o volgare. Si legge tutto d’un fiato. . Bea65 - per RFS
Se avete adorato la serie Master & Slaves questo libro vi conquisterà sicuramente, visto che l'autrice ha creato un altro bellissimo libro che fa concorrenza a quelli precedenti! I due protagonisti Jade, il giovane ribelle, e Dagon, il suo padrone sono due personaggi forti e stupendi al tempo stesso, perfettamente caratterizzati dal punto di vista psicologico ed emotivo che vi cattureranno fin dalle prime righe con i loro contrasti e le loro sfaccettature. Adorerete Jade un ragazzo aggressivo e ribelle, ma che nasconde una natura timida e dolce che ricerca protezione ed amore, visto che durante la sua giovane vita è stato sempre maltrattato dal padre. Al tempo stesso per lui sarà difficile accettare la schiavitù e piegarsi ai voleri del suo padrone e lotterà anche con rabbia contro le umiliazioni e si vergognerà delle sue pulsioni e desideri, faticando a trovare una stabilità emotiva fino a che non avrà la conferma dell'amore del suo padrone. Ma quando tutto sembrerebbe superato ecco che gli eventi per Jade precipiteranno di nuovo. Accanto a lui c'è Dagon un uomo duro, intransigente tutto d'un pezzo che comanda con pugno di ferro i suoi soldati e che ha ben chiaro cosa vuole da uno schiavo e che pure riesce a capire il bisogno di affetto e di protezione di Jade e incomincerà a cambiare il suo modo di agire e di porsi per conquistare il suo schiavo. Tra sbagli, piccoli passi in avanti, liti e scontri il rapporto con Jade si evolverà e trasformerà in amore grazie anche ai sapienti consigli di Kail. Le ultime scene del romanzo tra Dagon e Jade sono di una dolcezza incredibile ed è stupendo vedere la sensibilità che pone Dagon nel trattare Jade traumatizzato da una brutta esperienza. Il tutto è accompagnato da una scrittura fluida e da uno stile dolce, sensuale e delicato anche quando tratta delle punizioni più severe. Le scene erotiche o forti sfumano in attimi di dolcezza e da scene di pericolo si passa a momenti più tranquilli senza soluzione di continuità. Questo permette di godere appieno dell'insieme di sensazioni, emozioni e situazioni che suscita il libro e che sapranno coinvolgervi e incatenarvi alle vicende fino all'ultima pagina. Ma soprattutto dimostrano l'evoluzione narrativa dell'autrice che ha saputo creare una trama ancora più ricca e sfaccetta dei libri precedenti, con dei personaggi a 360 gradi e perciò veri. Quindi in conclusione abbiamo un romanzo stupendo, che ho adorato, che apre le porte a una nuova e scoppiettante serie e che risulta imperdibile per gli amanti di questo genere letterario.
Voto: 3,5 Gradevole nel complesso, una scrittura corretta e scorrevole. Un'atmosfera distopica basata su dinamiche "schiavo/padrone" e "premio/punizione" che mi ha coinvolto fino a un certo punto.