Publicado en italiano en 2011 y traducido ahora por el FCE, este libro sitúa a su autor, uno de los principales historiadores europeos y universales de la actualidad, como un renovador de la escritura de la historia. Situando su investigación en el año 1492, en el que coinciden la derrota de los árabes y la toma de Granada por el imperio cristiano español, la expulsión de los judíos de la España cristiana como consecuencia de un antisemitismo de vastos alcances en la Europa de los siglos venideros y el acuerdo de los Reyes Católicos con Cristóbal Colón, acuerdo que culminaría con su llegada a América ese mismo año, Adriano Prosperi despliega ante el lector una ágil crónica de esos días y de su proyección gigantesca en la historia universal, que llega hasta nuestros días.
Adriano Prosperi, nato nel 1939, si è formato presso l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore, dove, negli stessi anni di Carlo Ginzburg e di Adriano Sofri, è stato allievo di Armando Saitta e Delio Cantimori. Ha insegnato Storia moderna presso l'Università della Calabria, l'Università di Bologna, l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore. È membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei. I suoi principali interessi di studio hanno riguardato la storia dell'Inquisizione romana, la storia dei movimenti ereticali nell'Italia del Cinquecento, la storia delle culture e delle mentalità tra Medioevo ed età moderna. Ha scritto per le pagine culturali del «Corriere della Sera»
Lucido, profondo, articolato e argomentato, come sempre, il pensiero di Prosperi. Semplice nella trattazione anche per una lettura da non specialisti. Ma non gli dò cinque perchè c'è, a mio giudizio, una piccola ma importante pecca. Il titolo del libro non corrisponde che in parte al suo contenuto. I protagonisti sono solo gli ebrei, o meglio, come si diceva nell'Europa dell'età moderna, i giudei. E sono presenti nella loro duplice veste di esponenti di una religione diversa da quella cristiana e come 'eretici' (veri o presunti) nella loro tendenza a tornare all'antica fede, dopo il battesimo (quasi sempre forzato) nella religione cristiana. Mancano in questo libro tutti gli altri eretici che, durante il Cinquecento 'infestarono' con il loro messaggio eterodosso la tranquillità della comunità cristiana. E' vero che la precoce azione dell'Inquisizione in Spagna impedì la diffusione di una epidemia religiosa che diede ben altro spessore alla varietà della vita religiosa dell'Europa della prima età moderna. E pure, la storiografia oggi lo dice apertamente e Prosperi certo non lo ignora, che anche in Spagna sentimenti ereticali di matrice avangelica non mancarono. Ma, la lacuna più grave riguarda la mancanza dei 'selvaggi' annunciati dal titolo. Il nesso tra data (1492) luogo (la Granada allora riconquistata ai 'mori') avrebbe reso molto interessanti le considerazioni di uno dei nostri maggiori storici modernisti sul nesso tra 'nascita di un nuovo mondo' e la natura 'selvaggia' dei suoi abitanti, dei quali, in quegli anni, si cominciava ad avere meravigliata o orripilata conoscenza
"La storia è piena di coincidenze e al gioco del caso non sfuggono né le vite degli individui né le sorti delle società umane. Ma quella che si verificò allora nella penisola iberica fu eccezionale nei tempi e nei modi: si incontrarono insieme le sorti di tre tipi umani sui quali doveva scatenarsi la violenza di una sopraffazione legittimata da poteri politici e religiosi. Tre grandi processi storici - colonialismo, intolleranza religiosa tra cristiani, antiebraismo/antisemitismo - stavano prendendo avvio e si preparavano a dominare la storia dell'Europa e del mondo da essa unificato." (p. 10)
Un historiador que retrata la importancia de 1492, no solo por lo más conocido: El viaje e invasión a América. Sino por hechos que muchas veces en la historia que se enseñan en colegios es poco pasada: la expulsión de los Judíos. Refleja con claridad la visión del estado (monárquico), eclesiástico y la mirada de la sociedad. La visión del otro. Claramente el libro abarca mucho más.
Mención honorífica a Rafael Gaune que tradujo esta obra. No solo por su impecable trabajo, sino por su increíble vocación como historiador y profesor.
Informato, erudito, complesso, ben scritto, ben pensato. Queste ultime due cose non sono scontate per i libri di Storia, che spesso si riducono ancora a cumuli di dati poco rielaborati. Dispiace la brevità del testo: si parla tanto di ebrei, meno di eretici e i selvaggi promessi nel titolo compaiono solo in alcune righe veloci veloci.
Buen libro; abarca la historia moderna con saltos temporales al medioevo y a la contemporaneidad. Comienza muy inspirado, lectura ligera. No obstante, a partir del segundo tercio comienza a repetir conceptos y hechos por lo que se vuelve un poco monótono. Aún así recomiendo el libro para adentrarse al antisemitismo y la historia moderna.
El año 1492 generalmente se recuerda por el "descubrimiento de América", pero poco se menciona la reconquista de España por parte de los reyes católicos, así como la expulsión de los judíos que se negaron a convertirse al cristianismo. El autor analiza minuciosamente todo ese proceso.
Un libro agile e di facile lettura (per quanto l'autore a volte giri un po' intorno ai concetti, “difetto” dovuto al fatto che mi pare sia l'adattamento di una conferenza, dove un simile approccio molto discorsivo ha più ragione d'essere), con ottimo rapporto prezzo/qualità del contenuto che lo rende una lettura quasi obbligata a chiunque si interessi alla storia dell'antisemitismo e del razzismo, o più in generale alla storia europea, in cui entrambi i fenomeni non sono certo mancati. Anche se “eretici” e “selvaggi” figurano in modo molto evidente nel titolo, il libro in effetti descrive quasi solo la situazione degli ebrei nella Spagna medievale, con particolare attenzione ai provvedimenti e i motivi che portarono alla loro espulsione nel 1492. Il libro è fondamentale per scoprire le differenze e le analogie tra antigiudaismo medievale e antisemitismo “moderno”, e i meccanismi per cui si è passati dal primo al secondo. Questo è imho particolarmente importante perché i terribili eventi della Shoah hanno in un certo senso “oscurato” e fatto dimenticare cosa di preciso è stato l'antisemitismo cristiano, e cos'è successo nei lunghi secoli precedenti la nascita del nazismo, e ad esempio credo che più di un lettore sarà sorpreso dalla scoperta del ruolo nefasto, feroce e decisamente centrale che i francescani (generalmente visti come “buoni”, tolleranti e pacifici anche da chi, magari, è estremamente critico verso le “alte” gerarchie cattoliche) hanno avuto nelle persecuzioni contro gli ebrei. Insomma: compratelo e leggetelo, questo è un libro che, nonostante qualche (piccolo) problema di visualizzazione (almeno sul mio Odyssey parecchie parole risultano “spezzate”, probabilmente dove in origine la parola andava a capo) le sue 5 stelle le vale tutte, e anche qualcosa di più