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Oja, o Ma'
Tostorruda, spitzeca, frida e de coru bonu, svanèsia e trista: sa mamma de Francesco tenit sèmpiri s'ùrtimu fueddu. Pròpiu che a mamma tua.
E che a mamma tua lompit dereta a su coru.
Custus diàlugus spantosus, spassiosus chi no fait, sterrint su contu de una vida intera, antzis, de duas: cussa de unu fillu e de sa mamma, de s'infàntzia fintzas a oi.
Cun gràtzia, ma chentza de acuari nudda, Francesco Abate at scritu sa tragicumèdia de s'acàpiu sentimentali prus dilicau e atrobeddau chi nc'est.
E che a mamma tua lompit dereta a su coru.
Custus diàlugus spantosus, spassiosus chi no fait, sterrint su contu de una vida intera, antzis, de duas: cussa de unu fillu e de sa mamma, de s'infàntzia fintzas a oi.
Cun gràtzia, ma chentza de acuari nudda, Francesco Abate at scritu sa tragicumèdia de s'acàpiu sentimentali prus dilicau e atrobeddau chi nc'est.
138 pages, Hardcover
First published March 1, 2016
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Community Reviews
Displaying 1 - 28 of 28 reviews
July 31, 2026
- Scusami se ieri non ti sono venuta a trovare.
- Figurati, Mamma.
- Ma sono andata al cimitero a sistemare i fiori sulla tomba di tuo padre e sul tombino dei tuoi nonni.
- Ma?
- Sí.
- Ma perché diavolo lo chiami tombino?
- Perché è piccolino.
- Ah! Comunque sappi che anch'io, quando muoio, voglio un loculo piccolo come quello dei nonni.
- Però quello lo danno solo a chi si fa cremare.
- Ecco, infatti, allora sappilo, anche io mi voglio far cremare.
- Me lo segno. Comunque, sappi che anch'io mi voglio far cremare.
- Okay, me lo segno anch'io.
- Allora, facciamo cosí: chi resta provvede per l'altro.
- Affare fatto.
5⭐️ Una serie di botta e risposte tra Francesco e sua madre nel corso della vita, da quando era piccolo a quando è cresciuto, da quando non aveva pensieri a quando la malattia si è impossessata del suo corpo. Sono tutti discorsi molto ironici comunque e adoro per questo Francesco, bravissimo… un libro dedicato alla mamma Mariella ma che fa bene a tutti!
- Figurati, Mamma.
- Ma sono andata al cimitero a sistemare i fiori sulla tomba di tuo padre e sul tombino dei tuoi nonni.
- Ma?
- Sí.
- Ma perché diavolo lo chiami tombino?
- Perché è piccolino.
- Ah! Comunque sappi che anch'io, quando muoio, voglio un loculo piccolo come quello dei nonni.
- Però quello lo danno solo a chi si fa cremare.
- Ecco, infatti, allora sappilo, anche io mi voglio far cremare.
- Me lo segno. Comunque, sappi che anch'io mi voglio far cremare.
- Okay, me lo segno anch'io.
- Allora, facciamo cosí: chi resta provvede per l'altro.
- Affare fatto.
5⭐️ Una serie di botta e risposte tra Francesco e sua madre nel corso della vita, da quando era piccolo a quando è cresciuto, da quando non aveva pensieri a quando la malattia si è impossessata del suo corpo. Sono tutti discorsi molto ironici comunque e adoro per questo Francesco, bravissimo… un libro dedicato alla mamma Mariella ma che fa bene a tutti!
March 5, 2020
I am currently learning Italian - trying to recover the language I spoke exclusively for the first 5 years of my life. Why did I lose my mother tongue? There are many, varied reasons. Among them is that my lack of education about the Italian language hampered my confidence so that I gradually abandoned it.
Now, for various reasons I want to recover what I have lost. One of the methods I am using is to read books written in Italian. This book was perfect! It introduced me to new vocabulary but also reminded me of long-forgotten vocabulary. The format of simple conversations between mother and son also made it easier for me to keep track of the narrative. Half way through the book, I started reading it out loud; something which proved to help me better understand what I was reading.
I am grateful I found this book.
Now, for various reasons I want to recover what I have lost. One of the methods I am using is to read books written in Italian. This book was perfect! It introduced me to new vocabulary but also reminded me of long-forgotten vocabulary. The format of simple conversations between mother and son also made it easier for me to keep track of the narrative. Half way through the book, I started reading it out loud; something which proved to help me better understand what I was reading.
I am grateful I found this book.
September 27, 2017
Spiritoso, ironico, divertente. La storia di un rapporto "madre-figlio", condensata in forma di brevi, ma significativi dialoghi, raccolti per trattare singoli argomenti che puntellano una vita. Che svelano un carattere, con tutte le sue incongruenze e contraddizioni. E che ce lo fanno amare, proprio in virtù di quelle.
Read
May 3, 2016Ombrellone.
May 28, 2022
La versione in italiano, “Mia madre e altre catastrofi” non mi ha mai attirato, mentre questa versione in lingua sarda, o, per meglio dire in stretto slang cagliaritano l'ho voluta subito! E non me ne sono pentita. Si tratta di decine di “botta e risposta” tra madre e figlio che, di per sé, non sarebbero così spiritose; ma sono in sardo, in slang cagliaritano, e se vengono lette con quella esatta pronuncia locale, riportano me indietro negli anni (io e Abate siamo praticamente coetanei) e mi fanno ridere, ma tanto ridere. Una mamma fuori dagli schemi e un figlio scrittore: non poteva che uscire un libro fuori dal comune.
November 13, 2020
Breve, dinamico, estremamente divertente ma con momenti profondi che mi hanno commossa nel profondo. Un libro che consiglierei senza esitazione.
April 7, 2016
Di tutto quello che succede nella famiglia di Francesco, la madre è in effetti la catastrofe minore; affronta le durezze della vita con risposte dirette, apparentemente non filtrate ma, proprio per questo, dolorosamente meditate.
Non mancano mai, però, di autoironia, di ironia e di sarcasmo, così come ci si può aspettare da una donna sarda -almeno come io la immaginavo prima di averne conferma in questo libro-.
La madre di Francesco è come una di quelle caramelle dure che all'interno hanno il cuore morbido, tutta "scioglievolezza" dove l'amore si spande a latere. La Signora non si preoccupi, ne esce bene, molto bene!
Contenta che questa opera aspra e delicata allo stesso tempo sia nata al Festivaletteratura di Mantova.
Non mancano mai, però, di autoironia, di ironia e di sarcasmo, così come ci si può aspettare da una donna sarda -almeno come io la immaginavo prima di averne conferma in questo libro-.
La madre di Francesco è come una di quelle caramelle dure che all'interno hanno il cuore morbido, tutta "scioglievolezza" dove l'amore si spande a latere. La Signora non si preoccupi, ne esce bene, molto bene!
Contenta che questa opera aspra e delicata allo stesso tempo sia nata al Festivaletteratura di Mantova.
June 26, 2016
Rari e preziosi i libri che fanno sorridere senza essere sciatti, scemi o banali. Grazie a una madre un po' yiddish (gliel'ha detto Moni Ovadia!), di quelle che piacerebbero a Woody Allen o a Philip Roth, questi dialoghi sono caustici, divertenti e amari.
July 3, 2017
Ho passato un pomeriggio divertente 😁
July 6, 2024
Veloce e frizzante lettura, tra i vari duslighi tra madre e figlio, l autore, che con ironia ci porta a conoscenza di questo " bellissimo" rapporto tra dolori gioie e gag divertenti...lettura di una mattinata ma veramente piacevolissima
February 25, 2026
lettura allegra, leggera e sarcastica. per noi boomer tanti ricordi di un rapporto con i genitori ormai inconcepibile. ma questo è anche e soprattutto il ritratto di una donna forte e autonoma che è mamma a modo suo, come solo lei può essere.
July 29, 2017
Divertente ma alla lunga banale... non mi è piaciuto, forse avevo altre aspettative.
January 8, 2018
Breve, divertente, facile da leggere, ma sorprendentemente complesso nelle implicazioni. L'ho letto in vacanza e mi è piaciuto molto.
Read
August 29, 2019Davvero leggero e graziosissimo :)
January 21, 2022
Letto in un giorno e mezzo. Francesco Abate riesce a raccontare il rapporto più autentico, quello tra madre e figlio, in modo ironico e pungente, anche quando non tutto va come dovrebbe
March 14, 2024
Bellissimo! Un libro che mi ha stupito.
Divertente e vero.
Divertente e vero.
September 1, 2024
"Bisogna avere fede nelle madri. Sanno ciò che noi non potremo mai comprendere, vedono oltre la nostra capacità visiva."
November 24, 2024
gli darei un 6/10, ma non so perché 3/5 mi sembra troppo
March 4, 2024
Teatrale ma fa riflettere
March 14, 2016
La mia recensione per http://www.mangialibri.com/
Mariella è la mamma di Francesco Abate, ma non è una madre come tutte le altre. Le piace fare il bagno al mare in dicembre, ha una 500 color crema in cui anche in piena estate custodisce una pelliccia, partecipa agli incontri del collettivo femminista ma non perde mai una messa alla chiesa neocatecumenale. Voci di quartiere dicono sia stata allevata in una gabbia di tigri, da cui è uscita solo dopo aver sbranato l’ultima. Come se avere per madre una mangiatrice di tigri non fosse già abbastanza complicato, Francesco “Checco” e i fratelli imparano presto che per fronteggiare le “avversità della vita” spesso occorrono colpi di battipanni sul sedere e pizzicotti con la girata. Mariella però, con la sua personalità frizzante, lo spirito indipendente e i suoi “Lo so già” è soprattutto una colonna portante. Mai abbattuta o disperata, ha saputo tenere insieme una famiglia sulla quale le fatalità della vita si sono accanite troppo presto e con troppa veemenza. Svolgendo il lavoro più difficile del mondo, Mariella si districa tra corsie d’ospedale, viaggi in Terra Santa, Gay pride e fette di pane con zucchero e margarina. E si reinventa ogni giorno per insegnare ai figli il valore dei “no” e il mistero dell’affetto incondizionato.
Ah, le mamme! Assillano, si impicciano, chiamano nei momenti meno opportuni, ci mettono in imbarazzo davanti agli amici… eppure non sapremmo come farne a meno. E con noi anche Francesco Abate che, incurante di essere chiamato “mammone”, sembra aver trovato la formula magica per raccontare il rapporto d’amore più dolce e burrascoso di sempre: quello di una madre con i propri figli. Nato da una serie di stati condivisi dall’autore sulla propria pagina Facebook, Mia madre e altre catastrofi è un frizzante susseguirsi di dialoghi divisi per tema e ordine temporale. Le voci principali sono quelle di Checco e Mariella, a cui fanno da coro il fratello Giuseppe, la figlia Giulia, il professor Carroni e tutta un’indimenticabile carrellata di anziane signore, aspiranti poeti e colleghi di lavoro. A rubare la scena però è sicuramente Mariella, che per comicità e intelligenza non ha nulla da invidiare ai veterani del palcoscenico. Il libro si presta così bene alla messa in scena che Einaudi ha anche prodotto una serie di booktrailer per la regia di Peter Marcias, con la grandissima Piera Degli Esposti nel ruolo di questa madre-uragano. Fin dalle prime pagine veniamo risucchiati nelle vicende personali della famiglia Abate, alcune delle quali molto delicate: le difficoltà economiche, la malattia del padre e poi quella di Francesco. Ciò che però rende grande questo libriccino, anche là dove invece che una risata arriva a strapparti un sospiro amaro, sono la leggerezza e l’autoironia della narrazione. Francesco Abate racconta la propria madre, ma è un po’ come se raccontasse anche le nostre: combattenti dalla tenerezza infinita, pronte a sottolineare i nostri errori, ma sempre in prima linea quando si tratta di festeggiare anche i più piccoli successi.
Mariella è la mamma di Francesco Abate, ma non è una madre come tutte le altre. Le piace fare il bagno al mare in dicembre, ha una 500 color crema in cui anche in piena estate custodisce una pelliccia, partecipa agli incontri del collettivo femminista ma non perde mai una messa alla chiesa neocatecumenale. Voci di quartiere dicono sia stata allevata in una gabbia di tigri, da cui è uscita solo dopo aver sbranato l’ultima. Come se avere per madre una mangiatrice di tigri non fosse già abbastanza complicato, Francesco “Checco” e i fratelli imparano presto che per fronteggiare le “avversità della vita” spesso occorrono colpi di battipanni sul sedere e pizzicotti con la girata. Mariella però, con la sua personalità frizzante, lo spirito indipendente e i suoi “Lo so già” è soprattutto una colonna portante. Mai abbattuta o disperata, ha saputo tenere insieme una famiglia sulla quale le fatalità della vita si sono accanite troppo presto e con troppa veemenza. Svolgendo il lavoro più difficile del mondo, Mariella si districa tra corsie d’ospedale, viaggi in Terra Santa, Gay pride e fette di pane con zucchero e margarina. E si reinventa ogni giorno per insegnare ai figli il valore dei “no” e il mistero dell’affetto incondizionato.
Ah, le mamme! Assillano, si impicciano, chiamano nei momenti meno opportuni, ci mettono in imbarazzo davanti agli amici… eppure non sapremmo come farne a meno. E con noi anche Francesco Abate che, incurante di essere chiamato “mammone”, sembra aver trovato la formula magica per raccontare il rapporto d’amore più dolce e burrascoso di sempre: quello di una madre con i propri figli. Nato da una serie di stati condivisi dall’autore sulla propria pagina Facebook, Mia madre e altre catastrofi è un frizzante susseguirsi di dialoghi divisi per tema e ordine temporale. Le voci principali sono quelle di Checco e Mariella, a cui fanno da coro il fratello Giuseppe, la figlia Giulia, il professor Carroni e tutta un’indimenticabile carrellata di anziane signore, aspiranti poeti e colleghi di lavoro. A rubare la scena però è sicuramente Mariella, che per comicità e intelligenza non ha nulla da invidiare ai veterani del palcoscenico. Il libro si presta così bene alla messa in scena che Einaudi ha anche prodotto una serie di booktrailer per la regia di Peter Marcias, con la grandissima Piera Degli Esposti nel ruolo di questa madre-uragano. Fin dalle prime pagine veniamo risucchiati nelle vicende personali della famiglia Abate, alcune delle quali molto delicate: le difficoltà economiche, la malattia del padre e poi quella di Francesco. Ciò che però rende grande questo libriccino, anche là dove invece che una risata arriva a strapparti un sospiro amaro, sono la leggerezza e l’autoironia della narrazione. Francesco Abate racconta la propria madre, ma è un po’ come se raccontasse anche le nostre: combattenti dalla tenerezza infinita, pronte a sottolineare i nostri errori, ma sempre in prima linea quando si tratta di festeggiare anche i più piccoli successi.
May 14, 2016
Semplicemente wow. L'ho letto in meno di 2 ore, anche perché sono poche pagine, ahimè. Mi ha fatto ridere, mi ha fatto pensare, mi ha fatto commuovere, mi ha fatto emozionare. La mamma di Francesco è fantastica, una donna che trascura il suo sogno in favore della famiglia. Avrei letto altre pagine. Chissà, magari in futuro.....
March 27, 2016
Uno dei recenti 'prodotti del web'. Si legge senza impegno e con qualche diletto, soprattutto se si condivide con l'autore l'origine cagliaritana
April 29, 2016
La dissacrante ironia di una madre che porta il dolore come se fosse una pelliccia.
Magari quella su cui il figlio ha vomitato.
Bello: la comicità nella quotidianità.
Magari quella su cui il figlio ha vomitato.
Bello: la comicità nella quotidianità.
May 15, 2016
Buffo, divertente.
June 27, 2016
ci volevano proprio queste quattro sane risate! Carinissimo
November 8, 2016
Divertentissimo e intelligente, lei sveglia e poco propensa alle smancerie. L'ho adorata!
August 21, 2022
Esilarante. Un rapporto madre figlio esemplare, una donna forte e indipendente che è stata tratteggiata con sapiente ironia dal figlio scrittore.
August 7, 2016
Qualche ... ora di svago
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