Il razzismo è una risposta semplice, efficace ed estremamente adattabile a una molteplicità di problemi, domande, paure.
Questa è la tesi di George Mosse, esposta nel libro con grande efficacia e chiarezza.
Sin dal XVIII secolo, miti e stereotipi razzisti erano diffusi in Europa, sia a livello della cultura popolare, sia negli ambienti intellettuali.
Il pensiero razzista si è nutrito di elementi sempre diversi, convergendo verso il risultato di creare una serie di miti, ossia di racconti fantastici utili a dare una spiegazione pseudorazionale, a volte pseudoscientifica, alle inquietudini della società europea in trasformazione.
Fra queste, la più semplice ed immediata è la creazione di un nemico, diverso dalla maggioranza dei membri della comunità, a cui addossare ogni colpa.
Il risultato supremo di questa lunga e multiforme opera di penetrazione culturale è l'affermazione del nazionalsocialismo tedesco.
Il nazismo hitleriano era una forza politica con una visione del mondo millenaristisca, essenzialmente basata su una teoria razziale biologistica.
In questo, Hitler si rivelò erede del razzismo sette\ottocentesco di matrice illuministica.
Ma il nazismo fu altrettanto fortemente influenzato da un complesso di credenze misteriche e occultistiche, prevalentemente legate all'immaginario culto degli Ariani (come noto, molti dei principali gerarchi nazisti erano membri di società segrete come la Thule).
Un complesso di fattori ne consentì il successo in Germania, paese che più di altri presentava le condizioni favorevoli per la vittoria: fra esse, la principale per Mosse è il trauma per la sconfitta militare nella prima guerra mondiale, unita a un clima culturale particolarmente incline ad accettare teorie basate sulla presunta superiorità razziale e spirituale dei tedeschi, unici discendenti degli Ariani.
Ideale primo passo per lo studio delle opere di Mosse sull'argomento, il libro è tuttora un formidabile compendio di pensieri e riflessioni, che è bene tenere a mente ogni volta che, magari leggendo una delle tante notizie di "nera", siamo tentati di cercare nel titolo un aggettivo che ci rassicuri ("rumeno", "rom", "extracomunitario").