Aveva padroneggiato l'arte dello stile di vita ad alto rischio, e tutto per essere ammazzato da uno psicopatico di bassa lega e rapinato di quaranta dollari e un mangianastri. Una morte senza senso e di cattivo gusto. Sal Mineo ne sarebbe rimasto profondamente offeso.
Due storie vere che hanno sconvolto l'opinione pubblica americana e lasciato profondi punti interrogativi: l'omicidio delle "Career Girls" Janice Wylie ed Emily Hoffert di Manhattan e il caso dell'attore Sal Mineo, a West Hollyfool.
James Ellroy sceglie due celebri episodi di cronaca nera, accomunati dalla peculiarità delle vittime e dalla risonanza mediatica che ricevettero, e ne ricostruisce la cronologia, proprio come un reportage giornalistico. Prende, tuttavia, le distanze dall'obiettività della deontologia professionale quando, fin dalle prime battute, dichiara la ricostruzione romanzata per bocca di non meglio identificabili detective coinvolti nelle indagini.
Con uno stile rapido, asciutto, che procede per accumulo rapidissimo di informazioni, Ellroy riassume i dettagli del caso e sparge tra le pagine, come fossero indizi, aggettivi e frasi che denotano il sentire comune: il lettore viene a costruirsi un'immagine forzata e chiaratamente stereotipata delle vittime, degli indiziati e degli assassini.
I pregiudizi permeano queste due ricostruzioni, e sono gli stessi pregiudizi che hanno ingannato il pubblico, la stampa e gli investigarori dell'epoca; laddove sembra impossibile conservare uno sguardo neutrale e distaccato sui fatti, Ellroy forza fino al paradosso la visione soggettiva, la falsa obiettività.
Il risultato è un perfetto e godibile romanzo doppio, che soddisfa appieno i "curiosi dell'orrido", come li definisce l'autore.