Alberto Madrigal torna con un nuovo libro assolutamente sorprendente. Inizialmente aveva deciso di fare una raccolta di storie del suo blog, poi si è reso conto che la storia lo portava in una direzione completamente diversa e imprevista, e ne è risultato questo volume, al 90% inedito e per il 10% composto da storie del blog, in cui affronta i temi del crescere, del senso di responsabilità, di cosa significhi diventare marito e padre e, soprattutto, di quanto ci si metta costantemente in dubbio quando si ha un grande sogno il cui percorso confligge con “la vita vera”. Un libro divertente, profondo, toccante e illuminante, che consacra Alberto come una delle voci più fresche e sagge del Fumetto europeo moderno.
Mi ricordo quando andai in libreria con un mio amico che mi disse "compralo, è bellissimo". Così feci, ad occhi chiusi lo presi, ma non volli sapere niente a riguardo nè tantomeno lo sfogliai in solitudine per la curiosità. Niente di niente. Così questo volume andò a fare compagni agli altri negli scaffali come se niente fosse, fino a pochi giorni fa. Mi sono subito attaccato al libro dalle prime pagine, dai disegni perfetti, dove ho letto negli occhi del personaggio i suoi sentimenti. Madrigal mi ha permesso di guardare in faccia alla realtà, a le situazioni possibili della vita. Questo romanzo autobiografico a fumetti è qualcosa di umano, profondo, dove lui stesso è in crisi, sconfitto dalla paura di non riuscire a scrivere più, non avere più idee, il tutto condito dalla nascita imminente di suo figlio e le ripercussioni sui rapporti con la compagna e le faccende di casa. Non voglio dirvi altro, ma in un periodo così difficile è stato veramente un toccasana questo libro, a saperlo lo avrei letto molto prima, ma è andato bene così, 5 stelle super meritate.
Alberto Madrigal è stato una piacevolissima scoperta. Pigiama computer biscotti è un esperimento, almeno nell’ambito delle graphic novel: Madrigal cerca di raccontare come nasce e si sviluppa un racconto, cosa vuol dire fare il suo mestiere, combattere con le difficoltà del mercato del lavoro in crisi e più nello specifico di un mercato, quale quello editoriale, così poco remunerato, anche quando si riesce a raggiungere un discreto favore di pubblico. Mi piace molto lo stile di Madrigal, sia quello della sua narrazione, sia quello dei suoi disegni “acquerellati”; mi piace molto il ritmo della sua storia, così rassicurante, sebbene tratti di tematiche che provocano ansia e preoccupazione a tanti miei coetanei (ed anche a me). Eppure in questi tempi beceri, in questo futuro insicuro e sbeccato, anche noi possiamo costruirci un angolino di pace, un piccolo mondo a nostra immagine e somiglianza, che ci conceda un po’ di gioia. Voglio crederci, almeno.
E' dolce. E sincero. E l'empatia è totale. Non sono fan dello stile di disegno, ma ho apprezzato molto la scrittura - che prende il sopravvento. Mi ha ricordato, pur nella sua enorme diversità, certi certi manga con dentro una grande esplorazione intimistica dei personaggi, tanto da sentirli quasi 'amici'.
Una bella graphic novel, la consiglio a chiunque, ma soprattutto a chi si appresta a diventare genitore o lo è diventato da poco, e contemporaneamente vuol continuare a portare avanti le proprie passioni artistiche. (Per chi non lo conoscesse Alberto Madrigal è colui che ha colorato la copertina di “Macerie Prime” di ZeroCalcare)
Pigiama, computer e biscotti è una graphic novel autobiografica che esplora le sfide quotidiane di un fumettista alle prese con la paternità e le incertezze professionali.
L'opera di Madrigal si distingue per la sua sincerità nel rappresentare dubbi e paure legati al suo mondo creativo e familiare.
Tuttavia, la scelta di una narrazione frammentata per me è risultata poco coinvolgente e, pur offrendo spunti di riflessione sulla vita di un artista e padre, non mi ha soddisfatto appieno perché l'ho trovato poco strutturato e per nulla vivace.
Graphic Novel autobiografica di come un fumettista riesce a trovare l'ispirazione nella vita di tutti i giorni e nella nascita del figlio per portare a termine il suo libro.
Avrei voluto dare di più ma avevo sempre la sensazione di lamentela. Come se il fumettista/autore non smettesse più di lamentarsi, quell'amico (ce l'abbiamo tutti) che ti attacca sempre i pipponi su cose che a tuo giudizio sono anche abbastanza irrilevanti perché è un po' troppo concentrato su se stesso... ecco sembrava di sentire quell'amico li.
Non mancano alcune punte di commozione, sopratutto quando parla del figlio.
Fino ad ora é la graphic novel di Madrigal che mi é piaciuta piú di tutti, non so se perché mi sembra ormai di conoscerlo e dopo la presentazione di questo libro ancora di piú o se perché invece il bianco é nero é sempre stata la mia scelta d'elezione rispetto al colore, che va bene invece per le copertine, secondo me ovviamente. Comunque bella, bella, bella.
Per molti versi tocca nel profondo dei temi che mi parlano da vicino e lo fa con elegante tenerezza. Angosce e insicurezze dell'artista, dello scrittore, del partner e del padre, ma anche del ragazzo che diventa uomo, in un insieme biografico dalle delicate inquadrature che a partire dal singolo dettaglio riescono a dipanare una storia privata, famigliare e allo stesso tempo universale.
Una graphic novel autobiografica in cui l’autore racconta l’esperienza di diventare padre continuando a inseguire un sogno che spesso si scontra con le difficoltà della vita reale: fare il fumettista e lavorare da freelance.
Sono stata attratta da questa graphic novel perché pensavo si incentrasse molto di più sul ruolo dell’autore come padre. In realtà la storia è a 360°, facendoci conoscere Madrigal sia nella sua vita di padre che di artista. Personalmente non lo conoscevo neanche in questa seconda veste, per cui questa lettura è stata una bella scoperta a prescindere. Dal punto di vista emotivo sono rimasta piuttosto tiepida ma non si può negare che sia un’opera molto franca e molto interessante per conoscere un po’ dì più ed empatizzare con la vita di un fumettista.
Ce n'è voluto di tempo per approcciare questo tipo di lettura, alla fine mi sono fatta convincere e devo dire che ne sono rimasta piacevolmente stupita.
La storia è molto semplice, autobiografica tra l'altro, parliamo di un fumettista che non riesce a terminare il suo nuovo libro e nel frattempo diventa padre, dunque si trova a fronteggiare da un lato le incombenze della vita quotidiana con questa nuova meravigliosa e impegnativa avventura che è crescere un foglio.
In conclusione, la sintesi della mia prima esperienza con il graphic novel, una storia abbastanza semplice, ma capace comunque di veicolare messaggi importanti.
Autofiction a fumetti, tra incertezze, timori e desideri. Il disegno di Madrigal mi piace molto. Se non siete estranei al catalogo Bao riconoscerete più di una persona. [73/100]
Finalmente leggo Madrigal, che già ammiravo per i bellissimi colori alle copertine di Zerocalcare. In quest’opera intimistica, conosciamo la personalità e le emozioni dell’autore, la sua vita a Berlino, il cambiamento che il figlio ha portato nella sua esistenza. Mi è piaciuto molto scoprire dettagli del processo creativo del fumettista. Contemporaneamente mi sono sentita connessa alle sue emozioni, ai suoi sogni e ai suoi timori. Ho anche amato vedere come personaggi altri fumettisti del team Bao! Consigliato a tutti e in particolare a chi sogna una carriera nell’arte o nell’editoria.
Really sweet, rambling slice of life graphic novel about a 30something Spanish(-Italian?) comix artist living in Berlin, struggling with writer's block, and becoming a father. This comix SPOKE TO ME, MAN, as it intersected so many of my interests: living the expat life in Berlin, the exhaustion and exhiliration of new parenthood, the heart-drama of making art (how will you find the time???? the inspiration?????).
I do wonder if people who are not freshly-made parents, who care a lot about their artistic output, and are Euro, will react to this book? But for me - the scenes where he worries about his Sunday mornings doodling at the cafe, and then brings his 1-year-old boy there and they read in glorious, companionable silence together at the cafe, and then the son gets all silly and runs around shrieking, and the father feels immense love for him - well, I got choked up.
È in libro dolcissimo. Semplicemente arriva al cuore raccontato i dubbi e le paure di un papà alle prime armi che deve destreggiarsi fra un il lavoro dei suoi sogni ed essere il padre che suo figlio merita. Il tratto di Madrigal mi affascina molto, ha una linea essenziale e mixa bene colori tenui (anche se nello specifico questo libro è jn bianco e nero).
Autore che non vedevo l’ora di leggere, aspettavo il momento giusto da anni. Ho apprezzato molto il suo stile di disegno e il suo modo di raccontare questa storia. Ci è scappata anche la lacrimuccia finale. Bello bello bello.
questo fumetto è proprio carino, è coccoloso, lo leggi e ti sembra di essere a casa con questa bellissima famigliola anche tu in pigiama a mangiare biscotti, molto dolce. lo stile di madrigal è proprio bello, l’acquerello mi fa impazzire.
Ho trovato lo stile di Madrigal confortante, se avessi questa graphic novel in formato cartaceo la leggerei prima di andare a dormire. Ho apprezzato la storia per la sincerità con cui l'autore racconta paure che a volte sono anche le nostre senza però appesantire eccessivamente il tono, che spesso fa ridere. Sono davvero contenta di aver letto finalmente qualcosa di Madrigal.
Liberi professionisti, piccoli imprenditori, artisti e inventori del proprio lavoro questo libro è per voi! Una limpida e raffinata descrizione di un vero e proprio doppio legame clinico o, in altre parole, quello che riconosciamo come un paradosso da cui non è possibile uscire.
Da un lato la famiglia, la genitorialità, la possibilità di diventare adulti grazie alla creazione di un’identità professionale che conferisce stabilità emotiva e psicologica tale da sentirsi pronti a passi in avanti. Dall’altro il vincolo di non poter proseguire con sogni e attività instabili, senza garanzie, rischiose pena la totale inadeguatezza nell’interpretare quel ruolo di adulto genitore che tanto si desidera.
“Pigiama, computer, biscotti” non fornisce la soluzione, ma in un crescendo di coinvolgimento grafico e narrativo -che a me ricorda moltissimo il processo terapeutico- amplia la visione, offre nuove prospettive, non giudica né limita.
Alberto Madrigal mi piace per questo, perchè parte dalla realtà, ritraendo addirittura le persone che costituiscono le sue relazioni professionali, aggiungendo curiosità e quel senso di appartenenza del lettore alla storia, di riconoscimento di un mondo che non è degli altri, ma che li include.
Infine, ciliegina sulla torta per me, anche il contesto urbano non rimane sullo sfondo, non è solo ambientazione: ogni città ha le sue regole che vanno scoperte per sentirsi adeguati e capaci.
Delicato,originale, molto piacevole, è facile immedesimarsi nelle preoccupazioni di Madrigal. Interessante anche la parte finale in cui mostra com'è nato il libro e il processo creativo.
Con una sensibilità spiccata Madrigal dipinge e narra la sua storia, portandoci dentro le difficoltà comuni a tanti giovani precari che inseguono un sogno. Grazie.
Finalmente ricordi il motivo per cui vuoi fare fumetti. Perché ti permette di essere la persona che sei, qualunque cosa ti succeda. Non è un sogno, è un’ancora. A tutti ne serve una.
Per tutto il libro Alberto Madrigal viene incalzato da amici e colleghi perché aggiorni il suo blog, perché vi abbozzi brevi momenti di vita domestica dai toni divertenti. Il non detto sembra essere “pur di far qualcosa” e “fanno tutti così ormai”. Continuamente gli chiedono a cosa stia lavorando, e la risposta è vaga. La risposta vaga è appunto questo libro nato tra i ritagli di tempo, schizzato in digitale mentre si applicava al canovaccio di un’idea poi naufragata e gli nasceva un figlio. Credo che avrei preferito una storia vera, magari proprio quella sulla lavatrice. In genere in questi “episodi” ogni inezia diventa l’allegoria di un pensiero più profondo che per forza di cose non viene elaborato bene, in quanto liquidato nel testo scritto in alto o in basso a corredo delle vignette. Finisce che “mi tocca” leggere del mal di testa che viene ad Alberto quando fissa per troppe ore lo schermo dei devices e di come ha ovviato al problema concedendosi un riposino. Questo è l’argomento di conversazione più frequente tra i boomer dopo il meteo, però sulla chiusa (la morale!) il discorso assume un tono altisonante che non gli si addice: “Ed è allora che ti rendi conto. Ti rendi conto che la soluzione ai tuoi problemi non è sempre faticosa e impegnativa, ma può anche essere piacevole” --> …, dai. Alberto scopre il significato di “carico mentale domestico” (e si ferma lì, cavolo Alberto sei anche femminista! Tu sì che sei sul pezzo); Alberto porta il figlio a prendere un frappuccino; Alberto triplica il prezzo del preventivo fatto ad una ditta per farsi prendere sul serio. Valentina va in vacanza, Valentina dà il primo bacio, Un mistero per Valentina. Per me Bastien Vives (citato nelle prime pagine) resta lontano.
Mi è piaciuto vedere la versione di Zerocalcare di Alberto (Zero ha le sopracciglia!), e la scena in cui Alberto cammina su e giù per il salotto nel tentativo di far addormentare il pargolo schivando degli ostacoli (vasi, scatole, libri) che egli stesso ha piazzato strategicamente sul pavimento per mantenersi in allerta. “Non puoi saltare il bagnetto solo per un giorno perché si comincia così e poi finisce che non gli dai più da mangiare per non dover cambiare i pannolini” :-)
In questa graphic novel Alberto Madrigal, spagnolo che fa la spola tra Berlino e l’Italia, racconta la sua quotidianità, con riflessioni che riguardano il lavoro come illustratore e autore, le sue amicizie e l’essere diventato padre. I disegni di Madrigal sono nulla più che carini, secondo il mio punto di vista, sicuramente uno stile molto indicato all’uso dell’acquarello, tecnica che in generale predilige. Però, sarà che non conoscevo questo autore, sarà che gli argomenti di cui parla (e il modo in cui ne parla) non mi interessano un granché, ma questa graphic non mi ha per niente coinvolta. Mi è sembrato di leggere qualcosa che avesse intenti simili a un flusso di coscienza di Zerocalcare (che peraltro fa una comparsata in questo libro, come amico dell’autore), ma senza l’ironia pungente del fumettista romano. Onestamente, e lo dico con un po’ di dispiacere, non mi importa quasi niente dei “pipponi” lavorativi di Madrigal, che probabilmente sono molto simili a quelli di qualsiasi lavoratore autonomo con velleità artistiche, né dei suoi sensi di colpa quando “abbandona” il figlio al nido per poter lavorare, che saranno gli stessi sensi di colpa dei genitori che lasciano il figlio di un anno al nido. Inoltre alcune riflessioni sulla “saggezza della natura” che decide quando sei pronta/o per avere un figlio mi sono sembrate delle cavolate pazzesche, per non andare più sul volgare ed esprimere meglio il mio pensiero. Insomma: una graphic novel veloce da leggere. Punto.
Questo fumetto mi è capitato tra gli occhi mentre cercavo altro e non so, forse la copertina o forse la volontà inconscia di leggere un fumetto ha fatto sì che mi soffermassi sulla trama e lì si son fermati i treni. L'ho acquistato senza minimamente pensarci troppo, ma è stato un acquisto più per un'altra persona che per me. Essendo un fumetto è semplice terminarlo in un giorno e così è stato, ma quando ho finito di leggerlo l'ho sfogliato più e più volte soffermandomi sulle tavole che mi son piaciute di più. Quella che viene raccontata è sicuramente una storia molto incisiva. Un padre si trova davanti ad un limbo in quanto ha un sogno che gli preme da tempo sul petto, ovvero diventare un fumettista, ma d'altro canto sta per diventare padre e non sa se è il momento giusto, un figlio assorbe tanta energia non solo fisica ma anche economica, e di certo di soli fumetti non si vive. Giorno dopo giorno si accorge però che è dura metter via i propri sogni, soprattutto quando questi fanno spesso capolino tra i pensieri. L'arrivo di un figlio, lo porta poi sicuramente a fermarsi e a riflettere, però poi succede qualcosa dentro di lui e tutto cambia e comprende che sì i sogni non serve accantonarli solo perchè vi è l'arrivo di un figlio, ma che riuscendo a trovare il giusto equilibrio, tutto si può fare!
Una graphic novel autobiografica con un doppio appeal per i freelance creativi da scrivania: la condivisibilità trasversale, che si tratti di consegnare tavole, traduzioni, articoli. Certo, questo bel volume di Alberto Madrigal, caratterizzato dal tratto morbido e spesso sfumato, quasi acquarellato, è incentrato sul suo "imparare a fare il padre", per altro nella cornice di una Berlino senza tempo ("Ci vivo da tre anni" "Ma sei scemo? Rispondi la stessa cosa da sette anni"... come non ritrovarsi nella crono-percezione falsata da schermi, scadenze, rimandi, slittamenti, dalla vita che straripa?). Per quanto io non sia particolarmente dotata di istinto materno, ho apprezzato molto l'onestà con cui l'autore racconta paure, ostacoli e traguardi. Deliziosi anche gli scorci sul mondo fumettistico italiano: Zerocalcare una volta tanto non disegnato da Zerocalcare, il salone di Torino, il mitico Michele Foschini di BAO Publishing. Ma la cosa che più mi è rimasta nel cuore è una vignetta a tutta pagina, in notturna: "E finalmente ricordi il motivo per cui vuoi fare fumetti [traduzioni, romanzi, poesie...]. Perché ti permette di essere la persona che sei, qualunque altra cosa ti succeda. Non è un sogno, è un'ancora. A tutti ne serve una."
“Pigiama Computer Biscotti” (Pyjamas Computer Cookies) is a graphic novel created by Alberto Madrigal, who narrates about his private life in a domestic partnership with his wife and the struggles of being a self-employed artist.
While working on a new book, Madrigal refuses to announce this fact to surroundings by his own Zen’s principles. A newborn son arrives and new requests regarding graphic design show up; everything seems to be going in the right direction but his life as a father doesn’t turn out to be the way he had imagined it.
Writers block creates more difficulties when he can’t discover any satisfaction in his own works that were requested by other people. The deadlines are approaching and the new environment the artist is experiencing is still shaky.
An interesting monochromatic graphic novel about Alberto Madrigal’s life and some useful cues about how to handle ones own chores while handling unexpected situations. Alberto doesn’t cease to remind us that life itself, is made of lots of unexpected scenarios and troubles that we are unable to predict.