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Contro il fascismo
Quella di Giacomo Matteotti è una delle voci che con più forza e più coraggio si levarono contro i soprusi del regime fascista. A distanza di quasi un secolo questo volume esorta a prestarle di nuovo ascolto, riproponendo due documenti molto citati ma poco letti: il discorso del 31 gennaio 1921, quando Matteotti per la prima volta e per primo osò prendere la parola alla Camera contro il regime, e quello del 30 maggio 1924, quando denunciando i brogli elettorali egli firmò la propria condanna a morte, eseguita di lì a venti giorni per mano di cinque sicari fascisti. Grazie a queste due pietre miliari dei nostri annali parlamentari, opportunamente situate nel contesto dell’epoca dalla prefazione di Sergio Luzzatto, sarà possibile comprendere con maggiore verità d’accenti un momento cruciale della storia d’Italia, e riflettere su temi che tuttora trovano ampio spazio nel dibattito pubblico.
- GenresHistoryNonfiction
94 pages, Paperback
Published March 1, 2019
About the author
Giacomo Matteotti
36 books3 followersGiacomo Matteotti (22 May 1885 – 10 June 1924) was an Italian socialist politician. On 30 May 1924, he openly spoke in the Italian Parliament alleging the Italian fascists committed fraud in the 1924 Italian general election, and denounced the violence they used to gain votes. Eleven days later, he was kidnapped and killed by Fascists.
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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
September 8, 2019
Matteotti … chi era costui?
Giacomo Matteotti (1885 – 1924) è stato un politico, giornalista e antifascista italiano, segretario del Partito Socialista Unitario. Fu rapito e assassinato il 10 giugno 1924, a causa delle sue denunce dei brogli elettorali nelle elezioni del 6 aprile 1924, e a proposito della connivenza del Governo con il regime fascista.
Questo smilzo piccolo grande libro (euro 4.90) contiene due discorsi pronunciati da Matteotti.
Il primo, Discorso alla Camera dei Deputati 31 Gennaio 1921 (tratto da “Atti parlamentari, Camera, legislatura XXV, prima sessione, discussioni, tornata del 31 gennaio 1921), dove denuncia la manipolazione della realtà politica e sociale e la stretta connivenza tra i gerarchi fascisti e le autorità del Regno, questori e prefetti che “assistono impassibili e complici allo scempio della legge”.
Il secondo, Discorso alla Camera dei Deputati 30 Maggio 1924 (tratto da “Atti parlamentari, Camera, legislatura XXVII, prima sessione, discussioni, tornata del 30 maggio 1924), con il quale Matteotti denuncia i brogli elettorali del 6 aprile di quello stesso anno, firmando di fatto la sua condanna a morte.
Il discorso di Matteotti viene più volte interrotto dalle voci provenienti da banchi della destra. Ad un tratto, una voce si leva a sostegno delle affermazioni di Matteotti: “È la verità. È la verità!”. La voce è quella di un certo … Emilio Lussu, del Partito Sardo d’Azione. Nel novembre del ’26, lo stesso Lussu sarà aggredito dagli squadristi nella sua casa a Cagliari. Sarà arrestato per aver ucciso uno degli aggressori, e condannato al confino.
Nella sua prefazione, Sergio Luzzatto riporta uno scambio di battute, in occasione del secondo discorso, del secondo discorso, tra Matteotti ed il Presidente della Camera, cui Matteotti si era appellato perché venisse difeso il suo diritto alla parola: Alfredo Rocco: “Onorevole Matteotti, se ella vuole parlare, ha facoltà di continuare, ma prudentemente.”, e Matteotti replica: ”Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente!”.
Di Luzzatto queste ultime riflessioni: “E noi qui, cent’anni dopo o quasi, a raccogliere questa replica come oro colato: come l’essenza stessa di ogni battaglia democratica contro il fascismo. Ma noi qui anche a riflettere, nostro malgrado, sulla crisi storica di quella democrazia rappresentativa in nome della quale l’onorevole Matteotti si preparava allora a morire”.
E ancora: “Per lui, battersi contro il fascismo significa anche – al limite, significa anzitutto – impegnarsi in un esercizio di denominazione esatta delle cose, di restituzione narrativa della verità: “Io non accuso, racconto”.
Sono 94 paginette ...
Giacomo Matteotti (1885 – 1924) è stato un politico, giornalista e antifascista italiano, segretario del Partito Socialista Unitario. Fu rapito e assassinato il 10 giugno 1924, a causa delle sue denunce dei brogli elettorali nelle elezioni del 6 aprile 1924, e a proposito della connivenza del Governo con il regime fascista.
Questo smilzo piccolo grande libro (euro 4.90) contiene due discorsi pronunciati da Matteotti.
Il primo, Discorso alla Camera dei Deputati 31 Gennaio 1921 (tratto da “Atti parlamentari, Camera, legislatura XXV, prima sessione, discussioni, tornata del 31 gennaio 1921), dove denuncia la manipolazione della realtà politica e sociale e la stretta connivenza tra i gerarchi fascisti e le autorità del Regno, questori e prefetti che “assistono impassibili e complici allo scempio della legge”.
Il secondo, Discorso alla Camera dei Deputati 30 Maggio 1924 (tratto da “Atti parlamentari, Camera, legislatura XXVII, prima sessione, discussioni, tornata del 30 maggio 1924), con il quale Matteotti denuncia i brogli elettorali del 6 aprile di quello stesso anno, firmando di fatto la sua condanna a morte.
Il discorso di Matteotti viene più volte interrotto dalle voci provenienti da banchi della destra. Ad un tratto, una voce si leva a sostegno delle affermazioni di Matteotti: “È la verità. È la verità!”. La voce è quella di un certo … Emilio Lussu, del Partito Sardo d’Azione. Nel novembre del ’26, lo stesso Lussu sarà aggredito dagli squadristi nella sua casa a Cagliari. Sarà arrestato per aver ucciso uno degli aggressori, e condannato al confino.
Nella sua prefazione, Sergio Luzzatto riporta uno scambio di battute, in occasione del secondo discorso, del secondo discorso, tra Matteotti ed il Presidente della Camera, cui Matteotti si era appellato perché venisse difeso il suo diritto alla parola: Alfredo Rocco: “Onorevole Matteotti, se ella vuole parlare, ha facoltà di continuare, ma prudentemente.”, e Matteotti replica: ”Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente!”.
Di Luzzatto queste ultime riflessioni: “E noi qui, cent’anni dopo o quasi, a raccogliere questa replica come oro colato: come l’essenza stessa di ogni battaglia democratica contro il fascismo. Ma noi qui anche a riflettere, nostro malgrado, sulla crisi storica di quella democrazia rappresentativa in nome della quale l’onorevole Matteotti si preparava allora a morire”.
E ancora: “Per lui, battersi contro il fascismo significa anche – al limite, significa anzitutto – impegnarsi in un esercizio di denominazione esatta delle cose, di restituzione narrativa della verità: “Io non accuso, racconto”.
Sono 94 paginette ...
September 1, 2024
“io espongo fatti che non dovrebbero provocare rumori. I fatti o sono veri o li dimostrate falsi. non c’è offesa, non c’è ingiuria per nessuno in ciò che dico; c’è una descrizione di fatti”
lettura necessaria e in molti passaggi terribilmente attuale
lettura necessaria e in molti passaggi terribilmente attuale
April 29, 2021
"Io non accuso, racconto".
Questo piccolo libriccino di 94 pagine contiene due discorsi, tenuti da Giacomo Matteotti alla Camera dei deputati. Il primo fu pronunciato il 31 gennaio 1921, in cui Matteotti chiama il mondo borghese e il Governo di Giolitti ad assumersi la responsabilità delle violenze del fascismo; il secondo, tenuto il 30 maggio 1924, fu il suo ultimo intervento, in cui denunciava i ripetuti brogli delle precedenti elezioni.
Sulla fascetta che la Garzanti ha usato per abbracciare questo libro c'è scritto: "La lotta per la libertà di un eroe di ieri, una lezione di democrazia per i giovani di oggi". Forse è proprio così, forse non si tratta di una frase retorica ad uso e consumo del mercato librario. Tuttavia ha perfettamente ragione Sergio Luzzatto nella sua prefazione, quando dice che nell'Italia di oggi il nome di Giacomo Matteotti vive unicamente nella toponomastica.
Eppure sì, Giacomo Matteotti fu un eroe. Un eroe civile, che sapeva perfettamente a cosa andava incontro, pronunciando in aula quelle parole: fu insultato, interrotto nel suo discorso più volte, e, venti giorni dopo, a causa di quelle stesse parole, assassinato da cinque energumeni fascisti.
Uno dei torti peggiori che potremmo fare alla sua memoria sarebbe relegare la sua vita a una targa per dare il nome a una via o una piazza.
Le sue parole, invece, ancora adesso, proprio oggi, ci ammoniscono affinché abbiamo il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e ci invitano a non voltare la testa di fronte all'ingiustizia e al sopruso.
Questo piccolo libriccino di 94 pagine contiene due discorsi, tenuti da Giacomo Matteotti alla Camera dei deputati. Il primo fu pronunciato il 31 gennaio 1921, in cui Matteotti chiama il mondo borghese e il Governo di Giolitti ad assumersi la responsabilità delle violenze del fascismo; il secondo, tenuto il 30 maggio 1924, fu il suo ultimo intervento, in cui denunciava i ripetuti brogli delle precedenti elezioni.
Sulla fascetta che la Garzanti ha usato per abbracciare questo libro c'è scritto: "La lotta per la libertà di un eroe di ieri, una lezione di democrazia per i giovani di oggi". Forse è proprio così, forse non si tratta di una frase retorica ad uso e consumo del mercato librario. Tuttavia ha perfettamente ragione Sergio Luzzatto nella sua prefazione, quando dice che nell'Italia di oggi il nome di Giacomo Matteotti vive unicamente nella toponomastica.
Eppure sì, Giacomo Matteotti fu un eroe. Un eroe civile, che sapeva perfettamente a cosa andava incontro, pronunciando in aula quelle parole: fu insultato, interrotto nel suo discorso più volte, e, venti giorni dopo, a causa di quelle stesse parole, assassinato da cinque energumeni fascisti.
Uno dei torti peggiori che potremmo fare alla sua memoria sarebbe relegare la sua vita a una targa per dare il nome a una via o una piazza.
Le sue parole, invece, ancora adesso, proprio oggi, ci ammoniscono affinché abbiamo il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e ci invitano a non voltare la testa di fronte all'ingiustizia e al sopruso.
December 16, 2020
La lettura di questo libro, composto da due interventi parlamentari dell’ On. Matteotti, penso sia un dovere civico e costituzionale, una forma di rispetto per quegli uomini che con coraggio hanno avuto il coraggio di sfidare le menzogne e le prepotenze del Fascismo al potere. Poi, è una forma di rispetto a noi stessi, al nostro presente e al nostro futuro, per aiutarci a riconoscere quella prepotenza quando la incontriamo, quelle menzogne e quella ignoranza quando ci vengono proposte. Solo attraverso la conoscenza possiamo sperare che la Storia non si ripeta attraverso di noi.
September 10, 2021
Lettura tristemente attuale. Fa riflettere sul fatto di quanto oggigiorno, ci sia bisogno di una figura come Matteotti, che non abbia paura di denunciare e di porre l'attenzione su come le fake news alterino la realtà.
March 30, 2021
Ho le lacrime agli occhi. VA LETTO NELLE SCUOLE. ASSOLUTAMENTE.
May 30, 2024
In questo brevissimo libro troviamo riportati due discorsi di Giacomo Matteotti, pronunciati alla Camera: il primo una serie di violenze perpetrate dai fascisti e il secondo, pronunciato il 30 maggio 1924, in cui vengono denunciati i brogli elettorali e gli atti coercitivi dei fascisti che impediscono l’esercizio della democrazia. Un atto di coraggio di un esponente politico diventato in seguito eroe civile, per non aver temuto di andare contro il regime totalitario (anche a costo della sua stessa vita).
"È un dovere e un diritto, senza il quale non esiste sovranità popolare. Noi sentiamo tutto il male che all'Italia apporta il sistema della violenza; abbiamo lungamente scontato anche noi pur minori e occasionali eccessi dei nostri. Ma appunto per ciò, noi domandiamo alla maggioranza che essa ritorni all'osservanza del diritto. Voi che oggi avete in mano il potere e la forza, voi che vantate la vostra potenza, dovreste meglio di tutti gli altri essere in grado di fare osservare la legge da parte di tutti."
⭐️⭐️⭐️1/2
"È un dovere e un diritto, senza il quale non esiste sovranità popolare. Noi sentiamo tutto il male che all'Italia apporta il sistema della violenza; abbiamo lungamente scontato anche noi pur minori e occasionali eccessi dei nostri. Ma appunto per ciò, noi domandiamo alla maggioranza che essa ritorni all'osservanza del diritto. Voi che oggi avete in mano il potere e la forza, voi che vantate la vostra potenza, dovreste meglio di tutti gli altri essere in grado di fare osservare la legge da parte di tutti."
⭐️⭐️⭐️1/2
June 11, 2024
La prefazione di Sergio Luttazzo, introduce i 2 discorsi alla Camera del 1921 e del 1924 di Giacomo Matteotti ed è un inno antifascista, così come i discorsi stessi. Soprattutto con il 2o, si può respirare il clima di terrore instaurato dal regime fascista contro qualsiasi voce di dissenso all'indomani delle elezioni. Leggerlo è addentrarsi nella storia del nostro paese e comprendere meglio il coraggio e la caparbietà di un uomo, consapevole di aver firmato, con il suo discorso, la sua condanna a morte.
This entire review has been hidden because of spoilers.
February 20, 2026
‘Si tenta perfino dalla vostra magistratura e polizia di risalire, attraverso le vie più sottili e lontane di complicità, fino a responsabilità indirette inafferrabili, quando si tratta di violenze compiute da lavoratori.
Ma quando si tratta dei propositi pubblicamente manifestati da quella organizzazione che vuole le bande armate, che predica la giustizia privata, che affigge manifestini annunzianti la morte del tale e del tal’altro, che minaccia le rappresaglie contro la tale e la tale altra organizzazione; quando si tratta di tutto questo, la vostra autorità non esiste.’
Ma quando si tratta dei propositi pubblicamente manifestati da quella organizzazione che vuole le bande armate, che predica la giustizia privata, che affigge manifestini annunzianti la morte del tale e del tal’altro, che minaccia le rappresaglie contro la tale e la tale altra organizzazione; quando si tratta di tutto questo, la vostra autorità non esiste.’
This entire review has been hidden because of spoilers.
May 1, 2025
questi discorsi mi hanno aiutato a conoscere meglio un grande politico che purtroppo viene spesso messe in ombra. Il nome di Matteotti lo si ricorda solo per il suo delitto, meriterebbe di essere ricordato per il suo grande impegno parlamentare contro la violenza del fascismo.
February 25, 2023
Contro il Fascismo è una piccola edizione che riporta su carta i discorsi di Giacomo Matteotti alla camera dei deputati, del 31 gennaio 1921 e del 30 maggio 1924: nel primo discorso, Matteotti denuncia in parlamento una lunga serie di violenze attuate dai militanti fascisti, mentre nel secondo denuncia i brogli elettorali e la coercizione fascista nelle elezioni. Giacomo Matteotti era il segretario del Partito Socialista Unitario ed era tra i principali avversari politici di Benito Mussolini; per suo ordine fu assassinato. Era un uomo carismatico con grande capacità oratoria, in entrambi i discorsi, superò ampiamente il limite di tempo per i suoi interventi senza mai essere fermato, poichè aveva la piena attenzione di tutto Palazzo Montecitorio.
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