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Belluno. Andantino e grande fuga

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Nel fluire delle quartine di settenari e di endecasillabi ecco dunque Belluno, la piazza e le montagne che vede dalla finestra, e i nomi dialettali delle montagne formano un primo catalogo, un’orgia fonetica (si percepisce qui l’importanza che ha avuto per la poetessa aver tradotto Carlo Porta) che si fa subito filastrocca o litania; ecco il catalogo impietoso dei suoi fidanzati, che prendono la parola per accusare o per difendersi: «E non parlate tutti quanti insieme. | Mi rompete la metrica, imbecilli. | Ho nella testa qualcosa che mi preme… | e non trovo nessuna rima in illi». Ma «come una voce dentro la sua voce», nella sua assenza Raboni è presente più che mai, e si sdoppia in Johannes di Dreyer e si risdoppia in Don Giovanni di Da Ponte… Una Valduga così in presa diretta non si era mai vista: questi versi dell’umorismo e dello strazio si vanno facendo sotto i nostri occhi, mettono in versi il loro farsi versi, continuano a farsi il verso, si travestono da altri versi, per arrivare con la più grande semplicità e naturalezza a fare un appello per il grande poeta scomparso e a dare l’ultima parola a un saggio su di lui, sigillo di un sodalizio di vita e di poesia che non può non continuare nel tempo.

128 pages, Paperback

First published April 16, 2019

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Patrizia Valduga

35 books17 followers

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1 (2%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
April 22, 2019
3,5 stelle: per adesso assegno 3.
Da rileggere sicuramente: voglio capire la metrica che c’è dietro, ma per farlo, mi occorre rileggere tutto con più calma.
Profile Image for Maeander81.
48 reviews
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February 24, 2024
“Ci sono stati, sì, dei fidanzati...
con piccolo piacere e grande pena...
Quaranta giorni al più sono durati:
una quaresima, una quarantena:

un critico, un poeta, un giornalista,
un impiegato, un ex-commercialista,
un medico, un commerciante fascista,
uno pseudo-architetto ex-terrorista”.
----

“- Oh beato chi aveva fra le mani
questo culo vent'anni fa! - Cretina:
tu non capisci niente di poesia.
- Tu sei nevrotica. - Tu sei psicotica”.
----

“- E se toccassi il culo al cameriere?
- Dirò a tutti che a letto tu fai schifo.
- Se c'è la nebbia, torni a casa in treno.
- Ricorda che ho il potere di internarti”.
Profile Image for Gianluca.
314 reviews1 follower
January 18, 2022
Che cosa ho fatto in tutti questi anni?
Quanti miliardi di secondi sono?
È in questi anni del dopo-Giovanni
che ho imparato a gridare senza suono.

-

Balcón, Portón, Scalón… Cimón, Pilón…
Vado a buttarmi nel Bus del Busón?
Cesén, Cima Camín, Passo di Alvís…
Mi strapiombo dal Pont de la Mortís?

-

Ma questa luna… non è un po’… poetica?
Sarebbe un crimine da parte mia.
È l’impoetico la mia poetica:
il poetico ammazza la poesia1.

1. Vladimír Holan, Ancora una volta, in Una notte con Amleto, traduzione di Angelo Maria Ripellino: «È solo il poetico a distruggere la poesia…»

-

Sono a Belluno, Padova e Milano
i tre morti che mi tengono in vita…
che chiamo… che mi tengono per mano…
e che mi accoglieranno seppellita.

-

Che bella notte! È piú chiara del giorno…
del giorno sullo Schiara che si screzia…
come un giorno piú grande intorno al giorno…
La porterò con me a Porta Venezia.

-

Le piante secolari della piazza
le conosco per nome ad una ad una.
La sera al bar le guardo mentre impazza
la schiera di colòmbidi importuna.
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