Perché Giotto fu il primo regista di fiction della storia e Lucio Fontana il più grande esploratore dello spazio? Quale filo lega la Crocifissione di San Pietro di Caravaggio, I mangiatori di patate di Van Gogh e i sacchi di juta sporchi di Kounellis? È più spirituale una Madonna in una pala d’altare medievale o il quadrato nero di Malevic˘? Può capitare di incontrare tutte queste domande nell’arco di poche ore, e persino di saper rispondere, tra una visita mattutina a una mostra, un aperitivo galeotto con una ragazza troppo giovane, un blackout che all’improvviso ridisegna gli spazi e ti invita a riflettere, forse a ricordare. È quel che succede al protagonista di questo libro, che in una passeggiata metropolitana, in una splendida giornata di maggio, si trova a percorrere un’inattesa educazione sentimentale, mentre le opere che conosce e gli artisti che ama gli danno una chiave per leggere ciò che gli accade intorno, per capire ciò che gli accade dentro. Provocazioni, intuizioni, aneddoti si intrecciano in un originale racconto colorato d’arte e di vita, capace di calare il messaggio dei capolavori di ogni epoca nella nostra quotidianità per parlare in modo originale e appassionato di pensiero, di bellezza e, perché no, anche d’amore.
Questa è stata una delle letture più appaganti di quest'anno. Carlo Vanoni riesce a trasmettere un importante messaggio riguardo l'arte contemporanea non dimenticandosi affatto di quella che l'ha preceduta ricordandone, appunto, l'importanza. È un viaggio, seppur breve, tra pagine che consentono di riflettere su diversi spunti che l'autore offre, facendoti immergere in epoche distinte e quadri che hanno segnato la storia dell'arte. Lo consiglio a tutti per una lettura leggera (anche estiva, se vogliamo) tale da avere un buon primo approccio al mondo dell'arte.
Sicuramente acquisterò anche "Ho scritto t'amo sulla tela"
🖌Carlo Vanoni è un critico d’arte di quelli che l’arte te la fanno capire. Non usa troppi paroloni, è immediato ma non semplicistico. È una sorta di Alberto Angela dell’arte, bravo quanto Angela ma più figo 😉. In questo racconto ci narra di una sua giornata a Milano tra Campari soda, jeans strappati, supermercati che fanno pensare a Warhol e riflessioni sulla storia dell’arte. Tra le sue riflessioni, incontra Alessia che gli da dell’ “antico” ma che rimane affascinata da Duchampe e dal mondo che lo circonda. Anche se, sotto sotto, continuerà ad apprezzare gli impressionisti e Renoir.
Un libro pieno di spunti riguardo al pensiero universale dell'arte, soprattutto quella contemporanea, al quale però questo pensiero si riflette nel mondo d'oggi, con tutte le sue sfaccettature e sensi illimitati.
Carlo Vanoni l'ho scoperto in TV: un critico senza manie di protagonismo, chiaro, preciso e appassionante nelle sue descrizioni dei capolavori dell'arte, soprattutto di quella moderna. Un bel viaggio, piacevole, interessante fin dal titolo. Un parallelo tra la vita di tutti i giorni e quello che l'arte è stata, può essere e a volte è.