Gio non esce di casa da ormai due anni. Notte e giorno, resta chiuso nella sua stanza, incollato al monitor, una partita dopo l'altra. Per i suoi genitori, Lui è il Problema. Emilia, la sorella più grande, è una diciottenne normale, nient'affatto un Problema. Eppure è lei a nascondere un segreto, capace di trascinare Gio fuori dalla sua stanza, sbalzarlo lontano dal suo mondo fatto di computer e ossessive routine.
Questo libro affronta un tema delicatissimo: la sindrome Hikikomori. Chiacchierata ma poco compresa. Lo fa con una storia breve e che mostra tutto lo sforzo di entrare nella testa di un ragazzo che si è reso prigioniero della sua stanza. Il linguaggio usato dalla scrittrice è davvero mimetico e non fa sconti, non edulcora niente. In questo modo l'angoscia della situazione di Gio esce fuori senza banalità.
AFK è una bellissima storia per ragazzi che pone l’accento sulla dipendenza dai videogames. Un racconto di dipendenza da gaming, un romanzo potente sui legami che rompono la solitudine. https://ilmondodichri.com/afk/
Un romanzo intenso con il ritmo scandito dagli infiniti clac di una tastiera da gaming: Gio, skillato nel gioco ma meno nella vita, ha deciso di chiudere quest'ultima fuori dalla porta della propria stanza e passa le nottate a lasthittare e killare con i compagni di gioco in cuffia. La sua bolla da hikikomori si apre soltanto al gatto Snitch, dal significativo nome a metà fra "infiltrato" e "Boccino" (d'Oro) potteriano: la celebre frase di J.K. Rowling "Mi apro alla chiusura" si rivela (a noi Potterhead, non so se sia voluta!) un'ottima chiave di lettura nel gioco di chiusure e aperture che è il romanzo stesso. Quando la sorella, che ogni giorno bussava alla porta di Gio e si fermava sulla soglia, interrompe il rituale, qualcosa si scardina nel pattern ossessivo a cui si ancorava il ragazzo. Gio si ritrova così sbalzato fuori dalla sua dimensione di Problema, peso e scialuppa al tempo stesso, e costretto a rapportarsi con il fatto che i problemi esistono anche per gli altri. Una splendida storia su un legame fraterno potente e sincero, ma non etereo e idealizzato, anzi, calato nella ruvidità, nell'incertezza e nella paura del mondo reale.