La putrescenza delle radici
"E' stato davvero un colpo di genio misurare il dolore per gradi, attribuirgli un limite e una categoria. C'è chi sostiene che il dolore sia interminabile e non si esaurisca mai, eppure io credo che dopo il decimo grado della mia scala non resti altro che la memoria delle cose, che ferisce ormai solo nel ricordo."
"Quando lo vidi per la prima volta, non riuscii a reprimere un grido di terrore. Era un lugubre, sinistro. Aveva grandi occhi giallastri, quasi rotondi e sempre sbarrati, che sembravano penetrare attraverso le cose e le persone. La mia vita, già disgraziata, divenne un inferno. La sera stessa del suo arrivo supplicai mio marito di non condannarmi alla tortura della sua compagnia."
"Mi spaventa l'idea di sprofondare nel cupo mistero del loro essere. Mi si avvicinano silenziosamente, come per annusare il mio stato d'animo o, forse, indovinare i miei pensieri. Ma so che loro lo sentono, devono sentirlo, vista la gioia che leggo nei loro volti, l'aria trionfante che li invade quando io non desidero altro che la loro distruzione."
"Passavo le notti a rigirarmi nel letto, ad ascoltare i rumori della notte, rumori lontani, vaghi, finché non ho cominciato a distinguerne uno che spiccava fra gli altri, e si faceva sempre più forte e più preciso, sempre più vicino, fino ad arrivare sotto la mia finestra dove restava per ore, poi se ne andava, sbiadiva in lontananza e tornava la notte dopo; così tutte le sere, uguale, senza sosta."
Accostata meccanicamente a Shirley Jackson per la tendenza all'innesto del surreale in un contesto apparentemente realistico, Amparo Dàvila sembrerebbe avvicinarsi maggiormente alle trasfigurazioni d'incubo tanto care a Julio Cortázar (autore che riceverà un racconto a lui dedicato: Il funerale). I racconti della scrittrice si sostanziano tra il soffocato lamento femminista di un paese scevro di orizzonti - non v'è nemmeno una vaga pantomina come il sogno americano - e l'irredimibile decadenza che il passato (famigliare e sociale) ha da offrire. La scrittura, cadenzata quanto inesorabile in quello che cerca di trasmettere, persegue una irrisolutezza narrativa per escludere l'evasione dal limbo: che sia moto di riscatto o presa di coscienza.
• Frammento di un diario (ascesa per gradi verso il dolore, sulle scale) ✸✸✸✸
• L'ospite (come accogliere un nuovo membro della famiglia e vivere nel terrore) ✸✸✸✸✸
• La cella (promessa di un matrimonio e prigionia al piano di sopra) ✸✸✸✸✸
• Fine di una lotta (pedinamento di doppelgänger e circolo amoroso autodistruttivo) ✸✸✸1/2
• Alta cucina (cosa cucinare in pentola per diventare vegetariani) ✸✸✸1/2
• Moisés e Gaspar (morte del fratello: eredità di due demoni e grigia convivenza) ✸✸✸✸
• Musica concreta (sospetti gracidii concretizzano l'adulterio) ✸✸✸✸
• La colazione (garofani rossi e musiche avvolgenti: sogno premonitore) ✸✸✸
• Tina Reyes (tentativi di emancipazione soffocati dalle avances di uno sconosciuto) ✸✸✸1/2
• Il funerale (nella spirale di morte risorge l'egoismo della vita) ✸✸✸1/2
• L'ultima estate (l'esubero di figli come condanna) ✸✸✸
• Oscar (abitante della cantina fossilizza la famiglia in una girandola di servigi) ✸✸✸✸