Anna Kreuz, infermiera in un centro di cura in Svizzera, trascorre il proprio tempo libero nella serra, cataloga, seziona, ibrida, tratta gli esseri umani come piante e le piante come esseri umani, li mantiene in vita senza parole, con gesti meccanici. Gli anni passano tra gli esercizi e i lavaggi degli ospiti, fino al giorno in cui alle sue cure viene affidata Gertrud e tra le rughe di quel viso Anna riconosce i tratti di un angelo sterminatore del passato. Poco alla volta emerge dalla nebbia la storia, reale o immaginata, del tormentato legame tra due ragazze, una zingara e un’ebrea, chiuse entrambe in un collegio, entrambe ai margini, Anna e Franziska. I ricordi cominciano a ribollire come lava, le voci a scandire le immagini. La vicenda ci viene rivelata per illuminazioni improvvise che fanno solo intuire ciò che è accaduto, o meglio ciò che la memoria restituisce come verità. Così realtà e immaginazione, o incubo, si fondono, evocate con un linguaggio secco e frammentato, che sa del dolore del castigo. Con Il marchio, Fandango Libri comincia la ripubblicazione delle opere narrative di una delle maggiori autrici europee del Novecento, paragonata per grandezza a Paul Celan, Nelly Sachs e Antonin Artaud. Insieme a Labambina e Accusata questo primo romanzo compone La trilogia della violenza, tre pannelli netti e crudeli per raccontare, tra sogno e realtà distorte dalla sofferenza, una storia di l’accanita persecuzione di un’etnia nel cuore della ricca Svizzera del secondo Novecento.
(1947) Born in Switzerland, Mehr is a poet, novelist, and dramatist belonging to the Yeniche, a nomadic group with Scottish Traveller origins. She identifies with the Romani people and champions the causes of outsiders and oppressed minorities. She was a victim of the government project, Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse (“Relief Organisation for Rural Street Children”), which separated Yeniche children from their parents. Mehr was moved between sixteen orphanages and three reformatories as a child. She was committed to a mental institution four times and spent nineteen months in a women’s prison. She is one of the founders of the “International Romani Writer’s Association” (IRWA) in Helsinki which was dissolved in 2008 due to lack of interest by Roma writers and Roma in general. Her debut novel, “Steinzeit” (Stoneage, 1981), was met with high acclaim which, 14 books later, has only grown, and in 1998, her work was recognized with an honorary doctorate from the University of Basel. Her poetry, translated into English, is featured in The Roads of the Roma: a PEN anthology of Gypsy Writers.
SIETE PRONTI A SOFFRIRE?⠀ ⠀ Ho aspettato qualche settimana prima di parlarvi ancora di Mariella Mehr.⠀ Il primo libro che compone la trilogia della violenza è "Il marchio".⠀ ⠀ Ancora una volta lo stile selvaggio della scrittrice prende il sopravvento sulla storia, le parole attaccate, la furia delle espressioni, i salti temporali da una frase all'altra, tentano di spaesare il lettore, risucchiandolo nella spirale di sofferenza che permea ogni parola. La scrittura di Mariella Mehr non è immediata, intuitiva, ma riflessiva e lenta perché vuole che si legga tra le sue righe, scovando temi come il doppio, la solitudine, l'incomunicabilità. Se avete letto "Labambina" sappiate che qui il gioco si fa ancora più duro.⠀ ⠀ La protagonista è Anna, infermiera in una casa di cura per anziani; tra i pazienti arriva Gertrud una donna che ha segnato la sua infanzia. La presenza dell'anziana costringe la protagonista a riportare a galla ricordi dolorosi dell'infanzia.⠀ ⠀ Anna era stata una delle centinaia di bambini inseriti nel programma eugenetico svizzero "Kinder der Landstrasse" (per maggiori informazioni a riguardo consulta il post pubblicato il 21/5/2019). Nel collegio in cui venne rinchiusa da piccola, incontrò una bambina, costantemente presente nelle sue memorie: la piccola ebrea Franziska, scampata ai campi di concentramento, porta in sé le voci di milioni di ebrei massacrati, una nuova vittima sacrificale, pronta ad immolarsi per la redenzione dei suoi antenati. Tra Anna e Franziska si era creata un'amicizia ossessiva che avrebbe potuto proteggerla, ma Anna era la pupilla di Gertrud, una delle crudeli dottoresse che imponevano i "trattamenti correttivi" all'interno del collegio.⠀ ⠀ 🎬Da questo libro è stato tratto un film (molto molto edulcorato) "Dove cadono le ombre".⠀ ⠀ Nonostante "Il marchio" sia una lettura difficile per quanto riguarda lo stile ed estremamente impegnativa emotivamente, sono contenta di aver inserito questa meravigliosa scrittrice e questo avvenimento storico nel mio bagaglio culturale. Una lettura intensa, un'esperienza indimenticabile.⠀