La semiotica del fumetto è un campo ancora scarsamente esplorato. Il libro pone le basi di questa disciplina partendo dalle nozioni classiche della semiotica, come enunciazione e narratività, per comprendere il senso specifico del raccontare a fumetti, anche per analogia e contrapposizione con cinema e romanzo. Esplora poi le specificità grafiche del fumetto, nella sua peculiare interazione tra immagine e scrittura. E conclude con la costruzione del ritmo e la gestione dell’attenzione del lettore, e le tecniche di conduzione delle tensioni narrative, comuni a tutti i tipi di narrazione e tuttavia operativamente diverse caso per caso. Il volume – rivolto a lettori consapevoli e agli specialisti – affronta nella maniera più semplice problemi particolarmente complessi, affiancando una teoria del testo a fumetti alle teorie, già esistenti, del cinema, del romanzo, del testo poetico.
Ritengo Barbieri il più interessante scrittore “tecnico” sul fumetto. Il suo approccio semiotico ha cambiato radicalmente il mio modo di analizzare i fumetti. Semiotica del fumetto è però una grande occasione persa: da un lato è un decente manuale breve ed elementare per chi volesse conoscere meglio l’autore e il suo modus operandi; dall’altro è una ripetizione assoluta e succinta di idee e tematiche già trattate nel blog dell’autore, in altri articoli e saggi. In quest’opera Barbieri si perde soprattutto in due punti: un capitolo quasi integralmente basato su una rivisitazione, seppur con alcune critiche, a una famosa tavola tratta da “Capire il fumetto” di Scott McCloud; e nell’altro caso in una poco interessante analisi dello sviluppo generico della struttura di un racconto e dei meccanismi di immedesimazione in una storia. Tutte queste riflessioni, in apparenza strutturate, si risolvono in analisi superficiali e fin troppo intuitive, delle quali non si sentiva la necessità di una sistemazione semiotica in relazione al fumetto. Consiglio vivamente la lettura del necessario “I linguaggi del fumetto” (molto più articolato ed interessante); per un approccio invece più casistico e analitico di singoli fumetti e non del fumetto in sè come medium, consiglio l’utilissimo “Il pensiero disegnato”.