Tre generazioni di donne, tre streghe e un grimoro, il libro magico che ossessiona l'Inquisizione «Eccola è lei, la strega! Arrestatela.» Eppure, prima di essere imprigionata la strega riesce a nascondere il suo grimorio, il libro della conoscenza e delle ombre, che può essere tramandato solo di madre in figlia, di donna in donna. Il grimorio è lo strumento per perpetuare non soltanto le nozioni ma tutta la libertà che il sapere concede agli esseri umani e deve essere protetto a costo della vita. Così, nei giorni del processo, si produce un’inarrestabile catena di eventi terribili e straordinari che porteranno a più di un sacrificio pur di salvarlo. Il fil rouge del romanzo è rintracciabile nel processo per stregoneria a Bellezza Orsini, avvenuto agli inizi del XVI secolo e racconta non solo la sua storia, ma soprattutto la determinazione e il coraggio di una donna di conoscenza, una medichessa, una levatrice per la quale non c’è niente di più importante del passaggio di questo sapere. La sopravvivenza delle sue conoscenze erboristiche e mediche ha più valore della sua stessa vita e, incalzata dal pregiudizio, dalle superstizioni e dalla Santa Inquisizione sceglierà di incarnare l’archetipo della strega pur di salvare la sua arte. È per completare gli spazi bianchi, riscrivere le parole che il tempo ha cancellato e rivelare l’umanità nascosta dietro agli antichi documenti processuali che nasce L’amante del diavolo. Sullo sfondo, orrori e meraviglie della Roma e Firenze rinascimentali, l’eroismo di un vecchio ebreo, i pregiudizi della gente comune, le atrocità dei metodi di tortura del Sant’Uffizio e il tormento di una struggente e impossibile storia d’amore.
Giada Trebeschi nasce nel 1973 e cresce a Bologna. È autore di romanzi, racconti brevi, saggi, sceneggiature e pièces teatrali che porta spesso in scena lei stessa. Due lauree, un dottorato in Storia, lavora all'università come storico di professione per quasi dieci anni poi si dedica completamente alla scrittura. Nel 2012 esce in spagnolo il romanzo “La Dama Roja” per i tipi di Boveda, Algaida seguito nel 2014 dalla versione italiana "La Dama Rossa", Mondadori. Parla cinque lingue, ha vissuto a lungo in Svizzera, in Spagna e attualmente vive e lavora in Germania.
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Così, nei giorni del processo, si produce un’inarrestabile catena di eventi terribili e straordinari che porteranno a più di un sacrificio pur di salvarlo. ☠️☠️☠️ È la storia di tre donne con il compito di proteggere il grimorio di famiglia, quel libro tanto temuto dall'Inquisizione. Ma cos'ha di tanto pericoloso quel libro? La Conoscenza. La paura che delle donne ne sappiano più di un uomo. Fa tremare la Chiesa e i suoi messaggeri. A loro faceva comodo avere un popolo ignorante, credevano davvero a tutte quelle follie: donne che volano sulle scope, donne che fornicano con il demonio, quante ne ho sentite di fesserie? Tante. L'Inquisizione è un tema che ho cercato di approfondire fin dall'età di 17 anni. Andavo in Biblioteca, per cercare storie che la riguardavano. Un periodo folle, dove la gente è stata arsa viva, violentata, pestata a sangue, torturata, soltanto per la propria conoscenza e intelligenza, a volte solo per invidia. Per questo non potevo farmi sfuggire un libro come questo. Ho provato dolore, tanto, come sempre me ne procurano questi libri, eppure non ne posso fare a meno. È come se viaggiassi nel tempo, forse perché in una vita ho vissuto quel periodo delirante sulla mia pelle. Ma ora voglio parlarvi di queste tre donne straordinarie: Bellezza, Aglaia e Caterina. Bellezza cresciuta con suo zio frate, conosceva tutte le erbe, la medicina del momento. Aveva avuto due figli da suo marito pittore, un uomo che l'aveva salvata dalla violenza dei frati. Una donna straordinaria, il medico per eccellenza, ma fece una cosa che agli occhi della gente era sbagliata: Bellezza Orsini, la lavatrice che aveva praticato un taglio cesareo su una donna viva, salvando sia la madre sia il bambino. E qui nacque il sospetto... Ben presto fu additata come strega. Bellezza Orsini di Collecchio è esistita davvero. Era una levatrice, medichessa, una donna esperta nell'arte di riaggiustare le ossa, una vedova libera e ancora bella. L'autrice ci fa sapere che gli incartamenti del processo per stregoneria che subì, sono ancora conservati nell'archivio di Fiano Romano. La seconda donna è Aglaia, in realtà non è la vera figlia di Bellezza. Furono i suoi figli a trovarla in un fossato nuda, insanguinata, piena di lividi, all'età di soli dodici anni; violentata dai lanzichenecchi. Bellezza la prese con sé, le insegnò l'arte ed era suo compito portare avanti il grimorio di famiglia. Aglaia, però , si innamorò di Michele, figlio di Bellezza. Purtroppo la gente non era a conoscenza che Aglaia fosse la sua figlia adottiva, per loro era incesto. Già il fatto di avere i capelli rossi come le fiamme dell'inferno, per lei era un peccato. La terza donna è Caterina, la figlia di Giovanni, l'altro figlio di Bellezza. Non vi dirò di più, perché questa è una storia che va letta, ci narra la storia, le vicende che faranno sanguinare il cuore anche a voi. La scrittura dell'autrice è scorrevole, penetra dentro fin nelle fondamenta del cuore, lasciando un segno, una cicatrice. Ci fa riflettere, ci mostra a volte anche molto cruda, la realtà di quel popolo ignorante, che godeva nel torturare quelle povere donne; donne che avevano fatto soltanto del bene. Avevano fatto partorire donne, riaggiustato le ossa, curato i figli, i mariti, qualsiasi persona ne avesse bisogno. Sono state ripagate con il cappio, con il fuoco, con torture che neanche potete immaginare, se non lo avete ancora fatto, documentatevi sulle torture alle streghe. Strega, un nome che a quei tempi faceva rabbrividire, visto come qualcosa di spregevole, malato, perverso. Strega, un nominativo che io, oggi, porto con orgoglio, in nome delle sorelle morte per mani di pazzi, folli, maniaci, e se ne parla anche poco. Benvengano questi libri, che possano aprire gli occhi a tanta gente, che ancora pensa, ancora ignora cosa sia davvero una strega. Cosa ho provato a fine lettura? Rabbia, tanta rabbia per non poter fare nulla. Ormai è passato, è stato un periodo buio, ma la voglia di rivoluzione nasce sempre più prepotente, per poter riscattare donne e uomini di scienza, finiti al rogo soltanto per la loro conoscenza. Vi consiglio vivamente questo romanzo. Se avete l'abbonamento Prime, potete prenderlo in prestito. W le streghe, sempre e comunque.
Bellezza Orsini è una donna che ha il potere del sapere in un periodo in cui lo stesso nom era tollerato se a usarlo era il genere femminile. Aglaia è una donna dal fascino ammaliatore che impara dalla madre adottiva le arti della guarigione. Caterina è una bambina innocente che cresce seguendo l'esempio della nonna e della zia ma che alla fine, in età adulta, viene costretta a dover nascondere ciò che ha imparato dalle due. Racconto scritto in maniera impeccabile che ti porta ad essere al fianco dei vari personaggi presenti nel romanzo.
⭐⭐⭐⭐ Scorrevole, fresco, coinvolgente. Ottimo equilibrio tra realtà e finzione.
Ho conosciuto Bellezza Orsini, la strega di Fiano Romano, grazie a Giordano Berti e al suo "Storia della Stregoneria". Tra le primissime donne italiane accusate di stregoneria, ecco Bellezza Orsini. Giada Trebeschi ce la racconta, aiutata dagli atti processuali e dai resoconti che la stessa Orsini, donna istruita, ha lasciato scritti di suo pugno.
Ma partiamo dai fatti.
Siamo a Collevecchio, piccolo comune in provincia di Rieti, intorno al 1475. Bellezza è figlia naturale ma illegittima di Pietro Angelo Orsini, signore di Montenero e, come usava ai tempi, dalla nobile famiglia feudataria prende il cognome e presso di loro va a prestar servizio. Qui entra a lavorare come serva nelle cucine e si occupa di accudire una prigioniera del castello: Lucia da Ponzano. La donna era stata a servizio dagli Orsini e ai tempi in cui Bellezza la conobbe, era imprigionata perché accusata di essere una fattucchiera. Le due diventeranno amiche e pare che fu proprio Lucia a impartire le prime conoscenze di striarìa a Bellezza, insegnandole rituali, scongiuri e formule per togliere il malocchio e legare/slegare dalle fatture. Bellezza era una donna dominata da una grande sete di conoscenza e da qualsiasi cosa cercava di trarre insegnamento. Si può facilmente indovinare come una tale indole non deponesse a favore delle donne, a quei tempi.
Sposa giovanissima un altrettanto giovane cerusico - l'equivalente di un nostro chirurgo - e si trasferisce col marito a Filacciano. Anche dal marito apprende segreti per curare il corpo e guarirlo dai mali. Avrà due figli e resterà però presto vedova.
Non si dà per vinta e riesce a mantenere sé stessa e i suoi 2 bambini grazie alla sua forza d'animo e al piglio e alla sua natura.
Grazie a due soldi lasciati dal marito e dando una mano al prossimo curando e guarendo i mali del corpo e dello spirito riesce a mandare avanti la baracca, racimolando quel che può (anche se non soldi, uova e generi alimentari). Ma spesso aiutava la gente del villaggio anche senza ricevere alcun compenso, ma per una naturale predisposizione. E nonostante questo, però, non è mai stata ben vista dai suoi compaesani. La sua indole, la sua propensione all'autonomia, il riuscire ad andare avanti senza porsi sotto alla guida e al dominio maschile, la sua avvenenza e - ovviamente - le sue conoscenze di scongiuri e riti la ponevano sempre sulla bocca di tutti. Ma lei ci provava continuamente a farsi accettare, fosse anche solo per l'amore dei figli. E infatti partecipava sempre a quelle che venivano chiamate le "Perdonanze", delle processioni religiose durante le quali si chiedeva perdono per i propri peccati percorrendo a piedi la cinquantina di km che separavano Filacciano da Roma.
E proprio durante una di queste processioni si definirà il suo destino.
Il figlio di una delle malelingue del paese, che partecipava alla processione, si ammala. Bellezza verrà chiamata ad aiutarlo un po' troppo tardi proprio perché la madre del ragazzo era restia a farla intervenire. Quando Bellezza arriva, non può fare più nulla. Il ragazzo morirà durante la notte. Un paio di giorni dopo verrà arrestata con l'accusa di aver ucciso coi suoi sortilegi il ragazzo per fare un torto alla famiglia.
Viene imprigionata a Fiano Romano e si avvia il processo capeggiato da Marco Calisto da Todi, meglio conosciuto come Giudice Bambino, che la sottopone alle più atroci torture. Bellezza caparbiamente insiste sulla sua innocenza. Poi, spezzata in tutti i sensi dalle torture massacranti, confessa. Confessa come facevano tutte. Confessa colpe inesistenti. Confessa peccati che gli Inquisitori volevano sentire. Segue per filo e per segno il canovaccio stregonesco. Non manca di nulla: il sabba, le orge, il Noce di Benevento, l'uccisione di bambini per utilizzarne il corpo nelle preparazioni...
Atterrita e devastata, tenta il suicidio in cella conficcandosi un chiodo più volte nella giugulare: trovata agonizzante viene sottoposta ancora in quello stato a un ennesimo interrogatorio. Quando le si chiede il motivo dietro a quell'ultimo gesto, dirà che l'ha spinta la volontà di porre termine a quella pena.
La Trebeschi, come dicevo, riesce a mescolare sapientemente la realtà alla fantasia. Mantiene Bellezza tale e quale: una donna avvenente, forte, volitiva eppure capace di compassione, amore. Determinata e animata da una grande sete di conoscenza, la Bellezza su carta è una vera strega. Possiede un preziosissimo grimorio che passa di mano in mano, da donna a donna, e raccoglie i segreti della guarigione. Inserisce nuovi personaggi e crea anche quella sottotraccia romantica che non guasta. Di certo anzi fa procedere un po' il ritmo in alcuni punti.
Ecco, forse se dovessi trovare un pelo nell'uovo, potrei dire che in certi momenti si eccede un pochino con questo romanticume e l'attenzione si sposta un po' da Bellezza al personaggio di sua figlia Aglaia che diventa un po' la protagonista dalla seconda metà in poi. Ma nel complesso direi che è un libro che ti fa venir voglia di riprenderlo in mano e vedere come continua la storia, quindi direi che 4 stelline abbondanti se le merita
Libro interessante per l'accuratezza storica e la rappresentazione della paura nei confronti della donna e della sua indipendenza in un passato che, purtroppo per certi versi, è anche presente.
Avrei dato 3/5 stelle al romanzo, che non è fra i miei preferiti, però ne do 4 per l'accuratezza storica e la possibilità di conoscere un personaggio realmente esistito.
Libro abbastanza breve, argomento non molto originale, Inquisizione, streghe ecc.. È il come viene trattato il tema che per me ha fatto la differenza. Non sarà sicuramente il primo libro dove viene esposto il punto di vista della "strega", ne avrò sicuramente letti tanti altri, ma questo ha un qualcosa in più, che non riesco bene a definire. Prosa semplice e competenza in materia sicuramente sono "punti" in più, ma probabilmente quello che mi ha colpito, è stata la sospensione del giudizio, il riportare i fatti e le azioni dei protagonisti, senza edulcorarle e senza cercare di "cancellare" quello che è stato. Purtroppo la caccia alle streghe è stato uno dei tantissimi capitoli orribili, dove l'ignoranza ha fatto da padrone, in qualche modo l'autrice ha reso questa storia attuale.