4 stelline e mezzo per il libro più doloroso del mio 2019.
"Il presente volume serve proprio a questo. A costruire conoscenze e consapevolezze che facciano indignare sempre più persone per la sorte riservata a coloro che fuggono da guerre, persecuzioni e miserie. Costretti a divenire merce nelle mani dei criminali e condannati a morire in mare o a essere salvati, solo per essere riconsegnati ai libici e ricondotti nelle prigioni in cui le donne vengono stuprate e gli uomini torturati o venduti all'asta come schiavi.Tutto questo deve aver fine, al più presto".
Un libro che ho terminato tra le lacrime e di cui mi è davvero difficile parlare.
I due giornalisti riportano in queste pagine testimonianze terrificanti che lasciano senza fiato e che parlano di veri e propri campi di concentramento in Libia, luoghi di tortura in cui le persone che scappano dalla guerra vengono brutalmente rinchiuse prima del "viaggio della speranza" nel Mediterraneo e dopo, quando la guardia costiera libica li riporta indietro o quando il governo italiano decide di non farli sbarcare e di rimandarli da dove sono venuti.
Ma che ne sappiamo noi di cosa accade a queste persone? Quella che per noi sembra una decisione semplice in realtà per loro significa morte certa in una di quelle celle libiche, significa affrontare mesi di torture in mano ad aguzzini senza cuore e senza vergogna, significa perdere tutto, anche la dignità. Sono pagine crude, terribilmente vere e mi piangeva il cuore, mi si annodava lo stomaco mentre leggevo di carcerieri che nel mezzo di stupri e violenze costringevano le vittime a chiamare i propri cari per far ascoltare le loro urla strazianti con l'unico fine di spillare loro quanto più denaro possibile, di bambini maltrattati e costretti a vedere le loro mamme violentate da decine di uomini senza nessuna pietà, di tutti questi essere umani calpestati e lasciati a se stessi. Ci vengono forniti anche resoconti dei disumani viaggi nel deserto in attesa di raggiungere la Libia e, da lì, stiparsi su un barcone e affrontare un mare sconosciuto pur di aggrapparsi al desiderio di una vita migliore e traspare chiara e atroce la disperazione di migliaia di persone e dall'inizio alla fine ho provato tanta tristezza, rabbia, sdegno, impotenza e furia verso l'imperante disinformazione che regna nel nostro Paese su questo argomento perchè spesso ciò che accade "a casa loro" è più comodo non vederlo. Eppure sono certa che un giorno ci verrà chiesto dov'eravamo tutti quando in Libia migliaia di uomini, donne e bambini morivano di stenti e violenze in veri e propri lager ed ecco perchè questi libri sono importanti, ecco perchè per quanto male possa fare, sento il bisogno di leggerli, di sapere il più possibile per non cadere nelle ignobili menzogne che ogni giorno ci vengono propinate. L'ultima parte dedicata al ricongiungimento dei bambini con i genitori salvati da diverse ONG (nel libro si raccontano anche le loro difficoltà e il loro braccio di ferro col con i governi europei, in primis quello italiano) mi ha fatto piangere moltissimo... Tutto ciò che ho detto del libro mi appare superfluo e banale perchè non ci sono parole adatte per descriverlo, io vorrei solo che lo leggessero tutti.