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Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta

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Chi è stato veramente Catilina? Quali erano gli scopi della sua congiura? In questo volume Massimo Fini ci offre una delle sue originali biografie, autentiche rivisitazioni critiche di personaggi troppo facilmente liquidati dalla storiografia tradizionale. La figura di Catilina che qui viene tratteggiata è ben lontana dal personaggio tramandatoci da Sallustio e Cicerone. Patrizio di nobilissima origine, bello e inquieto, Catilina si oppose all'oligarchia dominante da cui proveniva e abbracciò la causa della plebe. Egli guardava alla Roma delle origini, dove i valori erano l'onore, il coraggio fisico e morale, la lealtà, la coerenza, mentre la ricchezza non era ambita come unica ricompensa. Un tempo in cui la classe dirigente non mascherava dietro nobili parole sul "bene comune" la difesa dei propri privilegi e la corruzione non aveva ancora inquinato i valori morali. Più volte Catilina tentò la via legale del consolato: ne fu sempre respinto con ogni genere di trucchi e di brogli. Allora prese le armi, affrontò lo scontro con forze impari, sapendo di soccombere. E morì, pagando con la vita la fedeltà a se stesso.

Paperback

First published January 1, 1996

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About the author

Massimo Fini

36 books18 followers
Massimo Fini, di padre toscano e madre russa, è nato sul lago di Como. Dopo la laurea in giurisprudenza, ha lavorato come impiegato alla Pirelli, copywriter, pubblicitario, bookmaker, giocatore di poker. Arriva al giornalismo nel 1970. Attualmente lavora per Il "Fatto Quotidiano", ed "Il Gazzettino".

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
August 17, 2018
Polemico Fini. Una rivalutazione di Catilina che nasce dal gran discredito della classe politica che ne ha curato la damnatio memoriae: approfittatori, corrotti, venali, maneggioni, furbastri, spoliatori, veri ladroni. Se le fonti principali dell'accusa e della damnatio di Catilina sono Cicerone e Sallustio, embé, c'è poco da star tranquilli. Beh, ma anche i "catilinari" per parte loro non scherzavano. A parte i contadini e coloni sin tierra, molti dei "catilinari" erano ex sillani che non erano certo stinchi di santo.
In sostanza, sembrava che a difendere la gloriosa Res Publica fossero rimasti solo mezzi mafiosi e corruttori corrotti. Ammazzade, pora Res Publica! E anche pori noantri de pora Italia.
Profile Image for Ocean G.
Author 11 books65 followers
March 2, 2020
Interesting recap of Catiline's life and the second conspiracy, albeit very biased 'toward' Catiline. The way Fini tells it, Catiline was doing this purely for the Res Publica, and not because he had no hope of being a consul anymore, was pretty much broke, and had quite a few disaffected ex Sulla soldiers ready to follow him.

Also, with regard to Cicero's childhood, Fini states, verbatim: "E come ogni primo della classe che si rispetti leccava il culo al maestro..." (p.23) Ok.. Bonjour finesse...
As well as (still regarding Cicero) how a man with limited horizons cannot understand the idealistic soul of Catiline (p. 32)

Evidently the author is trying to be contrarian, which is interesting, but he is being a bit too forced and obvious about it.


72 reviews1 follower
January 1, 2018
molto interessante, tendenzioso ma in senso positivo perché dà lettura da parte del perdente amplificandone profilo ideale
molto sallustiano
Profile Image for Paolo Ventura.
375 reviews2 followers
February 6, 2024
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Cicerone aveva infatti un genuino e istintivo orrore per la plebe («la feccia di Romolo» come la chiamava) ed era dell’idea, peraltro assai diffusa all’epoca, che se i poveri sono tali è solo per colpa loro.
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Scrive Sallustio: «Cominciò a intensificarsi la passione per il denaro, poi quella per il potere: furono esse la causa di ogni male. Perché l’avidità del denaro sovvertì la lealtà e tutte le altre virtù e fu maestra, in vece loro, di superbia, di crudeltà, di indifferenza verso gli Dei, di venalità universale. E l’ambizione indusse molti a diventare falsi, a pensare in un modo e a parlare in un altro, a giudicare delle amicizie e delle inimicizie non per se stesse ma secondo il tornaconto, ad avere più cara l’apparenza dell’onestà che non l’onestà […]. Salita la ricchezza a grado di onore, perché gloria, autorità, potere le correvano appresso, la virtù andò perdendo splendore, la povertà cominciò a essere considerata un disonore».
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Il tribuno della plebe Tiberio Gracco, aristocratico di alto sentire, centra con spietata lucidità la situazione: «Le fiere che sono per l’Italia hanno un covo, e ognuna di esse ha un ricetto e un giaciglio, ma quelli che combattono e muoiono per l’Italia partecipano di aria e di luce ma non di altro; e randagi e privi di dimora vagano con i figli e con le donne. I generali mentono quando incitano i soldati a difendere le are e le tombe dai nemici, perché nessuno di tali cittadini ha un’ara famigliare, non una tomba avita, ed essi combattono per l’altrui ricchezza e corruttela dicendo di essere i signori del mondo e non avendo per sé una zolla di terra».
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(all’epoca di Cicerone e Catilina gli schiavi e i liberti avevano superato i cittadini romani liberi)
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Catilina è un aristocratico di un’aristocrazia scomparsa e perduta, è un patrizio delle origini e il suo assumersi, come dirà, «la causa generale dei disgraziati» non ha a che vedere con la lotta di classe ma proprio col suo essere aristocratico. Perché è della nobiltà autentica, quella del valore e dell’animo, e non del denaro e del privilegio, la generosità verso i deboli, i perdenti, i vinti.
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Durante la campagna elettorale Cicerone pronunciò un’orazione, In toga candida (chi si presentava alle elezioni portava una toga sbiancata a gesso, da cui il nome di candidato), nella quale attaccava con inaudita violenza Catilina alludendo pesantemente alla congiura del 66-65 ma guardandosi bene dal fare i nomi di Crasso e Cesare.
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Profile Image for Tania Book.
36 reviews2 followers
March 26, 2025
Un plauso all’autore per aver delineato il profilo di un uomo che la Storia tendenziosa ha condannato, ma che in realtà risplende nella sua luce eroica.
E soprattutto: grazie all’autore per aver descritto compiutamente Cicerone per quello che era: un pavido, vigliacco, viscido e con la lingua lunga.
In un certo senso, Marco Antonio ha vendicato Catilina.
Profile Image for Luciano Riccardi.
11 reviews
October 12, 2011
Vi sono molti modi di vivere, ma anche molti di morire, e spesso questi ultimi indicano come si è realmente vissuto. Il saper morir bene era una delle rappresentazioni tipiche dell’antica Roma, che spesso era in grado di rivelare, dopo una vita apparentemente integerrima, una realtà avvolta nelle menzogne, nell’ipocrisia e nella falsità; la possibilità di essere messi di fronte alla morte pare infatti togliere la maschierà a coloro che, in vita, sono riusciti a dissimulare, a fingere, a mentire.
Il confronto tra la morte leale e coraggiosa di Catilina - morto in battaglia alla testa dei suoi soldati -, riconosciuta anche da Sallustio, e quella vergognosa e misera di Cicerone - mentre fuggiva -, è impietoso.
Non è un caso se Massimo Fini paradossalmente sia sempre alla ricerca di quelle figure storiche vittime della damnatio memoriae, per poterle quasi riabilitare ai nostri occhi di disillusi. Il personaggio di Catilina, così malamente ritratto dai vari Cicerone e Sallustio, sarebbe in questo modo da recuperare alla luce dell’immagine complessivo che si può fare della Roma, corrotta e falsa, del suo tempo. E la damnatio memoriae sarebbe proprio un “segno” di un pericolo profondo vissuto dalla casta al potere.
Catilina “nemico dello Stato”? No, nemico della casta aristocratica al potere, avida di denaro e potere, marcia ed incapace di misurarsi con i propri antenati illustri. Catilina sconfitto più volte in libere e democratiche elezioni? Si, solo che le elezioni erano- ? - rappresentazioni di una farsa, grazie alla corruzione ed all’inganno.
Naturalmente non possiamo ormai conoscere davvero la figura oscura di Catilina; tuttavia il merito di Fini è proprio quello di mostrarci, con le uniche testimonianze di cui disponiamo, che il “colpo di Stato” di cui si rese colpevole non era necessariamente quel crimine che ci hanno fatto studiare a scuola.
Ma anche questo è, ça va sans dire, estremamente pericoloso...
Profile Image for benedetta brunelli.
19 reviews
September 7, 2024
3.5 stelle perché è un argomento che mi interessa tanto e il libro inizialmente mi teneva incollata, ma a lungo andare mi è sembrato che l’autore fosse troppo di parte e che la narrazione diventasse sempre più prolissa, confusionaria e noiosa
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