'Comunisti, africani e barcamenosi', 'La ceramica delle tenebre', 'I container impassibili', 'Per ritardato arrivo dell'aeromobile', 'Il rituale per fare una casa sumera'. Per raccontare il mondo di Ettore Sottsass, a volte basterebbero i titoli che sceglieva per i suoi - diversissimi - testi. E se di qualsiasi altro autore sarebbe naturale dire che gli scritti apparsi dopo i trent'anni segnano il passaggio alla maturità, nel suo caso la frase finisce inevitabilmente per suonare vuota. Vero, dai primi anni Sessanta Sottsass comincia a pensare, e a scrivere, come il grande architetto e designer che sta diventando, sui suoi amori, canonici e no, dal Bauhaus al Teatro No, sul suo mestiere, sul mondo irrequieto in cui si trova a esercitarlo. Ma intanto viaggia - in Grecia, in India, in Egitto -, progetta, sperimenta, fotografa, ogni volta muovendosi, come fosse la prima, in una direzione irresistibilmente eccentrica. Per i numerosi cultori dell'ovvio e del programmatico viaggiare con lui può non essere facile: per tutti gli altri, è un'esperienza che non si dimentica.
Ettore Sottsass was an Italian architect and designer during the 20th century. His body of work included furniture, jewellery, glass, lighting, home objects and office machine design, as well as many buildings and interiors.
"Sono anni, anni, molti anni che andiamo girando con la Nanda a cercare parole, immagini, memorie che ci lascino sulle mani le tracce della pietà, le tracce dell'amore, del rispetto, della cura, della difesa della persona: difesa dalla solitudine, dalla paura, dalla disfatta, dal disfacimento, difesa dagli spazi vuoti e difesa dai corridoi angusti, difesa dalla moltiplicazione e difesa dalla monotonia, difesa dai silenzi o difesa dalle urla; e pietà per l'oblio, pietà per le memorie, pietà per quelli che sudano e pietà per quelli che gelano, pietà se c'è troppo buio, e pietà se c'è troppa luce, pietà per la concentrazione perduta e pietà per la fissazione. Pietà per la vita." (pp. 135, 136)
“ci sono strumenti e cose che mi fanno sentire presente e vivo, che mi suggeriscono gesti e idee, mi spiegano il passato e il futuro: strumenti e cose che posso usare o guardare, con i quali «posso » vivere e vivo.” e questo é uno di quelli.