Questo libro non parla dei gatti, ma di chi li ama. Non del cosiddetto «animale domestico» – che sia domestico davvero è poi tutto da dimostrare – ma del suo sedicente «proprietario», unico capace di comprendere e ammirare la superiorità incontrastata di questo felino. Giornalista di fama, Alberto Mattioli in questa inconsueta veste confessa le ragioni di una devozione assoluta verso un animale che sa come e dove va il mondo, sa cosa ci aspetta per averlo già vissuto nelle sue innumerevoli vite e sa come devono essere impostate le sue relazioni con gli altri esseri viventi, in primo luogo quelle con l’uomo, con cui ha paradossalmente deciso di condividere la sua vita scendendo di qualche gradino la scala dell’evoluzione. E ci mostra la via di una possibile salvezza, perché il tempo dedicato al gatto è un’oasi di piacere e di bellezza sottratta ai ritmi insensati della vita quotidiana, un momento di libertà dalle assurde catene che noi stessi ci siamo forgiati, per giungere alla consapevolezza che non si può addomesticare un gatto, si può solo sperare che sia lui ad addomesticare noi.
Alberto Mattioli (Modena 1969) è giornalista del quotidiano «La Stampa». Esperto d’opera, ha collaborato con molti teatri e riviste italiani e internazionali. Ha scritto tre libri, due libretti d’opera e qualche migliaio di articoli.
Ironico, scritto estremamente bene e gatto. Cosa si può chiedere di più a un libro? Davvero un'ottima penna quella di Alberto Mattioli, che sa scrivere con leggerezza in un'italiano elegante e piacevolissimo!
Sarebbe bello, caro Goodreads, tu mi facessi mettere le mezze stelline. Perché per questo librino qui, una stellina è troppo! Ma io che ho ancora sottopelle qualche brandello anarchico dai miei vent'anni, ti bypasso e la mezza stellina la metto uguale!
Questo è il genere di libro che non comprerei mai. E infatti mi è stato regalato. Poi è vero che io leggo sempre tutto, cerco di combattere i miei pregiudizi, ci provo. Spesso, anzi, sono rimasta piacevolmente sorpresa e ben felice di tornare sui miei passi e chiedere scusa.
Purtroppo, però, in alcuni casi scopro che i miei pregiudizi erano fondati. E questo è uno di quei casi.
In questo librino, il Mattioli si lancia in una infinita sequela di sviolinate verso il gatto che poco hanno di poetico e sono invece infarcite di intellettualismi e vanaglorie. Il nostro Albertone ci vuole far sapere alcune cose di sé, e usa l'espediente di farcele sapere travestendo il suo scrivere di amore felino. Ci vuole far sapere che: 1. ha viaggiato 2. ha casa a Parigi e Milano 3. gli piace (e conosce) l'opera lirica 4. ama le sue gatte A me, poi, ha fatto anche sapere che lui mi sta sul cul... ehm, ok, ma quella penso possa considerarsi un'informazione confidenziale. Archiviamola così e amen.
Il libro è organizzato in paragrafetti di una manciata di pagine per ognuno. Alcuni più interessanti di altri. Ma sarebbe più corretto dire: alcuni meno detestabili, inutili ed odiosi di altri. Nello specifico:
1. I gatti amati Un modo elegante per lustrarsi l'ego. Parla di sé, delle sue case, delle sue gatte... 2. 100 "NON" per dire sì al gatto Lista rinunciabilissima che suona come "mo' ci metto questa così il libro sembra un po' più lungo 3. Tempo dei gatti, tempo degli uomini Come i due passano le proprie ore... 4. Le città "gatte" Pareva interessante. Credevo fosse un elenco delle città per cat-friendly per antonomasia. Invece sono una lista di città dove il Mattioli è stato e le ha infilate in lista solo perché ci ha visto un gatto. Anche se solo dietro una finestra di una casa privata. Però non perde occasione per raccontarci se lì ha comprato casa. E ci infila pure lezioni di storia che però magari non ci interessavano. 5. "Dictionnaire des idées reҫues" ovvero il catalogo delle stronzate Raccolta di 50 luoghi comuni/proverbi infondati. Una sorta di apologia felina. Mi aspettavo fosse interessante - e lo è, di base - solo che Mattioli la elabora in maniera annoiante, poco interessante e poco proficua. Non motiva il suo disaccordo. Si limita a elencare. 6. Cat Power O di come i gatti hanno avuto un loro potere/influsso sulla politica. O meglio, sui loro padroni "potenti". Questo non mi è dispiaciuto completamente. 7. Gatti a corte I gatti dei nobili. Niente di che, ed assai incompleto. 8. Social gatti(no) I gatti oggi, alle prese coi social network. Bah... vabbè. 9. Dizionario del gatto Tra il serio e il faceto. Definizioni trasformate da Mattioli. 10. La musica del miao I suoi gatti e la sua musica (opera lirica). Credevo - speravo - facesse un discorso quantomeno più generico. Invece no, gioca in casa, stretto in comfort zone. E allora non sarebbe stato meglio 'ste cose se le scrivesse sul diario segreto??? 11. La storia dell'arte in dieci gatti Ha scelto dieci opere con gatti annessi e le ha descritte. Peccato che questo genere di cose necessiti di un supporto visivo!!! 12. Cinquanta cose che i gatti odiano Sempre molto personale. Limita davvero tutto alla sua sola esperienza, come se il mondo esterno non lo interessasse. Tutti noi abbiamo amici gatto/cane muniti. Sarebbe stato bello ampliare il discorso in senso generale. Includere anche quelle esperienze per ampliare un po' il discorso. Invece nulla. 13. Vivere con il gatto Unico paragrafo che ho apprezzato un pelino di più 14. Caro umano ti scrivo Una lettera che lui si scrive come se la scrivesse Violetta, la sua gatta per 17 anni. Spoiler: è morta Ma siccome lo dice subito, a inizio paragrafo, e non si tratta di un thriller (magari lo fosse stato) è uno spoiler che mi perdonerete.
Una raccolta di saggi scritti dall'autore sul gatto domestico (o come il padrone, definito "gattolico", presume che esso sia). Sicuramente molto divertente per chi ci potrà rivedere sé stesso e le sue idee.
Per noi altri, posso dire che il libro è ben scritto; per lo stile si vede che l'autore è un giornalista ma anche una persona di cultura e sicuramente parte della sua personalità traspare. Si possono leggere alcune informazioni storiche e bibliografiche interessanti.
Molti capitoli tuttavia mi hanno annoiato. Alcuni sono liste numerate che non mi hanno esaltato molto. Il capitolo 11 non ha immagini, di cui avrebbe avuto disperatamente bisogno. Altri sono raccontati con l'esaltazione rispetto agli animali da compagnia a cui io non sono alieno, ma che mi infastidisce negli altri.
Ancora un libro sui gatti? L'ennesimo? Di leggere libri sui gatti si sono stufati perfino i gattolici più devoti, che peraltro avendone il protagonista a portata di miao preferiscono la pratica alla teoria. In effetti... Il libro l'ho conosciuto grazie ad Augias che intervistò l'autore durante una trasmissione Rai e mi incuriosì. Mattioli venera il gatto in maniera assoluta e ne adora pregi e difetti, raccontandoli con simpatia e molto molto affetto. Il confronto che ne fa con gli umani risulta catastrofico, ovviamente per gli umani. Consigliato ai gattolici fondamentalisti.