Una generazione cresciuta “nella rete”: prendendo le mosse da uno dei fenomeni tipici del nostro tempo, gli autori si interrogano sui criteri per distinguere un uso adattivo dei social e dei videogiochi da un sintomo di malessere o dipendenza. Cyberbullismo, sexting, gioco d’azzardo e, in modo particolare, ritiro sociale sono alcuni dei comportamenti analizzati in questo testo, denso di riflessioni sui motivi della loro diffusione e sulle possibili modalità di intervento. La rivoluzione digitale ha creato ambienti espressivi nei quali non solo gli adolescenti sperimentano nuove possibilità di realizzazione, ma trovano rifugio in occasione di profonde crisi evolutive, in una forma di autoricovero che esprime sia il dolore sia un tentativo di alleviarlo o superarlo. In particolare, alla luce dell’esperienza maturata negli ultimi quindici anni, gli autori inquadrano la psicodinamica del ritiro sociale, oggi la più significativa manifestazione del disagio giovanile, e presentano gli orientamenti clinici che guidano la presa in carico dell’adolescente in una prospettiva evolutiva.
Un'attenta analisi del fenomeno del ritiro sociale, come si manifesta e riconosce, quale eziologia, quali possibili interventi in Italia e infine quale prevenzione.
Il ritiro sociale negli adolescenti è un libro curato da Matteo Lancini e pubblicato nella collana di Psicologia Clinica e Psicoterapia della Raffaello Cortina Editore e, pertanto, è destinato prevalentemente ai professionisti della salute mentale.
Quanto riportato in queste pagine è frutto del lavoro di un’equipe che per molti anni ha operato a stretto contatto con gli adolescenti, i loro genitori e le loro figure e istituzioni di riferimento.
La tematica principalmente affrontata è quella del ritiro sociale, un fenomeno spesso conosciuto con il termine Hikikomori. Tuttavia, all’interno di questo libro vengono prese in esame molte altre forme di comportamento specifiche, come il cyberbullismo, il sexting, il gioco d’azzardo digitale, insieme ad altre dipendenze comportamentali, come quelle che possono svilupparsi nei confronti dei videogiochi.
Si parla moltissimo di Internet, dei Social Network e del normale rapporto che instaurano gli adolescenti con questi ambienti virtuali, i quali possono diventare dei rifugi momentanei contro la sofferenza provata nei contesti di vita, oppure possono costituirsi come dei luoghi di opportunità per crescere e migliorarsi, quando ciò non si percepisce come una possibilità realizzabile nel mondo offline.
Altre volte, invece, l’universo online può sostituirsi a quello fisico, assumendo la forma di un ambiente di ritiro per tutti quei ragazzi che non riescono a stare al passo con una società che pretende la perfezione e, allo stesso tempo, non fornisce adeguati strumenti per raggiungerla.
Chi sceglie di ritirarsi prova spesso un profondo senso di vergogna poiché sente di aver fallito nel confrontarsi con quelli che sono degli ideali e delle aspettative troppo crudeli.
In questi casi, si potrebbe pensare che ci si ritiri perché si diventa dipendenti da Internet. In realtà non si tiene conto del fatto che esistono degli Hikikomori che nella loro reclusione scelgono di non utilizzare il Web e che prediligono altre attività per far trascorrere il proprio tempo, come la lettura.
Internet non è la causa del ritiro. Infatti, gli autori che hanno affrontato l’argomento spiegano come il mondo online sia, in realtà, un fattore di ordine protettivo, poiché stando sul Web è possibile non distaccarsi dall’unica dimensione in grado di permettere il cambiamento, ovvero quella relazionale.
I legami che si costruiscono sui Social o sui videogames possono essere forti come quelli offline e possono rappresentare un vantaggio molto importante, consentendo la normale ripresa del processo evolutivo che negli Hikikomori è come se si trovasse in una fase di stallo.
Nel libro vengono riportati dei casi clinici molto interessanti e vengono presentati diversi approcci di intervento, attuati nei confronti di chi sceglie di ritirarsi dal mondo sociale.
Consiglio caldamente la lettura a tutti coloro che si occupano di adolescenza e che vorrebbero meglio comprendere i comportamenti connessi al mondo online dei ragazzi. Ricordo, infatti, che fra queste pagine si va ben oltre il fenomeno degli Hikikomori.