Dario è sempre stato un leader. Il Master. Il guerriero. Il cantante della band metal Omnia Noctis, il tipo silenzioso, affascinante e sicuro di sé che tutte le donne inseguono e che gli uomini invidiano. Ma quando si sale su un piedistallo così alto, cadendo ci si fa molto più male degli altri, e adesso che la sua vita è in pezzi e soltanto la droga riesce a tenere a bada gli artigli dei suoi demoni interiori, l'unica cosa che conta è nascondere il problema e rialzarsi da solo, prima che qualcuno – come Alessio, il cupo batterista del gruppo, deciso a impicciarsi degli affari suoi, o Melissa, l'unica avventura di una notte da cui Dario continua a tornare – si accorga che il «Master» si sta autodistruggendo poco a poco. Di sicuro, Dario non ha tempo per badare a Eva, diciannove anni, nessun amico, nessun futuro: la malattia le sta consumando il corpo e le speranze e a Biveno, la noiosa città di provincia in cui è appena sbarcata con la madre, non può far altro che vegetare in attesa della fine sempre più vicina. E quando sviene in un angolo isolato della campagna piemontese e a soccorrerla è proprio Dario, prendersi una cotta per quel tizio tanto bello quanto insopportabile è l'ultima cosa di cui ha bisogno. Ma questa non è una storia d'amore e principi azzurri. E in città, di notte, gira qualcosa di affamato. Qualcosa che è fatto di ombre e tra le ombre striscia. Qualcosa che uccide. Come negli incubi sempre più spaventosi di Eva...
“Se solo pensava a lei, i suoi muscoli si irrigidivano, e combattere, difendersi, fuggire diventavano imprese assurde. Se solo la guardava, l'eco di quella voce – resta – risuonava nella sua mente, palese, ora, ma non per questo meno potente. E allora doveva stringere la presa sul piano della scrivania non per sostenersi, ma perché altrimenti avrebbe ceduto all'illogico impulso a inginocchiarsi e attendere che lei... Lo mordesse ancora.”
Il volume contiene in anteprima il capitolo iniziale del prossimo romanzo della serie di Biveno, in uscita nel 2020.
"Aislinn è nata nel 1982, scrive ascoltando rock e metal e ha una passione inesauribile per la lettura. Nel 2013 ha pubblicato con Fabbri Editori il suo primo romanzo urban fantasy Angelize; nel 2014 è uscita la seconda e ultima parte della storia, Angelize II - Lucifer. Nel 2018 ha pubblicato per Gainsworth Publishing l'urban fantasy "Né a Dio né al Diavolo", che unisce l'amore per i vampiri a quello per la musica metal, seguito da "Melusina" e "I tuoi peccati to troveranno", oltre all'antologia "Terra senza cielo" scritta insieme a Luca Tarenzi. Ha partecipato al romanzo storico In territorio nemico di Scrittura Industriale Collettiva (minimum fax, 2013) e a diverse antologie (l'ultima è "Sogni dal Paese delle Meraviglie" per Plesio Editore). Vive a Oleggio Castello, vicino ad Arona, ma capita spesso a Milano; tiene corsi e workshop di scrittura, è traduttrice, editor e consulente editoriale. Per la Scuola Palomar di Rovigo è responsabile della didattica e del servizio valutazione manoscritti"
Come traduttrice, mi trovate su https://www.goodreads.com/author/show... Esiste un'altra traduttrice mia omonima, ma l'unico elenco aggiornato delle mie traduzioni è questo, qualsiasi altro libro NON è stato tradotto da me. NOTA: la mia libreria aggiornata, per i libri fino al 2017 compreso, è su Anobii: http://www.anobii.com/people/aislinn/
Rilettura 2023. Dove per una volta mi limito a confermare quanto scritto in precedenza.
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Un libro davvero sorprendente, simile ma al tempo stesso diversissimo dai libri precedenti di Aislinn. Perché si, abbiamo l'elemento soprannaturale, il fantastico, Biveno e alcuni personaggi già intravisti (Dario, Alessio e la band degli Omnia Noctis, ma di sfuggita ritroviamo anche Ivan e Tom un anno dopo le vicende di Né a Dio né al Diavolo).
Ma tutto il fantastico passa per una volta in secondo piano, assumendo davvero rivelanza solo nella parte finale del libro. Fino ad allora la parte del leone la fanno le atmosfere e le tematiche. Atmosfere cupe come non mai, grondanti disperazione, impotenza, rabbia e paura. Solitudine.
E le tematiche sono di quelle pesantissime, difficilissime da trattare in modo anche solo decente: la dipendenza dalla droga, le reazioni alla lenta morte di un amico, la consapevolezza della propria imminente morte da parte di un malato di cancro.
Abbiamo Eva, una ragazzina appena maggiorenne giunta a Biveno per l'ennesimo ciclo di chemio e di cure sperimentali, forse l'ultimo. Una ragazza la cui vita è praticamente terminata mentre stava per cominciare, e che è rimasta sola, isolata da tutto e tutti. Lei e sua madre contro il mondo, contro il male che la divora dall'interno, senza famiglia o amici.
La sua storia interseca le vicende di Dario, il Master, il guerriero. La figura monolitica che sovrastava le vite degli amici, e che negli ultimi mesi è lentamente crollata su sé stessa, mantenendo appena una facciata di circostanza. Ma se da fuori può quasi sembrare sempre sé stesso, dentro Dario è morto. Dalla morte per cancro di Luca, l'amico, il bassista fel suo gruppo, anche Dario è morto su quel letto d'ospedale. Il dolore, la rabbia, l'impotenza contro un nemico che non ppteva sconfiggere né col cervello né con la spada lo ha portato sul baratro e lo ha spinto di sotto. L'unica cosa che ora lo aiuta è la droga. Sempre di più, sempre più forte, in un circolo di autodistruzione cui Dario assiste consapevole di dover fare qualcosa per uscirne, ma incapace di agire.
Una storia dolorosissima, scritta in maniera magistrale: Dario e Eva sono reali, e riescono a trasmetterci perfettamente ciò che provano, le ragioni per cui agiscono così.
E poi tutto il resto: Biveno che è un luogo familiare, la compagnia che sembra quelle con cui siamo tutti cresciuti, la musica che è "la nostra", l'orrore che poco a poco striscia nella storia, uscendo dagli incubi e divenendo reale. Melusina.
Un libro splendido, che ti coglie di sorpresa e colpisce duro.
Recensione a caldissimo perchè ho finito il libro mezzo minuto fa, ma mi è piaciuto, tanto. L'ho finito in un paio di giorni. Il percorso di crescita del protagonista, Dario, ti tiene in sospeso a fare il tifo e fa sentire la frustrazione ad ogni caduta, la salvezza sempre dietro l'angolo e sempre un passo troppo lontana. È un coglionazzo, e questo non glielo leva nessuno, ma gli si vuole bene, perchè ci prova. E perchè lo sa, almeno, di essere un coglionazzo. Ad Alessio gli si vuole bene e basta. È mamma orso. E poi ci sono i personaggi femminili, tutti spaccaculi a modo loro. Eva che affronta la sua situazione con fredda lucidità nonostante la paura, Elena che è LaMadre tm, Melissa che sa Esserci anche se Dario, beh, è un coglionazzo (l'ho già detto?). E poi Emilia che è la mia preferita, perchè tira fuori il meglio di Dario e poi perchè boh, è Emilia, non le serve altro. Nsomma leggetevelo.
Dopo “Né a Dio né al Diavolo”, Aislinn ci riporta a Biveno, ma questa volta lo fa mostrando la tutt’altro che tranquilla e sonnolenta cittadina piemontese attraverso gli occhi di due nuovi protagonisti: Dario e Eva. Dario Moretti, frontman della band “Omnia Noctis” e leader per natura, ha sempre dato di sé un’immagine solida, da guerriero consumato. A questo gli è valso il soprannome con il quale lo identificano tutti: “il Master”. E, in effetti, lui è il cantante bello e dannato del gruppo, l’uomo galante e sfuggente che molte donne desidererebbero accalappiare, il cavaliere a cui piace praticare scherma storica e l’amico sempre disposto ad aiutare i compagni in difficoltà. Tuttavia, da qualche mese, Dario è diventato l’ombra della persona che era un tempo. Apatico, demotivato, senza più alcun interesse verso tutto ciò che in passato lo faceva sentire vivo, lui trova consolazione e conforto nella droga. Essa, infatti, sembra l’unica cosa capace di fargli provare ancora qualcosa e gli concede dei fugaci, effimeri momenti liberi da ogni preoccupazione e affanno. A nulla vale lo sforzo di Alessio, batterista del gruppo e suo amico, che tenta di capire cosa gli stia passando per la testa; come a nulla vale per Dario rivedere Melissa, la sola ragazza con la quale mantiene un rapporto a lungo termine e con cui ogni tanto trascorre delle piacevoli giornate. Una notte, però, il Fato o Chi-Per-Lui lascia che un Dario, ubriaco e strafatto, incroci lungo il suo cammino una ragazzina svenuta sul ciglio di una sperduta strada di campagna. Lui, con l’aiuto di Alessio, non esita a soccorrere la giovane magra, pallida e dai capelli cortissimi che ha scovato riversa a terra. Lei, d’altro canto, una volta aver ripreso conoscenza e riavutasi dallo shock di trovarsi in quel posto piuttosto isolato in compagnia di due perfetti sconosciuti, accetta un passaggio in auto fino a casa da parte dei suoi “salvatori”. La ragazza, appena diciannovenne, dice loro di chiamarsi Eva, anche se, timida e introversa, non svela poi molto altro di sé. Sarà la madre di lei, Elena, dopo aver ringraziato Dario e Alessio per aver riportato la figlia a casa sana e salva, a rivelare la motivazione del loro recente trasferimento a Biveno, che ha a che fare con una nuova cura sperimentale che Eva dovrà affrontare, nella speranza di guarire dalla malattia che le sta consumando il corpo e lo spirito, in poche parole... la vita stessa. Seppur dispiaciuto dalla situazione, Dario non ha nessuna intenzione di lasciarsi coinvolgere da Eva e di assistere al suo lento, inevitabile declino. Alla stessa maniera, l’ultimo pensiero di Eva è prendersi una cotta per quell’insopportabile, antipatico ragazzo che l’ha salvata, dal “sorriso da cattivo dei film” e dallo sguardo magnetico. Eppure, qualcosa di ignoto, oscuro e potente intreccerà indissolubilmente i loro destini; qualcosa di antico e intimo, tanto quanto il Sangue che inizierà a riversarsi sulle strade di Biveno, nelle fredde e buie notti di fine Dicembre... Prendere in mano “Melusina” di Aislinn e tornare a respirare, fin dalle primissime righe, l’aria di Biveno è stata per me un’emozione incontenibile e indescrivibile, sebbene i protagonisti non siano gli stessi che avevamo imparato a conoscere in “Né a Dio né al Diavolo”, come il simpatico nano Tom <3 e la calamita per i guai, Ivan. In questa seconda avventura, conosciamo meglio un loro compaesano e amico, Dario appunto. I capitoli si susseguono, perciò, alternandosi dal punto di vista di Dario e da quello (nodale/cruciale) di Eva, e vengono inframmentati di tanto in tanto dalla voce del batterista Alessio, soprannominato il “Viking” per il suo aspetto da omaccione biondo, grande e grosso quanto un armadio. Proprio lui, insieme a Melissa ed Eva, forma il trio dei miei personaggi preferiti in assoluto. Ad ogni modo, ognuno di essi mi ha conquistata per caratteristiche differenti le une dalle altre. Di Alessio amo il suo senso pratico, il fatto che svolga un lavoro manuale e che non abbia dunque paura di sporcarsi le mani quando serve, ma, più di tutto, ammiro la sua capacità di reagire sia di fronte a problemi reali, sia dinanzi ad avvenimenti che vanno oltre l’umana comprensione. <3 Il punto di vista di Eva mi ha incuriosito e attratto fin dal principio. Di lei ho apprezzato la forza d’animo, la fragilità tipicamente umana, l’ironia, perfino la forma con la quale prendevano forma i suoi pensieri, le riflessioni più intime e, non per ultimo, la GRANDE MATURITÀ di cui ha saputo dare prova al momento decisivo. <3 Di tutt’altra pasta, invece, è fatta Melissa, Donna con la D maiuscola e personaggio sicuramente IN- dell’intera storia: IN-dipendente, IN-traprendente, IN-telligente, IN-teressante, è l’unica capace di tenere testa a quel zuccone di Dario. <3 Più che in qualsiasi altra sua opera letta fino a questo momento, in “Melusina” ho amato l’abilità unica di Aislinn di mischiare vita reale e soprannaturale, trovando l’equilibrio perfetto tra i due. Mentre da una parte, infatti, l’autrice descrive una realtà nuda e cruda, senza fronzoli, e lo fa in maniera dannatamente vera e tangibile (basti pensare alla sana voglia di vivere di Eva, frenata purtroppo dalla sofferenza della malattia, e all’irrinunciabile, insopprimibile bisogno della droga da parte di Dario, che, al contrario, spreca ogni giorno che passa la possibilità di vivere appieno la sua vita, cadendo sempre più nella dipendenza), dall’altra riesce ingegnosamente a congiungere ad essa l’elemento soprannaturale, gettando molta carne sul fuoco fin dall’inizio, senza però rivelare MAI più di quel che lei stessa vuole farci sapere. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che Aislinn non fa che accrescere il pàthos fin quasi alla conclusione del romanzo, nella quale si assiste a rivelazioni sorprendenti, scene d’azione mozzafiato e ad una resa dei conti finale senza esclusione di colpi, tanto che, fino alla fine, è difficile immaginare come andrà a finire e chi avrà la meglio. Durante la lettura, sono stata molto combattuta, perché se da un lato ero impaziente di scoprire al più presto la verità sull’Entità Mostruosa protagonista della storia, dall’altro avrei voluto prolungare praticamente per sempre quegli attimi di estatica attesa e di ansia che mi contorcevano lo stomaco prima di una scoperta. *_* Comunque, se lo avessi fatto, mi sarei persa un epilogo da batticuore, un articolo di giornale che, oltre a darci uno scorcio sul futuro immediatamente prossimo dei nostri personaggi, dà maggior autenticità alla storia e – SORPRESA! – il primo capitolo del terzo libro della trilogia di Biveno, che mi ha emozionata, elettrizzata e incuriosita oltre ogni dire – Non ho idea di come farò ad aspettare per il romanzo conclusivo! :’( In conclusione, se dovessi descrivere “Melusina” in breve, direi che è uno di quei romanzi che ti entra in testa e ti scombussola il cervello, per poi non uscirne più. <3 Esso è un Urban Fantasy dove i personaggi non sono EROI, come qualcuno potrebbe erroneamente credere, ma sono PERSONE come noi, con i loro pregi e i loro difetti, con la loro buona dose di successi, perdite e cadute, ed Aislinn ha una tale bravura nel metterli a nudo e mostrare il loro lato più UMANO e IMPERFETTO, che è impossibile non pensare che essi siano tra noi e che, un giorno, potremmo persino incontrarli per le vie di Biveno. <3 Dacché ormai ne ho la certezza: BIVENO ESISTE e sfido chiunque a dire il contrario! <3 Voto: 5 STELLINE... Solo perché di più non si può! ;)
Melusina è l'ennesima dimostrazione, di Aislinn, di quanto possano coesistere fantasy e problemi reali. Un romanzo con protagonisti fragili e sensibili, ma con uno spirito forte che li porta ad affrontare problemi ben più pericolosi dei mostri. Si parla di amicizie vere e di quelle dannose. Di amore, famiglia, lavoro... Insomma, un romanzo che ho adorato. Ancora una volta Aislinn non tradisce.
La bravura di un'autrice sta anche nel costringerti a dare cinque stra-meritatissime stelline a una storia con tematiche che normalmente non vorresti leggere e personaggi con cui di solito non riusciresti a empatizzare.
Secondo volume della serie ambientata nella (non così tanto come si crede) noiosissima Bivenio, Melusina è molto diverso dal precedente romanzo: l'elemento fantasy si scopre pian piano, in un climax che lascia senza parole. Per tutto il romanzo, nel lettore, c'è una costante sensazione di pericolo e di mistero, come un serpente strisciante che ti entra sottopelle e rimane lì, nell'ombra, pronto a divorarti. La cosa che più mi ha sorpreso di questo secondo volume, confrontandolo ancora con il primo, è lo stile di scrittura: assurdamente incredibile, soprattutto nella scelta grafica della prosa. Ci sono capitoli (in particolare quelli dedicati al "mostro" e ai trip di Dario) che mi hanno lasciata sbalordita. Mi sembrava davvero di essere il personaggio, sentivo ciò che sentivano loro.
Come dicevo, su un piano puramente umano, Dario e Eva sono due personaggi con cui mi è stato difficile entrare in sintonia, forse per l'enorme disagio e sofferenza che si portano dietro (sofferenza che io non ho mai dovuto provare, per fortuna). Alcuni atteggiamenti di Eva mi hanno fatta innervosire più volte (quando dava della zoccola a Melissa, per esempio), soprattutto nei capitoli dove il punto di vista della narrazione era di un altro personaggio e le sue azioni si vedevano dall'esterno. Il percorso di Dario, invece, mi ha messo una grande tristezza: l'anima fragile che si nasconde nel corpo dell'uomo forte, del guerriero che non deve chiedere mai. A volte avrei voluto dargli quattro schiaffoni, lo confesso. Invece di essere un punto a sfavore, però, i protagonisti mi hanno comunque fatto amare il romanzo: sono persone umane, che possono anche non piacere, ma sono congruenti e reali con il proprio vissuro... Ciò non toglie che nel mio cuore al primo posto resteranno sempre Ivan, Tom, Lucas e Ioan. Massima stima per Alessio. Altro che vichingo, quello è un santo. Fate una statua a quell'uomo, per la miseria, che è costretto a fare da balia a quei due rintronati! Mi è piaciuta tanto anche Melissa, è stata proprio una bella sorpresa. E, soprattutto, mi è piaciuto il fatto che non ci sia stata la storia d'ammmmmmore tra i due protagonisti o il triangolo amoroso. Che belli i libri così, sono commossa.
Consigliato. Leggetelo. Anche perché c'è pure una preview del terzo volume, dove tornano il buon Ivan, il Donatello nazionale e i due vampiri gnocchi. Grazie, Aislinn. Grazie!
Una città di provincia come tante, vite noiose che vanno avanti: nonostante Dario abbia perso tutto e stia precipitando, in silenzio, in una spirale di distruzione, nonostante Eva sappia di avere pochi mesi o settimane di vita, nonostante le misteriosi morti in città. Si torna nella Biveno di “Né a Dio né al Diavolo” ed è un ritorno duro quello che aspetta il lettore. Dopo il primo volume la storia si sposta su Dario, il Master, e nonostante i misteriosi omicidi in città, non si può fare altro che innamorarsi e soffrire per questo personaggio. Il mondo reale è una presenza fissa nel libro, si parla di malattia, di dipendenze e ciò viene fatto con molta cura, l’elemento fantastico, per la prima volta, sembra di sfondo alla storia principale del protagonista, e quando arriva prepotente nel finale (non faccio spoiler) mette di nuovo a posto le cose, perché è un libro di Aislinn e questo lo dobbiamo sempre ricordare: lei sa come distrarci mentre prepara la pugnalata alle spalle del lettore. Ecco io non ero proprio così pronta. Se il primo volume mi era parso più “tecnico” ben scritto e un urban fantasy al 2000% con una struttura perfetta, questo è una sfumatura più delicata, e mostra il talento dell’autrice nella costruzione della psicologia dei personaggi. Eva, Dario e anche Alessio sono vividi e reali in ogni pagina del romanzo, le azioni li definiscono facendoli uscire dal mondo di fantasia arrivando quasi a riuscire a vederli vividi. A lettura ultimata mi manca Biveno, mi spiace non avere il Master a portata di mano anche solo per una partita a D&D, o anche solo per coccolarlo (anche se lui non vorrebbe). In definitiva cinque stelle e devo offrire una buona birra all’autrice per aver creato Dario. Consigliato a chi cerca un buon Urban Fantasy, magari più delicato di quello precedente, ma in grado di far vivere una nuova e incredibile avventura in una città morta come Biveno.
Premetto che non ho mai letto nulla di Aislinn e che questo è il secondo romanzo ambientato nella fittizia città di Biveno. E che questi romanzi mi attirano perché non solo si svolgono in una zona che ogni tanto bazzico, quella del biellese, ma anche perché sapevo che avrei adorato le tematiche metal e oscure che promettono tutti i libri dell'Autrice.
Dario, il Master. Leader, cantante e tastierista del promettente gruppo metal Omnia Noctis. Pratica scherma, gioca a D&D, cita Petrarca come se fosse un vecchio amico ed è laureato in filosofia. È IL MIO UOMO.
Eva, una diciannovenne malata terminale di cancro che Dario e il batterista Alessio soccorrono una notte dopo averla trovata svenuta a bordo di una strada, preda di uno dei suoi frequenti episodi di sonnanbulismo intriso di incubi mostruosi e deliranti.
Questi i due protagonisti, uniti da una cosa: la malattia. Perché Dario sta crollando da quando Luca, il bassista, è morto di cancro qualche mese prima. E nessuno lo sa, ma Dario, per sconfiggere il dolore, è entrato nella spirale della dipendenza da droga.
Un giorno, dopo una overdose per la quale ha creduto di morire, Dario chiede aiuto ad Alessio, che si trasferisce a casa sua per aiutarlo durante la disintossicazione. Ed Eva si autoinvita a fargli da infermiera dopo averlo incontrato un paio di volte ed essere rimasta scottata dai pochi, deludenti incontri con lui. L'ennesima di una infinita lista di ragazze a cui Dario, con quel suo fare da maschio alfa, ha fatto battere il cuore nonostante il caratteraccio (PERCHÉ SE NON SONO BELLI E DANNATI NON CI PIACCIONO, ma che lo ripeto a fare?)
In tutto questo dove sta l'urban fantasy? Bella domanda, a cui non risponderò perché si scatena solo nel finale e non voglio rovinare la sorpresa a nessuno. Quindi spostiamoci sulla sezione tecnica.
La penna di Aislinn è a dir poco DIVINA. Ha uno stile pazzesco, grazie al quale dipinge ogni scena e sentimento in modo vivido, con precise pennellate di show-don't-tell.
L'ambientazione tra fine dicembre e inizio gennaio nel plumbeo e gelato panorama delle Alpi è uno sfondo perfetto alla vicenda, la proverbiale ciliegina sulla torta che rende ancora più vivida l'introspezione dei personaggi. Anime disperate e perse, alla ricerca di aiuto, ognuna a fare i conti con il proprio baratro.
Personaggi pieni di spessore, sia dentro che fuori: non solo nelle emozioni ma anche nelle parole e nei movimenti, riportati in dettagli così minimi che pare di vederli lì, davanti a te.
Non sono molti i personaggi, ma anche quelli secondari sono degni di nota.
Alessio (che tanto secondario non è perché a un certo punto arriva anche il suo POV) è il batterista stile manzo vichingo, che facciamo, non adoriamo anche lui? Sebbene se le sue azioni e i suoi pensieri siano tutti in funzione di Dario, la psicologia emerge chiara, rendendo anche lui un PG interessante e sfaccettato quanto basta.
Poi c'è la dolce Melissa, per la quale Dario sembra iniziare a provare qualcosa di più di una semplice scopamicizia.
Tra tutti però ho adorato la sorellina sedicenne di Dario, Emilia, la sua Rospa. E il fratellone è il suo Dado. Hanno una relazione stupenda, complice forse anche la tanta differenza di età.
Non solo i personaggi, ma anche la fittizia Biveno prende vita: i quartieri residenziali, i locali, il centro commerciale, il centro storico, l'ospedale, tutto descritto in maniera così minuziosa che sembra di conoscerla bene. Biveno? Ma sì, ci sono stata l'altro giorno.
Ecco, tutto questo, cioè le tante e lunghe scene introspettive e le descrizioni accurate rendono il ritmo medio-lento, soprattutto nella parte centrale, che è forse l'unica che ho trovato pesantina. Per il resto non riuscivo a staccarmi dalle pagine, è uno di quei mattoni di cui si fa un intero boccone perché non si riesce a lasciare i personaggi!
Molto particolare l'impaginazione e la scelta della resa grafica dei momenti di allucinazioni di Dario a causa della droga e dei sogni/visioni di Eva. Forse un po' troppo perché, sebbene rendano l'idea, alcune parti ho fatto fatica a leggerle: non riuscivo a districare le parole attaccate tra di loro e le lunghe frasi senza punteggiatura. Ripeto, rende l'idea ed è geniale, però richiede un po' di sforzo 😅
In generale, le frasi sono magistralmente concepite e suonano vere; stessa cosa i dialoghi, che non sono molti, sono brevi e alcuni poco approfonditi (e questa è forse l'unica vera pecca del romanzo: i dialoghi poco incisivi).
Ma per il resto splende di luce propria, anche se le ambientazioni e lo stato d'animo sono tutt'altro che lucenti. Sono anzi un pozzo di oscura disperazione in cui può esserci il lieto fine. Può? Sì, si intravede al di là delle pagine, ma non oggi.
Assolutamente da leggere per le anime oscure che cercano tematiche forti come la malattia e la dipendenza, per i metalheads e coloro che adorano la rievocazione storica medievale.
Nonostante mi sia piaciuto di meno del primo, Né a Dio né al Diavolo, questo secondo libro della “Trilogia di Biveno” mi è comunque piaciuto molto e penso che confermi il talento dell’autrice che già avevo notato nel primo libro.
Il primo punto a favore del libro, infatti, è proprio la qualità della scrittura. Aislinn eccelle secondo me su tutti i punti di vista: dialoghi, descrizioni e monologhi interiori sono tutti e 3 di alta qualità, e la sua scrittura è scorrevole senza essere banale (come il primo libro, infatti, ho finito questo secondo in pochissimo tempo perchè ti tiene incollato alle pagine).
Oltre alla qualità della scrittura, simile appunto a quella del primo libro, in questo secondo libro troviamo anche della scrittura sperimentale, che ho apprezzato tantissimo. L’uso del corsivo e degli a capo per quelli che poi scopriremo soltanto alla fine sono , e soprattutto la scena del trip di Dario all’inizio del libro sono davvero accattivanti e uniche, non avevo mai letto nulla del genere.
Il talento di Aislinn si nota non solo nella scrittura ma anche nei personaggi: come nel primo libro, il cast ristretto (4-5 personaggi in tutto, di cui solo 2 principali) le concede di esplorare ogni personaggio, anche quelli secondari, al meglio. Dario, Eva, Alessio, Emilia e Melissa, a prescindere da quanto tempo viene loro dedicato, sono personaggi realistici, come lo erano quelli del primo libro. Le loro motivazioni e le loro personalità emergono chiaramente dai loro dialoghi e dalle loro azioni, e, com’era il caso per Ivan nel primo libro, anche quando Dario o Eva sinceramente fanno cazzate capiamo come mai le fanno, perchè sono personaggi tridimensionali, con vere e proprie psicologie e personalità realistiche tanto quelle di persone in carne ed ossa.
Ma perchè 4 e non 5 stelle se mi è piaciuto così tanto? Per due motivi. Il primo è perchè ha lo stesso problema che aveva NaDnaD, il finale è secondo me mal gestito purtroppo:
Il secondo problema è meno specifico, anche se anche questo è legato al finale, in particolare alle ultime 100 pagine circa. Come nel primo libro, anzi forse in maniera ancora più esplicita, è evidente che Aislinn utilizza la componente soprannaturale per esorcizzare problemi reali nella vita dei personaggi, ma nel primo libro realtà e paranormale erano sapientemente mescolati sin dall’inizio: in “Melusina”, purtroppo, penso che la componente paranormale emerga troppo tardi, appunto solo nelle ultime 100 pagine: nel resto del libro è soltanto “suggerita”, implicata, ma non ci viene chiarito neppure di che tipo di creatura stiamo parlando. Per carità, non mi ha affatto annoiato seguire le vicende nel mondo reale della disintossicazione di Dario con l’aiuto di Eva e Alessio, ma penso che il finale sarebbe risultato più chiaro se la componente paranormale fosse stata introdotta sia prima, che in maniera più graduale.
In ogni caso si tratta ancora una volta di un libro di grande qualità, consigliatissimo nonostante i temi difficili.
"Melusina" è un paranormal fantasy di Aislinn. Nel libro si racconta la storia da una parte di Dario detto Master front man di una band rock che dopo la scomparsa di uno dei suoi amici comincia a poco a poco a lasciarsi andare entrando nel tunnel delle dipendenze, toccando il fondo e dall'altra Eva una ragazza affetta da una grande patologia, che spesso ha degli strani incubi. Il libro è narrato in terza persona e al passato. Il world building è ben descritto così come i personaggi sia i personaggi principali che i secondari. Dario è un ragazzo che non riesce a reggere la scomparsa del suo amico Luca. Un personaggio dalla doppia faccia, perché se da una parte si accorge che sta toccando il fondo, dall'altra sa che in qualche modo deve reagire prima che quella strada che sta percorrendo da troppo tempo si chiuda definitamente. Eva è una ragazza che soffre di una patologia importante è che a causa di questa versa in condizioni fisiche e mentali difficili, ha continui e strani incubi. Personaggio complesso, cinico e forte ma anche molto sensibile e compassionevole. Non vuole che qualcuno soffra per lei. Un personaggio degno di nota e menzione è Alessio, rude batterista e migliorare amico di Dario, "Lo scimmione" lo chiama. Stazza fisica imponente, ma è un po' come un faro nel buoi per Dario, è colui che lo aiuterà in ogni occasione. Tutti vorrebbero avere un amico come Alessio.