Cthulhu, il morto che «nella sua dimora di R'lyeh attende sognando»; Azathot, il «dio cieco e idiota»; Yog-Sothoth, il «tutto-in-uno e uno-in-tutto»… Tra le creature più orrorifiche e affascinanti della letteratura ci sono gli Antichi, coloro che erano, sono e saranno: esseri mostruosi scaturiti dagli abissi insondati dello spazio e del tempo, dalle sfere ignote di dimensioni aliene - ma anche dalle tortuose profondità della psiche -, attorno ai quali Lovecraft ha creato un'intera mitologia oscura, un olimpo degenere quanto mai fecondo nella storia della letteratura. In questo volume sono raccolti i racconti del nucleo originario lovecraftiano, insieme alle opere di importanti precursori e a quelle di epigoni e seguaci. Storie che illuminano un reame immaginario e spaventoso esteso oltre i confini dell'umano e della conoscenza, che continuerà ad ammaliare generazioni di lettori.
Howard Phillips Lovecraft, of Providence, Rhode Island, was an American author of horror, fantasy and science fiction.
Lovecraft's major inspiration and invention was cosmic horror: life is incomprehensible to human minds and the universe is fundamentally alien. Those who genuinely reason, like his protagonists, gamble with sanity. Lovecraft has developed a cult following for his Cthulhu Mythos, a series of loosely interconnected fictions featuring a pantheon of human-nullifying entities, as well as the Necronomicon, a fictional grimoire of magical rites and forbidden lore. His works were deeply pessimistic and cynical, challenging the values of the Enlightenment, Romanticism and Christianity. Lovecraft's protagonists usually achieve the mirror-opposite of traditional gnosis and mysticism by momentarily glimpsing the horror of ultimate reality.
Although Lovecraft's readership was limited during his life, his reputation has grown over the decades. He is now commonly regarded as one of the most influential horror writers of the 20th Century, exerting widespread and indirect influence, and frequently compared to Edgar Allan Poe. See also Howard Phillips Lovecraft.
Imponente, questo Drago Mondadori contenente ben 32 racconti divisi in tre sezioni.
Abbiamo una prima selezione di racconti di autori che hanno influenzato la scrittura di Lovecraft (come Bierce, Poe, Chambers, Blackwood, Machen...), racconti risalenti al periodo di attività dell'autore di Providence (e quindi Lovecraft e autori suoi contemporanei suoi amici o comunque suoi corrispondenti: Bloch, Clark Ashton Smith, Derleth, Long...) e infine racconti successivi alla morte di Lovecraft, da parte spesso di autori che non lo avevano nemmeno conosciuto (Lumley, Wilson... e inoltre anche quattro racconti italiani, uno per decennio dagli anni ottanta al presente).
Sono presenti anche alcuni scritti di Lovecraft: abbiamo chiaramente Il richiamo di Chtulhu, a inaugurare la sezione dei contemporanei, ma anche una storia del Necronomicon a aprire il libro e un racconto epistolare geniale (in quanto davvero epistolare, incluso nella sua corrispondenza con Smith e "riunito" per renderlo leggibile) in chiusura.
Chiaramente, come sempre accade per le raccolte di racconti che pescano da un bacino piuttosto ampio di autori, ci sono racconti più belli e meno belli. Abbiamo perle come i racconti di Lovecraft, Chambers, Blackwood, Howard, Bloch, Lumley e Wilson, ma anche racconti francamente deludenti come i contributi di Leveghi, Leoni e un racconto di Smith.
Nel complesso però il livello è molto buono, così come l'apparato redazionale in apertura e in chiusura. Bello anche l'aspetto esteriore del libro, con la cornice in rilievo. Peccato solo che le "scaglie di carta" che sfumano i colori, con l'uso tendano a cadere.
COMMENTO GENERALE Un compendio davvero utile per sviscerare e capire le origini e i lasciti dell'opera di Lovecraft. Sicuramente ci sono parecchi autori che meritano di essere approfonditi ulteriormente leggendo altre loro opere e questo libro aiuta i neofiti a districarsi nei meandri del weird. La panoramica a fine tomo è davvero impressionante, credo che pochissime altre opere abbiano lasciato un'impronta così indelebile nella storia.
COSA MI È PIACIUTO - Tanti racconti sono capolavori - La divisione dell'opera nelle tre parti
COSA NON MI È PIACIUTO - Tanti racconti non incontrano i miei gusti - Titolo fuorviante - I racconti extra di autori italiani, si poteva fare di meglio
(vista la lunghezza del commento, metto sotto spoiler la descrizione più dettagliata)
La coerenza complessiva dell'opera di Lovecraft è affascinante, penso che il suo talento sia stato proprio quello di adoperare un'“immaginazione razionale” per costruire un intricato universo di orrori cosmici. Tuttavia, la sua prosa a volte appare infantile: pur essendo capace di maneggiare con precisione i termini scientifici e mostrando un’ottima proprietà di linguaggio, sembra mancare di una vera comprensione della psicologia umana. I racconti brevi mi hanno coinvolto poco, mentre ho apprezzato maggiormente le sue opere più complesse, come Le montagne della follia, dove il suo universo trova uno sviluppo più ampio e profondo.
Raccolta molto interessante di racconti aventi per tema la mitologia di Lovecraft.
La prima parte include una serie di racconti che hanno rappresentato l'ispirazione per Lovecraft. Sono autori da cui Lovecraft ha preso molti degli spunti che ha poi ampiamente usato nelle sue storie - l'idea di una realtà appena al di fuori del visibile, che si può intuire ma non vedere; l'attenzione più alle atmosfere che agli eventi stessi; l'idea di una storia dell'universo infinitamente più grande di quella dell'uomo; e così via.
La seconda parte include invece racconti di Lovecraft e dei suoi vari corrispondenti, che hanno sia usato la sua mitologia sia l'hanno arricchita. Oltre a Lovecraft troviamo Clark Ashton Smith, Robert Howard, Frank Belknap Long e molti altri. Spesso Lovecraft ha ripreso spunti da questi autori per i propri racconti.
Infine la terza parte include alcuni autori successivi che hanno ripreso e rielaborato la mitologia di Lovecraft, incluso alcuni autori italiani. Qui la qualità delle storie è varia, e non tutti i racconti erano all'altezza.
Completano il volume alcuni interessanti saggi su Lovecraft e sullo sviluppo dei suoi miti nel tempo.
In generale, un ottimo volume da leggere - anche se decisamente lungo
Fuorviante il titolo, perché l'antologia (tale si tratta) non tratta i romanzi e racconti scritti da Lovecraft, ma tutta quella serie di autori weird che scrissero prima, durante e dopo e che videro il (non) solitario di Providence "evocare" con la sua penna tutti gli Antichi a sua disposizione, inondando il mondo letterario con la materializzazione della paura. Quindi se volete farvi un'idea di quale fosse il bordo letterario e culturale in cui nacquero Cthulhu e compagnia terrificante questo è un ottimo punto di partenza, ma non fermatevi a questo e cercate anche altri libri per capire meglio e farvi spaventare. Mi sarebbe piaciuto un appartato critico un po' più corposo, ma quello che c'è aiuta a districarsi fra il prima e il dopo. Curata la grafica e belli i disegni a siglare le parti dell'antologia. Un buon weird drago per la Oscar Mondadori.
Non è facile recensire questo volume a dir poco eterogeneo. La valutazione complessiva, quindi, dipende dalla media matematica di ciascun singolo punteggio dei vari racconti: La rovina della casa degli Usher: 2 Quella cosa maledetta: 2 Il segno giallo: 3 I salici: 3 La casa sull’abisso: 4 Storia terribile di Thangobrind il gioielliere: 2 Il terrore: 4 Il popolo dell’abisso: 1 Il richiamo di Cthulhu: 5 I divoratori dello spazio: 2 I segugi di Thindalos: 2 La vendetta dello stregone: 5 La pietra nera: 5 Ubbo-Sathla: 5 L’orrore dalle stelle: 5 L’abitatore del buio: 5 L’ombra dal campanile: 5 La stanza della strega: 5 Oltre la soglia: 1 L’abitatore delle tenebre: 1 Quaderno trovato in una casa deserta: 5 Per quanto riguarda i prossimi racconti - quelli degli “eredi” di Lovecraft - si può affermare come non siano granché. Si dilungano in troppe spiegazioni pseudo-fantascientifiche, annullando completamente, in tal modo, la percezione di quell’orrore dell’ignoto che emanava dalle pagine dei predecessori. Un peccato. Il pornografo sfortunato: 2 Cemento: 3 La città sorella: 3 Lo scettico nel cimitero: 2 Gli esseri del profondo: 2 Il ritorno dei Lloigor: 3 (questo racconto parte alla grande: le prime 20 pagine sono davvero travolgenti poi, all’improvviso, svacca di brutto, trasformandosi in un’indagine troppo locale e puntigliosa per raggiungere un respiro davvero cosmico. I protagonisti finiscono col sapere troppo sul Necronomicon e sui propri avversari – senza, per altro, smarrire un briciolo di lucidità: in tal modo, questi ultimi perdono molto della loro minacciosità, dando l’impressione di avere poteri piuttosto limitati. Il finale, poi, è eccessivamente affrettato e tirato via). Le Montagne della Luna: 1 (un inconcludente supercazzola senza capo né coda. Scritto malissimo: le persone non parlano nel modo in cui parlano i personaggi di questo racconto. Ridicolo a dir poco). La vera storia di Francesco Giuseppe Borri alchimista: 3 Nihil boni ex Africa: 2 Voragini: 1 Ho letto, infine, anche i sette racconti presenti nella seconda edizione di questo stesso libro, ma assenti dalla prima. Anche il punteggio di questi ultimi è calcolato nella valutazione complessiva. Terrore dal profondo: 4 La nascita di Surtsey: 3 La Barca di Cissie: 2 I Graticci: 5 La Matricola: 4 Jerusalem’s lot: 5 (Un gioiellino: un piccolo capolavoro) Scoperta della zona Ghoorica: 1
Un volume completo, molto bello. Grazie a questo libro ho scoperto precursori di Lovecraft come Algernon Blackwood, Hodgson, suoi contemporanei e successori. Gli unici racconti che non ho apprezzato sono quelli di autori italiani ella sezione finale. Non è per fare l'esterofila, ho letto italiani di Lovecraftiana ispirazione davvero notevoli, quindi i 4 (mi pare siano 4) scelti non si sono rivelati all'altezza. Forse solo il racconto della storia vera dell'alchimista si salva. Però va beh, 4 racconti non piaciuti, a fronte di decine che ho apprezzato se non amato, sono più che accettabili.
Il giudizio di 5 stelle va all'edizione del 2019 (oggi disponibile solo in digitale), curata da Lippi-Fusco-de Turris, non a quella del 2022 che ricalca la compilation di Darleth. Infatti dovrebbe trovarsi catalogata lì ( Tales of the Cthulhu Mythos ), non essendo una 'nuova edizione' ma un'edizione diversa.
Devo dire che questa raccolta mi è piaciuta di più rispetto alla precedenti. Questo tomo è diviso in tre parti: i predecessori, i contemporanei e i prosecutori e quindi c’è un confronto stilistico tra vari autori e in più, cosa che si sottolinea tra i contemporanei e prosecutori, è il fatto che danno una continuità a dei racconti di Lovecraft, creando una vera e propria storia che lo stesso autore non ha terminato di raccontare. Alcune volte lo stesso Lovecraft viene messo come protagonista, questo soprattutto nei contemporanei, in quanto lo conoscevano di persona e si permettevano questo “lusso”. Comprende anche racconti di Lovecraft stesso, peccato però che erano già presenti nei tomi precedenti, però fanno capire da dove gli altri autori abbiano preso spunto ed espirazione, cosa non del tutto scontata, mi è piaciuto anche molto il fatto che ogni autore che aveva deciso di continuare le storie lovecraftiane, abbia dato elementi di contorno che fanno capire ancora di più la storia e che la trasportano come realtà, facendo intuire che i miti di Lovecraft e il Necronomicon non sono pura fantasia, ma è la verità che l’uomo deve temere. Consiglio molto questo libro a chi vuole conoscere le origini di Lovecraft stesso e come la letteratura fantascientifica e dell’orrore si sia sviluppata intorno a lui.