Le gambe fremono, il cuore scalpita, la mente ha bisogno di nuovi orizzonti. È il momento di partire, di assaporare il viaggio, di mettere un piede davanti all’altro e arrivare alla meta. Questo è il racconto della preparazione, atletica e sentimentale, al Cammino di Santiago, e dei 360 chilometri che ne sono seguiti. Daniela Collu, atea patentata, natura-resistente e camminatrice poco convinta. Daniela ha percorso la distanza che separa León da Santiago de Compostela in dodici giorni, con uno zaino di sette chili sulle spalle, nessun compagno di avventure tranne un grandissimo “perché no?” e il tempo, strappato dopo tanti anni a un lavoro che andava troppo veloce… Sul cammino si recupera il ritmo, il senso della distanza, il passo giusto, e si respira a pieni polmoni, fino a sentire un vento nuovo dentro. E soprattutto si incontrano persone e storie che diventano importanti come la freccia che ti accompagna al traguardo. Volevo solo camminare è una guida al pellegrinaggio più famoso del mondo e insieme un diario di bordo fatto di ricordi ormai indelebili. E se dovesse venirvi voglia di mollare tutto e partire, niente è la scelta giusta!
Ho ascoltato questo magnifico resoconto in audiolibro, mi è piaciuto moltissimo e mi ha fatto compagnia nelle mie passeggiate primaverili. Molto ben raccontato, informativo, senza troppe pretese e a tratti ironico e sicuramente stimolante. Che voglia di partire!
È da un po’ che ci penso e ascoltato questo audiolibro mi sto sempre più convincendo che sia la strada che mi serve. Chissà se prima o poi riuscirò a non programmare niente e a godermi un’esperienza così. Me lo auguro.
Bello! Non ho mai pensato al Cammino di Santiago eppure questo libro è stato un bel "viaggio". Intimo interessante quasi commovente. Ora, non vi dico che son già con gli scarponi pronta per partire, ma la voglia di camminare e vivere a pieno sicuramente si è accesa.
Bello, bello, bello! Scorrevole, coinvolgete e stimolante; ecco gli aggettivi giusti per questo libro.
Ho iniziato il libro leggendo solo il nome dell'autrice e la parte di titolo prima dei due punti. Lo so, è una cosa parecchio stupida. Ma pazienza, non sono del mestiere! Dall'inizio però si capisce che la storia è una specie di diario di bordo dell'avventura vissuta dall protagonista; non è di certo un manuale per prepararsi a fare il Cammino.
Mi sono sentita "toccata nel profondo" perché (ancora una volta per quest'anno) ho avuto modo di ripensare alla mia avventura, vissuta da adolescente, e a tutto ciò che amici e familiari, che non l'hanno vissuta, non capiranno mai.
La storia mi ha divertito, intrattenuto e anche commosso. Ti fa venire voglia di mettere lo zaino in spalla e partire, metterti in gioco, scoprire cose nuove e vivere un'esperienza di vita assieme a degli sconosciuti.
"Vuoi farlo? Fallo. Se si riesce ad applicare questa regola banale a tutto, si trova la felicità. Non cercare scuse, non ti nascondere nella paura di non riuscire a farcela, non farti bloccare dalle difficoltà e dall'incapacità. Fallo e vediamo che succede."
“Se l’hai fatto con ogni cellula del tuo corpo, ti restano i ricordi attaccati ai muscoli”
L’ho letto comoda sotto le coperte, con la musica, al caldo, ma le parole di Daniela mi hanno fatto viaggiare ed emozionare, e quasi me le sentivo anch’io quelle vesciche addosso. Mi piace il suo modo di non prendersi sul serio ma allo stesso tempo amarsi completamente, di prenderla sul ridere ma dare peso alle cose che contano, di vedere il ridicolo nelle cose smielate ma non fare quei sentimenti per scontato. Non è un libro che ti cambia la vita ma è uno che ti fa riflettere sulla tua, sulle tue scelte e sui tuoi perché. E ti fa anche sognare e pensare alle avventure che vuoi tu, per te.
“Io volevo stancarmi, respirare, volevo avere tempo e spazio per me e in fondo come sempre in ogni momento, volevo sentire la vita intorno”
Seguo Daniela "stazitta" su Instagram da poco ma fin dalle prime "stories" mi sono affezionata e la sua terapia di gruppo mi porta sempre sollievo e felicità. Ho deciso di leggere il suo libro principalmente per conoscerla meglio, e devo dire che ora quando la guardo postare le sue bellissime foto su Roma mi sembra di capirla un pochino di più. Ho divorato questo libro durante il mio primo viaggio da sola, molto meno avventuroso, ma per me molto significativo. Ho pianto, in alcuni momenti mi sono sentita così sola da voler solo fumare sigarette e guardarmi allo specchio e invece poi ho ritrovato la mia forza e ho fatto anche nuove conoscenze. Siamo tutti essere speciali in cerca di noi stessi! Grazie stazitta!
Una lettura leggera per immaginarsi il Cammino di Santiago. Adoro camminare da sempre, questa è una delle esperienze che prima o poi vorrei fare, e Daniela Collu non ha fatto altro che darmi un'altra conferma su questo. Conoscevo il nome dell'autrice solo grazie a questo titolo e quindi non avevo neanche idea della sua storia o della sua professione. Da queste pagine, mi è parsa una persona spigliata, riflessiva e anche dinamica, aspetti che rendono il testo autobiografico spontaneo e coinvolgente. Carino il capitolo prima delle Conclusioni contenente i messaggi dei pellegrini che ha incontrato e con cui ha viaggiato per un po'.
"Quello che so adesso, ancora più di prima, è che la dimensione giusta per me è il movimento: bella salda sulle mie gambe, con le mie cose sulle spalle, con la gente che voglio intorno, che mi fermo a guardare ogni tanto quanta strada ho fatto, e mi sistemo il bagaglio, emotivo e non, per andare ancora avanti".
"Munitevi di due parole magiche, Buen camino: non vi serve altro. Auguratelo a voi stessi, a quelli che incontrate, soffermatevi su questa piccola frase convenzionale in ogni momento del vostro percorso e saprete che è un’eredità meravigliosa da riportare a casa con voi. Io me lo ripeto spesso Buen camino, anche ora che sono in città, con il sedere sulla poltrona o con i tacchi alti e il microfono appeso alla camicetta. Godetevi il viaggio, guardatevi intorno, sorridete tanto, saltellate, dite cazzate in tutte le lingue che conoscete e non conoscete, fatevi insegnare tutto dagli estranei, costruite un universo perfetto in mezzo all’incertezza, camminate, camminate tanto, finché avrete dimenticato che state camminando, finché non vi sembrerà di volare. Non perdete altro tempo, uscite e mettete un piede davanti all’altro. E intanto, davvero, con tutto il mio cuore, Buen camino a tutti."
"Nessun particolare poetico, nessuna storia da tramandare ai nipoti, nessun dettaglio speciale: camminare è facile, è una cosa normale, lo fanno tutti, lo sanno fare tutti." "Non ci si pensa mai a camminare, è come stare dritti, è come respirare." [Pref.]
"[..]rubo con gli occhi, mi attacco a chi può insegnarmi qualcosa e fortunatamente incontro persone che mi spiegano e si fidano di me, che mi regalano la loro esperienza." "Pian piano mi accorgo che imparo a cercare solo quello che è giusto per me, e guarda un po’, lo trovo. Da lì si apre una strada non poco tortuosa ma con un bel paesaggio che consiglio a tutti di percorrere, quella verso l’autenticità. Mi alleno a chiedere a me stessa cosa mi renda davvero- davvero felice e vado a prendermelo, scoprendo che spesso è lì che aspetta solo me." "[..]scegli una via, anche se sembra faticosa, guardati intorno e trova lì dentro quello che va bene per te." "Molto spesso per andare avanti e andare oltre non vi serve altro, se non quello che avete già. Il vostro corpo, il vostro coraggio, un pizzico di incoscienza. E zittire la Sindrome dell’Impostore, maledetta lei." [Cap.I]
"[..]sentitevi liberi, lasciatevi trascinare dalla vita, è una figata eccezionale." [Cap.II]
"Allora ho imparato a godermi l’incognita, a racchiudere la magia del cammino in quel non sapere, a considerarla una occasione più unica che rara. Pensateci bene: da quanto tempo non fate qualcosa di così incerto?" "[..]mi sentivo da sempre una trottola su una tabella di marcia che non avevo scritto io." "Succede qualcosa dentro, quando si trova il coraggio dei propri desideri e li si trasforma in azioni. Succede che ci si vuole più bene." "«La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi»." "Ero forte, eppure non avevo nulla in mano se non la certezza che stavo facendo qualcosa che volevo." "Non ho mai creduto che fosse possibile finché non mi sono arresa a un fatto: basta volere, e volere basta. Non servono altri allenamenti o equipaggiamenti, l’unica cosa è sintonizzarsi sulla frequenza della propria voglia e soddisfazione. E partire, fermarsi e poi ricominciare, allora verrà da sé." [Cap.III]
"Per me la difficoltà – e la meraviglia – è stata nell’adattarmi, nel trovare il mio spazio in tutto quello spazio, il mio passo in tutti quei passi, nell’accogliere la realtà senza trasformarla, una volta tanto" "[..]ma solo arrendendomi per la prima vera volta in vita mia a quello che stavo provando, ho scoperto la forza delle mie armi." "Solo accettando la strada davanti senza correre, ho capito quanto fossero veloci le mie gambe." "Solo guardandomi indietro spesso, ho scoperto che avere rimpianti è fare un torto a me stessa e che devo imparare a darmi le medaglie non solo per i primi posti, ma per ogni volta che mi metto in gara." "Solo nel silenzio di chilometri macinati senza nessuno intorno, mi sono accorta di non essere mai sola." "[..]forse i miei, pur neutralizzando la mia Indiana Jones interiore, avevano saputo coltivare la fiducia in me stessa e adesso ero lì, un piede davanti all’altro, anche divertita da quel groviglio di paura." "Ero libera, ero coraggiosa, ero grande ed ero piccola insieme. Ero felice di me. Ero così tanto fiera di me da piangere e ridere insieme." [Cap.V]
"Voi camminate, andate avanti e sentite tutto quello che state provando. L ’avventura non si analizza e non si organizza, forse è vero che si vive e basta. Il resto è una chiacchierata da fare al ritorno." [Cap.VI]
"Mi sono sentita piccola e gigantesca, una minuscola persona con mille ragioni di esistere, festeggiavo la mia vittoria e mi congratulavo con me. Brava Dani, asciugati le lacrime e vai avanti." "[..]non c’è nulla che non possa fare e soprattutto nulla in cui non possa trovare la mia comodità. La capacità di adattamento di ognuno di noi forse va di pari passo con la felicità: non me ne fregava nulla della comodità, mi sentivo bene in mezzo a quella polvere e all’incertezza. Forse il cammino ti cambia la vita perché ti fa immaginare di cambiare vita?" [Cap.VII]
"[..]uno degli insegnamenti più grandi, che si applica alla vita, qualora lo vogliate e sappiate ricordarlo, è che ogni cammino è differente." [Cap.IX]
"[..]perché Domenico e Vittorio sono il senso del cammino, e del camminare in generale, per me. Vuoi farlo? Fallo. Se si riesce ad applicare questa regola banale a tutto, si trova la felicità. Non cercare scuse, non ti nascondere nella paura di non riuscire a farcela, non farti bloccare dalle difficoltà e dall’incapacità. Fallo, e vediamo che succede." "Probabilmente è un pregiudizio legato a chi si prende del tempo per evadere, come se spostarsi altrove dovesse necessariamente prevedere che il posto in cui sei non ti piace più. Io volevo solo camminare. E volevo farlo restando fedele a me stessa e al mio modo di vivere, non volevo che fosse una parentesi altra, volevo che questo viaggio somigliasse a me e io volevo somigliare a lui. Non volevo avere regole ma disciplina, volevo essere sola ma amata, volevo vivere in profondità ma regalando tutto all’esterno." [Cap.X]
"Funziona così, credi di non farcela, poi improvvisamente, appena capisci che hai scavallato la parte più faticosa, è tutto in discesa." "Ci si infila in un’avventura, con le proprie risorse e i propri scetticismi, se si è fortunati, intorno c’è il tifo degli amici e della famiglia, ma è solo quando ormai sei a metà del viaggio che puoi iniziare a rilassarti e godertelo davvero. Perché ormai hai gli strumenti per andare avanti, perché la fase di sperimentazione e adattamento è un po’ superata, e perché corpo e mente seguono i movimenti quotidiani senza emergenze e senza straniamenti. Insomma, ci stai dentro, nel vero senso della parola." "Mi piace sperimentare il cambiamento ma anche accomodarmi negli angolini nuovi che costruisco per me, mi coccola accorgermi di aver sviluppato una routine nelle situazioni che prima mi sembravano nuove e insolite. E soprattutto ho imparato che il climax non esiste, per quanto si pensi di raggiungere il culmine di un’emozione, ce n’è sempre una diversa, più ampia, più alta, più sorprendente ad aspettarti." [Cap.XI]
"Non ho mai la sensazione che le cose si possano rovinare o distruggere «usandole» e questo vale per gli oggetti come per le esperienze. Si va fino in fondo, si consuma tutto, tanto non finirà mai. Credo nell’eternità del ricordo, nella permanenza delle emozioni, credo che qualunque legame si trasformi e che sia impossibile scioglierlo, credo che tutto sia per sempre, se per sempre passa attraverso adesso." "E se mi fermerò, sarà perché il panorama merita una sosta." [Cap.XII]
"Io volevo stancarmi, respirare, volevo avere tempo e spazio per me e in fondo come sempre in ogni momento, volevo sentire forte la vita intorno. Ho sentito la mia e ho scoperto quelle degli altri, mi sono sentita un vento forte dentro che mi apriva il petto a metà, non so se sia stata la cima della montagna, ma tornavo a casa con un’anima. Io l’anima non l’avevo mai sentita." [Cap.XIV]
"Era diversa da tutto, perché io ero diversa da sempre. Avevo imparato che posso essere sola e mai sola, che ho energie e capacità per qualunque evenienza e che chiedere aiuto è facile se hai la fortuna di avere intorno persone buone. Avevo imparato che queste persone buone le attiro e le merito, perché a mia volta so aiutare un amico in difficoltà, sia sostenerlo emotivamente sia bucare una vescica sul bordo di un laghetto, e so ascoltare e so chiedere e rispondere." "Il cammino mi aveva insegnato che c’è di tutto là fuori e per quanto sia facile rendere noi stessi l’unica unità di misura con cui guardare il mondo, poi ce ne sono mille altre, e basta assorbirle per essere più ricchi e innescare un circolo virtuoso che, se siamo bravi e fortunati, potrebbe anche non interrompersi mai." "Ora lo so chi sono, cosa sono in grado di fare, so che non esiste qualcosa di fronte alla quale potrei rinunciare senza almeno averci provato. È come se fosse arrivato il momento di raccogliere quello che ho seminato in anni e anni di tentativi di aggiustamento nella mia pelle." "Sono pronta a prendermi la responsabilità dei miei fallimenti ma, viva Dio, anche quella dei miei successi, e finalmente non combatto più contro di me, non gioco al ribasso, non spreco il tempo a immaginare in quanti e quali modi potrebbe andare tutto male, ma continuo dritto sulla mia strada, un piede dopo l’altro." [Cap.XV]
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Un libro molto carino e simpatico che ti coinvolge fin da subito. Una cosa importante come quella del cammino per Santiago de Compostela spiegata nei mini dettagli, dalla preparazione pratica e mentale al viaggio e quello che ti rimane dopo.
lettura piacevole, scrittura simpatica e a tratti anche molto riflessiva. il cammino mi ha sempre affascinata e sicuramente questo libro te lo rende ancora più amichevole..
Ho ascoltato questo audiolibro su Storytel, mi ha tenuto compagnia in questa domenica uggiosa e noiosa. È stata una bella esperienza di ascolto, la storia è interessante, un po' di curiosità questo tipo di esperienze in me la creano fa sempre, ed è raccontata con il tono frizzante, ma mai banale, né superficiale, che contraddistingue l'autrice, nonché protagonista, stessa. Devo confessare di essermi emozionata un paio di volte durante l'ascolto, è capitato nei momenti in cui si parla delle persone che hanno condiviso con lei questo percorso, di come si siano instaurate tra loro dinamiche di grande intimità sin da subito, si sono scambiati, parole e sentimenti tanto profondi in poco più di un mese di viaggio, è stato davvero rincuorante.
Un libro leggero da cui trapela l’entusiasmo dell’autrice. È un diario di viaggio, dell’esperienza in generale e di quello che si può provare sul cammino... Mentre all’inizio la Collu diceva di non voler dare informazioni perché la ricerca di esse può essere ciò che non fa partire poi si trova a darle. E questo mi ha un po’ spiazzata perché mi è sembrato un cambio di rotta.
In ogni caso, un libro carino e da cui si capisce la forza dell’unione e della condivisione durante tutto il percorso.
Non volevo fare il cammino di Santiago, non mi era nemmeno passato per l’anticamera del cervello finché non ho ascoltato Daniela raccontare (sì, legge lei il suo libro) del suo di cammino. Raccontato senza giri di parole, armata di battute e un sacco di forza di volontà (che mi ha ispirata tanto) è un libro che ti fa pensare, ti fa ridere e ti fa anche commuovere. Ho pianto ascoltandola raccontare l’arrivo a Santiago. Che voglia di provare anche io.
Ho terminato questo audiolibro e mai prima d’ora ho avuto una voglia matta di infilarmi gli scarponcini, mettermi lo zaino in spalla e iniziare a camminare. Molto bello davvero. Il Cammino di Santiago è un qualcosa che mi frulla nella testa da tempo, chissà quando riuscirò a prendere coraggio e a imbarcarmi in questo viaggio meraviglioso. Mi auguro molto presto.
Un invito - per tutti - al cammino di Santiago da parte di una conduttrice televisiva di Roma. Ogni pagina invoglia anche il più pigro a mettersi uno zaino in spalla e partire, o semplicemente a voler "solo" camminare.
Ho letto questo libro per il titolo, dato che da anni ormai io adoro camminare. Ed anche se non si è fatto, o non si intende compiere, il cammino di Santiago il libro ha una sua forza. Una lettura leggera, ma molto piacevole.
Vale lo stesso come audiolibro? È pur sempre un libro letto. Io amo camminare. Ho scoperto questo amore quando a 19 anni, per l’università, sono stata adottata dalla città di Daniela Collu: Roma. Premetto che il mio paesino di origine è veramente piccolo, in un paio d’ore riesci a percorrerne almeno le vie più importanti e si, io fino a 19 anni le ho fatte solo in macchina. Da quando abito a Roma invece, le mie gambe sono le amiche più fidate di giornate belle e giornate brutte e così, piano piano, riscopro Roma. Ho anche preso la casa nelle vicinanze del posto di lavoro per spostarmi a piedi. Ma, volontà della sorte, come medico specializzando ho un periodo di tre mesi in rete formativa al Fate bene fratelli, sull’Isola tiberina e quindi la mattina oltre alla sveglia all’alba sono costretta a prendere un autobus. E così mi manca quella passeggiata mattutina e spesso al ritorno allungo il tragitto perché una buona parte voglio farla a piedi comunque. E cosi, Storytel mi ha mostrato in prima pagina questo titolo e non avevo letto che si trattasse del Cammino di Santiago, cosi mi sono trovata con grande stupore e riconoscenza in questo viaggio a piedi, con le gambe, guidata da Daniela Collu e pensare a come, dove, perché e quando organizzarlo ed incastrarlo con tutti i turni lavorativi, per la voglia di abbracciare un’altra sfaccettatura della vita. Grazie Daniela, ho pianto insieme a te durante queste ore di compagnia a/r sul bus, per quanta vita riesci a regalare con queste parole del libro. Leggetelo tutti.
Oggi volevo parlarvi di un bellissimo libro, che ho trovato davvero illuminante. Adoro i resoconti di viaggio, in questo si parla di uno dei viaggi più conosciuti al mondo, il cammino di Santiago.
La scrittrice ci vuole comunicare la sua esperienza in modo totalmente diverso dal solito, parlando di se, della sua esperienza e delle persone che ha conosciuto durante il cammino, ma sopratutto delle emozioni provate sia prima, durante la preparazione, che durante il cammino che dopo al suo rientro.
Il cammino è sopratutto conosciuto per le sue connotazioni religiose, lei invece pone l’accento su altri aspetti, infatti da atea militante, camminatrice poco convinta, e poco amante della natura, sulla carta sarebbe il profilo meno adatto sia a compiere il cammino che a parlarne, ma proprio per questo rende il racconto bello e intenso con sfumature davvero particolari.
Qualcosa le è scattato dentro, all’improvviso la sua passione per i fine settimana nel divano in pigiama davanti alla TV non bastava più e quello che è iniziato come un giovo, alla fine è diventato ciò che le ha cambiato la vita.
In chiave ironica, leggera a frizzante riesce raccontando a farci vedere da vicino il cammino e il significato che ha avuto per lei, tanto da farti venire voglia di seguire le sue orme.
Detto da me che mi sono riconosciuta completamente nella Daniela pre cammino è tanto.
Questo libro parla di un viaggio fantastico da parte dell’autrice, quello verso Santiago de Compostela. Sebbene questo viaggio parta per forse ragioni non molto simili a chi solitamente affronta questa avventura (voleva solo camminare), l’autrice scopre presto quella che è la magia del viaggio, del camminare e delle persone. Il libro si pone nella prima parte come una guida pratica al cammino, con molti consigli pratici su come affrontarlo, per poi passare all’esperienza sul cammino stesso. Ho trovato la sua esperienza molto coinvolgente e mi son trovato subito anche io a voler affrontare una simile avventura. La scrittrice si sofferma sull’esperienza, sulle emozioni e sui significati profondi per lei e per tutte le persone meravigliose che l’hanno circondata e aiutata nell’impresa. In certi punti avevo un po’ di pelle d’oca. Sebbene non condivida alcune sue posizioni, l’autrice è molto brava a farci entrare in una totale empatia con lei e con il cammino stesso. È una bellissima caratteristica di questo libro. Spero davvero di partire e dire anche io “Buen Camino”.
Ho iniziato questo libro poche settimane prima della mia partenza per il Cammino, tutto il francese partendo dalla Francia fino a Santiago, e poi Muxia e Finisterre. Questo racconto racchiude perfettamente tutto ciò che è questa esperienza. Dalla voglia e dalla grinta che crescono di giorno in giorno quando inizi ad organizzare la partenza, alla preparazione che non è mai abbastanza. Dalle vesciche, dalla fatica e dai muscoli doloranti, alla felicità estrema che provi ogni giorno di più. E soprattutto i rapporti che si creano sul cammino, descritti divinamente nel libro, non si trovano da nessuna parte. Persone da tutto il mondo, che diventano la tua quotidianità, parte di te. Se si vuole un assaggio o una spinta per intraprendere il cammino, questo libro è lo strumento giusto. Partite, vi cambia la vita.
“Se cercate un respiro nuovo, lì c’è. E quell’aria vi resta in testa, diventa il vostro nome, vi fa correre più spediti, ovunque vogliate andare”
”Tutto è viaggio, quando siete pellegrini" 🧳 Ecco la prima lettura conclusa (e promossa a pieni voti) del 2022! EBook acquistato la scorsa estate (foto scattata ad agosto), mentre a dicembre ho deciso che avrei inaugurato l'anno con questo proposito: camminare. Ovunque. 🚶🏻♀️ Daniela Collu decide di percorrere il cammino di Santiago in solitaria (in realtà non sarà mai sola: tanti compagni di viaggio, oltre se stessa), pertanto nella prima parte del libro fornisce indicazioni sul necessario: dalla capienza e organizzazione dello zaino alla richiesta della Compostela. 💳 Il motivo di questa avventura? Volersi bene, ascoltarsi e avere il coraggio di realizzare i propri desideri, trasformandoli in azioni. Se poi, come me, credete in Dio, allora è sempre un buon momento per raggiungere Assisi. 💙 Da questo libro ricavo esattamente ciò che cercavo: la voglia di proseguire a studiare, conoscere, sbagliare, ignorando i tempi di scadenza che la società (e non solo) ci impongono
Questo libro è contagioso: ti invoglia ad intraprendere il cammino di Santiago senza risparmiarti ciò che di pesante e faticoso ti potrebbe aspettare, ma con il sano entusiasmo di chi lo considera un’esperienza unica nella vita. Diciamoci la verità: chi sceglie una lettura come questa è ben consapevole di cosa troverà tra le pagine, ma, seppur prevedibile, questa “guida di viaggio” senza pretese diventa un diario talmente spontaneo di un pellegrinaggio ateo alla riscoperta di sè e dei rapporti umani, che anche il lettore si sente coinvolto gioendo e commuovendosi con la Collu.
Mi risulta difficile pensare che l’autrice goffa e anche spaesata difronte all’avventura di un siffatto viaggio sia la stessa persona che con serietà e professionalità ha condotto XFactor al posto di Cattelan. Eppure è così. Brava 👏🏻 Collu, chissà quali altre sfaccettature potremo conoscere di te!