Il fantastico è un genere intriso di magia, eventi misteriosi e creature sovrannaturali, e spesso è percepito come una pura evasione nell'irrazionale, nel superstizioso e nel fiabesco. Ma in molte storie di eroi, incantatrici, creature leggendarie e magie di ogni sorta c'è sempre più spazio anche per la scienza. "Incanto" è un viaggio alla ricerca della scienza nascosta in molti archetipi della narrativa fantastica. Come nasce il mito del drago? Cos'hanno in comune maghi e scienziati? Come funziona il martello di Thor? Che impatto hanno avuto i giochi di ruolo sulla codificazione della magia? Queste sono solo alcune delle domande che Michele Bellone, giornalista scientifico appassionato di narrazioni, affronta nel libro, cercando di smontare diversi pregiudizi su due mondi tutt'altro che inconciliabili. Perché se la scienza può generare la magia del fantastico, il fantasy può stimolare riflessioni sulla scienza.
Un piccolo (e nemmeno tanto, è piuttosto corposo) capolavoro sul fantasy e sulla scienza, due mondi solo apparentemente distanti, come sa chi frequenta abitualmente entrambi. L'edizione cartacea, peraltro, è un gioiello.
Edizione splendida e illustrazioni straordinarie. I miei complimenti.
Sono combattuta sulla valutazione da dare a questa lettura. I suoi momenti più alti li ha nel primo e nell'ultimo capitolo. Credo che il testo si concluda veramente bene, in maniera scorrevole e chiara, forse perché manca quello che ha appesantito il resto della lettura: un eccessivo numero di riferimenti letterari, al mondo dei giochi da tavolo, dei videogiochi, etc.
Ho attribuito tre stelle al testo perché a un certo punto sembra più un elenco di conoscenze nel mondo nerd che altro. Diventa quasi stucchevole e si perde di vista l'argomento scientifico che l'autore vuole presentare in relazione al mondo fantasy. Un vero peccato.
Un bellissimo (anche dal punto di vista estetico! L'edizione è veramente splendida) saggio sul genere fantasy e sul suo strettissimo rapporto con la scienza. Vi sono vari riferimenti ad alcune teorie e fenomeni della biologia, della chimica e della fisica, interessantissimi e totalmente comprensibili anche da chi non ha mai capito un accidente di quelle discipline (oui, c'est moi :) Sono numerose anche le citazioni ad opere appartenenti al genere, alcune di esse tra le mie preferite, come la saga di Percy Jackson di Rick Riordan, Il Signore degli Anelli (e in generale le opere) di Tolkien ma anche Harry Potter di J.K Rowling, la serie a fumetti Saga di Brian Vaughan e Fiona Staples e i fumetti Marvel...e questi sono solo alcuni esempi ;)
Libro scritto chiaramente da un vero appassionato e rivolto soprattutto ad appassionati, ma aperto anche a curiosi e interessati alla vastità del fantastico. L'unico appunto: avrei preferito che alcuni argomenti fossero trattati più approfonditamente, perché ho trovato certi paragrafi un po' troppo superficiali rispetto al mio interesse. Ciononostante, un libro ricco di spunti per riflessioni teoriche su scienza e narratologia, oltre che ricco di suggerimenti per le future letture.
Michele Bellone: Incanto - Storie di draghi stregoni e scienziati. Codice edizioni
“Nel 1976, Peter J. Hogarth, biologo all'università di York, pubblicò un articolo sul "Bulletin of British Ecological Society" nel quale esaminava, con la giusta dose di humor inglese, diversi aspetti dell'ecologia draconica: comportamento, ciclo vitale, dinamiche di popolazione (strettamente legate al numero di cavalieri e santi in circolazione). Parlò anche del numero dei loro arti, che sarebbe passato da quattro a sei (incluse le ali, ovviamente) nelle prime fasi dell'evoluzione. Qualche mese dopo, sulle pagine di "Nature", gli rispose Robert M. May, professore di ecologia all'università di Oxford. Pur riconoscendo che l'articolo di Hogarth fosse «indiscutibilmente seminale», May lo criticò proprio in relazione al numero degli arti: «Uno dei tratti più conservati dell'evoluzione dei vertebrati è la morfologia tetrapode» scrisse. Ciò significa che i draghi, insieme ad altre creature con sei arti come grifoni, centauri, pegasi e angeli, fanno parte di un gruppo del tutto separato dai tetrapodi, al quale invece appartengono le viverne e gli unicorni. Però, concluse May, «raggruppare insieme draghi e viverne è comprensibile date le somiglianze della loro ecologia, del loro comportamento e del loro aspetto. Rappresentano un significativo esempio di evoluzione convergente, nonostante differenze filogenetiche vecchie di almeno quattrocento milioni di anni.» Messa così, sembra dunque facile distinguere un drago da una viverna…”
Biologo, divulgatore e giornalista scientifico, Michele Bellone – firma di “Wired”, “Le Scienze”, “Oggiscienza” e curatore editoriale della saggistica per Codice Edizioni – esplora la “terra di mezzo” tra scienze e mondi fantastici. Territori inconciliabili? Assolutamente no: e non solo per l’elevato numero di scienziati e ricercatori con la passione per il fantasy e il fantastico, tra cui lo stesso Bellone e Licia Troisi, autrice delle saghe del Dominio, del Mondo Emerso, con alle spalle un dottorato di ricerca in astrofisica, che firma una appassionata prefazione a Incanto. Le scienze possono infatti fornire i substrati necessari a rendere credibili ambientazioni e creature. E allora spazio alle congetture: come può un drago volare e sputare fuoco? Usa idrogeno? Metano? etere dietilico? Immagazzina il combustibile in speciali sacche simili ai polmoni? E cosa ha ispirato i popoli di tutto il mondo che lo hanno, con infinite variazioni, immaginato e raffigurato? E ancora: cosa sostiene, dal punto di vista scientifico, la fantasia che ha partorito zombi, vampiri e altri non-morti? Il lettore è accompagnato alla scoperta di quanto possa rivelarsi labile il confine tra scienza (e tecnologia) e magia – secondo una celebre osservazione di Arthur C. Clarke, autore di 2001: Odissea nello spazio. Del resto, già James Frazer, antropologo, nel suo Il ramo d’oro (1890), sosteneva che nel corso dell’evoluzione l’umanità abbia sostituito la magia con la religione e la religione con la scienza “come strumenti di conoscenza del mondo”: teoria poi criticata, ma di grande influenza su autori come H. P. Lovecraft. Bellone mette in luce quanto sia fondamentale un sistema di regole – e un approccio scientifico – per costruire mondi (il processo noto come worldbuilding) e trame, pena il crollo della sospensione d’incredulità: quel patto tacito tra lettore e autore che permette l’immersione nella narrazione, nel gioco o nella visione. Arricchito dalle splendide illustrazioni di Elisa Seitzinger, Incanto è un saggio rigoroso e insieme godibilissimo: una miniera non solo per i nerd – naturali e celebrati destinatari del testo, depositari di una cultura che unisce “passione per il magico, il meraviglioso e il fantastico” a un profondo “interesse per la ricerca, la classificazione e l’analisi” – ma per qualunque lettore curioso, che vi troverà rimandi a saghe letterarie, universi cinematografici e seriali, e all’enorme galassia dei giochi.
Istruttivo, appassionante e a tratti anche divertente. Mi ha stregato la semplicità comunicativa scelta e le ricerche fatte per supportare l’idea alla base di questo libro che io stessx reputo importantissima: l’idea che scienza e immaginazione possono coesistere, la prima per supportare i fantasy nella sospensione dell’incredulità tramite leggi di coerenza interna, la seconda per farci comprendere quanto anche nella scienza esistono componenti di inventiva e creatività. Un breve saggio ma sicuramente non scarno nei contenuti, anzi: una brillante ricerca su scoperte scientifiche, mondi fantastici, leggi e regole del nostro universo e non solo. Sicuramente un ottimo punto di partenza per esplorare il modo in cui i mondi fantasy supportati da basi scientifiche funzionano ma anche per sapere l’origine alla base di tantissimi tipi diversi di personaggi che hanno fatto la storia degli archetipi narrativi e dell’immaginario comune, dagli zombie ai vampiri, dagli elfi agli stregoni!
Colpa mia che purtroppo ho capito solo dopo aver iniziato la lettura che questo è un libro scritto da un nerd a esclusivo uso e consumo di un pubblico altrettanto nerd. Mi aspettavo che il saggio spiegasse le ragioni scientifiche della nascita di creature magiche, di mondi letterari, del perché e del percome determinate soluzioni siano state adottate da scrittori, programmatori, sceneggiatori, e della loro relazione con la realtà. Invece l'autore nei suoi capitoli inserisce la spiegazione scientifica, e poi parte lo spiegone su tal autore e talaltro che invece hanno fatto questo, e poi quell'altro, e quell'altro ancora, fondamentalmente separando chi ha deciso di condividere suddetta spiegazione scientifica nelle sue opere, e chi invece s'è inventato le sue regole personali. E basta.
I contenuti sono stesi in maniera estremamente disordinata e non costante: per un certo argomento Belloni (che è un biologo e non un sociologo, né tantomeno un antropologo, con tutti i limiti "settoriali" che la sua specializzazione comporta) si limita a descrivere in quattro righe la realtà scientifica e poi la scavalca totalmente, per un altro invece (probabilmente quello che più è congeniale ai suoi studi personali) occupa pagine intere - e non c'è nemmeno la volontà di essere esaustivo: nella fretta di voler inserire quante più battutine ironiche possibili alcuni aspetti vengono sorvolati alla velocità della luce (sul mondo vegetale, sulla botanica e sulle sue potenziali implicazioni nel fantasy si sarebbe potuto redarre un libro intero, invece qui neanche due facciate, peraltro infarcite di banalità che persino un potterhead alle prime armi avrebbe potuto raccontare. E non voglio nemmeno soffermarmi su quanto si sarebbe potuto dire a proposito del vampirismo).
Per non farci mancare nulla, all'incirca dalla metà ecco che la realtà viene (quasi) completamente messa da parte per iniziare con gli spiegoni sui vari worldbuilding messi a confronto l'uno con l'altro, di nuovo in una sequela di nomi e speculazioni fini a se stesse che possono interessare al massimo gli adetti ai lavori.
Questo manuale è un prodotto di nicchia indirizzato a uno specifico target di strenui appassionati del fantasy e/o della fantascienza, inutilissimo per farsi una cultura o togliersi delle curiosità (almeno: per chi ha già esperienza di folklore e del suo rapporto coi miti e le leggende da un punto di vista antropologico, nonché ha studi scientifici alle spalle, queste sono tutte cose già dette e ridette e anzi, ce ne sarebbe stato in più da aggiungere...), perciò la conclusione è che ho sperperato lo SPROPOSITO di €20. Si salvano le pregevolissime illustrazioni di Elisa Seitzinger, per il resto è fuffa ben confezionata.
A seconda della vita di ciascuno ci sono periodi dell'anno in cui è più difficile leggere (lavoro, studio, situazioni esterne...). Per me i mesi a cavallo dell'anno nuovo sono sempre impegnativi dal punto di vista lavorativo e questo libro ne ha pagato un po' le conseguenze, in modo del tutto immeritato!
Incanto nasce da un'idea: avere una mente scientifica non preclude lo sviluppo della passione per il fantastico, il fantasy, i giochi di ruolo e via dicendo. Anzi. Ci sono un sacco di ragioni per cui anche l'invasato della scienza più convinto può subire la fascinazione di libri, film e serie tv a tema fantastico. Un piccolo elenco, anche se non esaustivo, delle ragioni che Bellone individua: - la costruzione di scenari è tanto più credibile quanto più ha un'armatura solida alle spalle; scrivere un libro fantasy non significa mettere insieme un guazzabuglio di magie, ma costruire ipotesi, sviluppare linee.. - molte creature fantastiche vengono sviscerate nei libri fantasy (Bellone parla molto dei manuali di Dungeons and Dragons dove c'è una specie di analisi delle caratteristiche biologiche dei draghi) proprio come farebbe uno scienziato che scopre una nuova specie; - il senso di potere che spesso accompagna il mago è lo stesso che a volte circonda lo scienziato che ha chiavi di lettura del mondo diverse da chi non è esperto in materia.
Quello che riesce a fare Bellone è scrivere un saggio (bellissimo, con delle illustrazioni splendide, merito alla disegnatrice che se ne è occupata!) non noioso e pieno di spunti per gli appassionati "nerd" ma anche per chi, come me, al fantasy non si è avvicinato particolarmente negli anni. Insomma è una lettura godibile e molto curata.
Una nota di merito va all'ultimo capitolo del libro, dove Bellone riporta tra le tante cose alcuni stralci dei commenti di Odifreddi sul fantastico, che per lui sarebbe la causa degli scarsi risultati matematici degli studenti italiani. Non avevo bisogno di ricordarmi perché l'Odifreddi nazionale mi desse fastidio, ma così ho finalmente una ragione nuova per tenerlo a mente.
Un saggio bellissimo sul fantasy, sulla scienza e su cosa li accomuna. La prima parte è stata per me fonte di meraviglia assoluta. Interessante, divertente e alla portata di tutti. O almeno, di tutti coloro che sanno ancora cosa significhi voler ampliare i propri orizzonti. Imperdibile se si è appassionati del genere.
"Incanto" di Michele Bellone è il tentativo di avvicinare due mondi apparentemente molto lontani: quello della scienza e della razionalità, e quello della fantasia e dell'immaginazione.
L'autore riesce in questa impresa grazie alla sua notevole cultura, che è sì quella di un divulgatore scientifico, ma anche quella di un grande esperto di libri, film, videogiochi e giochi di ruolo. È solo grazie alle sue conoscenze e al suo enorme lavoro di ricerca che Michele può passare con agilità dalla genetica ai vampiri, dai draghi alla chimica, dal mondo della magia a quello della ricerca scientifica.
E alla fine devi ammettere che sì, ha ragione lui: tra scienza e fantasia, tutto sommato, non c'è poi questa grande distanza. Perché dietro ogni leggenda, ogni mostro, ogni magia, c'è spesso un fenomeno naturale, e dietro ogni scoperta scientifica c'è l'incanto di una mente curiosa che vuole capire il mondo.
Una bellissima analisi di cosa è il genere fantasy e come è cambiato nel corso del tempo in funzione delle varie scoperte scientifiche. Uno sguardo scientifico sul perchè sono cambiate certe rappresentazioni citando nel contempo un numero importante di "classici" del genere. Se siete interessati al perchè e al come... ecco, ve lo consiglio caldamente.
Saggio scorrevole e in un'edizione affascinante. Non do 5 stelle perché soprattutto nella parte centrale avrei "voluto di più" sia sul versante narrativo sia su quello scientifico, con più esempi e più spiegazioni, ma è perfettamente giustificato nel voler rimanere una lettura con scopo divulgativo e senza eccessivi tecnicismi.
L'evasione dalla realtà, il pensiero che possano esistere altri mondi, altre creature senzienti, sono solo alcune delle cose che nel corso della storia si sono mantenute immutate nella mente umana, nonostante il susseguirsi delle guerre, delle religioni, delle correnti artistiche o di pensiero. I miti che ci giungono dalle civiltà antiche una volta erano credenze, ora lo chiamiamo fantasy. E in questo fantasy è possibile ritrovare secoli e millenni di immaginazione umana. Incanto si propone di analizzare svariati elementi di questa cultura tramandatasi fino ai giorni nostri, disquisendo non solo delle loro origini ma anche delle fisica che in qualche modo li governa per renderli più realistici o adatti alle leggi universali che ci governano. Non solo draghi, vampiri o licantropi, ma anche stregoni e alchimisti finiscono sotto la lente di ingrandimento di Michele Bellone, che ci regala dunque un ottimo strumento per meglio comprendere un mondo fantasy che sebbene non esista ha solide radici con la nostra realtà. Di pregevole fattura, con carta di prima qualità (davvero, mai sentita una carta del genere in un libro) e ottimi disegni che accompagnano il testo, Incanto non solo è consigliato per chi ama il fantasy, ma anche per coloro che desiderino approfondire un tema nuovo o al quale si stanno affacciando. Infine, è una miniera di riferimenti per completare la reading challenge annuale!
Sarà una recenqualcosa diversa dal solito, certamente più breve e sicuramente con meno citazioni perché non può essere recensito come un volume di narrativa. Il volume è bellissimo grazie alle illustrazioni di @elisaseitzinger che lo rendono decisamente un must have.
Scienza e fantastico sono gli opposti della stessa medaglia? No, non lo sono ed in questo saggio Michele Bellone smonta tutti i pregiudizi che vedono questi mondi come inconciliabili. Una cosa che ha risvegliato nella mia mente da medievista il modo in cui il sapere veniva trattato proprio nel Medioevo. Un sapere enciclopedico che non vedeva confini fra l'una e l'altra materia considerandole intrecciate fra loro senza la possibilità che l'una escludesse o si contrapponesse all'altra. Che poi questo fosse finalizzato per raggiungere la conoscenza ultima che era la Teologia, son dettagli effimeri. Ogni modo, come dicevamo, quest'unione fra scienza e fantastico, fra approccio scientifico ed immaginazione è una verità che qui viene percorsa ed analizzata nei differenti capitoli.
Si parte dai Draghi, passando alla vita e alla morte, per poi analizzare i le fonti del potere, i metalli e gli oggetti magici, la tecnomagia, la figura del mago, la costruzione dei mondi ed infine concludere con un capitolo dedicato interamente proprio al dualismo fra scienza ed incanto. Un viaggio che può essere un ottimo volume d'inizio nell'analisi e nell'approfondimento della nascita delle figure fantastiche e di mondi immaginari. Tappa dopo tappa si analizzano realismo e la verosimilità che stanno alla base di una buona narrazione del fantastico. Chi è che sopporta un buco di trama? Chi è che sopporta un sistema magico od un mondo che non hanno regole e limiti? Spero nessuno, perché significherebbero un lavoro di worldbuilding incompleto e fatto male. (si qui lo dico e non lo nego)
Una lettura che va gustata con attenzione, non è un volume che va divorato, al contrario bisogna prendersi il giusto tempo per assaporarlo. Alcuni concetti si ripresentano da un capitolo all'altro ma non l'ho trovato fastidioso, anzi. In un saggio capita spesso che l'autore rimarchi concetti già affrontati perché necessari nel capitolo successivo e questo è un saggio in tutto per tutto, sicuramente se non si è abituati a leggerne non nego che possa risultare insolito o noioso, dipende da che tipo di lettore si è. Un viaggio nel quale ci vengono proposte situazioni reali e la loro applicazione tramite immaginazione e fantastico, come alcuni processi evolutivi.
Come sempre io non vi dirò cosa c'è scritto all'interno, quello dovete scoprirlo da soli leggendolo. Un volume che chiunque stia creando o si stia approcciando alla creazione di un mondo fantastico e di un sistema magico dovrebbe tenere nel cassetto. Non solo perché porterà a riflettere sulle scelte narrative o darà ispirazione per motivare alcune di quelle ma anche perché aiuterà la nostra mente ad un approccio scientifico che migliorerà sicuramente la verosimilità del nostro testo. Inutile negare poi che visti i numerosi richiami a libri, videogiochi e film, le mie numerose wishlist hanno tragicamente assistito ad un allungamento drammatico. Io l'ho sempre detto che rimarrò su questa terra come fantasma a risolvere le questioni irrisolte, le mie saranno le wishlist.
Incanto. Storie di stregoni e scienziati non è un romanzo. Leggere le prime pagine di prefazione di Licia Troisi lo ha reso abbastanza chiaro fin da subito e devo dire che in un primo momento ero quasi tentata di lasciare perdere, ma la grafica di questo libro, lo spessore delle sue pagine, mi hanno spinta a continuare e ne sono davvero felice perché seppur scritto in uno stile saggistico l'opera di Michele Bellone illumina gli amanti di fantasy e quelli della scienza, tutti i nerd che si sono sempre sentiti un po' in colpa ad ammettere ad amici, conoscenti, colleghi e parenti del loro amore per la logica e per la fantasia, per la magia e per la scienza, per il pensiero razionale e per il mistero. In questo libro Bellone fa un'attenta analisi del mondo del fantasy e di come questo abbia radici profonde con la nostra cultura, ma anche moltissimi legami con la scienza. Insomma, arrivata alle ultime pagine ho davvero sperato che potesse continuare, nonostante non ami i saggi devo dire che in questo libro c'è uno spunto interessante non solo per chi ama leggere, guardare o giocare a contenuti magico/scientifici, ma anche per chi ama scriverne.
La maggior parte dei miei compagni di dottorato è appassionata di Dungeons & Dragons e/o fantasy. Onestamente non mi sono mai chiesta perché: sono cose da nerd, e molti dottorandi in fisica sono nerd, me compresa. Ma questo libro mi ha fatto capire che per molte persone l’associazione tra scienza e fantasy non è per nulla scontata, ed è anzi inspiegabile. La ragione principale è che la scienza è vista come qualcosa di rigoroso e legato alla ragione e alla realtà, mentre il fantasy è considerato una fuga totale dalla realtà, e la fiera dell’irrazionalità. Quello che sfugge a queste persone è il fatto che la scienza, e soprattutto la ricerca scientifica, richiedono una buona dose di creatività e immaginazione. Altrimenti come sarebbe possibile per gli scienziati immaginare e scoprire cose che nessuno ha mai fatto prima? A sua volta, il fantasy è frutto della lunga costruzione di un mondo, che spesso può contenere sistemi magici complessi, e richiede una buona dose di pianificazione. Questo libro spiega tutto questo e anche di più, oltre a farti venire voglia di leggere quanti tra i titoli citati non sono ancora nella tua libreria. Si percepisce durante tutta la lettura l’amore che l’autore nutre per il fantasy, e anche il fatto che è egli stesso uno scienziato.
Non pensavo avrei mai letto un libro che parlasse contemporaneamente di magia e scienza. E invece l'ho fatto ed è risultato parecchio interessante! Ho apprezzato sopratutto la prima metà del libro dove vengono ricercate spiegazioni scientifiche a varie creature fantastiche come i draghi, vampiri, zombie e altre creature mitologiche. Ma anche scoprire di più su tutta la parte anche di creazione e studio del worldbuilding e studio dell'ecologia, dei sistemi sociali, zoologici ecc. da parte degli autori, della storia della creazione dei giochi di ruolo e da cosa deriva tutto ciò che amo leggere. E' stata davvero una lettura interessante, anche se la seconda parte ho fatto più fatica a seguirla perchè si andava troppo nello scientifico e in spiegazioni troppo particolareggiate su materie di fisica ed evoluzione. Ho però sicuramente trovato molti titoli e autori che non conoscevo del mondo del fantasy che andrò a ricercare per aumentare la mia cultura di questo genere.
Incanto di Michele Bellone, mi ha letteralmente stregato Innovativo, interessante, per me che sono cresciuta con i fantasy è stata un’immersione completa nei segreti di un meraviglioso labirinto. In questo libro l’autore racconta e spiega da cosa nascono e come vengono resi realistici, in chiave scientifica, tutti gli archetipi del mondo fantasy che siamo abituati a conoscere. Dal mito del drago al martello di Thor, Michele Bellone ti porta per mano alla ricerca dei perché che ognuno di noi, leggendo fantasy, si è chiesto almeno una volta nella vita. È un viaggio che consiglio a tutti di cominciare: non spaventatevi, non ci sono paroloni scientifici superlunghi o impossibili da pronunciare😂 Michele è stata un’ottima guida, dal linguaggio scorrevole, ironica e divertente🥰 Dovevate vedermi ogni volta che trovavo qualche riferimento a qualcosa che ho letto o visto: le mie facce e i miei urletti da fan erano impagabili🥰😂 Per me, appassionata di scienza, giocatrice di D&D e divoratrice di fantasy, è stato un incontro mozzafiato e una lettura super appassionante. 😍 Quando l’ho preso avevo delle aspettative stellari, grazie anche alle magnifiche illustrazioni ma non sono state assolutamente deluse, anzi!
Segnalatomi dal prof. Ciardi, Incanto è davvero una lettura gustosa per chi voglia analizzare le origini e il legame tra scienza e magia, anche e non solo in letteratura. In un viaggio tortuoso e affascinante tra creature fantastiche e alchimia, tra ambienti e mondi che si evolvono e si creano, Bellone ci racconta come il filo rosso che lega la scienza con la fantasia sia saldo e assolutamente proficuo per entrambe le vie, che si completano e aiutano a vicenda, creando idee e meraviglie, storie e nuove scoperte.
#Incanto #MicheleBellone #Saggi #fantasy Molti spunti interessanti, tante notizie utili per capire un genere che amo poco ma mi incuriosisce molto. Un saggio ben scritto, piacevole, intrigante con un ottimo senso del ritmo. Bellone è uno di quegli autori appassionati che sanno trasmettere la loro passione e che, a fine lettura vorresti ringraziare personalmente anche se non sempre ti sei trovata d'accordo con quello che leggevi. Vale la pena di prendere l'edizione cartacea davvero accattivante.
Scienza e fantasy sono spesso messi in contrapposizione. Come ci ricorda l'ultimo capitolo di questo libro, sono diversi gli scienziati che, in nome della difesa della razionalità, hanno preso posizione "contro il fantasy". Ma il legame tra scienza e fantastico, in tutte le sue forme, dalla letteratura alle serie tv, dai videogames ai giochi di ruolo, è più profondo di quanto possa apparire a un'occhiata superficiale.
È possibile trovare scienza al di fuori dei libri di testo e gli articoli scientifici? La risposta è sì, e Incanto ci guida alla scoperta di luoghi che ci sembra impossibile possano contenere aspetti scientifici. Immergetevi in mondi fantastici fatti di maghi, alchimisti, draghi e chi più ne ha più ne metta. Tornerete incuriositi e sbalorditi!
Bel libro analizza il mondo fantasy, quasi a 360° in tantissimi suoi aspetti. Molte volte però cita troppe fonte che disorienta il lettore. Però in fin dei conti è un gran bel libro. Consiglio a tutti gli amanti dei fantasy e della scienza.