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Labambina

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Nata a Zurigo da madre zingara di ceppo Jenisch, e vittima come altri figli del popolo nomade dell'iniziativa di sedentarizzazione forzata del popolo zingaro organizzata dall'Opera di soccorso per i bambini di strada, Mariella Mehr riversa in queste pagine la sua vicenda autobiografica. Senza nome e senza parola, all'inizio una voragine priva di contorni perché priva di storia, Labambina adottata in un villaggio anch'esso senza nome, è il centro durissimo, il nucleo di pietra di questo romanzo. Stanno, intorno a lei, allineati in una circolarità attonita che li intrappola, gli abitanti del villaggio. Si direbbe uno scenario fisso, un affrontarsi di ruoli che impone alla bambina muta di subire nella generale indifferenza, mentre dentro di lei si nutre un germe di vendetta. L'espressionismo crudo di Mariella Mehr, la torsione del linguaggio, sostengono dalla prima all'ultima riga l'incalzare dei soprusi facendo emergere la violenza, quella fisica e quella psicologica, come unico elemento dinamico in grado di provocare episodici contatti tra la vittima e i suoi carnefici. Col procedere della scrittura, le figure piatte del romanzo, urtate dalla presenza inquietante della bambina, prendono puntualmente vita, proiettate nella dimensione lineare del tempo riacquisiscono una storia e così la scena man mano si anima in un intricato groviglio di ambizioni mancate, promesse non mantenute, speranze tradite.

205 pages, Paperback

First published January 1, 1995

47 people want to read

About the author

Mariella Mehr

23 books7 followers
(1947) Born in Switzerland, Mehr is a poet, novelist, and dramatist belonging to the Yeniche, a nomadic group with Scottish Traveller origins. She identifies with the Romani people and champions the causes of outsiders and oppressed minorities. She was a victim of the government project, Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse (“Relief Organisation for Rural Street Children”), which separated Yeniche children from their parents. Mehr was moved between sixteen orphanages and three reformatories as a child. She was committed to a mental institution four times and spent nineteen months in a women’s prison. She is one of the founders of the “International Romani Writer’s Association” (IRWA) in Helsinki which was dissolved in 2008 due to lack of interest by Roma writers and Roma in general. Her debut novel, “Steinzeit” (Stoneage, 1981), was met with high acclaim which, 14 books later, has only grown, and in 1998, her work was recognized with an honorary doctorate from the University of Basel. Her poetry, translated into English, is featured in The Roads of the Roma: a PEN anthology of Gypsy Writers.

http://www.vidaweb.org/twenty-gypsy-w...

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Profile Image for Paola.
256 reviews15 followers
March 13, 2018
Un libro difficile da leggere, sia per i contenuti che per lo stile. Labambina non ha nome, Labambina non parla. Tutto viene descritto e raccontato attraverso il filtro distorto della percezione che Labambina ha del mondo, un ambiente crudele di morte e dolore, dove il dolore fisico è salvezza e non c'è nessuna speranza. A colpire duramente il lettore non sono soltanto le molestie fisiche, che in qualche modo ci si aspetta, ma ancora di più quelle psicologiche, la grettezza superstiziosa della gente del villaggio, la malignità, la cattiveria senza fine. Labambina non appartiene a niente e a nessuno, la solitudine fuori e dentro di sé è insopportabile.
Profile Image for Francesca.
Author 2 books14 followers
July 30, 2020
Tagliente e crudo, una completa immersione nel punto di vista di un'infanzia turbata e senza luce. Espressionista eppure preciso, in un intreccio narrativo a tratti corale e a tratti estremamente introspettivo, svela i dettagli più crudi e disumani, e soprattutto contraddittori, di una realtà discriminatoria passata in sordina tra le pagine della storia europea del secolo scorso.
22 reviews
April 6, 2021
Un tema molto interessante ed una scrittura sicuramente innovativa. Ha il suo stile questo è certo ma è difficile da seguire, poco coinvolgente. Insomma mi è risultato pesante da portare a termine pur riconoscendo le doti della scrittrice
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