La ragazza è sdraiata sulla pancia, vicino al bordo della piscina comunale. È nuda, il viso coperto dai lunghi capelli biondi, e persa in un sonno profondo. Questo, almeno, è ciò che pensa Rosario, anziano custode della piscina con lontani precedenti penali. E ha un altro pensiero, guardando quel corpo statuario che mai più gli capiterà così disponibile: vuole approfittarne. Quando i suoi occhi le si posano sul volto, però, l'uomo capisce che la ragazza non sta dormendo. È morta. È stata uccisa. E lui ora può solo fuggire. Il pubblico ministero Emma Bonsanti è tornata da qualche tempo a Bari, dove aveva vissuto un'adolescenza resa drammatica dalla violenza politica, dopo lunghi anni trascorsi in una Milano da cui è scappata per il suicidio di un suo indagato. Il caso di Alessia Abbrescia, una ragazza di appena diciott'anni, bellissima e di ottima famiglia, la scuote nel profondo. Perché c'è qualcosa in ciò che dicono di lei i genitori e gli amici, una figlia modello, senza nemici, né piccole grandi tristezze o colpi di testa da adolescente, che stride con la sua morte, con il luogo e la modalità in cui è stata ritrovata. E poi nella vita di quella ragazza, nel rapporto difficile con una madre ingombrante non riesce a non rivedere se stessa. E allora vale la pena andare a fondo, cercare sotto la superficie offuscata dalle testimonianze per scoprire chi era realmente la vittima e trovare il colpevole. Svelando a uno a uno i segreti di una società falsa e accecata dal potere, dove tutto e tutti sono sacrificabili, Emma si troverà di fronte a una realtà drammatica che, forse, non avrà voglia di guardare. Un giallo sui segreti di ogni famiglia perfetta. Segreti che, quando emergono in superficie, distruggono ogni cosa.
e poteste parlare con la madre di Alessia e chiederle di descrivervi la figlia, lei risponderebbe esattamente così: <> Però Alessia è stata uccisa e lasciata nuda sul bordo di una piscina.
Il tema principale del romanzo sta tutto qui, cosa che si poteva prevedere anche dal titolo azzeccatissimo: il rapporto genitore - figlio. La madre di Alessia vuole tenerla sotto controllo e muoverla come una pedina sulla scacchiera della vita. Dai racconti degli amici della ragazza emerge che la signora Abbrescia inculca alla figlia una dottrina di falsi valori basata sulla superiorità del ricco e sulla sete di potere. Se da una parte Alessia condivide il pensiero della madre che sfocia in un classismo ripugnante, dall'altra non accetta di essere controllata. Proprio per questo decide di far credere alla madre di essere ciò che lei vuole e di vivere la sua vita come meglio crede eludendo la sorveglianza.
Anche Ludovica, amica di Alessia, vive una situazione simile. I suoi genitori sono molto credenti e vogliono che la figlia condivida l'amore per Dio e soprattutto per la famiglia.
Il rapporto più conflittuale è indubbiamente quello del ministro Emma Bonsanti con sua madre. Mi è piaciuto molto come è stato affrontato durante tutto il libro e soprattutto nel finale.
In tutto la storia, dunque, si ha a che fare con genitori che si impongono sui figli, che decidono per loro e che dimostrano una totale incapacità di essere educatori. L'autore però non fa di tutta l'erba un fascio. Carla, un'amica di Emma, si esprime così sull'argomento:
Dovremmo semplicemente insegnare l'amore ai nostri figli e lasciarli liberi di essere diversi da come vorremmo che fossero. Mi è piaciuto molto lo svolgersi delle indagini: tanti probabili colpevoli e poche certezze che però bastano a Emma per risolvere il caso in modo brillante. Ho avuto dubbi sull'identità dell'assassino fino alle ultime pagine. Nelle prime pagine pensavo fosse uno degli indagati. Verso metà libro ero convinta che fosse una persona non indagata. Ho messo in dubbio le mie teorie ogni volta che si presentavano nuovi indizi. L'autore è riuscito a rendermi totalmente partecipe delle vicende. Molto ben costruito il personaggio del sovrintendente Lorusso che appare semplice e superficiale nelle prime pagine, ma si dimostra una bellissima persona con l'evolversi della storia.
Il libro è coinvolgente e spinge alla riflessione in ogni pagina.
Ho tolto una stella perché non ho apprezzato lo stile dell'autore: non è nelle mie corde.
Protagonista della vicenda è il pubblico ministero Emma Bonsanti. In una Bari bene solo all'apparenza, si scandagliano le vite di figli agiati dalla ricchezza, viziati e coccolati ma che nonostante questo, vogliono qualcosa di diverso da quello che i genitori gli prospettano. Alessia Abbrescia diciottenne, viene trovata in piscina, nuda bellissima e morta. Rosario il custode vorrebbe approfittarne, visto che la ragazza è una di quegli ospiti ricchi e strafatti che arriva da una nottata di bagordi, ci mette un po' a capire che Alessia è morta e quando lo capisce deve scappare perché i suoi precedenti penali e le sue amicizie sono già una condanna. Il P.M. capisce che c'è qualcosa di strano nella scomparsa del custode, la sua esperienza è rivelatrice, dopo gli anni passati a Milano che l'hanno profondamente segnata tanto che lasciò la citta lombarda, dopo il suicidio di una persona che indagò. Chi era veramente Alessia? Se la Bonsanti trova questa risposta, troverà anche il nome del suo assassino. Angela Abbrescia è una madre scomoda, ha riempito la testa della figlia con il potere, i soldi, l’arroganza, un classismo esasperato, vuole tenere tutto sotto controllo, Alessia doveva frequentare solo chi decideva lei, voleva sceglierle anche il fidanzato. Proprio per questo un figlio tende a fare l'opposto e Alessia si divertiva a fargliela sotto il naso. Brutte amicizie, spacciatori, famiglie mafiose, loschi individui, politici faccendieri, entrano a far parte della vita della vittima. Emma rivede se stessa in Ludovica, l'amica fidata della vittima, rivive parte della sua adolescenza con la sua amica del cuore Carla, che ancora frequenta e con la quale ha un rapporto stretto. Ad aiutare la Bonsanti c'è il sovrintendente capo Michele Lorusso, uno che lascia una pessima prima impressione, ma in realtà è il personaggio che ho apprezzato di più. La storia è scorrevole, alcuni dialoghi molto divertenti, soprattutto se c'è di mezzo Lorusso. Mi è piaciuta molto la descrizione delle indagini che procedono assiduamente con dettagli, incroci di tabulati, alibi e verifiche sugli indagati. Un po' meno invece la vita dei protagonisti coinvolti che non rientrano nei canoni di normalità. 03/05/19
Bello, l’ho letto quasi di un fiato. Scrivo quasi perché l’ho letto durante un trasloco! E nonostante la stanchezza è riuscito a tenermi sveglia! Consigliato.