Australia. Antonia, giovane madre fuggita da Napoli con tutta la famiglia quando era ancora bambina, e Jenny, figlia fragile e problematica, sono legate da un rapporto profondo e quasi magico. La forza che le unisce si attorciglia però ai loro cuori come una serpe, impedendogli di avere rapporti normali con le persone che le avvicinano. Antonia ha un carattere troppo forte per gli uomini che incontra, e Jenny al contrario una fragilità destinata a renderla una vittima perfetta. Eppure c’è dell’altro. Forse su di loro grava qualcosa di simile a una maledizione, nata da una grazia terribile che la Madonna dell’Arco sembra aver concesso... Sarà un’occasione inaspettata a permettere alle due donne di fare i conti con una verità troppo a lungo taciuta e, con una nuova consapevolezza, finalmente ridare forma alla propria esistenza. Ex voto, il nuovo romanzo di Marcello Fois, fonde moderno e antico, religione e superstizione, mistero e storia famigliare mettendo in scena, in modo sorprendente, il più classico dei riti di passaggio: spezzare le catene di una vita e trovare, finalmente, la propria strada.
L'ex voto è, in pratica, una specie di pagamento del debito che si ha verso la Madonna, o il santo, che ha esaudito la preghiera. Come ogni rapporto di debito, ha insito in sé un rapporto di colpa. In particolar modo, quello dell'uomo verso il divino: un rapporto costantemente colpevole e costantemente affidato alle paturnie divine, alla sua intercessione e alle sue punizioni. Ex Voto - più un racconto lungo che romanzo - racconta la storia di Antonia che si è trasferita in Australia insieme ai suoi genitori, fuggendo da Madonna dell'Arco, piccolo paese nell'hinterland napoletano, per le voci che giravano attorno alla madre (accusata di aver chiesto alla Madonna di ammazzare la matrigna). Qua, in Australia, Antonia, ormai diventata donna e madre, vive costantemente piena di rabbia, i rapporti con la madre quasi inesistenti, il fidanzato tenuto a distanza costantemente, punendolo, quasi, ogni volta che lui prova ad avvicinarsi. A rendere ancora più complicata la sua situazione emotiva è Jenny, figlia diciassettenne che sembra mentalmente ferma a quando aveva pochi mesi. Ovviamente, nelle poco meno di cento pagine del racconto, Antonia affronterà questa sua distanza. Ora, la cosa interessante di Ex Voto - a parte il rapporto madre, figlia, inteso sia come Antonia con sua madre, sia come Antonia e sua figlia, particolarmente classico - è l'ambivalenza fra fede e superstizione su cui riesce a muoversi Fois. La differenza fra fede e superstizione è abbastanza intuitiva, alla fin fine: per il credente è fede, per quello che non ci crede è superstizione. Fois, già scegliendo di ambientare il racconto durante il week end pasquale, si muove su questo doppio binario. Tutta la vicenda, in particolare il risveglio di Jenny, può essere letta come un'intercessione sacra o una vicenda completamente umana. Lo stesso paragone fra Jenny e la Madonna dell'Arco, con la sua ferita sulla guancia, è emblema di questo dualismo. Ma Fois non è spettatore imparziale. Se, infatti, lascia comunque spazio alla fede, al contempo si scaglia piuttosto violentemente contro la cecità di una fede che impedisce di vedere la realtà: la vita di Antonia e della sua famiglia è stata segnata dalla superstizione degli abitanti del paese che, ignorando una verità ben più terrena (le molestie del parroco), hanno creato una narrazione magica, fatta di preghiere e maledizioni. Il racconto si chiude lasciando spazio all'umanità di Antonia e al suo tentativo di apertura. Ma già era racchiuso tutto nella prima pagina, in fondo: "Pensò che i miracoli esistono. Quel pomeriggio, per esempio, che era sembrato volgere al brutto e invece aveva rivelato un tepore inaspettato", "Certi piccoli miracoli si manifestano sotto forma di tutto che continua, come una specie di nulla ostinato; come un chiaro segno di pace senza compromessi". Lontano da Madonne e santi, il miracolo è un giorno di sole, un abbraccio, un tepore improvviso, l'intimità e l'amore.
Romanzo breve. Su ammissione dell'autore stesso, questo romanzo è un'ideale step narrativo di un progetto che vede come protagonista il culto della Madonna dell'Arco. In questo senso, il romanzo risulta (volutamente?) incompleto nella caratterizzazione dei personaggi, lacunoso nella storia, tuttavia pure inconcludente nel significato. L' autore ha una sua cifra stilistica precisa, e questo sicuramente non rende la narrazione spersonalizzata, il problema è proprio la storia, che non c'è, non ci sono riflessioni su quello che accade, non c'è una chiara dimensione spazio-temporale che almeno ci faccia seguire quel poco che succede con un minimo di partecipazione. Per me è un grosso no.
Ex Voto affinchè libri migliori di questo siano pubblicati
Libro scadente. La trama poteva anche essere interessante ma è come delineata che fa rimpiangere i 10 e passa euro spesi per acquistare il libro. I dialoghi sono tanto irreali quanto inutili. I personaggi sono delineati malissimo, non si capisce la logica che sta dietro a determinate scelte. Inversimile, superficiale. Lessico sciatto. Vermanete niente di eccezionale. Do 2 stelle, solo perchè 1 è riservato agli scempi tipo le sfumatore di grigio, ma è veramente un brutto libro.
Doppia traslazione che trasferisce Nuoro ad Adelaide via Napoli. Fois è uno scrittore sicuramente attrezzato per spaziare (anche geograficamente) ma in questo caso qualcosa sembra non funzionare benissimo. Più che l'ambientazione forse è la premessa: i miracoli non esistono.