Un litigio risveglia pensieri insopportabili e Giulia salta in macchina, guida giù per la valle, ingoia pastiglie. Si sveglia all’ospedale psichiatrico, e diventa una vuole uscire subito, tenta in tutti i modi di fuggire, rifiuta le cure e i camici bianchi. La dottoressa Sortelli ci mette tanto a conquistare la sua fiducia. La spinge a raccontare la storia della sorella Annalisa, che per Giulia è un macigno da superare. Una volta aperto il cuore, tutto si da prigione, l’ospedale diventa una culla, e Giulia non vorrebbe più rinunciare alla sua tiepida protezione. Non si sente pronta ad affrontare la propria fragilità, e il rischio della vita vera. Nel pieno di questa resistenza, irrompe in reparto Alex Sanders, tutta fuoco e tempeste. Porta il fascino della fuga irresponsabile, e Giulia non resiste.
Ritratto rispettoso ed intimo del mondo della sofferenza mentale. Intreccio di storie che donano una cornice di senso al disturbo, privato di ogni etichetta. Bella la centralità dei legami, autentici i dialoghi tra utenti e personale sanitario. Scrittura forse acerba in certi passaggi, ma l'intento é vincente.
📖“Fuori per sempre” di Doris Femminis racconta di Giulia e di come sia finita internata in un ospedale psichiatrico dopo aver ingoiato delle pasticche. E’ agitata e non vuole rimanere lì, cerca di scappare ma viene trattenuta.
👩🏻⚕️L’unica in grado di tenerla sotto controllo è la Dottoressa Sortelli che con amore e pazienza riesce a conquistare la fiducia di Giulia e a farle tirare fuori tutta la sofferenza che tiene dentro di sé. Questa apertura di Giulia è stata possibile grazie a quella che in gergo viene definita alleanza terapeutica.
❤️Il termine nasce nel contesto della psicoanalisi e viene usato per definire la creazione di una relazione tra medico e paziente nel qui e ora. E’ costituita da 3 elementi: la condivisione di compiti reciproci all’inizio del trattamento, la condivisione di obiettivi e il tipo di legame affettivo che si crea che è caratterizzato da fiducia e rispetto.
🧠Negli ultimi anni l’alleanza terapeutica è stata oggetto di molti studi dai quali è emerso che ci sono delle caratteristiche del terapeuta che possono agevolarla, come l’empatia, l’essere collaborativo con il paziente, la parsimonia nelle interpretazioni, mentre ci sono altre che la ostacolano, ad esempio lo scarso coinvolgimento emotivo o l’uso inappropriato delle self disclosures (raccontare fatti privati). Ci sono ancora degli studi in corso, ma anche dalla semplice lettura di questo libro vi sembrerà chiaro quanto l’alleanza terapeutica medico-paziente possa essere effettivamente predittiva del buon esito di un percorso di psicoterapia.
Da tempo volevo recuperare questo romanzo di Femminis, e ci sono arrivata grazie all’altro suo “Chiara cantante e altre capraie” (appena ripubblicato da temposospeso).
“Fuori per sempre” è un romanzo con una bella struttura, un intreccio di voci e una trama che prosegue con una linearità che appartiene al tempo del romanzo: dunque articolata, non scontata o banale. In un momento storico in cui sembra sempre che si debba guardare il proprio ombelico e procedere a ritmo del “Caro diario” ritrovare una scrittura e una struttura così agile, ricca e complessa mi ha davvero fatto del bene.
“Fuori per sempre” racconta la realtà dell’ospedale psichiatrico di Mendrisio, quello di là dalla collina dove ho fatto il liceo. Dentro c’è un sacco di Svizzera e un sacco di mondo. Racconta di adolescenza e di paura di crescere, del labile confine tra realtà e follia.
Di donne e salute mentale. A suo modo, come “Chiara cantante”, è anche un romanzo che racconta le valli con quello sguardo disincantato e affettuoso al tempo stesso.
Questo libro mi è stato regalato da un caro amico e mi ci sono fiondata immediatamente. La storia ha grandi potenzialità e alcuni passaggi sono estremamente potenti. La caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi è molto curata e in alcuni momenti si ha davvero la sensazione di essere in mezzo al bosco o dentro un ospedale psichiatrico. Sono tuttavia molto perplessa e poco convinta dallo stile narrativo utilizzato dall'autrice, poco classificabile e poco fluido, come se a tratti chiedesse in prestito stili diversi in assenza di una propria identità. Ho fatto molta fatica ad arrivare in fondo, alla fine. Punti di forza: la storia e i personaggi Punti deboli: lo stile di scrittura
Nonostante il tema intenso, lo stile della scrittrice è incredibilmente fresco e coinvolgente. La storia risulta un po’ disarticolata e i personaggi benché non siano banali, sembrano leggermente sfuocati.